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Ferrara – venerdì 27 novembre 2009 – sala conferenze della Camera di Commercio

I temi del mercato del lavoro, dell’occupazione, della salute del sistema produttivo sono ovviamente al centro delle preoccupazioni istituzionali e dei nostri programmi di lavoro.

Anzi, il fatto stesso che tra poco debba lasciarvi è dovuto alla convocazione di una conferenza stampa che le Province dell’Emilia Romagna hanno voluto organizzare oggi, per protestare contro i vincoli alla spesa pubblica.

Ho avuto comunque modo di prendere visione della presentazione che il prof. Mazzanti illustrerà tra poco e che, così come negli anni passati, getta luce su alcuni aspetti peculiari del mercato del lavoro ferrarese,  oltre che dar conto di una interessante indagine condotta su un campione di imprese, e rivolta a chiarire quali sono le strategie utilizzate per affrontare la crisi.

Intanto tengo a sottolineare come, anche quest’anno, dal rapporto venga un contributo originale di dati e di analisi, frutto del lavoro congiunto di tanti protagonisti diversi che, unendo il loro lavoro, hanno creato un valore aggiunto,  superiore al contributo che ciascuno, senza la condivisione delle diverse fonti e competenze, sarebbe stato in grado di produrre.

Un contributo che arricchisce il quadro di conoscenze utili a tutti noi – istituzioni, associazioni delle imprese e dei lavoratori, enti di formazione e tutti gli interessati – per assumere le decisioni che ci competono non solo di fronte alla crisi, ma anche in vista della ripresa, che ci consegnerà comunque una realtà economica e sociale diversa da quella che finora abbiamo conosciuto.

Il lavoro che è stato fatto non si limita ad una mera raccolta compilativa di dati, ma ci propone interpretazioni ed ipotesi di lavoro che ci fanno riflettere, e che sicuramente nella discussione di oggi produrranno ulteriori spunti.

A me interessa richiamare qui solo alcuni aspetti, che sono convinta svilupperete ulteriormente:

il tema dell’innovazione: dal rapporto emerge con chiarezza che le imprese  che in questi anni hanno fatto uno sforzo per stare al passo con l’evoluzione dei processi produttivi e tecnologici, che si sono sforzate di aggredire  nuovi mercati e di costruire partnership, in media stanno resistendo meglio alla crisi, e con esse meglio resistono anche i posti di lavoro; e in questo ambito già le politiche pubbliche locali, con gli investimenti del FESR sui tecnopoli  per il trasferimento tecnologico alle imprese, e le risorse per la formazione professionale programmate dalla Provincia e dalla Regione in modo concertato con le parti sociali , hanno fatto e continueranno a fare la loro parte;

a questo tema è molto legato anche il suo contrario, ovvero gli aspetti di criticità strutturale che il nostro sistema produttivo ed il nostro mercato del lavoro presentano, perché dal rapporto emerge come già nel 2008 il territorio ferrarese abbia conosciuto elementi di crisi, quando ancora il resto del territorio regionale navigava in acque espansive. Se i nostri problemi  strutturali – e lo sappiamo – vengono da prima, dobbiamo lavorare ancora di più tutti insieme per trovare quegli aspetti prioritari sui quali concentrare energie e risorse, per  superare quelle debolezze storiche che non sono solo nostre ma certamente da noi assumono caratteristiche di maggiore gravità: la scarsa patrimonializzazione delle imprese, la difficoltà a fare rete,  a sviluppare produzioni innovative – la green economy tra queste – e dare così anche maggiori sbocchi occupazionali ai tanti giovani ferraresi con un titolo di istruzione medio-alto, che non trovano lavoro nel nostro territorio e migrano altrove con il  loro patrimonio di conoscenze ed energie, la cui mancanza ci invecchia e ci impoverisce. Non vogliamo sicuramente rubare alle imprese ed alle associazioni il loro mestiere, ma sono questi  temi sui quali certamente troveranno ascolto in Provincia, per lo sviluppo di politiche mirate;

il tema della coniugazione tra l’emergenza della crisi e la prospettiva del “dopo” è una preoccupazione condivisa da lavoratori sindacati e istituzioni, quella che la crisi non intacchi in modo troppo grave la struttura produttiva del territorio, perché allora la ripresa non avrebbe le gambe su cui poggiare.

Per questo vanno consolidati ed intensificati quegli interventi di contrasto alla congiuntura negativa, che si dispiegano dal rafforzamento dei fondi di garanzia per l’accesso al credito delle imprese, al sostegno al reddito delle persone che perdono il lavoro ed hanno  i conti da pagare e i figli a scuola, per l’anticipazione della cassa integrazione ai lavoratori delle imprese in crisi.

Su diversi punti gli strumenti sono già operativi, su altri la giunta sta lavorando ed è in dirittura d’arrivo.

E’ molto importante anche ricordare l’ampio intervento degli ammortizzatori sociali in deroga impiantato dalla Regione, che utilizza il Fondo Sociale Europeo per garantire la cigo e la cigs ai lavoratori delle piccole imprese in crisi, unitamente al loro avvio ad una attività formativa di potenziamento delle loro competenze, traguardando anche qui la ripresa produttiva, con l’auspicio  che si riesca a salvaguardare così la maggior parte dei posti di lavoro. Anche su questo fronte la Provincia sta mettendo in campo un grosso impegno, perché sono i nostri Centri per l’impiego il punto di snodo che prende in carico tutti i lavoratori delle piccole aziende in crisi, li orienta e li indirizza verso i percorsi di formazione professionale più adatti alle loro necessità. Questo va ricordato a chi, da più parti, finge di non sapere cosa fanno le Province, e le considera scatole vuote utili solo a produrre costi superflui della politica.

Marcella Zappaterra

Presidente della Provincia

È stata una scelta particolarmente azzeccata quella di occuparsi del tema delle nuove tecnologie in relazione ai giovani, alle loro passioni ma anche alle nuove possibilità di formazione e di occupazione che da questi strumenti stanno scaturendo”.
Così ha esordito la presidente della Provincia, Marcella Zappaterra, rivolgendo un saluto a relatori e partecipanti al convegno GenerazionInternet, inaugurato ad Argenta mercoledì 25 novembre (con oltre 150 presenze) e proseguito a Ferrara (sala dei Comuni in Castello Estense) con la seconda sessione di lavoro giovedì 26 novembre.
Voglio sottolineare la piena volontà dell’amministrazione provinciale – ha proseguito Marcella Zappaterra – di affrontare il tema delle “politiche giovanili” in maniera nuova, avvicinandoci senza alcun timore ai nuovi linguaggi e, soprattutto, concentrandoci su ciò che i giovani stessi intendono per “politiche giovanili”, piuttosto che continuare con progettualità già superate nella vita reale”.
Una scelta che si manifesta in una nuova e rafforzata collaborazione tra Provincia, Comune di Ferrara e con tutti gli altri Comuni del territorio e con l’assunzione di “un impegno preciso – ha detto la presidente – che ho in parte esplicitato firmando qualche giorno fa l’appello del presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti, dal titolo:  la banda larga come servizio universale”.
Il superamento del digital divide – ha ricordato Marcella Zappaterra – è da tempo un tema caro agli enti locali. Già nel 2004 è stato sottoscritto con la Regione Emilia-Romagna un accordo di programma per la rete a banda larga Lepida tra le pubbliche amministrazioni. L’intervento seguito alla firma dell’accordo ha consentito la costruzione di due reti: la prima è la rete Lepida, la seconda è un’infrastruttura commerciale fruibile da parte dei privati (cittadini e imprese), anche nelle zone non appetibili per i competitor del mercato delle telecomunicazioni. Oggi – ha concluso – essere costretti a rinunciare a quanto l’accesso alla rete consente, rappresenta un danno concreto”.
Il convegno GenerazionInternet Immagini e suoni tra comunicazione ed educazione è organizzato dalla Provincia di Ferrara, con la collaborazione dei Comuni di Ferrara ed Argenta, dell’Università di Ferrara e con il contributo della Regione Emilia-Romagna.

Fonte: http://www.provincia.fe.it/

 

Da sinistra: il prof. Alfredo Ronchi del Politecnico di Milano, Cristina Villani, web master del sito, e Riccardo Loberti, della redazione di Agreste
Da sinistra: il prof. Alfredo Ronchi del Politecnico di Milano, Cristina Villani, web master del sito, e Riccardo Loberti, della redazione di Agreste

Il sito web della trasmissione televisiva Agreste (www.agrestetv.it) si è aggiudicato il PRIMO PREMIO eLearning and Education alla sesta edizione dell’ eContent Award, un concorso che ha l’ obiettivo di selezionare e-Contents di alta qualita’ e promuovere la creatività e l’innovazione nel settore dei Nuovi Media in Italia.
Ideato da MEDICI Framework nell’ambito del World Summit Award, sotto l’egida di ONU ed ITU  e realizzato con la partecipazione della Fondazione Politecnico di Milano, ha ricevuto l’adesione del Presidente della Repubblica Italiana. Una quarantina di esperti sono stati chiamati a giudicare più di 150 prodotti digitali (siti web, dvd, ecc…) appartenenti ad 8 categorie: eLearning and Education (sezione in cui è stato iscritto il sito di Agreste),  eBusiness and Commerce, eCulture and Heritage, eEntertainment and Games, eGovernment and Institutions, eHealth and Environment, eInclusion and Participation, eScience and Technology.
Queste le motivazioni del premio al sito di Agreste: “Il prodotto ha contenuti perfettamente disegnati per il tipo di utenza a cui si rivolge con una forma di comunicazione utile per il comparto agricolo. Molto apprezzata l’ apertura di un canale tematico sui temi trattati dalla trasmissione”.
La targa premio ed il relativo attestato sono stati consegnati a Cristina Villani, web master del sito, dal Prof. Alfredo Ronchi del Politecnico di Milano in occasione di una cerimonia pubblica che si è tenuta a Roma martedì 24 novembre. Tra i vincitori delle 8 categorie del 2009 e del 2010 verranno scelti quelli che rappresenteranno ufficialmente l’Italia alla prossima edizione del World Summit Award del 2011.
L’  eContentAward 2009 ha ottenuto il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Ministro della Gioventù, Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Ministero dell’Interno, Ministero degli Affari Esteri, Ministero dello Sviluppo Economico, Ministero per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione.
La redazione di Agreste unitamente al Settore Agricoltura e Ambiente della Provincia di Ferrara esprime la propria soddisfazione per il riconoscimento ottenuto e ringrazia tutti coloro che hanno reso possibile la trasmissione e visitato il sito usandolo per comunicare attivamente con gli autori del programma.

Fonte: http://www.provincia.fe.it/?nav=2&news=06D7227066E96832C125767A0048F129

Il 31 dicembre 2009 sono in scadenza alcune disposizioni del cosiddetto Decreto Pisanu (“Misure urgenti per il contrasto del terrorismo internazionale“) che assoggettano la concessione dell’accesso a Internet nei pubblici esercizi a una serie di obblighi quali la richiesta di una speciale licenza al questore.

Queste norme furono introdotte per decreto pochi giorni dopo gli attentati terroristici di Londra del luglio 2005, senza alcuna analisi d’impatto economico-sociale e senza discussione pubblica. Doveva essere provvisoria, ed è infatti già scaduta due volte (fine 2007 e fine 2008) ma è stata due volte prorogata.

Si tratta di norme che non hanno alcun corrispettivo in nessun Paese democratico; nemmeno il Patriot Act USA, approvato dopo l’11 settembre 2001, prevede l’identificazione di chi si connette a Internet da una postazione pubblica.

Tra gli effetti di queste norme, ce n’è uno in particolare: il freno alla diffusione di Internet via Wi-Fi, cioè senza fili. Gli oneri causati dall’obbligo di identificare i fruitori del servizio sono infatti un gigantesco disincentivo a creare reti wireless aperte.

Non a caso l’Italia ha 4,806 accessi WiFi mentre in Francia ce ne sono cinque volte di più.

Questa legge ha assestato un colpo durissimo alle potenzialità di crescita tecnologica e culturale di un paese già in ritardo su tutti gli indici internazionali della connettività a Internet.

Nel mondo la Rete si apre sempre di più, grazie alle tecnologie wireless e ai tanti punti di accesso condivisi liberamente da privati, da istituzioni e da locali pubblici: in Italia invece abbiamo imposto lucchetti e procedure artificiali, contrarie alla sua immediatezza ed efficacia e onerose anche da un punto di vista economico.

Questa politica rappresenta una limitazione nei fatti al diritto dei cittadini all’accesso alla Rete e un ostacolo per la crescita civile, democratica, scientifica ed economica del nostro Paese.

Per questo, in vista della nuova scadenza del 31 dicembre, chiediamo al governo e al parlamento di non prorogare l’efficacia delle disposizioni del Decreto Pisanu in scadenza e di abrogare la previsione relativa all’obbligo di identificazione degli utenti contribuendo così a promuovere la diffusione della Rete senza fili per tutti.

FIRMATARI

Alberto Abruzzese, docente universitario
Paolo Ainio, ceo Banzai
Paolo Basilico, ceo Kairos
Paolo Barberis, presidente Dada
Elvira Berlingieri, giurista
Giovanni Boccia Artieri, docente universitario
Raffaele Bianco, consigliere comunale e blogger
Antonio Boccuzzi, parlamentare
Stefano Bonaga, docente universitario
Roberto Bonzio, giornalista e blogger
Dino Bortolotto, Assoprovider
Mercedes Bresso, presidente Regione Piemonte
Giulia Caira, artista
Giovanni Calia, docente universitario, Supervisor New Media
Alessandro Campi, docente universitario
Luisa Capelli, editrice
Marco Cappato, presidente Agorà Digitale
Roberto Casati, filosofo e docente CNRS Parigi
Marco Cavina, docente universitario
Giuseppe Civati, consigliere regionale e blogger
Gianluca Comin, presidente Federazione Relazioni Pubbliche italiana
Luca Conti, consulente e giornalista
Davide Corritore, vicepresidente Consiglio Comunale di Milano
Carlo Felice Dalla Pasqua, giornalista e blogger
Mafe De Baggis, consulente Web
Derrick De Kerkhove, docente universitario
Juan Carlos De Martin, docente universitario
Gianluca Dettori, imprenditore Web
Lorenzo Diana, Fondazione Caponnetto
Arturo Di Corinto, saggista e ricercatore
Alberto D’Ottavi, docente e blogger
Stefano Esposito, parlamentare
Alberto Fedel, ceo Newton Management Innovation
Mario Fezzi, avvocato
Franco Fileni, docente universitario
Ricky Filosa, direttore Italiachiamaitalia.net
Paolo Gentiloni, parlamentare
Marco Ghezzi, editore
Alessandro Gilioli, giornalista e blogger
Giorgio Gori, imprenditore
Giuseppe Granieri, saggista
Matteo Ulrico Hoepli, editore
Alessio Jacona, giornalista e blogger
Giorgio Jannis, progettista sociale e blogger
Manuela Kron, manager Nestlè
Daniela Lepore, urbanista, docente e blogger
Gad Lerner, giornalista
Alessandro Longo, giornalista e blogger
Francesco Loriga, Responsabile provincia WiFi – Provincia di Roma
Riccardo Luna, direttore Wired Italia
Sergio Maistrello, giornalista e blogger
Fabio Malagnino, giornalista e blogger
Massimo Mantellini, blogger
Alberto Marinelli, docente universitario
Ignazio Marino, parlamentare
Giacomo Marramao, filosofo, saggista e docente universitario
Carlo Massarini, conduttore radiotelevisivo
Marco Massarotto, consulente di comunicazione
Maria Grazia Mattei, MGM Digital Communication.
Giampiero Meani, St Microelectronics
Fabio Mini, generale ed ex vicecomandante Nato
Antonio Misiani, parlamentare e blogger
Marco Montemagno, imprenditore Web e conduttore Sky
Andrea Nativi, giornalista esperto di questioni militari
Riccardo Neri, produttore cinematografico
Luca Nicotra, Segretario Agorà Digitale
Gloria Origgi, docente CNRS Parigi
Marco Pancini, Google Italia
Lorenza Parisi, ricercatrice universitaria e blogger
Vittorio Pasteris, Giornalista
Piergiorgio Paterlini, scrittore
Matteo Penzo, cofounder Frontiers of Interaction
Gian Paolo Piazza, presidente Sunrise Advertising, responsabile settore informazione Legacoop Piemonte
Marco Pierani, Altroconsumo
Roberto Placido, vicepresidente del consiglio regionale del piemonte e blogger
Marco Revelli, storico e politologo
Stefano Rocco, Wired.it
Stefano Rodotà, giurista
Andrea Romano, direttore Fondazione Italia Futura
Gino Roncaglia, docente universitario
Massimo Russo, direttore di Kataweb
Claudio Sabelli Fioretti, giornalista e blogger
Francesco Sacco, docente universitario
Marcello Saponaro, consigliere regionale e blogger
Ivan Scalfarotto, vicepresidente del Pd e blogger
Sergio Scalpelli, dirigente d’azienda
Tiziano Scarpa, scrittore
Guido Scorza, docente universitario, presidente Istituto politiche dell’innovazione
Antonio Sofi, giornalista e blogger
Luca Sofri, giornalista e blogger
Elena Stancanelli, scrittrice
Tommaso Tessarolo, direttore Current tv
Eva Teruzzi, direttore innovazione Fiera Milano
Irene Tinagli, docente universitaria
Antonio Tombolini, imprenditore
Andrea Toso, newmedia project manager
Antonio Tursi, saggista e docente universitario
Paolo Valdemarin, imprenditore
Gianni Vattimo, docente universitario
Andrea Verde, collaboratore fondazione Farefuturo
Giancarlo Vergori, manager
Michele Vianello, direttore del Parco Scientifico e Tecnologico di Venezia
Luigi Vimercati, parlamentare
Vincenzo Vita, parlamentare
Vittorio Zambardino, giornalista e blogger
Giovanni Zanolin, assessore Pordenone
Marcella Zappaterra, presidente della Provincia di Ferrara
Giovanna Zucconi, giornalista e autrice

008460-digitale_terrestre.jpgLa rete di atenei U4U – ICT4University (capofila Politecnico di Torino, partners Politecnico di Milano, Università degli studi di Catania, Università degli studi di Ferrara e Università degli studi di Urbino) si è classificata al primo posto tra i progetti finanziati nell’ambito dell’iniziativa “Università digitale”, promossa dal Ministero per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione – Dipartimento per la digitalizzazione della pubblica amministrazione e l’innovazione tecnologica.

Sono 6 i progetti ammessi al finanziamento, su 16 presentati (per un totale di 48 Università coinvolte) per un’iniziativa come Università digitale, che punta al coinvolgimento di oltre 950.000 studenti (circa il 55% della popolazione universitaria) per la diffusione di servizi digitali innovativi. Il progetto vincente si è aggiudicato il massimo del finanziamento disponibile, 2 milioni di euro, che permetteranno di cofinanziare l’iniziativa, che ha un budget complessivo di quasi 5,5 milioni di euro.

Il progetto U4U ha molti obiettivi, in particolare: la reingegnerizzazione dei processi amministrativi, per migliorare la qualità del lavoro, sostenere obiettivi di interoperabilità e qualità nella produzione di contenuti informativi e della loro rappresentazione documentaria, ridurre significativamente i costi del sistema semplificando al contempo l’accesso alle informazioni e ai servizi per gli studenti.

Particolare attenzione verrà dedicata agli aspetti di integrazione dei sistemi informativi delle Università, realizzando un modello di cooperazione che consenta a tutti gli attori coinvolti, Università e Ministero, di fare realmente sistema in ottica sinergica ed integrata.

L’aspetto altamente innovativo dell’iniziativa U4U sta, oltre che nei contenuti del progetto presentato, nella progettazione della collaborazione tra gli Atenei proponenti che sarà strutturata e stabile, supportata da nuovi strumenti di lavoro comune. Nascerà quindi una piattaforma di collaborazione Internet-based (U4U-Ware) tra gli Atenei, che potrà essere condivisa anche con altre Università o Amministrazioni Pubbliche.

Altro punto forte del progetto, l’adozione preferenziale di tecnologie Open Source scelte non solo per i vantaggi funzionali, economici e organizzativi che offrono, ma soprattutto per diffondere la cultura del codice aperto, della condivisione e del lavoro collaborativo.

Siamo davvero soddisfatti, perché l’ottimo piazzamento e la valutazione molto positiva da parte del Dipartimento hanno riconosciuto la qualità del lavoro che abbiamo intrapreso”, commenta il coordinatore del progetto per l’Ateneo capofila, il Prof. Marco Mezzalama del Politecnico di Torino. “Si tratta sicuramente di una sfida non solo tecnologica – continua – che apre le porte a nuove modalità collaborative e di condivisione: U4U – University 4 University, cerca di valorizzare le capacità, le competenze e le esperienza di ciascun Ateneo portandole a sistema”.

Fonte: http://www.corriereuniv.it/2009/11/universita-digitale/

L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 1999, riconoscendo nella violenza contro le donne un ostacolo alla realizzazione dell’uguaglianza, dello sviluppo e della pace a livello mondiale, ha proclamato il 25 novembre “Giornata Internazionale contro la violenza alle donne”.
La Provincia e il Comune di Ferrara, nell’ambito di un calendario provinciale di iniziative, hanno convocato una seduta straordinaria congiunta del Consiglio comunale e provinciale che si terrà lo stesso mercoledì 25 novembre alle 14.45 nella la sala del Consiglio provinciale in Castello Estense.
Per l’occasione sarà presente la scrittrice Lidia Ravera, personalità al centro del dibattito culturale italiano, che darà un contributo importante su un tema che ha raggiunto livelli di massimo allarme sociale e istituzionale.
“L’attenzione che l’amministrazione provinciale sente annualmente di dedicare alla ricorrenza del 25 novembre – spiega  l’assessore provinciale alle Pari opportunità, Caterina Ferri -  testimonia la consapevolezza di essere investita di una responsabilità istituzionale precisa di fronte a questo dilagante fenomeno che investe donne di ogni età, provenienza ed estrazione sociale.   Per questo voglio sottolineare l’importanza del dibattito politico che si svolgerà durante la seduta consigliare congiunta, arricchito dall’autorevole voce di Lidia Ravera, nonché l’importanza dell’approvazione di un documento di impegni condiviso anche con gli altri Comuni della Provincia”.
Il calendario di incontri concertato tra istituzioni e associazioni del territorio dal titolo: “La violenza contro le donne: la nostra rete per fermarla” (vedi programma in allegato), contiene una serie di appuntamenti volti alla sensibilizzazione sul tema. Tra questi, nella serata del 25 novembre, alle 21,00, nella Caffetteria del Castello Estense, la stessa Lidia Ravera presenterà gli ultimi due suoi libri: “La donna gigante” e “La guerra dei figli”.
“La violenza sulle donne – commenta l’assessore alle Pari opportunità del Comune di Ferrara Deanna Marescotti – è un fenomeno dilagante e riprovevole, che comporta un generale arretramento dei diritti. Sottolineo l’importanza operativa dell’azione messa in campo quotidianamente dalle associazioni ferraresi in collaborazione con le istituzioni”.
A margine del Consiglio congiunto, alle 18,30 nella sala dei Comuni in Castello Estense andrà in scena il monologo “Arrière-Pensée” tratto dal testo di Simone de Beauvoir: “Una donna spezzata”, a cura di Roberta Pazi. La cittadinanza è invitata a partecipare.

Comunicato a cura degli uffici stampa del Comune e della Provincia di Ferrara

ALLEGATI

IN SINTESI:

E´ on line www.informagiovanionline.it, il nuovo sistema informativo giovanile dell´Emilia-Romagna. Il portale si rivolge prevalentemente ai giovani emiliano-romagnoli tra i 12-35 anni, ma in  generale anche a quelli residenti in altre regioni o di altre nazionalità.
Il portale, nato dalla collaborazione tra l’Assessorato alla cultura e progetto giovani e il Comune di Modena, si propone di garantire pari opportunità di accesso alle informazioni negli ambiti di maggiore interesse per i giovani come studio e formazione, lavoro, diritti, mobilità e molto altro. Il progetto è inserito nell’Accordo triennale di programma quadro Geco (Giovani evoluti e consapevoli).
Nella notizia si spiega più in dettaglio come è stato realizzato il sistema informativo il suo funzionamento. Tra gli approfondimenti si trova una scheda sul progetto Geco, mentre tra i contenuti speciali si può vedere l´´intervista all´assessore regionale Alberto Ronchi.

Si chiama www.informagiovanionline.it, ed è il nuovo sistema informativo giovanile dell´Emilia-Romagna. Consente di trovare e condividere informazioni in rete, agevola la comunicazione tra giovani ed enti pubblici, dà stessa voce e stesse risorse informative a tutti i Comuni, InformaGiovani, Centri di aggregazione giovanile della regione, crea un sistema pubblico in grado di offrire un´informazione ufficiale e garantita, quindi affidabile, ed è economicamente sostenibile nel tempo.
Destinatari, giovani emiliano-romagnoli di fascia prevalente di età 12-35 anni, ma anche giovani di altre regioni o nazionalità che intendano relazionarsi con residenti o servizi della regione o che desiderino trasferirsi o trascorrervi un periodo.
Il portale, nato dalla collaborazione tra l’Assessorato alla cultura e progetto giovani e il Comune di Modena, è stato creato per dare risposte ai giovani in tutti gli ambiti di loro interesse e per garantire pari opportunità di accesso alle informazioni ad ogni utente, anche laddove non esista un punto informativo InformaGiovani in cui recarsi fisicamente.
Sul sito informazioni e servizi su studio e formazione, lavoro e imprenditoria, salute e diritti, mobilità internazionale ed Europa, volontariato e partecipazione, casa e famiglia.

Il progetto, presentato agli operatori del settore, rappresentanti degli Enti Locali, del privato sociale e operatori dei Servizi InformaGiovani, è inserito nell’Accordo triennale di programma quadro Geco (Giovani evoluti e consapevoli), firmato dalla Regione Emilia-Romagna, dal Ministero dello sviluppo economico e dal Ministero della gioventù nel 2007.

Il progetto ha sistematizzato diversi siti informativi per i giovani e ne ha sviluppato uno, con sistemi open source, in grado di fare navigare l’utente a diversi livelli, dal regionale al locale e viceversa, sempre nello stesso ambiente ed in maniera semplice e chiara.

dettaglio della grafica del sitoGli InformaGiovani e i Punti locali decentrati
I servizi InformaGiovani in Emilia-Romagna sono circa cento e servono annualmente oltre un milione di giovani utenti. Sono distribuiti in modo sufficientemente omogeneo su tutto il territorio regionale. Soprattutto per alcuni ambiti informativi quali la formazione, il lavoro, la mobilità, gli InformaGiovani garantiscono opportunità di informazioni a carattere nazionale e internazionale.
I Punti locali decentrati (Pld) della rete Eurodesk in Emilia-Romagna sono 9 e servono annualmente circa 10.000 utenti; alcuni Pld (Rimini/Riccione, Pianoro) gestiscono “antenne”, presenti in scuole, centri di aggregazione ecc., che garantiscono una presenza ancora maggiore sul territorio. La missione di Eurodesk è quella di fornire ai giovani le informazioni su tutti i programmi che l’Unione europea e il Consiglio d’Europa promuovono in loro favore, nei settori dell’educazione, della formazione, della mobilità, della cultura e dell’occupazione.

Da oggi, tutti questi terminali informativi trovano spazio su www.informagiovanionline.it, che rende disponibile sulla rete l’accesso gratuito alle banche dati prodotte e utilizzate dagli InformaGiovani e dagli Eurodesk, garantisce l´accessibilità in tutti i luoghi e i servizi del territorio regionale che operano a contatto con i giovani (centri aggregazione, scuole, biblioteche ecc..).

Il Sistema informativo giovanile regionale è garantito dal contributo di tre livelli redazionali: una redazione regionale, una per ciascuna provincia e una redazione per ogni comune dell´Emilia-Romagna
E´ cura della redazione regionale l´aggiornamento delle informazioni di carattere generale, dei contenuti della home page e dello sviluppo generale del sistema.
E´ competenza della redazione provinciale l´inserimento e l´aggiornamento di tutte le informazioni del territorio di riferimento. Ciascuna redazione provinciale si avvale del contributo di redazioni comunali, che potranno a loro volta garantire il trattamento delle informazioni relative al proprio territorio.

Approfondimenti:
Fonte:  http://www.regione.emilia-romagna.it/wcm/ERMES/notizie/news/2009/nov/informagiovani.htm

Il progetto Power
Il progetto è coordinato dal Comune di Bologna e partecipato dai Comuni di Ferrara, Modena, Piacenza e Reggio Emilia, nonché dalla Regione Emilia-Romagna che lo promuove anche. Power nasce per riflettere insieme sulle possibilità di arricchire i siti istituzionali classici, che forniscono informazioni e servizi digitali, con gli strumenti del web 2.0, che puntano sulla partecipazione attiva delle comunità, sia per commentare e valutare informazioni e servizi prodotti da altri, sia per produrre, creare e condividere in autonomia informazioni, saperi e servizi.

Quali i presupposti di partenza del progetto?
Pensiamo che cambiare la comunicazione web delle pubbliche amministrazioni non sia un problema di tipo tecnologico, perché esistono soluzioni ampiamente collaudate e utilizzabili anche in ambito pubblico Piuttosto occorre capire quali possono essere le opportunità reali, e soprattutto i limiti, derivanti dall’integrazione e dall’ibridazione dei due modelli. Cosa accade ad esempio se un cittadino pubblica un commento diffamatorio, o un messaggio commerciale su un sito istituzionale? La risposta che ci siamo dati è che le amministrazioni ne condividono la responsabilità giuridica, con diversi gradi di coinvolgimento. Per non parlare degli effetti politico-istituzionali.

Cosa è stato realizzato finora nell’ambito di Power?
Prima di tutto abbiamo effettuato una ricognizione nazionale e internazionale delle esperienze web 2.0 nelle PA. Abbiamo realizzato poi uno studio sui limiti e le criticità giuridico-istituzionali che si accompagnano all’adozione del web 2.0 nelle PA, e in parallelo abbiamo messo a punto una piattaforma software, in grado di integrarsi con i siti dei singoli Comuni partner, per sperimentare alcune soluzioni e strumenti web 2.0, quali wiki, sistemi di commento e rating, tagging, pubblicazione e condivisione di contenuti multimediali, multilinguismo e georeferenziazione. Forti di questi risultati, abbiamo anche presentato il progetto ad un concorso sull’innovazione promosso in occasione del Forum PA 2009 e abbiamo ricevuto un premio per il lavoro svolto.

Cosa è emerso dall’indagine?
I principali problemi giuridici riguardano la protezione dei dati personali, la tutela dei diritti d’autore e le responsabilità delle amministrazioni su contenuti pubblicati da terzi. Lo studio contempla tre casi: dall’aggiunta di strumenti 2.0 sul sito istituzionale, alla scelta di una sistema “intermedio”, solo parzialmente e in modo mediato riconducibile all’ente promotore, fino a quella di usare piattaforme gestite interamente da terzi, ad esempio associazioni di cittadini, organizzazioni “super partes”. Più il web 2.0 viene portato dentro casa, più ampia sono la gamma dei vincoli da rispettare e i sistemi di presidio redazionale da attivare. Si tratta di rigidità oggettive da non considerare con superficialità; abbiamo concluso che anche le soluzioni semi-esterne in tutte le loro graduazioni possono comportare rischi non trascurabili, se non altro dal punto di vista politico e dell’immagine istituzionale. Ovviamente però, e basta guardare alla popolarità di molte soluzioni web 2.0, possono portare anche grandi opportunità.

Avete sistematizzato i risultati dello studio?
Abbiamo realizzato delle linee guida teoriche e operative, che contengono indicazioni funzionali, tecniche, redazionali, organizzative, metodologiche e, più in generale, di sostenibilità nel tempo relativamente all’inserimento di funzionalità 2.0 sui siti istituzionali. Saranno a disposizione delle amministrazioni pubbliche dell’Emilia-Romagna interessate a promuovere progetti 2.0.

Gli sviluppi

La piattaforma software è pronta? A quando i primi servizi 2.0?
La piattaforma è pronta. A maggio e giugno 2009 sono stati realizzati programma i primi test sugli scenari di adozione del web 2.0. A partire dall’autunno partiranno quindi sperimentazioni su scala più ampia.

Le sperimentazioni in programma a Bologna
A Bologna ci si muoverà su tre fronti: gli utenti interessati potranno inserire commenti e tag sulle informazioni e i servizi web scolastici; saranno realizzate interviste video a ex partigiani, per arricchire il patrimonio multimediale del Museo virtuale della Resistenza; e alcune pagine del portale saranno tradotte in altre lingue, grazie al contributo degli utenti. In questo ultimo caso, in collaborazione con il progetto “Tandem Linguistico” dell’Informagiovani comunale, si comincerà a tradurre in inglese, francese, spagnolo e tedesco. In futuro si pensa di estendere l’operazione ad altre lingue parlate da alcune comunità che vivono in città, grazie al contributo diretto di alcuni centri e associazioni multiculturali.

Le sperimentazioni in programma a Ferrara e Modena
A Ferrara i cittadini potranno segnalare la presenza di eventuali barriere architettoniche via web, e sempre sul sito il Comune renderà conto della loro rimozione. A Modena gli utenti potranno valutare la qualità dei contenuti informativi pubblicati sui siti tematici “Cultura” e “Tempi e orari della città”. La valutazione potrà essere sia anonima, ma in questo caso i cittadini potranno esprimere un semplice voto numerico o dichiarare di gradire/non gradire i contenuti, sia formulata attraverso commenti, ma dovranno prima registrarsi on line.

Le sperimentazioni in programma a Piacenza e Reggio Emilia
A Piacenza si potranno pubblicare video, brani musicali, foto e altre opere, ma anche recensioni e commenti, sul nuovo Archivio on line dei giovani artisti locali. Sarà promossa anche una gara on line tra gruppi emergenti, che si concluderà con l’organizzazione di un concerto in diretta web. A Reggio Emilia infine, si proseguirà un progetto già iniziato nel 2008 che ha portato all’apertura di un blog sul portale giovani, e che permette ai ragazzi di pubblicare anche video, foto e audio via web o telefono cellulare.

I benefici

Sintetizzando al massimo: è possibile un web 2.0 di matrice istituzionale?
Il punto di vista istituzionale e quello del web 2.0 non sono conciliabili al 100%: esistono regole e limiti che le amministrazioni non possono superare. Sicuramente però può esserci un incontro positivo dei due modelli, partendo dalla consapevolezza che nessuno deve fare il mestiere dell’altro ma che i saperi e le competenze delle istituzioni e di chi anima la rete possono essere complementari. Se insomma è impensabile che le PA aprano i propri uffici al libero dibattito, possono comunque contribuire all’apertura di piazze pubbliche per allargare il confronto e incentivare la partecipazione dei cittadini.

In definitiva, quali vantaggi porta Power ai cittadini dell’Emilia-Romagna?
Il progetto ha permesso di capire in che modo le PA possono sfruttare, nel rispetto di tutti, il protagonismo degli utenti che sta rivoluzionando il web e cambiando le nostre vite. Se grazie al contributo volontario di altre persone traduco il mio sito in altre lingue a costo zero; se riesco a individuare e rimuovere velocemente un barriera architettonica grazie alla segnalazione on line di un cittadino; e se più in generale cambio i miei modi di agire, tenendo conto delle esigenze e delle aspettative espresse dagli utenti, non solo permetto più partecipazione, ma miglioro anche la qualità dei servizi che offro alle comunità.

Video dell’intervista:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Fonte: http://cm.regione.emilia-romagna.it/regionedigitale/video-interviste/video-605

Sabato 21 novembre al polo didattico Adelardi a Ferrara
Nella foto la conferenza stampa di presentazione dell'iniziativa
Nella foto la conferenza stampa di presentazione dell’iniziativa

Si intitola ‘Strategie preventive e diagnostiche innovative in senologia’ il convegno promosso dall’Associazione donne operate al seno (Andos) e da Croce Rossa italiana (Cri), con il patrocinio di Provincia e Comune di Ferrara.
L’iniziativa, che prende spunto dal protocollo d’intesa siglato lo scorso febbraio a Roma tra Andos e Cri e per celebrare i 30 anni di attività di Andos a Ferrara, si svolgerà sabato 21 novembre al polo didattico degli Adelardi (al civico 33 dell’omonima via), con inizio dei lavori alle 8,30 nell’aula 1.
Sono 350 i nuovi casi di tumore al seno ogni anno nella sola Ferrara, spiega l’oncologa e volontaria Andos Marcella Marchi, che con l’impiego delle adeguate terapie raggiungono la guarigione nell’80 e perfino 90%.
“Andos nasce a Ferrara trent’anni fa – ricorda la presidente provinciale Maria Luisa Balducci – con lo scopo di assistere le donne operate al seno, ma l’associazione ha poi concentrato i propri sforzi soprattutto sul campo della prevenzione”.
Proprio in questo ambito è partita a Ferrara nel 1997 una campagna di screening, che oggi ha raggiunto l’80% delle adesioni delle donne.
“La prossima sfida – ha detto il vicepresidente della Provincia con delega alla Sanità Massimiliano Fiorillo – è di estendere questa campagna di informazione e di sensibilizzazione soprattutto alle donne straniere, perché la promozione della salute e del benessere sociale delle donne è fra le priorità della programmazione triennale di coordinamento territoriale in ambito sanitario”.
“Il patrocinio di Provincia e Comune di Ferrara – ha continuato l’assessore alla Sanità del Comune di Ferrara Chiara Sapigni – ha esattamente il senso di sostenere e condividere un’iniziativa che si inserisce fra i principali e più qualificanti impegni istituzionali in questo importante versante”.
L’accordo e la collaborazione tra le due associazioni promotrici del convegno si sostanzia anche nell’attività di due infermiere crocerossine all’Andos e “l’iniziativa – ha sottolineato la presidente Cri provinciale Paola Veronesi – ha proprio lo scopo di avvicinare l’intera popolazione femminile ferrarese”.
La principale novità dell’appuntamento, infatti, consiste nell’apertura agli operatori, cittadini e politici, per uno scambio di opinioni e per fare emergere eventuali criticità e aspetti da migliorare nella complessiva strategia preventiva.
Diagnosi precoce e nuove tecniche chirurgiche saranno, in sintesi, i tempi principali che saranno sviluppati nel corso delle varie relazioni, con la partecipazione di tutti i medici ospedalieri di Ferrara specializzati nei vari settori della medicina interessati e con la Presidenza di Italo Nenci (Anatomia patologica dell’azienda ospedaliero universitaria di Ferrara).

Fonte: http://www.provincia.fe.it/?nav=92&news=ECF0BE1CAC688875C1257673004C49AA

Sicurezza stradale e della Mobilità Sostenibile sono gli argomenti del nuovo video prodotto dai ragazzi di Area Giovani, con troupe under 18 del Progetto Imaginaction.TV:
il video è già disponibili su youtobe all’indirizzo  e propone un servizio sullo stand sulla Sicurezza Stradale allestito dalla Provincia in occasione del Ferrara Balloons Festival 2009.
Nell’ottica della “peer and video education”, i giovanissimi della troupe hanno potuto riflettere su una delle più gravi problematiche che li riguarda da vicino, mettendo a disposizione le loro competenze per creare un servizio divulgativo semplice, ma efficace.

Aderisco all’appello del Presidente Zingaretti, convinta che nella società dell’informazione l’accesso alla Rete non rappresenti solo un’opportunità ed una necessità per i cittadini, ma un’obbligo costituzionale dello Stato perchè non siano limitate le libertà e l’uguaglianza dei cittadini.

Marcella Zappaterra, Presidente della Provincia di Ferrara.

Appello del Presidente Zingaretti: banda larga come servizio universale

immagine banda larga

Il presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti chiede a tutti gli amministratori locali di firmare l’appello affinché lo Stato italiano riconosca l’accesso a Internet grazie alla banda larga come servizio universale.

“L’accesso – ha affermato Zingaretti – deve essere universale, poiché esserne esclusi significa vivere una nuova forma di disuguaglianza che penalizza, oltre ai cittadini, anche le aziende. Per questo chiediamo al Governo italiano riconoscere  il diritto all’accesso ad internet in banda larga come servizio universale”.

“Chiedo – ha continuato Zingaretti – ai presidenti di Regione, Provincia, sindaci di intervenire: a chiunque sia impegnato nel confronto con i bisogni dei cittadini e delle imprese nella speranza che la nostra richiesta arrivi in Parlamento”.

L’APPELLO “BANDA  LARGA COME SERVIZIO UNIVERSALE”

La decisione recentemente adottata dal governo finlandese di riconoscere l’accesso in banda larga ad internet come servizio universale può rappresentare, a livello europeo, uno straordinario incentivo alla costruzione di una nuova prospettiva di investimenti, crescita, occupazione legati all’innovazione tecnologica. È infatti, ormai, dimostrato, e confermato anche dal Governo italiano, che lo sviluppo delle cosiddette “infrastrutture della conoscenza” rappresenta una delle sfide cruciali per uscire dalla crisi garantendo una ripresa economica stabile e duratura.

Come amministratori locali, quotidianamente impegnati nel confronto con le richieste dei cittadini e delle imprese dei nostri territori, siamo da tempo consapevoli della crescente importanza che internet ha assunto nella vita delle persone come indispensabile strumento di socialità, informazione e conoscenza, nonché come infrastruttura di collegamento per molte applicazioni o servizi, anche per servizi fondamentali legati alla medicina, alla mobilità, o all’ambiente.

Oggi, essere esclusi dall’accesso alla Rete significa vivere una nuova forma di disuguaglianza nella fruizione delle opportunità offerte dalla società globale. Non intervenire per ridurre questa disuguaglianza penalizza le nostre imprese e rende l’Italia meno competitiva nel mondo.

Per questo rivolgiamo un appello al Parlamento e al Governo affinché, anche in Italia, una legge dello Stato riconosca l’accesso ad internet in banda larga come “servizio universale” e quindi come diritto di tutti i cittadini, superando i limiti del D.P.R. 318/97 e aprendo un’ampia riflessione con tutti gli operatori, le istituzioni e le amministrazioni locali, gli attori economici e sociali per un modello di sviluppo dell’infrastruttura che valorizzi al meglio le risorse economiche e di rete, pubbliche e private, già presenti e che dovranno essere messe in campo.

Ci impegniamo, inoltre, su un tema così importante per il futuro del nostro Paese a sostenere, a partire dalle nostre amministrazioni, una vasta campagna di informazione e sensibilizzazione rivolta ai cittadini per diffondere la conoscenza della Rete, delle sue opportunità, dei suoi diritti.

Per aderire all’appello manda una e-mail all’indirizzo bandalarga@provincia.roma.it

 

Fonte: http://www.provincia.roma.it/news/appello-del-presidente-zingaretti-banda-larga-come-servizio-universale

In occasione della partecipazione alla prima seduta del Consiglio provinciale da parte del nuovo segretario generale della Provincia, Mario Capaldi, il presidente dell’assemblea Leonardo Trombini ha voluto rivolgergli un breve messaggio di benvenuto.Queste le parole usate dal presidente del Consiglio: “Nell’aprire i lavori di questa seduta, a nome personale e dell’intero Consiglio provinciale rivolgo al nuovo segretario generale della Provincia, dott. Mario Capaldi, un particolare saluto di benvenuto. Il dott. Capaldi ha un lungo e consolidato itinerario professionale in numerosi Comuni e, recentemente, ha svolto con capacità e impegno questo incarico alla Provincia di Ravenna. Sono sicuro che la sua e esperienza e profonda conoscenza dei temi e degli aspetti della pubblica amministrazione, specie negli ambiti di attività degli enti locali, costituiranno un solido punto di riferimento e un competente aiuto per i lavori del Consiglio, delle commissioni e per l’azione amministrativa più complessiva della Provincia di Ferrara. In occasione, perciò, della sua prima partecipazione ai lavori del Consiglio provinciale, le rivolgo i più sinceri auguri di buon lavoro”.

Si è proceduto successivamente alla surroga del consigliere Filippo Farinelli, nominato vicepresidente dell’Acer e al quale, per sopraggiunti motivi di incompatibilità, è subentrato il primo dei non eletti nelle liste di Rifondazione comunista, Stefano Calderoni.

La presidente della Provincia, Marcella Zappaterra, ha poi presentato la delibera relativa al Programma operativo 2009 a sostegno della  Sacca Goro.
Un insieme di azioni per la manutenzione ordinaria e straordinaria, la gestione idraulica, la custodia e vigilanza del patrimonio ambientale e la manutenzione delle apparecchiature di monitoraggio degli ambienti marini e d’acqua dolce, per un investimento complessivo di 200mila euro (risorse che in base alla legge regionale dell’aprile 1995 n. 36, sono concesse dalla Regione alla Provincia per la realizzazione degli interventi).

Luciano Tancini (PdL): un impegno pubblico non sufficiente e anche tardivo rispetto alle esigenze di un contesto particolarmente delicato. Tancini si chiede anche se la Provincia abbia pensato a tipologie di intervento più rapide e rivolge alla presidente la richiesta di disponibilità ad affrontare altre modalità più tempestive.

Mario Castelluzzo (Pd): esiste un problema di eccessiva frammentazione delle organizzazioni della pesca in quell’area che rendono difficile la gestione. Le risorse messe a disposizione sono congrue in relazione alle difficoltà delle pubbliche amministrazioni che stanno attraversando. L’insoddisfazione è specialmente dei pescatori che hanno le concessioni in zone più distanti da quella centrale della Sacca.

È intervenuto nel dibattito l’assessore Davide Nardini per contestare le affermazioni del consigliere Tancini:  “Fra il 2008 e il 2009 – ha detto – Regione e Provincia stanno spendendo 4 milioni di euro per la Sacca. Questi 200mila euro sono una parte di un programma di lavori e attività e le risorse private sono state impiegate dai pescatori per rendere produttive le loro concessioni. I problemi – ha continuato Nardini – sono invece relativi ad un prodotto che non ha più un prezzo di mercato di alcuni anni fa a fronte dei costi di produzione che rientrano nell’attività di allevamento dei molluschi. Non vanno poi dimenticate – è stata la conclusione – le risorse che la stessa Provincia mette in personale e strumentazioni.

Davide Verri (Per Noi): sulla Sacca la Provincia ha investito molto in questi anni. Il problema è l’efficacia di queste risorse: gli interventi vengono fatti, ma molto spesso non danno i risultati sperati e quindi occorre fare attenzione sull’aspetto dei controlli sugli interventi eseguiti.

Sergio Guglielmini (Pd): come vengono spese le risorse e con quali finalità? La finalità della tutela ambientale è uno degli obiettivi fondamentali per tutelare una risorsa paesaggistica del nostro territorio. Il sistema Sacca è fragile e questo non rende di per sé semplice svolgere gli interventi secondo una tempistica regolare e prestabilita. Occorre riflettere sul fatto che dal 2000 al 2008 la produzione è passata da 9 mila a 18 mila tonnellate.

Ugo Taddeo (PdL): sono stati spesi miliardi di vecchie lire in questi anni e altre risorse si  continuano ad investire. Occorre prendere atto anche dello sperpero di risorse che è avvenuto e fare in modo che questo non abbia a ripetersi. Il consigliere annuncia comunque il voto favorevole del suo gruppo.

Le conclusioni della presidente della Provincia Marcella Zappaterra.
“I 200mila euro – ha confermato – sono solo una parte dei 4 milioni di investimenti che si spendono sulla Sacca di Goro. Si potrà anche criticare il modo nel quale vengono utilizzate le risorse, ma non si può affermarne l’esiguità o la non adeguatezza dal punto di vista quantitativo. Nemmeno si può affermare – ha aggiunto – che non ci sia un dialogo aperto e continuo con i pescatori; gli stessi intervengono con proprie risorse a sostegno delle loro attività e delle proprie concessioni. Il voto favorevole alla delibera – ha concluso – è un segnale che il Consiglio può concretamente dare alle organizzazioni della pesca della Sacca di Goro”.

La delibera è stata approvata all’unanimità con 29 voti a favore.

La stessa presidente Zappaterra ha illustrato la delibera sullo schema di convenzione tra Provincia e Comuni di Berra, Copparo, Ferrara e Ro Ferrarese per la realizzazione della Tangenziale Est.
“Un’opera attesa da tempo e inserita nel DUP – ha esordito – il cui completamento si realizzerà con tre stralci”.
Il primo, infatti, riguarda il tratto compreso fra l’intersezione della sp 29 con la sp 2 in località Ponte Raffanello, fino alla futura rotatoria da realizzarsi sulla sp 14 in prossimità di Cà Bianca. Un tratto lungo circa 4,2 chilometri il cui costo previsto è di 15 milioni di euro.
Il secondo stralcio prosegue sulla sp 14 in comune di Ro Ferrarese con la realizzazione di alcune opere di manutenzione e di complemento al nuovo asse viario, il cui tronco principale misura 6,7 chilometri e con un costo complessivo di 17,6 milioni di euro. L’ultimo stralcio è denominato “Nuova viabilità di collegamento nel comune di Copparo con asse viario tangenziale Est – un tratto dall’incrocio fra la via comunale Prà Gobbo e la sp 5 Copparo-Ro”. La lunghezza è di circa 2,46 chilometri con un costo di 4,4 milioni.
L’investimento complessivo di 37 milioni  è ripartito fra Regione Emilia-Romagna (29,6 milioni), Provincia (2,5 milioni) e Comuni di Ferrara (2,650 milioni),  Copparo (1,650), Ro (350mila) e Berra (250mila).
“La Provincia agirà come stazione appaltante – ha concluso la presidente – ed è incaricata anche delle operazioni di acquisizioni delle aree. Una convenzione già unanimemente approvata da numerosi Consigli dei Comuni interessati”.

Alberto Astolfi (Pd): soddisfazione per il completamento di un’opera infrastrutturale importante ed attesa, che consentirà anche di mettere mano all’attuale ponte di Polesella risolvendo anche quell’importante punto di collegamento. Se i tempi previsti saranno rispettati, nel giro di alcuni anni quella parte di territorio provinciale avrà una risposta importante sul piano della viabilità.

Giuseppe Magri (PdL): richiesta sull’eventualità di allargamento della carreggiata attualmente prevista di 10,5 metri per tutto il tracciato della tangenziale.

Sergio Guglielmini (Pd): con quest’opera si dà concreto avvio al DUP.

La delibera è stata approvata all’unanimità con 28 voti favorevoli.

La seduta è proseguita con l’esame di alcune interrogazioni.

Il consigliere Mauro Malaguti (PdL) ha interpellato la presidente Zappaterra sulla Cispadana. Il progetto viario dell’asse Cispadano risale alla fine degli anni ‘90 – esordisce l’interrogativo – e rischia di essere realizzato non tenendo cono delle esigenze di viabilità e di sicurezza nel frattempo maturate, come ad esempio la mancanza di corsie laterali di emergenza e la previsione di guard rail centrale.
Nella risposta scritta la presidente della Provincia ha ripercorso le tappe dell’opera infrastrutturale: dalla variante Anas alla SS16 sul finire degli anni ‘90, al trasferimento di Anas e Regione, nell’ottobre 2001, alla Provincia di alcune opere fra cui la Cispadana, fino alla convenzione fra Provincia e Regione del 2005, che ha portato alla realizzazione di un tracciato attualmente ultimato di circa 21 chilometri.
“Un progetto – ha precisato Marcella Zappaterra – che nel corso degli anni è stato integrato e modificato, anche in funzione delle nuove normative in materia di costruzione di strade e intersezioni stradali e tenendo conto del progetto dell’autostrada regionale Cispadana”.
Salvaguardate anche le varie esigenze di collegamento con i singoli territori attraversati dall’infrastruttura – scrive la presidente nella risposta – con i collegamenti di Cento (località Pilastrello), Vigarano, Poggio Renatico, Ferrara Sud e con quello appena realizzato ed inaugurato con la via Uccellino.

Lo stesso Mauro Malaguti ha rivolto alla presidente Zappaterra un’interpellanza sulla società patrimoniale. Un progetto esposto dalla presidente nella seduta consiliare del 23 luglio scorso e che rischia di spogliare la Provincia “delle sue principali funzioni – scrive Malaguti – lasciandola di fatto come un guscio vuoto e di privare anche il Consiglio del suo legittimo ruolo di indirizzo e controllo”. “Un’iniziativa, inoltre, giustificata – prosegue – dalla possibilità di una gestione dell’amministrazione svincolata dal patto di stabilità”.
“La patrimoniale per noi non è un totem o una linea Maginot – risponde la presidente della Provincia – ma un’opportunità da esplorare. Non essendo mossi da una posizione di natura ideologica, riteniamo che il confronto sia importante, ma questo dovrà avvenire su una proposta concreta, che per il momento non c’è”.
“Le competenze delle Province – ha continuato Zappaterra nella replica – non si esercitano unicamente attraverso gestioni dirette o in economia e il nostro problema è di trovare le soluzioni che consentano gestioni dei servizi efficaci ed efficienti”.
“La patrimoniale – ha poi ribadito – può essere uno strumento per la gestione del patrimonio della Provincia e per l’abbattimento dei tempi e dei costi per la realizzazione delle opere pubbliche e degli interventi manutentivi e può, almeno in parte, svincolarci dal capestro del patto di stabilità”.
“Non ci accontentiamo delle esperienze svolte da altre parti – è la conclusione – ma vogliamo realizzare uno studio specifico che riguardi Ferrara e che ci metta nelle condizioni di capire i vantaggi effettivi in termini operativi, economici e finanziari e quando l’avremo potremo confrontarci in modo aperto e trasparente. La Provincia – infine – deve essere in grado di esercitare sulla patrimoniale lo stesso controllo che esercita sui servizi gestiti direttamente”.

I consiglieri Davide Verri (Per Noi) e Fabio Bergamini (Lega Nord) si sono rivolti alla presidente della Provincia per evidenziare “l’inadeguatezza – così scrivono – di alcuni locali della Questura: in particolare quelli per il rilascio della cittadinanza e dei permessi di soggiorno”. “Mancanza di spazi – proseguono i due consiglieri di minoranza – sale di attesa inadeguate e lunghe file agli sportelli, determinano una situazione di insostenibilità”.
La richiesta è rivolta alla Provincia, proprietaria dello stabile della Questura, perché prenda in esame una struttura maggiormente adatta all’uso, almeno per quanto riguarda l’ufficio immigrazione, anche sollecitando un incontro con il Comune di Ferrara.
In virtù della normativa vigente – è in sostanza la risposta della presidente Zappaterra – “non spetta alla Provincia l’opportunità o meno di spostare gli uffici della Questura o della Polizia stradale (la cui sede non è di proprietà della Provincia), bensì al Ministero”.
“La questura, e per essa il competente Ministero – non ha (almeno a tutt’oggi) espresso formalmente la necessità – conclude la presidente – o la volontà di trasferirsi altrove, mentre ha sollecitato ed ottenuto la collaborazione degli enti locali per la consegna dei permessi di soggiorno (proprio allo scopo di evitare le code); collaborazione che si sta cercando di perfezionare con il fattivo apporto dei Comuni”.

Fonte: http://www.provincia.ferrara.it/?nav=92&news=2D6D3F0359EF4638C125766B004B07E4

Sono già sei i servizi on line presenti sul nuovo portale presentato il 28 ottobre in un’azienda vitivinicola sui colli bolognesi dall’assessore regionale all’Agricoltura.

Comincia oggi per gli agricoltori dell’Emilia Romagna un percorso verso la burocrazia a chilometro zero. Con un semplice click si può fare molto: sono già sei i servizi on line presenti sul nuovo portale www.ermesagricoltura.it, presentato questa mattina (28/10, ndr) in un’azienda vitivinicola sui colli bolognesi dall’assessore regionale all’agricoltura, Tiberio Rabboni.
Si potranno richiedere i contributi previsti dalle leggi europee e nazionali, presentare la domanda per il carburante a prezzo agevolato (sono già 65 mila le aziende che lo richiedono), ottenere l’autorizzazione per lo spandimento dei liquami zootecnici (circa 3 mila soggetti interessati), modificare il proprio piano colturale biologico o semplicemente sceglierlo come tipo di coltivazione (lo praticano già 3.843 alle aziende). Via web sarà anche possibile presentare per le 1600 aziende florovivaistiche la dichiarazione della propria produzione. “C’è una nuova possibilità per i nostri agricoltori, è l’appello dell’assessore Rabboni. Ora serve il coraggio di saperla cogliere con intraprendenza e senza titubanze“.
La Regione Emilia Romagna percorrerà due strade: offrire servizi on line e far dialogare telematicamente i diversi soggetti pubblici interessati. “L’idea è semplice e non particolarmente onerosa per le aziende, ha detto Rabboni. Mettere l’agricoltore in condizione di poter comunicare con la Pubblica amministrazione da casa attraverso internet”.
Basta poco: una connessione a internet e una chiave di identificazione. Inizialmente il riconoscimento avverrà tramite una username ed una password e tra qualche settimana con la smart card, l’identità elettronica di un agricoltore, “che sarà rilasciata, fa sapere il direttore generale all’agricoltura della Regione Emilia Romagna, Valtiero Mazzotti, dagli uffici postali o dalla Camera di Commercio al costo di circa 30/40 euro“.
Internet diventa quindi la piattaforma principale e più agevole per tutte le pratiche burocratiche che riguardano il mondo dell’agricoltura. Per questo la Regione ha previsto nuove risorse dal Piano di sviluppo rurale, 8 milioni di euro, per estendere la banda larga nelle aree marginali e soprattutto alle aziende agricole di montagna.
Nelle prossime settimane il nuovo portale permetterà ulteriori servizi per l’agricoltore: on line si potranno inoltrare le domande per il risarcimento dei danni da calamità naturali, richiedere le autorizzazioni per gli espianti e i reimpianti dei vigneti, ricevere il certificato fitosanitario per il commercio estero o presentare on line le domande per i contributi per la ricerca e la sperimentazione.

Fonte: http://www.agricolturaitalianaonline.gov.it/contenuti/ambiente_e_territorio/sviluppo_rurale/multifunzionalita/emilia_romagna_servizi_on_line_per_una_burocrazia_a_chilometro_zero

‘I prodotti che completano l’offerta turistica e la loro organizzazione’

Secondo appuntamento delle Giornate provinciali del Turismo, venerdì 6 novembre prossimo a Bondeno, dopo la prima giornata svolta a Comacchio lo scorso 7 ottobre.
Sede dell’incontro sarà l’Oasi di Settepolesini (via Comunale, 30 a Settepolesini di Bondeno) con il titolo: “I prodotti che completano l’offerta turistica e la loro organizzazione”.
Prenderanno parte ai lavori, che inizieranno alle 9.00, il sindaco di Bondeno, Alan Fabbri, la presidente della Provincia, Marcella Zappaterra, e il presidente della Camera di Commercio, Carlo Alberto Roncarati, che rivolgeranno un saluto di benvenuto ai partecipanti.
Sono poi previsti gli interventi dell’assessore provinciale al Turismo, Davide Bellotti, e del direttore del Consorzio agrituristico mantovano, Marco Boschetti, cui faranno seguito le conclusioni a cura di Andrea Babbi, amministratore delegato di Apt servizi Emilia-Romagna.
Come nel precedente incontro verrà stimolato l’intervento dal pubblico ed il dibattito verrà moderato dal caporedattore del Carlino Ferrara, Corrado Piffanelli.
Le Giornate provinciali del Turismo cono promosse dalla Provincia e dalla Camera di Commercio di Ferrara e il terzo, e ultimo, appuntamento è in programma giovedì 3 dicembre prossimo a Ferrara.
Per conoscere tutti i contenuti delle Giornate provinciali del Turismo e prendere parte al dibattito in corso, è possibile consultare il sito: www.ferraraforum.com

ALLEGATI

Fonte: http://www.provincia.fe.it/?nav=92&news=8EF71E4EBF19E0A5C12576630036F5E5

Si svolgerà al convento dei Cappuccini di Argenta e nel Castello Estense di Ferrara, rispettivamente nelle giornate del 25 e 26 novembre, il convegno GenerazionInternet Immagini e suoni tra comunicazione ed educazione organizzato dalla Provincia di Ferrara con la collaborazione dei Comuni di Ferrara ed Argenta, dell’Università di Ferrara e con il contributo della Regione Emilia-Romagna.

L’iniziativa è dedicata all’approfondimento di temi legati ai nuovi media e al web 2.0, rivoluzione tecnologica, comunicativa, culturale e sociale ancora in corso e di cui i social network rappresentano una delle espressioni più attuali.
Obiettivi del Convegno sono, da un lato, favorire il confronto tra  il mondo dell’educazione e quello dei mezzi di comunicazione al fine di individuare potenzialità d’interazione reciproca e, dall’altro, riflettere sul rapporto tra musica, tecnologie, diffusione online e diritti d’autore.
In relazione a queste tematiche le due giornate del convegno si articoleranno in una sessione mattutina dedicata ad approfondimenti teorici e ad analisi di esperienze concrete ed in una sessione pomeridiana di attività di laboratorio che permetteranno ai partecipanti di confrontarsi direttamente con l’uso di tecnologie mediali (stop-motion, montaggio video, riprese televisive, ecc..).
Nella serata del 25 alle ore 21 sarà inoltre possibile assistere, sia ad Argenta (presso il Centro Culturale Mercato) che a Ferrara (al Cinema Boldini), alla proiezione ad ingresso gratuito del film ‘Diari’ di Attilio Azzola, vincitore del Premio Ecrans Junior al Festival di Cannes 2008.
Il 26 novembre, a conclusione del Convegno, si terrà alle ore 21.30 presso il Jazz Club di Ferrara al Torrione San Giovanni il Concerto per iphone e sestetto jazz con Teo Ciavarella & Friends (ingresso gratuito).
GenerazionInternet si rivolge ai giovani, ai genitori, agli operatori del mondo della scuola e dei servizi educativi, agli esperti di tematiche giovanili e della comunicazione e a tutti coloro che desiderano approfondire la conoscenza di temi legati ai nuovi media.
La partecipazione al Convegno e ai workshops è gratuita, ma è richiesta l’iscrizione in entrambi i casi.

Per informazioni e per l’iscrizione on-line: www.provincia.fe.it/generazioninternet

Generazioni Internet – Programma.pdf (.pdf – 416 Kb)