Il Presidente dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, Corrado Calabrò, ha espresso forti perplessità alla regolamentazione prevista dal decreto Romani in materia di web. “Un filtro generalizzato su internet da una parte è restrittivo, come nessun paese occidentale ha mai accettato di fare, dall’altra è inefficace perché è un filtro burocratico a priori”.
Imbavagliare il web o regolamentarlo? Siamo sempre alla stessa domanda: il web è una grande opportunità o una grande minaccia? Secondo il presidente dell’Agcom “un intervento ex post nel caso un sito delinqua è necessario e dovuto, ma un filtro ex ante è non solo una cosa puramente burocratica, poiché non sappiamo se il sito delinquerà o no, ma non tiene neanche conto del fatto che i siti internet sono come la testa dell’Idra, ne chiude uno e se ne apre un altro..” (news su repubblica.it).
Pane e Internet: l’inclusione sociale passa dal web
Intanto fioriscono progetti che sembrano propendere per la prima ipotesi: il web come strumento di inclusione sociale. Sono stati recentemente presentati dalla Regione Emilia Romagna durante il convegno “Accessibilità e Opensource” due interessanti iniziative che sfruttano le potenzialità della rete per migliorare le condizioni di vita dei cittadini. Il primo, Pane e Internet, è un progetto che prevede la realizzazione di corsi di alfabetizzazione sull’uso del computer e di Internet, rivolti a quelle categorie di persone maggiormente soggette al rischio di knowledge divide, della conoscenza digitale, quali ad esempio le casalinghe, i pensionati e gli immigrati. I corsi prevedono alcune ore di formazione dedicate all’uso dei servizi on line, con momenti di navigazione e conoscenza dei siti delle amministrazioni pubbliche locali.
“Abbiamo scelto di farlo perché – spiega la project manager Grazia Guermandi – gli studi e le analisi che svolgiamo ci dicono che l’utilizzo dei servizi on line in Emilia-Romagna può crescere molto, e che questo dipende anche dal fatto che alcune categorie potenziali di utenti non usano il pc e non navigano in rete”. L’obiettivo è appunto quello di far passare il messaggio che navigare in rete è facile come fare colazione: non è un caso infatti che la creatività della campagna di comunicazione rappresenti una donna che bagna un mouse nella tazza del latte (vedi immagine). “La rete – continua la Guermandi – può farci sapere cosa succede nella nostra città o cosa fa il Comune per noi, ma anche ottenere servizi, dall’inoltrare una domanda al Comune, al prenotare un libro, un film, una visita medica o un biglietto per un concerto. Se passa questo concetto, passa anche l’idea che la rete è sicuramente globale, ma usarla può servire anche per vivere meglio il proprio territorio“.
Net4voice: le tecnologie al servizio dell’istruzione senza frontiere
L’altro progetto che segnaliamo, Net4voice, è realizzato dall’Università degli Studi di Bologna e finanziato dalla Comunità Europea. Si tratta di un’iniziativa basata sullo sfruttamento delle tecnologie a riconoscimento vocale (SRT, Speech Recognition Technology). Questo tipo di tecnologie, sviluppate attraverso software quali Ibm Via Scribe, permettono la trascrizione in tempo reale di materiale audio. Nel contesto accademico, ad esempio, il software è stato sperimentato durante alcune lezioni in cui le parole dei docenti, collegati da un microfono al pc, venivano trascritte in tempo reale dal programma e proiettate sullo schermo. È evidente che una tecnologia di questo tipo è decisamente utile per tutti gli studenti non udenti e anche per gli stranieri, si tratta quindi di uno strumento che facilita l’apprendimento per un numero maggiore di utenti. Non solo, il programma permette anche la produzione di materiale multimediale utile per tutti gli studenti. In sostanza viene resa disponibile via web una trascrizione completa della lezione, che potrà poi essere facilmente utilizzata in fase di revisione degli appunti e di studio pre-esame.
Sara Sacco
Fonte: http://www.comunicatoripubblici.it/index.html?id=165&n_art=5005
Cosa prevede l’accordo
L’adesione alla campagna di screening e i percorsi di accesso
Approfondire per non dimenticare l’orrore. Questo il filo conduttore delle tante iniziative organizzate a Ferrara dal Comitato provinciale 27 Gennaio per celebrare il Giorno della memoria 2010, in ricordo dello sterminio del popolo ebraico e dei deportati nei campi nazisti.


