Ferrara – venerdì 27 novembre 2009 – sala conferenze della Camera di Commercio
I temi del mercato del lavoro, dell’occupazione, della salute del sistema produttivo sono ovviamente al centro delle preoccupazioni istituzionali e dei nostri programmi di lavoro.
Anzi, il fatto stesso che tra poco debba lasciarvi è dovuto alla convocazione di una conferenza stampa che le Province dell’Emilia Romagna hanno voluto organizzare oggi, per protestare contro i vincoli alla spesa pubblica.
Ho avuto comunque modo di prendere visione della presentazione che il prof. Mazzanti illustrerà tra poco e che, così come negli anni passati, getta luce su alcuni aspetti peculiari del mercato del lavoro ferrarese, oltre che dar conto di una interessante indagine condotta su un campione di imprese, e rivolta a chiarire quali sono le strategie utilizzate per affrontare la crisi.
Intanto tengo a sottolineare come, anche quest’anno, dal rapporto venga un contributo originale di dati e di analisi, frutto del lavoro congiunto di tanti protagonisti diversi che, unendo il loro lavoro, hanno creato un valore aggiunto, superiore al contributo che ciascuno, senza la condivisione delle diverse fonti e competenze, sarebbe stato in grado di produrre.
Un contributo che arricchisce il quadro di conoscenze utili a tutti noi – istituzioni, associazioni delle imprese e dei lavoratori, enti di formazione e tutti gli interessati – per assumere le decisioni che ci competono non solo di fronte alla crisi, ma anche in vista della ripresa, che ci consegnerà comunque una realtà economica e sociale diversa da quella che finora abbiamo conosciuto.
Il lavoro che è stato fatto non si limita ad una mera raccolta compilativa di dati, ma ci propone interpretazioni ed ipotesi di lavoro che ci fanno riflettere, e che sicuramente nella discussione di oggi produrranno ulteriori spunti.
A me interessa richiamare qui solo alcuni aspetti, che sono convinta svilupperete ulteriormente:
il tema dell’innovazione: dal rapporto emerge con chiarezza che le imprese che in questi anni hanno fatto uno sforzo per stare al passo con l’evoluzione dei processi produttivi e tecnologici, che si sono sforzate di aggredire nuovi mercati e di costruire partnership, in media stanno resistendo meglio alla crisi, e con esse meglio resistono anche i posti di lavoro; e in questo ambito già le politiche pubbliche locali, con gli investimenti del FESR sui tecnopoli per il trasferimento tecnologico alle imprese, e le risorse per la formazione professionale programmate dalla Provincia e dalla Regione in modo concertato con le parti sociali , hanno fatto e continueranno a fare la loro parte;
a questo tema è molto legato anche il suo contrario, ovvero gli aspetti di criticità strutturale che il nostro sistema produttivo ed il nostro mercato del lavoro presentano, perché dal rapporto emerge come già nel 2008 il territorio ferrarese abbia conosciuto elementi di crisi, quando ancora il resto del territorio regionale navigava in acque espansive. Se i nostri problemi strutturali – e lo sappiamo – vengono da prima, dobbiamo lavorare ancora di più tutti insieme per trovare quegli aspetti prioritari sui quali concentrare energie e risorse, per superare quelle debolezze storiche che non sono solo nostre ma certamente da noi assumono caratteristiche di maggiore gravità: la scarsa patrimonializzazione delle imprese, la difficoltà a fare rete, a sviluppare produzioni innovative – la green economy tra queste – e dare così anche maggiori sbocchi occupazionali ai tanti giovani ferraresi con un titolo di istruzione medio-alto, che non trovano lavoro nel nostro territorio e migrano altrove con il loro patrimonio di conoscenze ed energie, la cui mancanza ci invecchia e ci impoverisce. Non vogliamo sicuramente rubare alle imprese ed alle associazioni il loro mestiere, ma sono questi temi sui quali certamente troveranno ascolto in Provincia, per lo sviluppo di politiche mirate;
il tema della coniugazione tra l’emergenza della crisi e la prospettiva del “dopo” è una preoccupazione condivisa da lavoratori sindacati e istituzioni, quella che la crisi non intacchi in modo troppo grave la struttura produttiva del territorio, perché allora la ripresa non avrebbe le gambe su cui poggiare.
Per questo vanno consolidati ed intensificati quegli interventi di contrasto alla congiuntura negativa, che si dispiegano dal rafforzamento dei fondi di garanzia per l’accesso al credito delle imprese, al sostegno al reddito delle persone che perdono il lavoro ed hanno i conti da pagare e i figli a scuola, per l’anticipazione della cassa integrazione ai lavoratori delle imprese in crisi.
Su diversi punti gli strumenti sono già operativi, su altri la giunta sta lavorando ed è in dirittura d’arrivo.
E’ molto importante anche ricordare l’ampio intervento degli ammortizzatori sociali in deroga impiantato dalla Regione, che utilizza il Fondo Sociale Europeo per garantire la cigo e la cigs ai lavoratori delle piccole imprese in crisi, unitamente al loro avvio ad una attività formativa di potenziamento delle loro competenze, traguardando anche qui la ripresa produttiva, con l’auspicio che si riesca a salvaguardare così la maggior parte dei posti di lavoro. Anche su questo fronte la Provincia sta mettendo in campo un grosso impegno, perché sono i nostri Centri per l’impiego il punto di snodo che prende in carico tutti i lavoratori delle piccole aziende in crisi, li orienta e li indirizza verso i percorsi di formazione professionale più adatti alle loro necessità. Questo va ricordato a chi, da più parti, finge di non sapere cosa fanno le Province, e le considera scatole vuote utili solo a produrre costi superflui della politica.
Marcella Zappaterra
Presidente della Provincia

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