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Il Presidente dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, Corrado Calabrò, ha espresso forti perplessità alla regolamentazione prevista dal decreto Romani in materia di web. “Un filtro generalizzato su internet da una parte è restrittivo, come nessun paese occidentale ha mai accettato di fare, dall’altra è inefficace perché è un filtro burocratico a priori”.
Imbavagliare il web o regolamentarlo? Siamo sempre alla stessa domanda: il web è una grande opportunità o una grande minaccia? Secondo il presidente dell’Agcom “un intervento ex post nel caso un sito delinqua è necessario e dovuto, ma un filtro ex ante è non solo una cosa puramente burocratica, poiché non sappiamo se il sito delinquerà o no, ma non tiene neanche conto del fatto che i siti internet sono come la testa dell’Idra, ne chiude uno e se ne apre un altro..” (news su repubblica.it).

Pane e Internet: l’inclusione sociale passa dal web

Intanto fioriscono progetti che sembrano propendere per la prima ipotesi: il web come strumento di inclusione sociale. Sono stati recentemente presentati dalla Regione Emilia Romagna durante il convegno “Accessibilità e Opensource” due interessanti iniziative che sfruttano le potenzialità della rete per migliorare le condizioni di vita dei cittadini. Il primo, Pane e Internet, è un progetto che prevede la realizzazione di corsi di alfabetizzazione sull’uso del computer e di Internet, rivolti a quelle categorie di persone maggiormente soggette al rischio di knowledge divide, della conoscenza digitale, quali ad esempio le casalinghe, i pensionati e gli immigrati. I corsi prevedono alcune ore di formazione dedicate all’uso dei servizi on line, con momenti di navigazione e conoscenza dei siti delle amministrazioni pubbliche locali.

“Abbiamo scelto di farlo perché  – spiega la project manager Grazia Guermandi – gli studi e le analisi che svolgiamo ci dicono che l’utilizzo dei servizi on line in Emilia-Romagna può crescere molto, e che questo dipende anche dal fatto che alcune categorie potenziali di utenti non usano il pc e non navigano in rete”. L’obiettivo è appunto quello di far passare il messaggio che navigare in rete è facile come fare colazione: non è un caso infatti che la creatività della campagna di comunicazione rappresenti una donna che bagna un mouse nella tazza del latte (vedi immagine). “La rete – continua la Guermandi – può farci sapere cosa succede nella nostra città o cosa fa il Comune per noi, ma anche ottenere servizi, dall’inoltrare una domanda al Comune, al prenotare un libro, un film, una visita medica o un biglietto per un concerto. Se passa questo concetto, passa anche l’idea che la rete è sicuramente globale, ma usarla può servire anche per vivere meglio il proprio territorio“.

Net4voice: le tecnologie al servizio dell’istruzione senza frontiere

L’altro progetto che segnaliamo, Net4voice, è realizzato dall’Università degli Studi di Bologna e finanziato dalla Comunità Europea. Si tratta di un’iniziativa basata sullo sfruttamento delle tecnologie a riconoscimento vocale (SRT, Speech Recognition Technology). Questo tipo di tecnologie, sviluppate attraverso software quali Ibm Via Scribe, permettono la trascrizione in tempo reale di materiale audio. Nel contesto accademico, ad esempio, il software è stato sperimentato durante alcune lezioni in cui le parole dei docenti, collegati da un microfono al pc, venivano trascritte in tempo reale dal programma e proiettate sullo schermo. È evidente che una tecnologia di questo tipo è decisamente utile per tutti gli studenti non udenti e anche per gli stranieri, si tratta quindi di uno strumento che facilita l’apprendimento per un numero maggiore di utenti. Non solo, il programma permette anche la produzione di materiale multimediale utile per tutti gli studenti. In sostanza viene resa disponibile via web una trascrizione completa della lezione, che potrà poi essere facilmente utilizzata in fase di revisione degli appunti e di studio pre-esame.
Sara Sacco

Fonte: http://www.comunicatoripubblici.it/index.html?id=165&n_art=5005

Il Ministero per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione comunica che fino al prossimo 18 marzo è possibile candidarsi al Premio “A scuola di innovazione”, promosso insieme al Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca in collaborazione con Forum PA. Il Premio intende promuovere l’utilizzo dei prodotti multimediali per la didattica nelle scuole, diffondendo le migliori esperienze realizzate in Italia, dai docenti e per i docenti. Vi possono prendere parte tutte le scuole, singolarmente o in rete tra loro. Sarà possibile iscrivere oggetti o contenuti digitali per la didattica, realizzati dai docenti anche in collaborazione con gli studenti.
L’iniziativa promuove lo spirito di condivisione: i migliori contenuti digitali proposti saranno resi disponibili a tutte le scuole tramite il portale InnovaScuola (www.innovascuola.gov.it) con licenze Creative Commons, permettendo agli autori di mantenerne la paternità,ma consentendone al tempo stesso il libero uso e la rielaborazione.
Per ogni ordine scolastico (primarie e secondarie di I e II grado) verranno selezionati da una commissione di esperti i migliori oggetti proposti per le seguenti categorie: giochi educativi, lezioni ed esercizi multimediali, simulazioni ed esperimenti, oggetti a sostegno della didattica per i diversamente abili, ed oggetti per la sensibilizzazione su tematiche sociali, interculturali, ambientali, pari opportunità e di attualità.
Agli Istituti vincitori saranno consegnati premi offerti dagli sponsor. La premiazione avverrà in occasione del Forum PA 2010, che si terrà alla Fiera di Roma dal 17 al 20 maggio.
Le candidature possono essere presentate esclusivamente online al sito www.premioscuolainnovazione.it, raggiungibile anche dai siti www.innovascuola.gov.it, www.innovazionepa.it, www.pubblicaistruzione.it e forumpa.it.

Fonte: http://www.innovazione.gov.it/ministro/salastampa/notizie/7000.htm

Nove le aziende che hanno fatto richiesta e circa 700 i lavoratori interessati
L'assessore provinciale alle Attività produttive carlotta Gaiani
L’assessore provinciale alle Attività produttive carlotta Gaiani

“E’ partita in questi giorni l’operatività del protocollo d’intesa sottoscritto il 30/12/2009 tra la Provincia, la Cassa di Risparmio di Ferrara e la Cassa di Risparmio di Cento, che consente l’anticipazione dell’indennità di cassa integrazione da parte delle banche ai lavoratori.
L’applicazione dello strumento prende avvio con numeri molto significativi, essendo già 9 le aziende che hanno fatto richiesta di utilizzare l’anticipazione della cigs da parte delle Casse di Risparmio per i loro dipendenti, per un ammontare ad oggi di circa 700 lavoratori interessati.
Desidero ringraziare sin d’ora la Cassa di Risparmio di Ferrara e quella di Cento per lo sforzo non solo economico ma anche organizzativo che stanno sostenendo. Già dai prossimi giorni, infatti, oltre 700 persone si recheranno negli sportelli delle due banche per aprire le singole posizioni. Enorme è pertanto l’impegno che è richiesto alle banche per far fronte a questo primo e massiccio avvio dello strumento su tutto il territorio provinciale e le Casse di Risparmio hanno messo in campo la loro competenza e professionalità per addestrare il personale, che è stato anche appositamente implementato per l’avvio di questa prima fase di operatività del protocollo, e per far sì che agli sportelli possano essere date le adeguate informazioni ai lavoratori che si presentano per l’apertura del conto.
Mi preme ricordare alle aziende, ai sindacati e alle associazioni di categoria, che ogni informazione in merito all’applicazione del protocollo di intesa, alle modalità di attivazione e alla modulistica necessaria, è reperibile oltre che sul sito della Provincia anche direttamente presso il Servizio Attività Produttive della Provincia.
Ricordo anche alle aziende e ai lavoratori interessati che per l’apertura delle singole posizioni presso le banche è imprescindibile che l’azienda abbia previamente comunicato alla Provincia l’elenco dei lavoratori e che abbia consegnato ai dipendenti tutta la modulistica necessaria, debitamente compilata a cura dell’azienda stessa. Soltanto dopo queste operazioni preliminari il lavoratore potrà recarsi nella banca prescelta ed aprire la propria posizione individuale.
Raccomando pertanto ai lavoratori che verifichino presso il loro datore di lavoro che siano state adempiute tutte le comunicazioni e le formalità di cui sopra prima di recarsi agli sportelli delle banche, auspicando la massima collaborazione delle aziende, sindacati e associazioni di categoria, specialmente in questa delicata fase di prima applicazione del protocollo che ha visto una così massiccia adesione”.

Carlotta Gaiani
Assessore alle Attività produttive
Provincia di Ferrara

Fonte: http://www.provincia.fe.it/?nav=92&news=CA4FF08A1F213D51C12576BD0036DB18

Accordo tra Ministero, Regione e Fondazioni bancarie per la conservazione, il restauro e la valorizzazione dei beni culturali

IN SINTESI:

E´ stato firmato un accordo tra Ministero per i Beni e le attività culturali, la Regione Emilia-Romagna e le Fondazioni bancarie per il restauro di alcune importanti opere. Si tratta dell´ex Convento dell’Annunziata – ex Caserma San Mamolo a Bologna, dell´ex Monastero della SS. Annunziata a Tredozio (FC), della Casa Minerbi.- Dal Sale e Palazzo Prosperi – Sacratia a Ferrara, dell´area archeologica di Classe a Ravenna, e del Palazzo Ducale di Sassuolo (MO).
A disposizione ci sono circa 50 milioni di euro. Nella notizia si trovano maggiori informazioni e il commento dell´assessore Alberto Ronchi.
Un accordo per intervenire, con circa 50 milioni di euro, sul patrimonio culturale dell’Emilia-Romagna grazie a un innovativo protocollo siglato tra Ministero per i Beni e le attività culturali, Regione Emilia-Romagna e Fondazioni bancarie. L’intesa trilaterale permetterà di portare a compimento importanti opere di restauro individuate sul territorio regionale, con la compartecipazione in parti tendenzialmente eguali delle tre istituzioni.
Nello specifico, in seguito ad una valutazione congiunta, si è deciso di intervenire a Bologna (ex Convento dell’Annunziata – ex Caserma San Mamolo), a Tredozio in provincia di Forlì (ex Monastero della SS. Annunziata), a Ferrara (Casa Minerbi-Dal Sale e Palazzo Prosperi-Sacrati), a Ravenna (area archeologica di Classe), a Sassuolo in provincia di Modena (Palazzo Ducale).
Dopo l’avvenuto accantonamento delle risorse, la parte operativa degli interventi verrà definita sito per sito, e in essa verranno analizzati tempi e costi dell’impegno anche a seconda dello stato del progetto, della tempistica dei lavori (se si intervenga a cantieri già avviati) e via dicendo. Per l´intervento su Bologna, già definito, sono previsti circa 12 milioni di euro.

La valorizzazione di questi importanti beni culturali sarà operata in due tempi strategici. In una prima fase si interverrà sul miglioramento della conservazione dei beni mediante la programmazione ed il sostegno di interventi di studio, prevenzione, manutenzione, restauro storico-artistico ed architettonico ed interventi di riqualificazione ed adeguamento funzionale.
In una seconda fase verrà effettuata la predisposizione di percorsi turistici e di itinerari cittadini e regionali; la realizzazione di strumenti di educazione al patrimonio culturale; la promozione di attività formative in convenzione con università ed istituti scolastici.

Le premesse dell’accordo, che è stato firmato a Roma il 20 gennaio, erano state poste il 12 febbraio 2009 con la firma di un protocollo tra Mibac e Acri (Associazione delle Fondazioni e delle Casse di Risparmio italiane) volto a favorire lo scambio di informazioni sulle iniziative in atto o programmate e l’individuazione di interventi di possibile interesse comune. In questa logica, e per un migliore e più equilibrato impiego delle risorse disponibili, Mibac (con il diretto intervento del capo ufficio legislativo Mario Torsello e il direttore regionale del Ministero Carla Di Francesco), Regione Emilia-Romagna (assessore alla Cultura Alberto Ronchi) e l’Associazione regionale delle Fondazioni di origine bancaria presieduta da Fabio Roversi Monaco e per questo rappresentata da Marco Cammelli, presidente della Fondazione del Monte, hanno predisposto il programma pluriennale (l’accordo ha validità fino al 2014) di interventi.

“L’accordo – è stato il commento dell’assessore regionale Alberto Ronchi – riguarda dei siti di straordinario interesse per il nostro patrimonio culturale, basti pensare ad esempio al bellissimo Palazzo Ducale di Sassuolo o ai palazzi di Ferrara, per cui sono previsti restauri fondamentali che restituiranno alle città dei beni spesso sconosciuti. Ma soprattutto – ha aggiunto l’assessore – questa intesa rappresenta in modo esemplare il metodo che la Regione ha applicato in tutta la legislatura, con un’attenzione particolare alle sinergie, al coordinamento tra i diversi soggetti interessati, alla razionalizzazione delle spese. E’ la dimostrazione che con un metodo giusto e guardando prima di tutto agli interessi della cultura si possono raggiungere importanti risultati”.

Fonte: http://www.regione.emilia-romagna.it/wcm/ERMES/notizie/news/2010/gen/cultura_accordo_conservazione.htm

Arriva “Mi Muovo in bici”. Circa 1000 biciclette a disposizione. La Regione fornisce i mezzi con relative postazioni in comodato gratuito a 12 Comuni

IN SINTESI:

E´ stato presentato  “Mi muovo in bici”,  il progetto regionale di bigliettazione integrata che coinvolge ora anche le biciclette. Per la realizzazione del progetto sono stati stanziati due milioni di euro dalla Regione per l’acquisto di postazioni composte da stalli e relative biciclette: 800 quelle nuove, mentre è previsto l’adeguamento per altre 200 bici in uso a Parma e Reggio.
L’obiettivo è condividere tecnologia e regole per l’accesso al noleggio bici su tutto il territorio regionale.  In base al protocollo, la Regione si fa carico della fornitura delle biciclette complete di postazioni e i Comuni aderenti provvedono alle installazioni necessarie vicino alle stazioni ferroviarie e in altre zone ritenute prioritarie.
(29 gennaio 2010) – Il titolo di viaggio “Mi Muovo” si allarga anche al mezzo più economico, ecologico, salutare e silenzioso che ci sia: la bicicletta. E lo fa in tutta l’Emilia-Romagna. Per avviare il sistema “Mi Muovo in bici” la Regione ha stanziato due milioni di euro, e bandito una gara per l’acquisto di postazioni composte da stalli e relative biciclette: 800 quelle nuove, mentre è previsto l’adeguamento per altre 200 in uso a Parma e Reggio.A gara conclusa, la Regione ha siglato con i Comuni di Piacenza, Parma, Reggio Emilia, Modena, Carpi, Imola, Ferrara, Ravenna, Faenza, Forlì, Cesena e Rimini un protocollo ad hoc. L’obiettivo è condividere tecnologia e regole per l’accesso al noleggio bici su tutto il territorio regionale (circa 1000 i mezzi complessivamente a disposizione), superando così la disomogeneità dei sistemi di gestione di “bike sharing” attualmente in uso.

“Con quest’operazione si inserisce un’ulteriore modalità di spostamento nel sistema regionale di bigliettazione integrata, puntando al tempo stesso a una sempre più forte interconnessione tra i diversi mezzi di trasporto pubblico – ha spiegato Alfredo Peri, assessore alla Mobilità e Trasporti – . Ai cittadini viene offerta la possibilità di utilizzare ancora di più per i propri tragitti, soprattutto in ambito urbano, un mezzo semplice, rapido e altamente sostenibile. Si tratta di una ‘buona pratica’ già in vigore in Emilia-Romagna, dove l’uso della bici per la mobilità nelle città è al 10%, mentre la media nazionale è del 5%”. Quando il sistema “Mi Muovo” sarà a regime, “in regione – ha concluso Peri – ci si potrà spostare su bus, treni e bici a noleggio con un’unica tessera”.

foto: la firma dell'accordoCosa prevede l’accordo
In base al protocollo, la Regione si fa carico della fornitura delle biciclette complete di postazioni e del sistema di monitoraggio in tempo reale, attraverso un rapporto di comodato gratuito con i Comuni aderenti che provvederanno alle installazioni necessarie vicino alle stazioni ferroviarie e in altre zone ritenute prioritarie. I Comuni che firmano il protocollo si impegnano infatti a identificare i luoghi dove saranno collocati gli stalli e a gestire tutte le operazioni necessarie (pratiche per l’autorizzazione, opere civili e impiantistiche, allacciamenti elettrici alla rete pubblica e prese per la fornitura dell’energia) entro quattro mesi dalla data di approvazione del progetto esecutivo.

Alla Regione spetteranno invece le spese di manutenzione per i primi due anni di funzionamento, ad eccezione di quelle per la fornitura di energia e per rimediare a eventuali atti vandalici alle attrezzature. Il sistema “Mi Muovo in bici” potrà essere rafforzato stanziando altre risorse all’interno dei prossimi Accordi di programma per la mobilità sostenibile (2011-2013).
I sistemi di noleggio biciclette dei Comuni di Parma e Reggio, che attualmente aderiscono a “Bicincittà”, verranno adeguati per poter essere utilizzati con il biglietto unico “Mi Muovo”.
La città di Bologna – dove il bike sharing funziona già con la “chiave” – si sta attrezzando, attraverso fondi ministeriali, per acquisire altre 1000 biciclette utilizzabili con un sistema elettronico autonomo, compatibile però con “Mi Muovo”.

APPROFONDIMENTI

Fonte: http://www.regione.emilia-romagna.it/wcm/ERMES/notizie/news/2010/gen/mimuovo_inbici.htm

Colpo d’acceleratore di Bruxelles sulla banda larga. “Se facciamo sul serio, per il 2013 realizzeremo la copertura al 100% sul fronte della banda larga in Europa”: è la promessa della commissaria Ue designata alle Tlc, l’olandese Neelie Kroes, per la quale, però “resta molto da fare e l’obiettivo può essere raggiunto solo se ci rimboccheremo le maniche”.

“La copertura al 100% è fondamentale per la crescita e lo sviluppo economico – ha detto Kroes davanti al Parlamento europeo – e per favorire soprattutto le aree più svantaggiate”. “Non ci sarà nemmeno un attimo per riposare”, ha quindi sottolineato la commissaria Ue alla concorrenza uscente, sottolineando come la sua missione è quella di favorire attraverso l’agenda digitale la crescita dell’economia e dell’occupazione.

Kroes poi vigilerà attentamente sul rispetto della normativa europea sul roaming varata dalla commissaria che l’ha preceduta, la lussemburghese Viviane Reding: “Confido nelle parti e non credo serva una nuova regolamentazione. Ma sia chiaro che se qualcuno non farà quanto stipulato – ammonisce Kroes – imponendo ai cittadini tariffe inaccettabili, agirò immediatamente”.

L’Italia è avvisata. I fondi per la banda larga, congelati nel 2009, ora dovranno risaltare fuori, altrimenti corriamo il rischio di farci scavalcare dall’Amazzonia dove Ericsson e Vivo, il maggiore operatore brasiliano di telefonia mobile, hanno avviato un progetto che porterà connettività a banda larga mobile nello stato del Pará, situato nel nord del Brasile, per promuovere nuove opportunità di sviluppo socio-economico e migliorare la vita delle popolazioni locali.

Da noi, invece, l’apartheid digitale riguarda 12 italiani su 100, pari a circa 7 milioni di cittadini. AgCom, Confindustria, sindacati, Iab Italia, Fimi, mondo hi-tech, e singole personalità politiche hanno tuonato contro l’improvviso congelamento degli 800 milioni di euro (parte del piano Romani da 1,47 miliardi di euro) per colmare il divario digitale in Italia e portare la banda larga a tutti i cittadini, in vista di E-gov 2012.

Anche Eurostat di recente ha bocciato la banda larga all’italiana, indietro rispetto al resto della Ue. In Europa in media il 59% delle famiglie possiede un collegamento Internet a banda larga, un livello molto alto, in forte crescita rispetto agli anni passati, mentre in Italia solo il 39% delle famiglie possiede una connessione veloce in casa. Un dislivello davvero notevole, anzi preoccupante soprattutto se pensiamo che la Svezia, Paese “guida” ha una penetrazione dell’80%.

Negli Usa Federal Communications Commission (Fcc) ha spiegato la correlazione fra Pil e banda larga: una crescita del 10% della disponibilità della banda larga significa un rialzo del Pil da 1.2 a 1.5 punti.

Ogni euro investito in progetti di banda larga, genera 4 euro di Pil (fonte: Ocse). Il Piano Romani porterebbe lavoro a 4 mila ingegneri, 11 mila tecnici, 13 mila operai specializzati, 15 mila operai comuni e 6mila impiegati.

Fonte: http://www.conquistedellavoro.it/cdl/it/archivio_notizie/2010/gennaio/info-711269080.htm

Le stime sui rifugiati presenti in regione

11/01/2010
Bologna

In Emilia-Romagna i rifugiati risultano circa 4.125, con un incremento delle presenze reali di circa il 25% in un anno. Sono le stime contenute nel quarto monitoraggio sulla popolazione rifugiata in regione, riferiti alla fine di dicembre 2008 e realizzato dal progetto “Emilia-Romagna terra d’asilo”, la rete promossa dalla Regione e coordinata dalla Provincia di Parma con la partecipazione di tutti i Comuni capoluogo e di tutte le Province del territorio.

Il rapporto, dedicato quest’anno al tema “L’accoglienza nell’anno dell’emergenza”, fornisce periodicamente i dati sulle presenza di richiedenti asilo e rifugiati e sulle forme di accoglienza cui hanno accesso queste persone, cittadini stranieri provenienti da altri Paesi in cui è impedito l’esercizio delle libertà democratiche.

Come per le indagini degli anni precedenti, il monitoraggio integra i numeri “ufficiali” forniti dalle Questure di tutte le province della regione sui permessi di soggiorno per asilo politico, protezione sussidiaria o motivi umanitari (complessivamente 2802 alla fine del 2008), con i dati sulle presenze non registrate raccolti grazie agli operatori degli sportelli delle associazioni di tutela o degli Enti Locali, dei dormitori o delle parrocchie, raccolti durante interviste telefoniche o incontri sul campo con i referenti dei diversi sportelli, incontri nei quali sono stati anche visitati i luoghi d’accoglienza.

Secondo i dati forniti al progetto regionale dal Servizio centrale del Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (S.p.r.a.r.), nel corso del 2008 sono state 444 le persone accolte nell’ambito dei sette progetti attivi all’interno in regione. Le nazionalità maggiormente presenti sono quelle provenienti da Eritrea (62), Afghanistan (42) e Costa D’Avorio (38). Da un´analisi delle tipologie dei permessi di soggiorno dei beneficiari, emerge che anche nel 2008 la netta maggioranza sia rappresentata dai titolari di protezione umanitaria (e sussidiaria), seguiti dai rifugiati.

Il documento fornisce dunque una “fotografia” il più possibile aggiornata della situazione della popolazione rifugiata, al fine di poter valutare il bisogno di accoglienza e l´adeguatezza delle risposte messe in campo dalle istituzioni locali.
A questo proposito, sul piano dei servizi offerti ai rifugiati, il rapporto tiene conto anche del ruolo fondamentale giocato dalle associazioni di volontariato e dalle forme di accoglienza “amicale” o familiare messe in atto all´interno delle comunità di connazionali. Nel monitoraggio trovano inoltre spazio riferimenti alla situazione nazionale, alla normativa italiana nel campo del diritto di asilo e agli sviluppi in atto a livello comunitario.

Nato nel 2005 da un Protocollo d’intesa in materia di richiedenti asilo e rifugiati, sottoscritto nel 2004 da Regione Emilia-Romagna, Enti Locali, organizzazioni sindacali e realtà del terzo settore, il progetto “Emilia-Romagna terra d’asilo” può attualmente contare sulla collaborazione di trentanove partner.
Obiettivo dell’iniziativa è quello di favorire l’estensione e il rafforzamento della Rete regionale in materia di diritto di asilo e di contribuire a diffondere su tutto il territorio un livello di accoglienza e tutela programmato e rispettoso dei diritti della popolazione rifugiata, della dignità dei richiedenti asilo, rifugiati e titolari di protezione, un monitoraggio costante delle presenze e delle possibilità di accoglienza, ma anche di verifica delle difficoltà di integrazione sociale con proposte di soluzioni, nonché attività di formazione e sensibilizzazione dei cittadini.

Documenti da scaricare:

Fonte: http://www.emiliaromagnasociale.it/wcm/emiliaromagnasociale/news/2010/gennaio/11_terrasilo.htm

I vincitori del concorso contro gli stereotipi di genere. La vicepresidente Muzzarelli: “Lavoriamo insieme alla scuola contro i luoghi comuni”

IN SINTESI:

Sono stati premiati nel corso di una manifestazione condotta dall´attore Neri Marcorè presos il Teatro Testoni di Bologna, i vincitori del primo concorso “Giochiamo alla Pari!”.
Hanno vinto gli studenti dell´Istituto “Einaudi” di Ferrara. Quattro sono state le menzioni speciali andate ad altrettanti istituti superiori di S. Giovanni in Persiceto (Bo), Castel San Peitro Terme (Bo), Reggio Emilia e Ferrara.
Il concorso,  indetto da Regione, Ufficio scolastico regionale, Cineteca di Bologna, Dipartimento discipline della comunicazione dell´Università di Bologna e dalla Fondazione pubblicità progresso, ha l´obiettivo di realizzare uno spot contro gli stereotipi di genere e promuovere la cultura delle pari opportunità.
Nella notizia maggiori dettagli della manifestazione e il commento della vicepresidente regionale Maria Giuseppina Muzzarelli.
(15 gennaio 2010) – Sono gli studenti dell’Istituto professionale di Stato “Einaudi” di Ferrara (classi V P e Q) i vincitori della prima edizione del concorso “Giochiamo alla pari!”, indetto da Regione Emilia-Romagna, Ufficio scolastico regionale, Cineteca di Bologna, Dipartimento discipline della comunicazione dell’Università di Bologna e dalla Fondazione pubblicità progresso per realizzare uno spot contro gli stereotipi di genere e promuovere la cultura delle pari opportunità.Al primo premio – la cui sceneggiatura servirà come base per la realizzazione del vero e proprio spot che sarà prodotto da Cineteca e Dipartimento discipline della comunicazione – si aggiungono quattro menzioni speciali.

Quella per la migliore realizzazione del progetto è andata agli studenti dell’Istituto superiore “Archimede” di S. Giovanni in Persiceto (Bo), la menzione per l’originalità progettuale è stata attribuita alla IV D dell’Istituto istruzione superiore “Scappi” di Castel San Pietro Terme, per la scelta stilistica adottata è stata premiata la classe IV dell’Istituto superiore “Scaruffi – Levi – Città del tricolore” di Reggio Emilia, mentre la V Q del Liceo “Ariosto” di Ferrara si è aggiudicata il premio speciale di Pubblicità Progresso.

Per la realizzazione del logo del Premio “Giochiamo alla pari!” sono stati, infine, premiati quattro studenti di Scienze della comunicazione.
La valutazione degli elaborati è stata affidata ad una giuria presieduta da Giuseppe Bertolucci.
La premiazione, condotta da Neri Marcorè, si è svolta questa mattina al teatro Testoni di Bologna.

La manifestazione, cui hanno preso parte le classi di tutte le scuole che hanno partecipato al concorso, ha visto la presenza della vicepresidente della Regione Emilia-Romagna Maria Giuseppina Muzzarelli, degli assessori alla scuola Giovanni Sedioli e alla cultura Alberto Ronchi, del direttore dell’Ufficio scolastico regionale Marcello Limina, di Pina Lalli professoressa di sociologia dei processi culturali e comunicativi del Dipartimento di discipline della comunicazione e di Rossella Sobrero della Fondazione pubblicità progresso.

“Si sente, anche parlando con i ragazzi – ha sottolineato la vicepresidente Muzzarelli – che permangono elementi duri a morire; luoghi comuni sui quali, se la scuola aiuta a riflettere, si può lavorare con successo”.
Marcorè ha parlato di una “iniziativa lodevolissima, i pregiudizi più si affrontano, più si sgretolano”.
Lo spot vincitore del concorso sarà mandato trasmesso dalle televisioni locali e nei cinema dell’Emilia-Romagna.

Er.Go nell’anno accademico 2009/2010 erogherà la borsa di studio a 15.482 studenti iscritti alle Università dell’Emilia Romagna, garantendo la copertura al 100% degli idonei, con un investimento complessivo a livello regionale di oltre 60 milioni di euro.

Un risultato importante per la Regione Emilia Romagna e per l’Azienda Regionale per il Diritto agli Studi Superiori dell’Emilia Romagna, che per il terzo anno consecutivo assicurano la copertura totale delle borse di studio, anche a fronte dell’incremento del numero di idonei, cresciuti di oltre duemila unità rispetto all’anno accademico precedente. Con l’aumento degli idonei, inoltre, aumenta anche l’impegno finanziario diretto di Er.Go, che quest’anno assicura circa 7 milioni di euro in più rispetto al 2008/2009, quando – per garantire la borsa – ne erano stati necessari 53.

Un incremento, quello degli idonei alla borsa di studio, che si spiega  – oltre che con l’aumento generalizzato degli iscritti alle università – anche con il meccanismo con cui la legge regionale 15 del 2007 (che ha istituito Er.Go) premia il merito negli studi. Per assicurarsi il saldo dell’anno precedente, infatti, è necessario raggiungere il numero di crediti che consente di ottenere la borsa dell’anno successivo. Se in passato, prima della legge regionale, solo il 67% degli studenti raggiungeva questo risultato, oggi l’83% degli studenti mantiene con continuità il merito per la borsa di studio. E’ perciò evidente che questi  criteri di valutazione dei requisiti di merito, introdotti dall’anno accademico 2008/2009, hanno avuto l’effetto di aumentare in modo significativo il numero di studenti che mantiene una buona continuità nello studio.

Gli importi delle borse di studio variano sulla base della condizione di studente “in sede”, “fuori sede” o “pendolare” da un minimo di 1402 ad un massimo di 5073 euro.

Scendendo nel dettaglio, Er.Go garantisce per il 2009/2010 un totale di 8924 borse di studio per gli studenti iscritti all’Università di Bologna, 1206 più dell’anno scorso, con un impegno finanziario di 32 milioni e 941mila euro, che supera di quasi 4 milioni lo stanziamento dell’anno accademico precedente.

Aumenti anche a Parma, dove le borse di studio per gli idonei salgono dalle 2481 dell’anno scorso alle 2890 di quest’anno, con un incremento di due milioni di euro rispetto all’anno scorso, assestandosi a 13 milioni di euro per il 2009/2010. Segno positivo anche per la sede di Modena e Reggio Emilia, dove gli idonei salgono a 1997, contro i 1863 del 2008/2009, facendo registrare un incremento di circa 400mila euro rispetto all’anno scorso, salendo fino a 7 milioni e 823mila di quest’anno. A Ferrara, infine, gli idonei salgono a 1671, contro i 1413 dello scorso anno accademico, con un impegno finanziario da parte di Er.Go che dai 5 milioni e 500mila euro del 2008/2009 sale fino ai 6 milioni e 378mila di quest’anno.

“Credo si debba essere molto soddisfatti dei risultati ottenuti dall’Azienda Regionale per il Diritto agli Studi Superiori – dichiara l’assessore regionale all’Università, Giovanni Sedioli – Ergo ha ben operato, e grazie alla razionalizzazione delle risorse si è potuto investire maggiormente nei servizi. Il 100 per cento degli studenti idonei ottiene la borsa di studio e abbiamo omogeneizzato la qualità del servizio erogato su tutto il territorio regionale”.

“Per il terzo anno consecutivo, da quando si è andati alla riorganizzazione su base regionale del diritto allo studio, viene assicurato il pagamento della Borsa di Studio al 100 per cento degli idonei – commenta Vainer Merighi, presidente di Er.Go – Si tratta di un risultato davvero notevole, che assume ulteriore importanza se si pensa che il numero di idonei a livello regionale nel 2009/2010 è aumentato del 13% rispetto al 2008/2009, determinando parallelamente un consistente aumento dell’impegno finanziario. Si conferma, quindi, la capacità di Er.Go di rispondere ad una domanda sempre più ampia di sostegno per il periodo universitario, privilegiando il merito negli studi come criterio-guida”.

Per saperne di più
Il sito di Er.Go

Fonte: http://www.emiliaromagnasapere.it/news/er.go-borse-di-studio-per-oltre-60-milioni-di-euro

Regione Emilia-Romagna e Cineteca promuovono il nuovo Centro per lo sviluppo dell’audiovisivo e l’innovazione digitale in Emilia Romagna, con l’obiettivo di supportare le imprese del comparto fornendo servizi di informazione, formazione, promozione e consulenza.

Bologna, 22 gennaio 2010 – Il progetto Distretto della multimedialità sviluppa l’iniziativa già attivata nel 2008 da Regione e Comune di Bologna con la Cineteca. Ora il Centro entra a far parte della grande Rete per l’alta tecnologia dell’Emilia-Romagna, promossa dalla Regione, e delle iniziative per ricerca e innovazione che saranno sostenute a Bologna anche nei prossimi anni in rete con il Tecnopolo.

Con il nuovo programma, il Centro per lo sviluppo dell’audiovisivo e l’innovazione digitale in Emilia Romagna diventa il soggetto promotore e di riferimento del futuro Distretto della Multimedialità della Regione Emilia-Romagna.
Obiettivo, supportare le imprese del comparto fornendo servizi di informazione, formazione, promozione e consulenza all’interno del settore audiovisivo dell’Emilia-Romagna attraverso incontri, seminari, workshop, sviluppando al contempo progetti che possano costituire buone prassi per tutto il territorio.

Le risorse disponibili sul progetto triennale ammontano a 1.080.000 euro, di cui circa un 50% destinato al fondo di sostegno; il restante 50% sarà ripartito egualmente per l’avvio del Centro per lo Sviluppo dell’audiovisivo e l’innovazione digitale e per la promozione del distretto della multimedialità in Emilia-Romagna.

Un fondo per opere prime
Il Programma attiverà anche un fondo di sostegno per opere prime e seconde, lo sviluppo di progetti cinematografici e la produzione di opere di autori giovani e legati al territorio.
L’ammontare delle risorse che verranno erogate tra il 2010 e il 2011 attraverso il fondo è di 420mila euro, di cui un 20% destinato al sostegno dello sviluppo di progetti cinematografici e il restante 80% alla produzione.

Il sostegno erogato non sarà a fondo perduto. Nel caso dello sviluppo, andrà restituito nel momento in cui il progetto filmico entrerà in produzione, mentre nel caso del sostegno alla produzione, l’importo sarà calcolato come una quota percentuale del film.
Sono previste due scadenze per la presentazione delle domande: la prima al 30 aprile 2010 e la seconda al 31 agosto 2010. L’importo disponibile per ogni scadenza è di 210mila euro.

Obiettivi generali del progetto triennale
All’interno del settore multimediale, il progetto si concentra sul comparto audiovisivo, con l’obiettivo di aggregare e mettere in rete attori, competenze e prassi presenti sul territorio emiliano-romagnolo al fine di costruire un polo nell’ambito dell’audiovisivo.
Il Centro si occuperà nello specifico di promuovere lo sviluppo e la produzione di progetti cinematografici di giovani talenti operanti nel territorio, di sviluppare le realtà produttive locali, rafforzandone la rete di relazioni e l’identità collettiva.
Il Centro avrà anche un ruolo di formatore a livello tecnico e produttivo in ambito audiovisivo e sarà un valido supporto informativo per gli operatori del settore.

Il progetto Distretto della multimedialità è inserito nell’Accordo di Programma Quadro “Giovani Evoluti e COnsapevoli” (di seguito APQ GECO) sottoscritto tra la Regione Emilia-Romagna, il Ministero per le politiche giovanili e le attività sportive POGAS (ora Ministro della Gioventù) e il Ministero per lo Sviluppo Economico.

L’intervento si avvale del coordinamento dell’Assessorato alle Politiche Produttive della Regione Emilia-Romagna nonché della collaborazione di Aster S. cons. P.A. e de L’Immagine Ritrovata srl.

Tutti i materiali relativi al fondo saranno scaricabili e visionabili sul sito della Cineteca di Bologna: http://www.cinetecadibologna.it nella sezione “Produrre” entro la fine del mese di gennaio.

Fonte: Agenzia Regionale

Link utili: Per approfondire

IN SINTESI:

E´ stata attivata l´estensione del programma di screening gratuito per la diagnosi precoce dei tumori della mammella. Il programma prevede il coinvolgimento delle donne nelle fasce di età dai 45 ai 49 e di quelle dai 70 ai 74 anni.
La Regione Emilia-Romagna è l´unica ad avere previsto questa estensione in modo da offrire una nuova opportunità di prevenzione. Complessivamente le interessate dallo screening sono circa 840mila con un investimento di circa 14 milioni di euro all’anno.

A sostegno dell´iniziativa è prevista la campagna informativa che ha come slogan “Lunga vita alle signore”. Tra gli strumenti di informazione opuscoli, radio e video comunicati, locandine. Per informazioni si può contattare il numero verde gratuito 800033033 del Servizio sanitario regionale (giorni feriali dalle 8,30 alle 17,30 e il sabato dalle 8,30 alle 13,30) oltre al sito all’indirizzo www.saluter.it/screening_femminili.
Nella notizia si trovano i dati relativi ai risultati ottenuti  e l´impegno della Regione per la prevenzione. Tra gli approfondimenti si trova una scheda riassuntiva dei tre programmi di screening attivi sul territorio, mentre nei contenuti speciali si può vedere l´intervista all´assessore regionale Giovanni Bissoni.

Sono già partiti i primi inviti, con lettera dell’Azienda Usl a domicilio, alle donne dai 45 ai 49 anni e dai 70 ai 74 anni ad effettuare la mammografia di screening. Così come previsto dalla Giunta regionale nel luglio scorso, da gennaio è partita infatti l’estensione del programma di screening gratuito per la diagnosi precoce dei tumori della mammella,  che fino al 31 dicembre 2009 era rivolto – secondo le indicazioni nazionali – alle donne dai 50 ai 69 anni.

L’Emilia-Romagna è l’unica Regione, al momento, ad aver deciso questa estensione che comporterà un aumento della spesa dagli attuali 8 a circa 14 milioni di euro all’anno. In questo modo si offrirà  alle donne dai 45 ai 49 (163.354 in totale)  una nuova opportunità di prevenzione con l’invito ad effettuare la mammografia ogni anno e alle donne dai 70 ai 74 anni (126.311 in totale) di poter proseguire i controlli mammografici biennali. Le interessate dallo screening diventano quindi complessivamente 838.520  (oltre 840mila considerando anche le domiciliate e non solo le residenti) pari al  37,6% della popolazione femminile dell’Emilia-Romagna.

A sostegno di questa iniziativa è stata predisposta una campagna informativa per far conoscere programma e nuove opportunità offerte. “Lunga vita alle signore” è lo slogan della campagna che prevede la distribuzione di opuscoli informativi, l’affissione di manifesti e locandine, la messa in onda sulle principali emittenti della regione di radio e video comunicati, la pubblicazione di inserzioni sulla stampa quotidiana.
In tutti i casi si ricorda che per informazioni e approfondimenti ci si può rivolgere al numero verde unico del Servizio sanitario regionale 800 033 033 (giorni feriali dalle 8,30 alle 17,30 e il sabato dalle 8,30 alle 13,30) o consultare il sito all’indirizzo www.saluter.it/screening_femminili.

radiologaL’adesione alla campagna di screening e i percorsi di accesso
La scelta della Giunta regionale di ampliare l’offerta dello screening alle donne in fascia di età 45-49 e 70-74 è stata presa sulla base delle evidenze di efficacia (cioè la verificata possibilità di ridurre la mortalità per tumore della mammella anche per queste età, attraverso la diagnosi precoce) documentate dalla letteratura scientifica nazionale ed internazionale, e sulla base dei buoni risultati ottenuti in oltre 10 anni di attività dello screening mammografico, avviato in Emilia-Romagna dal 1996.  L’adesione all’invito delle donne dai 50 ai 69 anni si è mantenuta elevata registrando, nel 2008, un 72,4% di aderenti contro il 59,9% registrato a livello nazionale.

A tutto il 2008 sono stati 8.300 i tumori diagnosticati in fase precoce (su un totale di 11.500 identificati) che hanno dunque permesso di intervenire tempestivamente con le cure necessarie. Per le donne che hanno eseguito la mammografia all’interno del programma di screening, vista l’alta qualità dei percorsi garantita, la mortalità per questo tipo di tumore si è ridotta del 56% (in Italia il 50%).

Per la diagnosi dei tumori del seno e per l’appropriata prescrizione ed erogazione della mammografia, la Giunta regionale, nel luglio scorso, ha definito inoltre priorità e percorsi di accesso alla mammografia, al di fuori del programma di screening in modo da assicurare l’esame a tutte le donne per le quali lo stesso esame è necessario secondo le evidenze scientifiche.  Le mammografie urgenti o urgenti differibili devono essere erogate nei tempi previsti (entro 72 ore per le urgenti ed entro 7 giorni per urgenti differibili) nei Centri senologici pubblici.

Sono poi in corso di definizione protocolli e percorsi diagnostici individuali per le donne che presentano un fattore di rischio legato a ereditarietà/familiarità. Oltre a questo, anche alle donne dai 40 ai 44 anni, al di fuori dell’urgenza e delle condizioni di rischio ereditario/familiare, la mammografia sarà garantita ma entro 90 giorni e non nei tempi di attesa previsti dalla norma (60 giorni).
In sintesi, al di fuori dello screening, dell’urgenza, di condizioni di rischio per familiarità/ereditarietà e per la mammografia richiesta per la prima volta dai 40 ai 44 anni, l’esame mammografico è reputato inappropriato e pertanto può avere lunghi tempi di attesa.
Sotto i 40 anni di età, la mammografia non è indicata e pertanto la presa in carico avviene con la visita clinica del senologo ed eventuali accertamenti successivi.

Fonte: http://www.regione.emilia-romagna.it/wcm/ERMES/notizie/news/2010/gen/screening_mammografia.htm

Approfondire per non dimenticare l’orrore. Questo il filo conduttore delle tante iniziative organizzate a Ferrara dal Comitato provinciale 27 Gennaio per celebrare il Giorno della memoria 2010, in ricordo dello sterminio del popolo ebraico e dei deportati nei campi nazisti.
L’apertura del programma sarà affidata, lunedì 25 gennaio alle 15,30, a un incontro alla Facoltà di Giurisprudenza, di corso Ercole I d’Este 37, sul tema delle leggi razziali e dell’espulsione dei docenti ebrei dalle Università italiane, seguito dallo spettacolo teatrale “L’uomo nero”, con la regia di Roberta Pazi (a fondo pagina il programma completo dell’iniziativa).
Al libro di Gad Lerner dal titolo “Scintille” (Feltrinelli, Milano 2009), sarà invece dedicata la serata di martedì 26 gennaio alla sala Estense. L’iniziativa, organizzata dal Museo nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah (Meis), con inizio alle 21, vedrà la partecipazione, assieme all’autore, di Gaetano Sateriale e Piero Stefani
LA SCHEDA: Il titolo, “Scintille”, fa riferimento a un particolare aspetto della mistica ebraica (la Cabala) attraverso il quale l’autore ci propone un intenso intreccio tra vicende personali, familiari ed ebraiche inserite in un vasto orizzonte che comprende il Libano, Israele, l’Italia e i paesi dell’Europa orientale. Gad Lerner è membro del Consiglio di Amministrazione del Meis.
La giornata ufficialmente dedicata alla memoria, mercoledì 27 gennaio, si aprirà alle 11 con la cerimonia, nella sede della Prefettura di corso Ercole I d’Este 16, per la consegna delle medaglie d’onore del Presidente della Repubblica ai ferraresi internati nei campi nazisti.
Nel pomeriggio, alle 15.15, alla biblioteca Ariostea sarà invece inaugurata la mostra
“Le carte della memoria – Viaggio nei giacimenti documentari e librari della città” promossa dal servizio Comunale Biblioteche e Archivio Storico e dal Museo del Risorgimento e della Resistenza. All’appuntamento interverranno il vice sindaco Massimo Maisto, il dirigente del servizio Biblioteche Enrico Spinelli, il Rabbino capo di Ferrara Luciano Caro e la responsabile del Museo del Risorgimento Delfina Tromboni. Mentre alle 17, la sala degli Stemmi del castello estense ospiterà un concerto di musiche ebraiche (v. scheda a fondo pagina).
Giovedì 28 sarà la volta di un appuntamento alla caserma Bevilacqua di corso Ercole I d’Este 36, incentrato sull’aiuto offerto dalla Guardia di Finanza ai profughi ebrei e ai perseguitati. Mentre venerdì 29 gennaio, dalle 9,30, nella sala Agnelli della biblioteca Ariostea si terrà una giornata di studi dal titolo “Storie di esilio, di fuga e di deportazione. Cantieri di ricerca”. Ulteriori appuntamenti sono in calendario per sabato 30 gennaio, mercoledì 3, giovedì 4 e martedì 16 febbraio.

Consulta il programma completo: programma_giorno_memoria2010.pdf

Lunedì 25 gennaio, ore 15.30
Università degli Studi di Ferrara – Dipartimento di Scienze Giuridiche Museo dell’Ebraismo Italiano e della Shoah (MEIS) – Istituto di Storia Contemporanea
Aula Magna della Facoltà di Giurisprudenza, C.so Ercole I d’Este n. 37

Saluti
Pasquale Nappi – Preside della Facoltà di Giurisprudenza
Giovanni De Cristofaro – Direttore del Dipartimento di Scienze Giuridiche

Parte prima
Professori “di razza”. L’espulsione dei docenti Ebrei dalle Università
Presiede
Patrizio Bianchi – Magnifico Rettore dell’Università di Ferrara
Intervengono:
Roberto Finzi – Ordinario di Storia economica dell’Università di Trieste e di Bologna
“1938: l’espulsione dei docenti ebrei dalle Università. Il “caso Musatti” e la tragica stupidità delle “leggi razziali”
Anna Maria Quarzi – Direttrice Istituto di Storia Contemporanea
“L’Università di Ferrara e le leggi razziali nelle carte dell’Archivio”
Coordinano:
Piero Stefani – Direttore scientifico Museo dell’Ebraismo Italiano e della Shoah
Paolo Veronesi – Associato di Diritto Costituzionale dell’Università di Ferrara

Parte seconda:
Spettacolo Teatrale “L’uomo nero”
Compagnia Teatrale Officina
regia di Roberta Pazi

Giorno della Memoria 2010: un concerto di musiche ebraiche in Castello Estense
Giovedì 27 gennaio alle 17
nella Sala degli Stemmi. Ingresso libero
Concerto per il Giorno della Memoria, giovedì 27 gennaio alle 17 nella Sala degli Stemmi in Castello Estense. Un evento musicale promosso da Provincia, Prefettura e Comune di Ferrara, nell’ambito delle iniziative del Giorno della Memoria, in collaborazione con i Concerti del Ridotto della Fondazione Teatro Comunale.
Il mezzosoprano Sandra Mongardi, il clarinettista Claudio Miotto e il chitarrista e compositore Paolo Rosini, musicisti tutti assai noti ed apprezzati dal pubblico cittadino, proporranno per l’occasione un’antologia di canti sefarditi e di melodie popolari yiddish, trascritte e strumentate dallo stesso Paolo Rosini. Un omaggio alla tradizione musicale ebraica, come si è venuta a caratterizzare dal momento della diaspora, assorbendo ampiamente le tradizioni musicali dei paesi ospiti.
E’ quello che è accaduto in Spagna (Sepharad in ebraico), dove dal tardo medioevo gli ebrei elaborarono il genere del romance ebreo-ispanico: una base barrativa di origine ispanica e di elementi diversi, arabo-andalusi, turchi e balcanici magnificamente sintetizzata, dove le donne hanno sempre giocato un ruolo fondamentale, interpretando le vecchie melodie che raccontavano il matrimonio, l’amore, il dolore.
Dopo l’antologia di canti sefarditi interpretata dalla voce di Sandra Mongardi, Claudio Miotto e Paolo Rosini si addentreranno nel repertorio più propriamente Yiddish: una musica che contiene elementi del folclore tedesco e polacco, ungherese e rumeno, ai quali si uniscono antiche formule di canto e preghiera ebraiche, in una base tonale che mescola modi antichi ebraici. Viene spesso chiamata musica klezmer dal nome dato ai musicisti popolari: un repertorio in origine per piccole bande, dedicata soprattutto alle danze e alle feste e ai momenti più rituali, semplice e dalla ritmica coinvolgente. L’ingresso al Concerto della Memoria è libero.
(Comunicato a cura dell’Ufficio stampa della Provincia)

Fonte: http://www.cronacacomune.it/index.phtml?id=8743

TUTTE LE INFORMAZIONI NECESSARIE PER ACCEDERE AI SERVIZI SANITARI E SOCIO-SANITARI EROGATI DAL SERVIZIO SANITARIO REGIONALE

Sono oltre duemila, tra visite ed esami, le prestazioni di specialistica ambulatoriale erogati ai cittadini in Emilia-romagna.  Per sapere come prenotare, dove andare, cosa serve per una visita o un esame specialistico – da Piacenza a Rimini – si può consultare la Guida ai servizi – informazioni on line, il motore di ricerca che offre le informazioni necessarie per accedere a tutti i servizi sanitari e socio-sanitari erogati dal Servizio sanitario regionale dell´Emilia-romagna.

La Guida è accessibile dalle pagine di Saluter (in alto, sotto la testata) e da tutti i siti web delle Aziende sanitarie e dell´Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna, all´indirizzo web http://guidaservizi. Saluter. It .

Con la pubblicazione delle informazioni sulle prestazioni di specialistica ambulatoriale, che ha comportato un intenso lavoro con la partecipazione di tutte le Aziende sanitarie, la Guida ai servizi on line offre le informazioni già garantite dal numero verde unico del Servizio sanitario regionale, attivo tutti i giorni feriali dalle 8. 30 alle 17. 30 e il sabato dalle 8. 30 alle 13. 30.

La banca dati di informazioni è infatti la stessa, costantemente aggiornata da Regione e Aziende sanitarie: per la Guida ai servizi è stato fatto uno specifico editing per rendere più facile la consultazione diretta da parte degli utenti. La pubblicazione delle informazioni sulla specialistica ambulatoriale è stata anche l´occasione per introdurre altre novità nel sito della Guida. E´ stata inserita una sezione “Servizi on line” dove è già pubblicato un link al sito che permette di pagare tramite internet l´eventuale ticket per visite o esami specialistici (https://www. Pagonlinesanita. It). Tra le sedi del Servizio sanitario regionale (sul lato sinistro della home) sono stati inseriti tutti i punti di prenotazione Cup (telefonici, di sportello, di farmacia). Cliccando sul bottone “Guida al sito” (nelle utilities in alto a destra della homepage) è possibile avere informazioni su come è organizzato il motore di ricerca e quali sono le semplici operazioni per consultare le informazioni che interessano.

Per semplificare la navigazione è stata anche inserita, nella visualizzazione dei risultati della ricerca, la possibilità di ordinare i risultati per luogo e per ordine alfabetico.

Come si consulta la “Guida ai servizi – informazioni on line”: Per impostare la ricerca occorre scrivere nell’apposito spazio bianco il nome della prestazione o del servizio richiesto, o almeno una parola significativa collegata a questa prestazione: per esempio, il nome di una visita o di un esame scritto nella prescrizione del medico, un certificato, una vaccinazione, un ricovero ospedaliero, l´assistenza domiciliare.

Dopodiché si apre la prima pagina dei risultati della ricerca, che riporta l’elenco scritto in verde delle prestazioni/servizi. Cliccando sulla prestazione scelta, compare la sua descrizione, che si conclude con il link Dove rivolgersi e come fare, che consente di scegliere l’ambito territoriale di interesse: è obbligatorio indicare almeno la provincia, ma si può scegliere anche il Comune o l’Azienda sanitaria.

Una volta indicato l´ambito territoriale è possibile scegliere tra due distinte tipologie di navigazione: navigazione per luogo di erogazione, navigazione per modalità di accesso. Il primo tipo di navigazione permette di consultare direttamente i luoghi (le sedi) che erogano il servizio/prestazione, il secondo tipo di navigazione consente di avere una visione complessiva delle modalità di accesso (per esempio se occorre o no la prenotazione e dove prenotare).

Cliccando direttamente su Avvia senza fare alcuna scelta, parte automaticamente il primo tipo di navigazione. L’elenco delle sedi di erogazione della prestazione richiesta nell’ambito territoriale scelto è presentato su quattro colonne: Comune in cui sono collocate, luogo di erogazione (che indica la denominazione di quella sede), struttura di cui il luogo di erogazione fa parte (per esempio poliambulatorio, dipartimento, e così via), condizioni di erogazione (con eventuali dettagli rilevanti, come “pediatrica” o “per adulti”).

I risultati presentati nelle prime tre colonne sono ordinabili in ordine alfabetico crescente o decrescente, cliccando sulle apposite frecce accanto al titolo della colonna. Cliccando su ogni luogo di erogazione è possibile visualizzare i dati utili per raggiungere quella sede (indirizzo, telefoni, orari, mezzi pubblici e parcheggi) e quelli necessari per ottenere la prestazione scelta in quella sede: le modalità di accesso (su prenotazione, accesso diretto) e le modalità di prenotazione (Cup sportello, Cup telefonico, telefonando al luogo di erogazione). La ricerca è inoltre possibile per sedi, utilizzando il menu in apertura a sinistra di ogni pagina.

Fonte: http://www.marketpress.info/notiziario_det.php?art=128858

A fare i cittadini si può cominciare da molto giovani.

Non è mai troppo presto per educarsi al valore della partecipazione, per imparare a dialogare con le istituzioni, per esprimere i propri bisogni e far valere i propri diritti. In Veneto sembrano essersene accorti. TerzoVeneto, il canale della Regione Veneto dedicato all’e-democracy spalanca più finestre web sul mondo dei bambini, degli adolescenti e dei giovani adulti. Idee e progetti per cercare di aprire nuovi canali comunicativi tra cittadini e amministrazioni, ampliare gli spazi di confronto diretto e incentivare la partecipazione alle politiche pubbliche. Civil Life, laboratorio didattico sulla cittadinanza attiva promosso nelle scuole, e Bla Bla Bla - il cartone animato digitale sui nuovi media e la partecipazione civica – sono esempi di come si possa aiutare a far crescere gli studenti come cittadini consapevoli di domani. L’ultima novità è un videogioco sulle campagne elettorali. Di che si tratta lo chiediamo a Claudio De Donatis, responsabile della Direzione regionale per i rapporti e le attività istituzionali del Consiglio regionale del Veneto e delle attività di e-democracy a cui fa riferimento l’omonimo Ufficio.

Partiamo dalla novità. Cos’è Electionplay?
Electionplay è un videogioco di simulazione sulla competizione elettorale. Un gioco di ruolo dove il giocatore simula le prove che deve affrontare per organizzare una campagna elettorale: la redazione del programma, la scelta dei candidati, come raccogliere i fondi, la distribuzione delle risorse, il rapporto con i media e le strategie comunicative. È un vero e proprio civil game che usa un linguaggio vicino al mondo giovanile, ma è rivolto a un pubblico di tutte le età.

Come vi è venuta questa idea?
Tutto è partito da alcune considerazioni sulla generale disaffezione alla politica e alle istituzioni, sul disinteresse crescente della società civile a ciò che ruota attorno alle competizioni elettorali. Electionplay è un videogioco divertente che simula però realisticamente le modalità con cui funziona un confronto elettorale, strumento alla base del nostro sistema democratico. Nel gioco sono importanti i programmi, la scelta dei valori, la coerenza delle scelte.

Restiamo sui giovani. Quali sono gli ultimi sviluppi di Civil Life?

La piattaforma è diventata ora l’hub di tutte le esperienze di didattica innovativa nel Veneto sul coinvolgimento dei giovani nelle attività istituzionali. È nato come spazio virtuale aperto a tutti gli studenti e agli insegnanti impegnati a confrontarsi sulle esperienze di partecipazione e cittadinanza attiva. I laboratori di Civil Life sulla multimedialità, creatività ed innovazione sono stati  molto utili in occasione di Exposcuola a far conoscere a tanti studenti e docenti le possibilità che offre una community di veicolare nozioni ed esperienze di educazione civica. L’idea è di continuare su questa strada. Civil Life è da poco entrato su facebook (www.facebook.com/civil life).

Anche Bla bla bla ha avuto molti riconoscimenti, per esempio il premio Global Junior Challenge…
Vero, anche Bla Bla Bla e-democracy e minori è un progetto ludico-educativo molto originale, pensato per la scuola primaria: gli alunni utilizzano un linguaggio creativo e strategico a loro congeniale, che è quello del cartone animato digitale, come forma di comunicazione per promuovere una riflessione sull’uso intelligente e responsabile dei nuovi media. I primi protagonisti di questo lavoro sono stati i bambini della scuola elementare di Cassola (Vi).

Tutto questo fa parte di TerzoVeneto, il portale di e-democracy dedicato alle attività del Consiglio regionale. Ci può dire come è strutturata la vostra attività di comunicazione?
Abbiamo attivato due canali distinti: accanto alla sezione di e-democracy già presente, c’è il nuovo strumento e-government che svolge monitoraggi conoscitivi delle attività sul territorio. Per noi è un ulteriore canale per migliorare la comunicazione con gli Enti territoriali. Ora di nuovo c’è il piano casa per esempio. Abbiamo chiesto ai 580 comuni della Regione se lo stanno applicando e soprattutto come lo stanno applicando. Della sezione E-gov fa parte anche Coro, spazio di consultazione dei cittadini sui progetti di legge regionali.

Il web 2.0 ha aperto molte prospettive per avvicinare i cittadini alla PA. Demotopia sposa sicuramente questo spirito. Di recente si è svolto il meeting “Cittadinanza digitale: Postdemocrazia?”, cosa è emerso?

Anche il progetto Demotopia si basa sul concetto di community e conta su una rete di “innovatori della PA” che credono nelle nuove tecnologie e soprattutto nei social network come potenti infrastrutture su cui costruire nuove forme di dialogo tra elettori ed eletti. Oggi Demotopia si avvia alla “fase due”, meno pionieristica, ma più operativa: un’esperienza che deve continuare come laboratorio di cittadinanza digitale (vedi articolo di Gianluigi Cogo su ComunicatoriPubblici). Al convegno hanno partecipato amministratori, docenti universitari, giornalisti, blogger ed esperti di comunicazione. Demotopia ha saputo catalizzare le esperienze pilota di altre regioni italiane. L’evento è stato seguito anche in rete grazie allo streaming sulla piattaforma http://demotopia.ning.com. E i contributi di tutti sono ora disponibili sul sito.

Per tutte queste iniziative serve una squadra molto grande?
No, noi in realtà non siamo molti. I progetti sono nostri, ma per realizzarli ci avvaliamo di collaborazioni esterne, di service, professionisti e università.
La cosa importante però è che il Consiglio regionale abbia attivato un ufficio specifico dedicato alla democrazia elettronica e questo in Italia è un caso quasi unico.

Lavorate con le associazioni di cittadini?
Le associazioni sono state coinvolte in particolare sul nuovo portale dedicato alla lingua veneta www.linguaveneta.it, materia dove le passioni sono più forti e il contributo al portale delle associazioni è prezioso.

Prossime novità?
Tra pochi giorni presenteremo a Venezia una pubblicazione fresca di stampa sullo stato dell’arte dell’e-democracy L’evoluzione dei modelli e delle tecnologie per la partecipazione dei cittadini: l’esperienza del Consiglio Regionale del Veneto, a cura di Luca De Pietro e con i contributi di Giuseppe Gangemi, Miriam Tedeschi, Fiorella De Cindio e Cristian Peraboni: tutti esperti di varie case histories sulla partecipazione civica avviati in Italia. L’attenzione su questi temi è molto alta. Per noi è importante continuare a cercare canali sempre più innovativi per incentivare il confronto con i cittadini.

Giorgia Iazzetta

Fonte:  http://www.comunicatoripubblici.it/index.html?id=165&n_art=4977

In Europa la diffusione degli hot post wireless gratuiti è molto alta. Chi viaggia non ha mai grandi difficoltà a trovare un punto d’accesso gratuito e questo permette ai turisti o agli abitanti del luogo di accedere ad Internet con molta facilità.

Non è così in Italia soprattutto a causa delle limitazioni del “Decreto Pisanu“, di cui abbiamo parlato molte volte, che di fatto impone macchinosi iter per l’utilizzo degli accessi pubblici, tali da pregiudicare la diffusione degli hot spot WiFi.

C’è però probabilmente chi snobba questo decreto e secondo WeFi, un noto portale dove vengono catalogati gli hot spot wireless pubblici mondiali, in Italia il 30% del totale degli hot spot WiFi è aperto all’uso pubblico senza dunque richiesta di registrazione o inserimento password.

Vien da se che proprio in base al Decreto Pisanu, questo 30% è molto probabilmente fuorilegge.

E proprio da qui ci ricolleghiamo a quanto riportammo poco più di un mesetto fa quando affrontammo il problema della mancata diffusione del WiFi pubblico proprio a causa di questa limitazione.

Questo 30% è il segnale che agli italiani il wireless piace e che vogliono più punti d’accesso WiFi gratuiti in giro per le città, senza però dover ogni volta intraprendere iter burocratici complessi e inutili.

Il Decreto Pisanu è stato rinnovato ancora di un anno, a quando quindi una vera riforma per il WiFi pubblico in Italia?

Fonte:  http://www.oneadsl.it/13/01/2010/wifi-pubblici-fuorilegge-in-italia/

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