Feeds:
Articoli
Commenti

Archive for the ‘Consigli Provinciali Ferrara’ Category

Consiglio Provinciale del 12/01/2011

 

La seduta si apre, su proposta del capogruppo PdL Ugo Taddeo, con un minuto di silenzio per la scomparsa di Cesarino Tancini, deceduto all’età di 90 anni e padre del consigliere Luciano Tancini, assente dalla seduta per il grave lutto familiare che lo ha colpito.

 

La presidente della Provincia, Marcella Zappaterra, ha illustrato la delibera sulla convenzione tra Provincia, Comune di Ferrara e Regione, riguardo l’attuazione del progetto Idrovia.

“Già l’anno scorso – ha esordito – abbiamo firmato una convenzione con il Comune di Ferrara riconoscendogli il ruolo di stazione appaltante e soggetto attuatore per l’esecuzione di tre interventi inerenti l’idrovia: la sistemazione della sponda sinistra tra i ponti San Giacomo e della Pace e l’adeguamento dei due ponti stessi”. Il problema di una nuova convenzione si pone perché i cinque milioni inizialmente previsti in sede di progettazione preliminare per l’esecuzione dei lavori, risultano ora insufficienti dopo la redazione dei progetti esecutivi. Per questo motivo si procede alla conferma dell’affidamento al Comune dell’incarico di stazione appaltante per la realizzazione dei due soli progetti prioritari della sponda sinistra e del ponte della Pace, ritornando per il momento alla Provincia il compito di provvedere alla meno prioritaria sistemazione del ponte di San Giacomo.

Nella nuova convenzione entra anche la Regione Emilia-Romagna, soggetto non previsto nella prima stesura dell’accordo.

 

“L’Idrovia è un’opera infrastrutturale da concludere il prima possibile – ha commentato il consigliere di “Per Noi”, Davide Verri – ma si pone il problema di quale criterio adottare per portarla a termine alla luce della lievitazione dei costi”. “Se si è ravvisata la necessità di affidare al Comune l’esecuzione di questi lavori – ha poi chiesto – perché ritornare alla Provincia il compito seppure in modo parziale, invece di affidare al Comune le risorse necessarie per fare anche il terzo intervento?”.

 

Per Cristiano Di Martino, PdL, non stanno insieme le finalità commerciali e turistiche dell’opera e si è detto convinto che i 149 milioni a disposizione si potrebbero usare per altre infrastrutture più urgenti per il territorio.

 

“Sono le regole che stabiliscono l’utilizzo di questi fondi”, gli ha replicato il capogruppo Pd, Sergio Guglielmini; “semmai – ha continuato – c’è un problema nella normativa sui lavori pubblici che non permette di mettere più a fuoco il rapporto fra progettazione e costi necessari a coprire le opere”. Un problema che si amplifica in un contesto nel quale si procede per stralci funzionali e non per una progettazione complessiva dell’Idrovia, ha precisato il capogruppo.

 

“Nulla vieta di dare al Comune in seguito anche i lavori per adeguare il ponte di San Giacomo – ha chiuso la presidente Marcella Zappaterra nella sua replica – ; è una decisione che prenderemo insieme. Per ora è necessario prendere questa decisione per sbloccare i lavori a cominciare da quelle che abbiamo condiviso come le priorità”.

Sempre in risposta al consigliere Verri la presidente ha continuato: “Non è detto che le dinamiche dell’aumento dei costi debbano necessariamente continuare anche nelle prossime progettazioni”. Proprio a questo proposito la presidente ha citato l’esempio della gara recentemente svolta per i lavori di allargamento del portocanale di Porto Garibaldi, che è stata vinta con un consistente ribasso d’asta. Rivolgendosi poi a Di Martino ha ribattuto che il finanziamento per l’Idrovia è stato riconosciuto esclusivamente per la realizzazione di questa infrastruttura. “Non possiamo accettare il finanziamento – ha detto – per fare altre opere, ci chiederebbero la restituzione delle somme percepite”.

Avanti dunque decisi con l’Idrovia per entrambe  le sue finalità: quella turistica e quella  commerciale, nella consapevolezza che la seconda rappresentera’ un obiettivo di lungo termine..

“I tempi di pubblicazione dei bandi da parte nostra sono stati rispettati in maniera precisa – ha ribadito la presidente – e se ci saranno ritardi nell’avvio dei cantieri dipenderanno esclusivamente dai ricorsi che possono rallentare in modo significativo la tabella di marcia”.

 

La delibera è stata approvata con 24 voti a favore e tre astenuti (Per Noi e Lega Nord), incassando il sì anche del gruppo PdL, nonostante le perplessità ribadite sulla finalità commerciale dell’opera.

 

 

La parola è poi passata all’assessore ai Lavori pubblici, Davide Nardini, che ha introdotto la delibera sul Piano triennale 2010 – 2012 dei finanziamenti regionali alle scuole.

Fondi che da Bologna arrivano per 250mila euro alle scuole fino alle medie e per ulteriori 140mila circa per le superiori. “Insufficienti rispetto alle esigenze – commenta Nardini – nonostante tutti gli sforzi compiuti dalla giunta Errani alle prese con la diminuzione delle risorse pubbliche”. Una cifra che ha indotto perciò la Provincia a rinunciare alla propria quota, 140mila, per darla ai Comuni. Una somma che così viene ad aggiungersi ai 250mila già stabiliti, per dare avvio ad interventi necessari sotto l’aspetto della messa in sicurezza di edifici ed impianti e di fronte all’aumento della popolazione scolastica. La contropartita è l’introduzione di ulteriori criteri (come il risparmio energetico o quello di dare la precedenza ai Comuni non ancora beneficiari di finanziamenti) per stilare le nuove graduatorie dei Comuni.

 

Dopo gli interventi di Ugo Taddeo, PdL, (il quale ha chiesto ed ottenuto una piccola modifica al testo della delibera) e di Sergio Guglielmini, Pd, (che ha fatto presente come nel precedente triennio le risorse a disposizione fossero 1,2 milioni), la delibera è stata approvata con il voto unanime dei 27 consiglieri presenti al momento della votazione.

Ufficio Stampa – Provincia di Ferrara

Ferrara, 12 gennaio 2011

 

Read Full Post »

Scuola della Nonviolenza

anno scolastico 2010/11

Donne controvento

Tre serate di letture per presentare storie

di donne che resistono alla violenza e alla paura

Galleria del Carbone, Via del Carbone 18/a – Ferrara

Venerdì 12 Novembre ore 21

La solitudine della luna

Due brevi racconti che sono incontri tra donne. Tra una terapeuta che s’interroga sul senso delle cose e due ragazze invischiate nella tossicodipendenza.  Con Luisa Garofani, autrice e psichiatra.

Venerdì 19 Novembre ore 21

Lo Chopin partiva

Una casalinga insoddisfatta, una barista in un quartiere di immigrati, una mamma con un figlio difficile da capire…

Monologhi teatrali tratti dal libro omonimo di interviste a donne, ed. Una Città.

Con Mariolina Coppola (voce), Paola Sabbatani (canto), Roberto Bartoli (contrabbasso)

Venerdì 3 Dicembre ore 21

Con voce bambina

Una famiglia difficile raccontata attraverso gli occhi di una bambina. Nascosta, non vista, ben capace di guardare.

Introduce Gloria Soavi, psicoterapeuta.

Letture di Fabio Mangolini. Disegni di Paola Bonora

La Scuola della Nonviolenza è promossa con il supporto di Agire Sociale – CSV in collaborazione con il Movimento Nonviolento, la Galleria del Carbone.

Il ciclo “Donne controvento”, in collaborazione con l’UDI di Ferrara, è inserito nel programma di iniziative per il 25 novembre 2010, Giornata contro la violenza alle donne, coordinato dalla Provincia di Ferrara

Fonte: http://www.informagiovani.fe.it/lib/d.php?c=nJKL8

Read Full Post »

La discussione ha preso quota in Consiglio provinciale quando sono stati presentati due odg, rispettivamente dal capogruppo Pd Sergio Guglielmini e dal consigliere Pdl Cristiano Di Martino.
Stesso tema, quello dell’introduzione del pedaggio Anas sulla superstrada Ferrara- Mare, per due documenti che poi hanno finito per dare voce a posizioni opposte. Alla fine il voto ha premiato con 14 sì e 6 no il documento Guglielmini, mentre ha bocciato quello firmato Di Martino, Fabio Bergamini (Lega Nord) e  Stefania Milani (Pdl), con 16 voti contrari e i sei favorevoli della minoranza.
L’assemblea non ha raccolto l’invito lanciato dalla presidente Marcella Zappaterra: ‘Non perdiamoci in una discussione oltretutto più di metodo che di merito, che pochi capirebbero’ e dal consigliere di Per Noi Davide Verri: ‘Il Consiglio perde due occasioni: non essere giunto alla votazione di un unico documento e il Pdl di non accoglie il mio emendamento col quale affermare se si è tutti esplicitamente contro l’introduzione del pedaggio‘. Lo stesso Verri, infatti, aveva proposto un emendamento che, se fosse stato accolto, avrebbe costituito un ponte tra i due documenti. Emendamento, invece, recepito nel documento Guglielmini, ma non in quello del centrodestra: ‘Il Consiglio provinciale – scrive l’ex sindaco di Bondeno – invita il governo a sospendere qualsiasi decisione in merito al pedaggio in attesa che sia definita la questione della trasformazione della Ferrara-Mare in autostrada’.
La discussione era stata aperta dal capogruppo Pd Guglielmini: ‘E’ vero che la procedura non è ancora chiusa, ma nei bandi da assegnare figura la superstrada. I pedaggi – ha proseguito – non significano più risorse ad Anas, ma sono in realtà compensativi di minori risorse del governo all’azienda per le strade, per cui non significano neppure più soldi per la Ferrara-Mare. Il tavolo tecnico aperto al sindaco Alemanno – è stata la conclusione – deve essere concesso dal ministro anche alla presidente della Provincia”.
La parola poi è andata al consigliere Di Martino per l’illustrazione del proprio odg: ‘L’esclusione della Ferrara-Mare dal pedaggio non è la vittoria del Pd, ma di tutti i ferraresi. La posizione della presidente della Provincia e la stessa lettera inviata al ministro Matteoli è in linea con quella che deve essere una posizione istituzionalmente corretta’. Il documento chiede alla stessa presidente Zappaterra che si faccia promotrice di un incontro all’interno della conferenza stato – regioni tra il presidente Errani e il ministro Matteoli, affinché si avvii un dialogo istituzionale e afferma che, nel frattempo, il tutto è demandato ad un decreto del presidente del Consiglio dei ministri (Dpcm), che definirà quali e quanti tratti stradali saranno eventualmente interessati.
La seduta subisce a questo punto un break per discutere gli emendamenti Verri e del capogruppo Prc, Stefano Calderoni (‘Considerato che l’attuale classificazione della Ferrara-Mare non giustifica in alcun modo l’applicazione del pedaggio, il Consiglio invita le forze politiche e le istituzioni locali a promuovere a partire dai Comuni più direttamente interessati una petizione popolare contro il pedaggio elettronico da indirizzare al presidente del Consiglio, al ministro dell’Economia e al governo (…); e il ministro Matteoli a dar risposta positiva alla richiesta della presidente della Provincia di un tavolo tecnico’). Emendamento recepito con 17 voti favorevoli dal documento della maggioranza, cui ha fatto seguito anche quello a firma di Verri.
A questo punto il consigliere Paolo Calvano è intervenuto per commentare l’odg del centrodestra: ‘In realtà c’è il rischio fondato che nel Dpcm la Ferrara-Mare ci finisca dentro e allora è giusto che la battaglia inizi fin da ora. Tanto è vero che – ha rincarato – la stessa mossa della presidente Zappaterra l’ha fatta anche il sindaco di Roma, con l’apertura di un tavolo tecnico nel quale far capire al governo che sta sbagliando. In più – ha aggiunto – c’è già la prospettiva della trasformazione della superstrada in autostrada. Se l’autostrada non c’è – ha concluso – non sono disposto a pagare un centesimo per una strada specie in queste condizioni’.
Gli ha replicato Cristiano Di Martino: ‘Qui non c’è chi vuole pagare e l’odg del Pd è ideologico – ha accusato –; Zappaterra ed Errani devono fare un confronto con Matteoli, questo è il passaggio cruciale. Basta attacchi al governo ha concluso – con la scusa di porre problemi reali’.
L’ultimo tentativo di mediazione l’ha fatto la presidente della Provincia, Marcella Zappaterra: ‘Davo per scontato che fossimo tutti d’accordo sul tema del pedaggio, ma evidentemente mi sbagliavo. Un territorio disunito su un tema come questo – è stato il monito – è un’occasione persa. Io non ho problemi a scontrarmi in Regione su temi come l’Ato o i rifiuti e non vedo perché altri non possano fare uno sforzo per saltare steccati ed uscire da posizioni di parte, specie su problemi che riguardano tutti al di là delle appartenenze.
Certamente restano ancora dei passaggi da compiere – ha continuato – ma a me basta il bando pubblicato da Anas sul quale c’è scritto Ferrara-Mare per far scattare l’allarme. Qui bisogna dire chiaramente che in ballo ci sono gli interessi di tutti i ferraresi e – è stata la conclusione – al ministro Matteoli vorrei chiedere se possiamo fare un ragionamento insieme, visto che esiste già un bando in fase di aggiudicazione per la trasformazione dell’attuale raccordo in autostrada, i cui tempi sono ormai definiti’.

La seduta si era aperta con la presentazione di un odg a firma sempre di Davide Verri sulla questione dell’accorpamento delle tre classi prime della scuola media di Vigarano Mainarda in due seconde, nonostante la presenza di tre alunni con gravi disabilità e con 50 iscritti complessivi. Vicenda sulla quale è stato respinto il ricorso al Tar presentato dal Comune di Vigarano Mainarda, il quale si è appellato ad una circolare ministeriale (la 37 del 2010) che stabilisce che in presenza di alunni con grave disabilità le famiglie possono pretendere che siano formate classi con meno di 20 alunni.
Il documento condivide le preoccupazioni sollevate dalle famiglie, esprime sostegno al sindaco di Vigarano e invita la presidente della Provincia a sollecitare l’Ufficio scolastico provinciale e gli organi competenti, ad attivarsi per favorire la soluzione del problema.
L’intervento del capogruppo Pdl Ugo Taddeo è stato teso a rimandare la discussione del problema nella competente commissione consiliare. Nessun ostacolo è stato sollevato in merito dalla consigliera Pd ed assessore al Comune di Vigarano Barbara Paron, ‘purché si faccia presto perché se il Consiglio si esprime in modo unito sul problema può essere un buon aiuto al ricorso nel frattempo presentato al Consiglio di Stato’.
Il rinvio alla commissione consiliare è stato accettato anche dallo stesso Verri e la proposta ha incassato 20 voti a favore e due soli voti contrari.

Ancora il capogruppo di Per Noi, Davide Verri, è stato l’autore dell’odg sul tema della soppressione degli Ato (Agenzie d’ambito territoriale ottimale). Soppressione prevista dalla Finanziaria 2010 entro il 31 dicembre di quest’anno. Norma che attribuisce poi alle Regioni il compito di attribuirne le funzioni nel campo della gestione delle acque e dei rifiuti. Secondo Verri le Province si trovano in posizione idonea per raccogliere questa sfida, essendo istituzionalmente enti per il governo dell’area vasta. Per questo il documento chiede in sostanza alla Provincia di attivarsi presso la Regione per avere risposte che vadano in questa direzione.
Un problema importante, secondo il consigliere Pdl, Antonio Fortini, il quale propone un approfondimento apposito in commissione.
Il capogruppo Pd, Guglielmini, informa l’assemblea che il 25 novembre è praticamente convocato un incontro tra sindaci, Provincia e Regione esattamente nell’ottica di questo percorso di riforma. In commissione sarà possibile saperne di più immediatamente dopo lo svolgimento di questa riunione. Proposta che è stata accolta con 19 voti favorevoli e nessun contrario.

Presentata ma non discussa in aula anche un’interpellanza presentata dai consiglieri Pd Sergio Guglielmini e Simone Mori, sul tema della gestione dei rifiuti. Le richieste rivolte all’assessore provinciale all’Ambiente Giorgio Bellini sono in sostanza: se la Provincia intende aderire alla proposta dell’Unione Europea di aderire alla Settimana europea per la riduzione dei rifiuti e di favorire buone pratiche volte a ridurre la produzione di rifiuti, a partire dai comportamenti alimentari e dal potenziamento delle azioni di recupero di materiali, oggetti, abiti, mobili e giocattoli.
‘Un percorso condiviso in pieno dalla Provincia –  precisa l’assessore Bellini in un anticipo di risposta – che già in parte stiamo percorrendo per quanto riguarda alcune delle azioni evidenziate e che per altre ci vede impegnati per quanto riguarda le risorse che servono e le modalità migliori con le quali metterle in atto’.

Fonte: http://www.provincia.fe.it/?nav=92&news=4F1CB250F07B1AC3C12577C9004D8E5A

Read Full Post »

Da destra: il rettore Pascquale Nappi, la consigliera Anna Quarzi e la presidente della Provincia Marcella Zappaterra Da destra: il rettore Pascquale Nappi, la consigliera Anna Quarzi e la presidente della Provincia Marcella Zappaterra

Su richiesta dei consiglieri di minoranza, si e’ riunita in Castello Estense la seconda Commissione del Consiglio provinciale – Attivita’ produttive, Politiche sociali, Cultura, presieduta da Anna Maria Quarzi –  sul tema: Università criticità e prospettive.
Hanno partecipato all’incontro il rettore dell’universita’ di Ferrara, Pasquale Nappi, la presidente della Provincia Marcella Zappaterra, l’assessore provinciale alla Pubblica istruzione Tonino Zanni, la direttrice amministrativa dell’ateneo, Clara Coviello, e il responsabile dell’ufficio Comunicazioni di Palazzo Renata di Francia, Andrea Maggi.
Didattica, ricerca,  valutazione, sono stati i temi affrontati nella relazione del rettore.
Un quadro generale dell’istituzione universitaria così sintetizzabile: otto facoltà, 650 docenti, di cui 189 ordinari, 209 associati e 252 ricercatori (il numero più basso degli ultimi anni), l’aumento del numero di studenti da 14.481 nel 2000 a 17.827 nel 2010, con una media ormai di 27,42 allievi per docente.
Per quanto riguarda la qualità della ricerca, l’università di Ferrara si pone al quarto posto, stando alle recenti indagini, mentre si colloca al secondo posto su 77 atenei (fra statali e non), per la valutazione attività di valorizzazione applicativa.Le note dolenti iniziano con il capitolo risorse finanziarie e in particolar modo dal calo della cosiddetta quota ‘premiale’ del Fondo per il finanziamento per le universita’ di provenienza statale. Accanto a questo il rettore ha pure lamentato l’assenza negli ultimi anni di fondi  per l’edilizia universitaria, cui è stato fatto fronte con risorse dell’ateneo ferrarese.
In cifre, su un bilancio complessivo dell’Universita’ di Ferrara pari a 160 milioni, solo 70 sono i trasferimenti statali.
‘Ma i tagli di questi anni e quelli previsti in futuro – è stato il monito di Nappi – porteranno senza dubbio a grosse limitazioni nelle attività di ricerca’. Le prese di servizio, in effetti, nel 2010 equivalgono ad un solo professore ordinario, sei associati e sette ricercatori.
Secondo il rettore, importante per l’università sarebbe una vera e propria politica di programmazione che vedesse attorno a un tavolo tutti i soggetti coinvolti: dal Ministero, ai docenti agli enti locali, ai privati.
Fra gli interventi che hanno animato il dibattito, quelli del capogruppo Pd, Sergio Guglielmini, che ha chiesto a Pasquale Nappi di dare un voto all’ateneo ferrarese alla luce dei risultati raggiunti in questi anni, e del capogruppo Pdl, Ugo Taddeo, il quale si è soffermato sulla riforma Gelmini, intesa come tentativo serio di intervenire sui mali dell’università italiana.
Nappi ha risposto attribuendo voti alti per formazione, didattica e ricerca, anche se permangono situazioni ancora scarsamente virtuose. A Taddeo il rettore ha replicato che sull’università è auspicabile una riforma organica, anche se non si avverte la volontà politica di approvarla: ‘Avverto preoccupazione – ha concluso – per investimenti sempre più scarsi in materia di cultura e ricerca, con ripercussioni negative sulla competitività del sistema generale del Paese.

Fonte: http://www.provincia.fe.it/?nav=92&news=CB0F5A1755D3089DC12577BC0051F51D

Read Full Post »

Una nota sulla tromba d’aria che ha colpito la provincia

La seduta si è aperta con un paio di question time.  Il primo, presentato dal capogruppo Lega Nord, Fabio Bergamini, e dal consigliere PdL, Cristiano De Martino, sulla figura del difensore civico territoriale.
Alla luce della legge 42 del 2010 (che converte il decreto legge 2 dello stesso anno) che prevede la figura del difensore civico territoriale, i richiedenti chiedono di sapere se saranno soppressi i difensori civici comunali, quando entrerà in vigore la nuova figura e quali saranno i criteri in base ai quali sarà effettuata la scelta.Ha risposto al quesito la presidente della Provincia, Marcella Zappaterra.
“Prima di entrare nel merito del question time – ha premesso – è necessario precisare che la legge prevede espressamente la soppressione della figura del difensore civico comunale e la concreta soppressione – ha continuato – avverrà in concomitanza con la relativa scadenza degli incarichi attualmente n essere”.
La situazione a livello provinciale è varia, come è stato ricostruito dalla presidente Zappaterra. Argenta e Portomaggiore, infatti, hanno un difensore civico in convenzione e in scadenza a giugno 2011. I Comuni Berra, Copparo, Formignana, Jolanda, Ro e Tresigallo, si avvalgono di analoga figura con scadenza 31 dicembre 2011. I sei Comuni dell’associazione Alto Ferrarese (Bondeno, Mirabello, Cento, Poggio Renatico, Sant’Agostino e Vigarano) non hanno difensore civico e sono gli unici ad avere chiesto alla Provincia di convenzionarsi, mentre Codigoro, Comacchio e Mesola se ne sono avvalsi ma l’incarico è già giunto a cadenza.
Il difensore civico del Comune di Ferrara opera anche per la Provincia e per i Comuni di Masi Torello e Voghiera ed è scaduto ad agosto 2009.
Lagosanto, Goro, Massafiscaglia, Migliarino, Migliaro e Ostellato – infine – non hanno mai avuto difensore civico.
Secondo una ricognizione numerica, poi, dei casi esaminati dal difensore civico convenzionato tra Comune e Provincia dal 2005 al 2009, risulta che otto cittadini vi hanno ricorso per questioni di natura provinciale nel 2005 (120 per il Comune), 23 nel 2006 (134 a livello comunale), 21 nel 2007 (123 per il Comune di Ferrara), 22 l’anno seguente (130 per il Comune) e fino all’agosto 2009 2 sono stati i casi provinciali e 130 quelli comunali.
Dati che evidenziano un sottoutilizzo dei cittadini di questa figura per questioni di natura provinciale ed un’attività mediamente più rilevante per questioni di ordine comunale.
La disamina della presidente si è estesa anche alle altre Province dell’Emilia Romagna. Bologna non ha difensore civico e ha l’intenzione di rinnovare la convenzione con la Regione. Modena ha il difensore civico, l’ex prefetto di Ferrara Ferorelli, riconfermato per ulteriori tre anni.
Reggio Emilia, Parma e Piacenza non hanno mai avuto tale figura, mentre Rimini ne è attualmente sprovvista pur essendosi avvalsa del difensore del Comune capoluogo.
Anche Forlì-Cesena, infine, non ha mai avuto la necessità di istituire tale ufficio.
“Dagli elementi raccolti – ha concluso Marcella Zappaterra – la Provincia di Ferrara non avrebbe alcuna ragione per decidere l’istituzione solo per sé del difensore civico e di sopportarne i relativi oneri”.L’iter di valutazione e di verifica da parte della Provincia comunque proseguirà fino alla scadenza delle rimanenti convenzioni e qualora si manifestassero ulteriori esigenze di convenzione, la questione dei costi dovrà interessare solo in misura estremamente limitata l’amministrazione che ha sede in Castello Estense.Per quanto riguarda l’ultimo quesito, la presidente ha ribadito quanto stabilito dallo statuto dell’ente (articolo 65), laddove si afferma che il difensore civico è eletto dal Consiglio provinciale con maggioranza qualificata (tre quarti dei componenti) e scelto tra cittadini di comprovata esperienza professionale in campo giuridico e amministrativo e che diano garanzia di imparzialità e indipendenza di giudizio.
A nome dei due richiedenti, il consigliere Bergamini si è dichiarato pienamente soddisfatto della risposta.

Il capogruppo di Per Noi, Davide Verri, ha poi chiesto di conoscere lo stato dell’arte del progetto tunnel sulla Romea al posto dell’attuale ponte sul portocanale di Porto Garibaldi e quali misure sono in programma dall’Anas sempre sulla SS 309 per la sicurezza dell’arteria specie per scongiurare code durante la stagione estiva.
Ha risposto l’assessore ai Lavori pubblici Davide Nardini che ha ripercorso le tappe fondamentali del progetto sottopasso. Nel 2001 la Provincia affidò a professionisti esterni il compito di redigere un progetto preliminare da presentarsi nelle sedi regionali e nazionali per l’ottenimento dei finanziamenti necessari. Il progetto preliminare risultò di particolare interesse per l’Anas per la soluzione del nodo viario in quel tratto della Romea. Nel 2002 fu stipulata una convenzione tra Anas a Provincia per la redazione dei progetti definitivo ed esecutivo con relativa suddivisione al 50% dei costi. Nel 2004 la Provincia trasmise all’ufficio Progettazione dell’azienda nazionale per le strade il progetto preliminare del tunnel e nello stesso anno il tema di progettisti consegna alla Provincia quello definitivo, stante che la sua trasmissione ad Anas è subordinata all’approvazione della stessa di quello preliminare. “Approvazione tuttora non pervenuta da Anas – commenta Nardini – e l’intera opera non risulta essere finanziata”.
Per quanto riguarda gli altri interventi di messa in sicurezza della SS 309 Nardini ha ripercorso i lavori che interessano in particolare alcune intersezioni pericolose, cioè le rotatorie di via dei Tigli, via dei Continenti, via delle Galassie, incrocio con la strada comunale Valli Basse e quello con la SP74 Belbosco.
I progetti hanno ricevuto il parere favorevole della Provincia, del Comune di Comacchio e dell’Ente Parco e attualmente l’Anas, insieme con la Provincia, sta predisponendo gli accordi bonari per la cessione delle aree su cui si realizzeranno le rotatorie.
“Si tratta di un investimento complessivo di oltre 3,6 milioni di euro – ha precisato Nardini – per il quale, però, attualmente non c’è copertura finanziaria”.
Interventi cui dovranno fare seguito due successivi stralci per il 2013 (3,5 milioni) e il 2015 (altri 3,6 milioni). Sempre sul fronte sicurezza Nardini ha richiamato anche i lavori già conclusi, o in fase di esecuzione, sulla Romea, come il rifacimento della sovrastruttura stradale nei tratti compresi fra i km 37,2 e 55,7 (ultimati nel maggio 2010 con un costo di 3,250 milioni), oltre al nuovo manto d’usura fra il km zero e 55 con relativa segnaletica orizzontale la cui posa sarà conclusa a settembre 2010 con un costo di 5,7 milioni.
A questo devono aggiungersi i lavori di integrazione e rafforzamento della segnaletica verticale lungo l’intera tratta Ferrara – Ravenna (l’approvazione del progetto è in programma entro luglio 2010 con un costo di 4,3 milioni) e per nuovi guard rail in tratti saltuari (lavori conclusi nel gennaio di quest’anno con un costo di 2 milioni di euro).

TROMBA D’ARIA
Durante la seduta l’assessore ai Lavori pubblici, Davide Nardini, ha diramato una nota sulla tromba d’aria che ha colpito il territorio provinciale.“In data 6 luglio verso le 18,30 – 19 nella zona di Ostellato, Rovereto, Dogato, Maiero, Portomaggiore, Ripapersico, Gambulaga, Runco e in altre località limitrofe, si è abbattuta una tromba d’aria con raffiche violentissime di vento e pioggia che ha provocato i seguenti danni: SP 68 di Codigoro abbattuti 20 platani distribuiti tra Maiero, Portomaggiore e Ripapersico; SP 1 via Comacchio abbattuti due platani nella zona di Rovereto; SP 29 Cona Portomaggiore abbattuti tre platani da Gambulaga verso Portomaggiore.
Su tutte le strade alberate ci sono diversi rami staccati che penzolano sulle piante, che devono essere rimossi con piattaforma mobile. Molti altri rami sono finiti a terra – sulle banchine, scarpate e fossi – che saranno al più presto ugualmente rimossi.
I danni causati insistono sulle proprietà private – scoperchiamento dei tetti, recinzioni, divelte e rami caduti – sia su quelle pubbliche – guard rail danneggiati, apertura di fenditure sulla sede stradale dove ci sono le radici degli alberi che interessano sia la strada che le banchine o i fossi, con conseguente necessità del loro ripristino.
Per affrontare tutto questo da ieri sera (ndr martedì 6 luglio) verso le 22 fino alle 5 di questa mattina (ndr mercoledì 7 luglio) sono intervenuti: il personale del servizio Viabilità della Provincia, ditte contattate dalla stessa con mezzi meccanici per rimuovere rami e tronchi, Vigili del Fuoco e Carabinieri. Dalla mattina di mercoledì 7 luglio e per i giorni seguenti le operazioni continueranno con tutto il personale disponibile del servizio Viabilità e delle ditte private (con camion, escavatori e piattaforme), per riportare il prima possibile la situazione alla normalità e nelle condizioni di sicurezza i tratti stradali interessati. La quantificazione dei costi sarà effettuata nei prossimi giorni”.

Con 20 voti a favore e 4 astensioni è stato approvato un odg presentato dal consigliere Lega Nord Fabio Bergamini sulla scuola secondaria di primo grado Bonatti di Bondeno. Un documento che lamenta in sostanza la volontà del Provveditorato di ridurre a quattro le classi terze assegnate alla scuola matildea per l’anno scolastico 2010 – 2011. Una situazione giudicata non congrua anche per l’alto numero di disabilità gravi e di alunni stranieri in situazione di forte disagio.
Durante il dibattito la consigliera Anna Quarzi (Pd), in qualità di presidente della commissione Scuola, ha assunto l’impegno di dedicare una sessione speciale della commissione ai temi scolastici legati al territorio.
Il capogruppo Pd Sergio Guglielmini, poi, ha dichiarato il proprio appoggio all’odg “Perché la politica – ha detto – su questi temi deve essere coerente e responsabile”.

Un altro odg ha tenuto banco ed è stato presentato dal consigliere Davide Verri (Per Noi).
Il tema è stato quello del governo della sanità ferrarese con un miglio utilizzo delle risorse e in prospettiva della riorganizzazione dei servizi, con accenno esplicito al 118, recente tema al centro anche della Conferenza sociosanitaria territoriale.
Ugo Taddeo (PdL): il pronto soccorso al S. Anna è una bestemmia scientifica
Luigi Corvini (PdL): mi faccio portavoce del territorio centese in riferimento alla riduzione ad un’ambulanza convenzionata.
Sul tema è intervenuta Marcella Zappaterra anche in veste di presidente della Conferenza sociosanitaria territoriale, per “portare il problema – ha specificato – nella sua sostanza tecnica”.
Sulla riorganizzazione del 118, infatti, è stato presentato un progetto per motivi che in realtà nulla hanno a che vedere con l’attuale livello qualitativo garantito. Il problema è quello di reperire personale  medico con questa professionalità specifica. “È un anno che i bandi in uscita per l’assunzione di medici per il 118 vanno deserti”, ha ricordato la presidente.
“Perciò, insieme con tutti i Comuni, e non solo con quelli interessati, abbiamo deciso – ha proseguito Marcella Zappaterra – di rinviare il progetto, anche perché non sappiamo cosa deciderà la manovra finanziaria del governo, attualmente in Parlamento, per la sorte dei precari e perché dobbiamo capire anche gli effetti dei nuovi indirizzi regionali in merito alla gestione dei servizi su area vasta, oltre gli stessi confini provinciali, se si fa l’ipotesi dell’area Ferrara – Imola – Bologna”.
Infine, sulla proposta di costituire un Osservatorio sulla qualità ed efficienza dell’offerta sanitaria, la presidente, lontana da preconcetti, ha invitato a non fare doppioni con la Conferenza socio sanitaria e si è resa disponibile, in quanto presidente dell’organismo, ad allargare la partecipazione anche ai soggetti interessati in apposite sessioni – un paio all’anno – dedicate alla discussione di questi temi.
Al fine di condividere il testo fra maggioranza e minoranza il capogruppo Guglielmini ha proposto una sospensione della seduta per introdurre al testo alcuni emendamenti.
Il documento è stato approvato all’unanimità con 23 voti a favore.

Un ultimo odg portava la firma della Giunta provinciale ed è stato teso a proporre all’assemblea il testo elaborato dall’Upi nazionale sulla manovra finanziaria del governo.
Il documento è stato presentato dall’assessore al Bilancio, Davide Nardini, il quale ha parlato di “svolta epocale” per gli enti locali nel senso che se passa l’attuale manovra del governo “i prossimi bilanci – ha detto – saranno davvero duri da far quadrare e rispetto ai quali non si sarà più in grado di esercitare deleghe e funzioni, come del resto già minacciato dalle Regioni”.
Dei 24 miliardi di cui si compone questa manovra, ben 15 sono a carico di Regioni, Province e Comuni – ha proseguito Nardini – e questo non è un modo equilibrato di ripartire oneri e pesi sull’intero sistema della pubblica amministrazione, quando quella centrale è colpita solo per l’1,2%.
Il documento chiede, in sostanza, una riduzione del carico rivolto agli enti locali tenendo presente le situazioni virtuose, la garanzia dei livelli di finanziamento anche in sede di attuazione del federalismo fiscale e la tutela dell’autonomia finanziaria ed organizzativa.
Per Davide Verri (Per Noi) non va bene comprimere l’autonomia  impositiva degli enti locali (con evidente riferimento alla vicenda dell’Ici). Si parla tanto di federalismo fiscale e ci si contraddice con queste misure.
Paolo Calvano (Pd): se il patto di stabilità fosse stato diverso e se il federalismo fosse stato attuato la discussione sugli enti locali sarebbe stata diversa. Ora la mano è pesante perché queste due cose non sono state fatte. Mentre noi discutiamo qui a Ferrara, a Roma hanno già deciso di mettere la fiducia: Roma padrona più che ladrona.
Luciano Tancini (PdL): è un grido di disperazione, dice facendo eco all’intervento di Mario Castelluzzo (Pd) che aveva parlato in un precedente intervento di grido di dolore degli enti locali. Anche se ha ricordato che negli enti locali non c’è ancora sufficiente controllo della spesa pubblica.
Sergio Guglielmini (Pd): una manovra basata per il 70% su tagli lineari, perciò senza vera equità, né federalismo fiscale. Per Stefano Calderoni (Prc) gli enti locali subiscono i maggiori tagli con conseguenze pesanti sui servizi ai cittadini, mentre Ugo Taddeo (PdL) ha ricordato che l’Ue appoggia la politica economica italiana e gli ultimi dati economici danno l’Italia addirittura in posizione trainante in Europa. Chiede che nel documento si dica che l’aumento del debito pubblico è aumentato per responsabilità di tutti i governi succedutisi negli anni ’80.
Fabio Bergamini (Lega Nord): non stiamo zitti anche di fronte ad un’iniziativa di un governo nostro amico.
All’emendamento Taddeo l’assessore Nardini ha dato due possibilità di soluzione: “tutti i governi ad eccezione di quello Prodi”, oppure “il debito pubblico è stato creato dal governo a guida socialista del 1983”.
“Meno spesa pubblica è giusto dirlo – ha concluso Nardini la propria replica – ma i tagli devono essere equi e non pesare in questa maniera sugli enti locali”.
Dopo le dichiarazioni di voto, durante le quali il capogruppo PdL (Taddeo) ha annunciato il proprio voto contrario, il documento è stato approvato con 13 sì e 7 no.

Fonte: http://www.provincia.fe.it/?nav=92&news=B5F0F62FFCAE649BC12577590051C794

Read Full Post »

In occasione della partecipazione alla prima seduta del Consiglio provinciale da parte del nuovo segretario generale della Provincia, Mario Capaldi, il presidente dell’assemblea Leonardo Trombini ha voluto rivolgergli un breve messaggio di benvenuto.Queste le parole usate dal presidente del Consiglio: “Nell’aprire i lavori di questa seduta, a nome personale e dell’intero Consiglio provinciale rivolgo al nuovo segretario generale della Provincia, dott. Mario Capaldi, un particolare saluto di benvenuto. Il dott. Capaldi ha un lungo e consolidato itinerario professionale in numerosi Comuni e, recentemente, ha svolto con capacità e impegno questo incarico alla Provincia di Ravenna. Sono sicuro che la sua e esperienza e profonda conoscenza dei temi e degli aspetti della pubblica amministrazione, specie negli ambiti di attività degli enti locali, costituiranno un solido punto di riferimento e un competente aiuto per i lavori del Consiglio, delle commissioni e per l’azione amministrativa più complessiva della Provincia di Ferrara. In occasione, perciò, della sua prima partecipazione ai lavori del Consiglio provinciale, le rivolgo i più sinceri auguri di buon lavoro”.

Si è proceduto successivamente alla surroga del consigliere Filippo Farinelli, nominato vicepresidente dell’Acer e al quale, per sopraggiunti motivi di incompatibilità, è subentrato il primo dei non eletti nelle liste di Rifondazione comunista, Stefano Calderoni.

La presidente della Provincia, Marcella Zappaterra, ha poi presentato la delibera relativa al Programma operativo 2009 a sostegno della  Sacca Goro.
Un insieme di azioni per la manutenzione ordinaria e straordinaria, la gestione idraulica, la custodia e vigilanza del patrimonio ambientale e la manutenzione delle apparecchiature di monitoraggio degli ambienti marini e d’acqua dolce, per un investimento complessivo di 200mila euro (risorse che in base alla legge regionale dell’aprile 1995 n. 36, sono concesse dalla Regione alla Provincia per la realizzazione degli interventi).

Luciano Tancini (PdL): un impegno pubblico non sufficiente e anche tardivo rispetto alle esigenze di un contesto particolarmente delicato. Tancini si chiede anche se la Provincia abbia pensato a tipologie di intervento più rapide e rivolge alla presidente la richiesta di disponibilità ad affrontare altre modalità più tempestive.

Mario Castelluzzo (Pd): esiste un problema di eccessiva frammentazione delle organizzazioni della pesca in quell’area che rendono difficile la gestione. Le risorse messe a disposizione sono congrue in relazione alle difficoltà delle pubbliche amministrazioni che stanno attraversando. L’insoddisfazione è specialmente dei pescatori che hanno le concessioni in zone più distanti da quella centrale della Sacca.

È intervenuto nel dibattito l’assessore Davide Nardini per contestare le affermazioni del consigliere Tancini:  “Fra il 2008 e il 2009 – ha detto – Regione e Provincia stanno spendendo 4 milioni di euro per la Sacca. Questi 200mila euro sono una parte di un programma di lavori e attività e le risorse private sono state impiegate dai pescatori per rendere produttive le loro concessioni. I problemi – ha continuato Nardini – sono invece relativi ad un prodotto che non ha più un prezzo di mercato di alcuni anni fa a fronte dei costi di produzione che rientrano nell’attività di allevamento dei molluschi. Non vanno poi dimenticate – è stata la conclusione – le risorse che la stessa Provincia mette in personale e strumentazioni.

Davide Verri (Per Noi): sulla Sacca la Provincia ha investito molto in questi anni. Il problema è l’efficacia di queste risorse: gli interventi vengono fatti, ma molto spesso non danno i risultati sperati e quindi occorre fare attenzione sull’aspetto dei controlli sugli interventi eseguiti.

Sergio Guglielmini (Pd): come vengono spese le risorse e con quali finalità? La finalità della tutela ambientale è uno degli obiettivi fondamentali per tutelare una risorsa paesaggistica del nostro territorio. Il sistema Sacca è fragile e questo non rende di per sé semplice svolgere gli interventi secondo una tempistica regolare e prestabilita. Occorre riflettere sul fatto che dal 2000 al 2008 la produzione è passata da 9 mila a 18 mila tonnellate.

Ugo Taddeo (PdL): sono stati spesi miliardi di vecchie lire in questi anni e altre risorse si  continuano ad investire. Occorre prendere atto anche dello sperpero di risorse che è avvenuto e fare in modo che questo non abbia a ripetersi. Il consigliere annuncia comunque il voto favorevole del suo gruppo.

Le conclusioni della presidente della Provincia Marcella Zappaterra.
“I 200mila euro – ha confermato – sono solo una parte dei 4 milioni di investimenti che si spendono sulla Sacca di Goro. Si potrà anche criticare il modo nel quale vengono utilizzate le risorse, ma non si può affermarne l’esiguità o la non adeguatezza dal punto di vista quantitativo. Nemmeno si può affermare – ha aggiunto – che non ci sia un dialogo aperto e continuo con i pescatori; gli stessi intervengono con proprie risorse a sostegno delle loro attività e delle proprie concessioni. Il voto favorevole alla delibera – ha concluso – è un segnale che il Consiglio può concretamente dare alle organizzazioni della pesca della Sacca di Goro”.

La delibera è stata approvata all’unanimità con 29 voti a favore.

La stessa presidente Zappaterra ha illustrato la delibera sullo schema di convenzione tra Provincia e Comuni di Berra, Copparo, Ferrara e Ro Ferrarese per la realizzazione della Tangenziale Est.
“Un’opera attesa da tempo e inserita nel DUP – ha esordito – il cui completamento si realizzerà con tre stralci”.
Il primo, infatti, riguarda il tratto compreso fra l’intersezione della sp 29 con la sp 2 in località Ponte Raffanello, fino alla futura rotatoria da realizzarsi sulla sp 14 in prossimità di Cà Bianca. Un tratto lungo circa 4,2 chilometri il cui costo previsto è di 15 milioni di euro.
Il secondo stralcio prosegue sulla sp 14 in comune di Ro Ferrarese con la realizzazione di alcune opere di manutenzione e di complemento al nuovo asse viario, il cui tronco principale misura 6,7 chilometri e con un costo complessivo di 17,6 milioni di euro. L’ultimo stralcio è denominato “Nuova viabilità di collegamento nel comune di Copparo con asse viario tangenziale Est – un tratto dall’incrocio fra la via comunale Prà Gobbo e la sp 5 Copparo-Ro”. La lunghezza è di circa 2,46 chilometri con un costo di 4,4 milioni.
L’investimento complessivo di 37 milioni  è ripartito fra Regione Emilia-Romagna (29,6 milioni), Provincia (2,5 milioni) e Comuni di Ferrara (2,650 milioni),  Copparo (1,650), Ro (350mila) e Berra (250mila).
“La Provincia agirà come stazione appaltante – ha concluso la presidente – ed è incaricata anche delle operazioni di acquisizioni delle aree. Una convenzione già unanimemente approvata da numerosi Consigli dei Comuni interessati”.

Alberto Astolfi (Pd): soddisfazione per il completamento di un’opera infrastrutturale importante ed attesa, che consentirà anche di mettere mano all’attuale ponte di Polesella risolvendo anche quell’importante punto di collegamento. Se i tempi previsti saranno rispettati, nel giro di alcuni anni quella parte di territorio provinciale avrà una risposta importante sul piano della viabilità.

Giuseppe Magri (PdL): richiesta sull’eventualità di allargamento della carreggiata attualmente prevista di 10,5 metri per tutto il tracciato della tangenziale.

Sergio Guglielmini (Pd): con quest’opera si dà concreto avvio al DUP.

La delibera è stata approvata all’unanimità con 28 voti favorevoli.

La seduta è proseguita con l’esame di alcune interrogazioni.

Il consigliere Mauro Malaguti (PdL) ha interpellato la presidente Zappaterra sulla Cispadana. Il progetto viario dell’asse Cispadano risale alla fine degli anni ‘90 – esordisce l’interrogativo – e rischia di essere realizzato non tenendo cono delle esigenze di viabilità e di sicurezza nel frattempo maturate, come ad esempio la mancanza di corsie laterali di emergenza e la previsione di guard rail centrale.
Nella risposta scritta la presidente della Provincia ha ripercorso le tappe dell’opera infrastrutturale: dalla variante Anas alla SS16 sul finire degli anni ‘90, al trasferimento di Anas e Regione, nell’ottobre 2001, alla Provincia di alcune opere fra cui la Cispadana, fino alla convenzione fra Provincia e Regione del 2005, che ha portato alla realizzazione di un tracciato attualmente ultimato di circa 21 chilometri.
“Un progetto – ha precisato Marcella Zappaterra – che nel corso degli anni è stato integrato e modificato, anche in funzione delle nuove normative in materia di costruzione di strade e intersezioni stradali e tenendo conto del progetto dell’autostrada regionale Cispadana”.
Salvaguardate anche le varie esigenze di collegamento con i singoli territori attraversati dall’infrastruttura – scrive la presidente nella risposta – con i collegamenti di Cento (località Pilastrello), Vigarano, Poggio Renatico, Ferrara Sud e con quello appena realizzato ed inaugurato con la via Uccellino.

Lo stesso Mauro Malaguti ha rivolto alla presidente Zappaterra un’interpellanza sulla società patrimoniale. Un progetto esposto dalla presidente nella seduta consiliare del 23 luglio scorso e che rischia di spogliare la Provincia “delle sue principali funzioni – scrive Malaguti – lasciandola di fatto come un guscio vuoto e di privare anche il Consiglio del suo legittimo ruolo di indirizzo e controllo”. “Un’iniziativa, inoltre, giustificata – prosegue – dalla possibilità di una gestione dell’amministrazione svincolata dal patto di stabilità”.
“La patrimoniale per noi non è un totem o una linea Maginot – risponde la presidente della Provincia – ma un’opportunità da esplorare. Non essendo mossi da una posizione di natura ideologica, riteniamo che il confronto sia importante, ma questo dovrà avvenire su una proposta concreta, che per il momento non c’è”.
“Le competenze delle Province – ha continuato Zappaterra nella replica – non si esercitano unicamente attraverso gestioni dirette o in economia e il nostro problema è di trovare le soluzioni che consentano gestioni dei servizi efficaci ed efficienti”.
“La patrimoniale – ha poi ribadito – può essere uno strumento per la gestione del patrimonio della Provincia e per l’abbattimento dei tempi e dei costi per la realizzazione delle opere pubbliche e degli interventi manutentivi e può, almeno in parte, svincolarci dal capestro del patto di stabilità”.
“Non ci accontentiamo delle esperienze svolte da altre parti – è la conclusione – ma vogliamo realizzare uno studio specifico che riguardi Ferrara e che ci metta nelle condizioni di capire i vantaggi effettivi in termini operativi, economici e finanziari e quando l’avremo potremo confrontarci in modo aperto e trasparente. La Provincia – infine – deve essere in grado di esercitare sulla patrimoniale lo stesso controllo che esercita sui servizi gestiti direttamente”.

I consiglieri Davide Verri (Per Noi) e Fabio Bergamini (Lega Nord) si sono rivolti alla presidente della Provincia per evidenziare “l’inadeguatezza – così scrivono – di alcuni locali della Questura: in particolare quelli per il rilascio della cittadinanza e dei permessi di soggiorno”. “Mancanza di spazi – proseguono i due consiglieri di minoranza – sale di attesa inadeguate e lunghe file agli sportelli, determinano una situazione di insostenibilità”.
La richiesta è rivolta alla Provincia, proprietaria dello stabile della Questura, perché prenda in esame una struttura maggiormente adatta all’uso, almeno per quanto riguarda l’ufficio immigrazione, anche sollecitando un incontro con il Comune di Ferrara.
In virtù della normativa vigente – è in sostanza la risposta della presidente Zappaterra – “non spetta alla Provincia l’opportunità o meno di spostare gli uffici della Questura o della Polizia stradale (la cui sede non è di proprietà della Provincia), bensì al Ministero”.
“La questura, e per essa il competente Ministero – non ha (almeno a tutt’oggi) espresso formalmente la necessità – conclude la presidente – o la volontà di trasferirsi altrove, mentre ha sollecitato ed ottenuto la collaborazione degli enti locali per la consegna dei permessi di soggiorno (proprio allo scopo di evitare le code); collaborazione che si sta cercando di perfezionare con il fattivo apporto dei Comuni”.

Fonte: http://www.provincia.ferrara.it/?nav=92&news=2D6D3F0359EF4638C125766B004B07E4

Read Full Post »

Su richiesta del consigliere Ugo Taddeo (Pdl) la seduta è iniziata con un minuto di silenzio, per ricordare le vittime a seguito del nubifragio che ha colpito il Messinese lo scorso 2 ottobre.  L’assessore provinciale alla Pubblica istruzione, Tonino Zanni, ha presentato le due delibere iscritte all’ordine del giorno della seduta del Consiglio provinciale. L’illustrazione è avvenuta in modo contestuale, visto che entrambe riguardano le scuole dell’infanzia; il programma provinciale degli interventi per i servizi educativi rivolti ai bambini 0 – 3 anni per il triennio 2009 – 2011, la prima, e gli indirizzi triennali per progetti di miglioramento e qualificazione delle scuole dell’infanzia, la seconda.
L’assessore Zanni ha ricordato l’azione della Provincia sul fronte dell’offerta dei servizi, in merito alle figure di sostegno, sul coordinamento pedagogico e sulla formazione permanente degli operatori. Un accenno è stato riservato alla percentuale di scuole materne aderenti alla Fism, che in provincia toccano il 54%. “Per la figura dell’operatore pedagogico i fondi statali – ha detto – non prevedono contributi ai privati, ma la Regione intende porre rimedio a questo aspetto mediante lo strumento dei finanziamenti sovracomunali”. “La normativa attuale – ha poi concluso – prevede per gli asili nido, da zero a tre anni, contributi in conto capitale, e quindi per le strutture, mentre per le scuole di’infanzia, dai tre ai sei anni, contributi solo per la gestione del servizio”.

Ha aperto la discussione Luciano Tancini (PdL) il quale, pur annunciando in sede di dichiarazione di voto il consenso del proprio gruppo ad entrambe le delibere, ha manifestato alcune perplessità in ordine alla scarsità delle disponibilità finanziarie, richiamando la necessità di un maggiore impegno della Regione per le scuole convenzionate. Per la Provincia Tancini ha chiesto maggiore impegno per un aumento dell’offerta a partire dagli asili nido e per aiutare l’indirizzo dei fondi verso i comuni più bisognosi.

Per Michela Grassi (Pd) “le delibere sono un provvedimento importante che consente ai Comuni di continuare un progetto che da anni è rivolto al sostegno delle famiglie”. Le risorse certo non sono sufficienti, ha convenuto la consigliera Pd, ma sono comunque significative per continuare ad aiutare le famiglie e per garantire un importante ruolo educativo sul territorio, che nella fascia d’età zero – sei anni raggiunge una percentuale di copertura del 27%, rispetto alla media nazionale del 12%, e con punte che in alcuni comuni oltrepassa il 33%, ossia l’obiettivo posto in sede europea.
“Continuare a lasciare il peso economico del settore solo su Regioni ed enti locali – ha concluso – non è giusto e l’impegno dello Stato non può iniziare a partire dai sei anni”.

Sergio Guglielmini (capogruppo Pd), annunciando il voto favorevole ad entrambe le delibere, ha richiamato la necessità di un giusto equilibrio fra la dimensione appropriata e il mantenimento di servizi all’infanzia nelle piccole comunità, sempre tenendo l’attenzione alla qualità, come criterio da considerare anche in ordine al meccanismo dell’accreditamento delle strutture private.

Le delibere sono state approvate all’unanimità dall’assemblea con 29 voti favorevoli.

La seduta è proseguita con la trattazione di alcune interrogazioni.

La prima è stata presentata dalla consigliera del Pdl Stefania Milani.“Premessi i gravi casi di incidenti stradali che si susseguono ordinariamente sulla SS309 Romea”, così il testo, “si chiede quali provvedimenti di carattere infrastrutturale, culturale ed a contenuto educativo la Provincia intenda adottare per intervenire”.
Ha risposto l’assessore alla Sicurezza stradale, Tonino Zanni, che ha ricordato innanzitutto gli incontri avvenuti tra Direzione Anas, Provincia e Comuni di Mesola, Codigoro, Comacchio e Lagosanto, per affrontare il problema Romea. “La Provincia – ha proseguito Zanni – si è impegnata a collaborare con Anas per la definizione dei progetti definitivi degli interventi consegnati all’Anas stessa nell’aprile 2009, mentre ai Comuni è stato assegnato il compito della verifica della disponibilità delle aree e dell’avvio delle procedure espropriative ed urbanistiche”.
Sono ora in fase di gara interventi di risanamento della sovrastruttura stradale, di ripristino del manto d’usura, di rafforzamento della segnaletica e di adeguamento delle barriere di contenimento in diversi tratti della SS309. Altri lavori sono previsti all’altezza di diverse intersezioni e suddivisi in tre stralci, di cui il secondo, ha ricordato l’assessore, è stato proposto nel piano di appaltabilità, ma attualmente non ha copertura finanziaria. Si tratta della realizzazione delle rotatorie via dei Tigli e di via dei Continenti, oltre alle intersezioni di via delle Galassie, con la strada comunale Valli Basse e con quella provinciale 74 Belbosco.
Sul versante educativo Zanni ha ripercorso le varie iniziative in collaborazione con l’Ufficio scolastico provinciale nelle scuole: “La strada per andare lontano” e l’organizzazione di prove pratiche di guida per ciclomotori.
D’intesa con gli Osservatori provinciale e regionale sulla sicurezza stradale sono state poi citate le iniziative di sensibilizzazione rivolte ad anziani, lavoratori e dipendenti pubblici.
Fra le altre azioni, l’assessore alla Sicurezza stradale ha ricordato anche l’annuale adesione della Provincia alla campagna nazionale “Vacanze coi fiocchi”, organizzata dal centro Antartide di Bologna, e l’organizzazione della settimana dedicata alla sicurezza stradale in collaborazione con i Comuni, la Prefettura e l’Ufficio scolastico provinciale.

La consigliera Pd Marcella Cariani ha invece rivolto all’assessore ai Lavori pubblici, Davide Nardini, un’interpellanza a proposito di una petizione raccolta dagli abitanti della frazione di Casumaro per sollecitare interventi sulle SP 67, nel tratto Casumaro in località Gatto Nero, e SP 9, Casumaro – Santa Bianca.
L’assessore Davide Nardini ha ricordato che per entrambe le strade la Provincia ha previsto interventi di asfaltatura. La gara inizialmente aggiudicata il 5 maggio scorso, è stata in sintesi la risposta, ha reso necessaria l’esclusione della ditta vincitrice in sede di verifica della congruità prezzi e a seguito di inadempienze in ordine al pagamento degli oneri sociali del personale. L’iter è stato poi nuovamente espletato per la ditta seconda classificata e si è concluso positivamente il 29 settembre scorso con l’aggiudicazione dei lavori alla ditta Beozzo.“I lavori – ha concluso Nardini – previo accordo con la ditta, avranno inizio entro due settimane”.

Read Full Post »

Older Posts »

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: