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La Nuova Ferrara 17/10/2013 ed. Nazionale p. 17

«Bersani è stato per me una grandissima delusione» «Stavolta scelgo con coerenza per il cambiamento radicale»
di Marcello Pradarelli
Macella Zappaterra in questa intervista ammette senza tanti imbarazzi di aver sbagliato a optare per Bersani, che non solo non ha vinto le elezioni, ma ha anche ingessato il Pd.
Parla anche della sua esperienza come presidente della Provincia e promuove a malapena il governo Letta.
– Allora ha sciolto la riserva su Renzi?

 

Sono rimasta in disparte dalle elezioni politiche fino ad ora rispetto al dibattito del PD proprio perché odio l’idea che, dopo aver fatto errori nella scelta del candidato alle primarie, disinvoltamente si “salga sul carro” senza spiegarlo in maniera convincente.
Adesso però la discussione congressuale si è aperta, bisogna scegliere e stavolta ho fatto la scelta convinta, coerente con la mia storia, con l’idea di partito che ho che non ho avuto il coraggio di fare fino in fondo (e lo dico con rammarico) quando ho sostenuto Bersani. Per il mio percorso politico personale la stranezza è stata quella di scegliere Bersani alle primarie passate.
Ho sempre sostenuto chi metteva il tema del rinnovamento al centro.
Sono stata convinta sul PD del Lingotto e anche quando si è dimesso Veltroni ho continuato a sostenere quel progetto al fianco di Franceschini pur rifiutando di entrare in Area Dem convinta che le correnti del partito abbiano sempre rappresentato un freno e un elemento di conservazione dei gruppi dirigenti più che laboratori di buona politica. L’unica contraddizione nel mio percorso si è proprio verificata alle primarie di un anno fa.
– Cosa le è capitato?

 

Sono stata frenata dalla paura del cambiamento radicale e per questo mi sono fidata della promessa di Bersani di cambiare nella continuità, di cambiare nell’alternanza tra generazioni.
Ma le cose non sono andate come speravo. Abbiamo perso le politiche perchè ha prevalso il vecchio partito, hanno prevalso l’autoreferenzialità, la cooptazione, scelte verticistiche, mentre Renzi pur perdendo le primarie si è mostrato più solido e legato al PD di quanto pensassi.
Per questo non ho alcuna intenzione di sbagliare di nuovo. Stavolta sto nel mio posto naturale, dalla parte di un Pd che vuole cambiare, innovarsi, che crede nel bipolarismo, che vuole rappresentare l’insieme del Paese, che non delega ad altri la rappresentanza della forze moderate, che sa che per vincere deve conquistare i voti del centrodestra.
– Cosa si aspetta dal Renzi segretario?

 

Stavolta sto con Renzi per un partito non bloccato dalle correnti utili solo a garantire l’immortalità dei leader che si spartiscono le responsabilità e le poltrone aldilà dei contenuti. Credo sia giunto il momento di fare una vera battaglia sui contenuti, sul profilo del partito che vogliamo, sulla scelta del leader con primarie.
Dopo si lavorerà per una gestione unitaria perché ce lo chiedono gli iscritti, i simpatizzanti, gli elettori stanchi di vedere i dirigenti litigare continuamente, ma serve una battaglia vera sui contenuti per arrivare ad una gestione unitaria fuori dalle ambiguità e non condizionata da patti di potere.
– E’ pentita per aver sostenuto Bersani o delusa da Bersani?

 

Sono rimasta molto delusa da Bersani. Dal modo in cui ha condotto la campagna elettorale – mai una scelta forte, sempre mezzi impegni per non scontentare nessuno – dalle finte primarie che Bindi e Finocchiaro (per dirne due) hanno fatto nei collegi blindati anziché nei loro territori per avere la certezza di vincere.
Delusissima dall’ostinazione con la quale fino all’ultimo Bersani ha preteso di avere l’incarico pur non essendoci le condizioni fino a farsi umiliare in streaming. Bersani ci aveva promesso un cambiamento vero senza strappi, ma oltre la promessa non è riuscito ad andare.
– Questo dibattito interno al Pd sul segretario che deve o non deve essere anche il candidato premier quali paure nasconde?

 

C’è chi teme che se perde la battaglia sul segretario finisce col perdere tutto.
Poi c’è chi è preoccupato che se segretario e premier non sono la stessa persona, si possano determinare linee politiche ambigue.
Capisco queste posizioni, ma sono per mantenere lo statuto come lo abbiamo modificato, prevedendo le primarie anche per il premier. Poi so bene che se le elezioni ci saranno subito dopo il congresso non avrebbe molto senso fare le primarie per il premier, ma se ci saranno tra un anno e più, allora un senso potrebbe averlo.
– Da uno a dieci quanto le piace il governo Letta della larghe intese?

 

Gli assegno un 6, la sufficienza per le condizioni in cui è nato dovute all’impossibilità di tornare al voto con una legge elettorale folle e per l’impegno che sta mettendo in questa condizione straordinaria.
Ma si merita molti 4:
per i continui tagli lineari ai comuni, per l’approssimazione con la quale sta affrontando (o non affrontando) la riforma istituzionale, per la mancata riforma alla legge elettorale, per l’aumento dell’Iva.
Il governo del debito pubblico è certamente fondamentale, ma ancora non vedo segnali di politiche efficaci che pongano le basi per un’effettiva ripresa. E quanto deve durare? Deve durare il tempo di fare almeno alcune di queste cose, se non fa riforme e non risolve alcuno di questi problemi non si capisce quale sia il senso di un governo tra forze politiche con obiettivi molto diversi. La stabilità ha senso invocarla se migliora la vita dei cittadini.
– Calvano è il candidato unico alla segreteria provinciale e chiede contributi al documento che ha predisposto. Lei cosa inserirebbe o sottolineerebbe?

 

Del documento di Calvano ho apprezzato molto la centralità che viene data agli enti locali, al lavoro e al territorio.
Accentuerei il fatto che il congresso del PD deve servire a far cambiare marcia al governo: basta con la deriva neocentralista di questi anni che sta portando all’abbandono dei territori da parte dello Stato, basta con il massacro dei comuni che non sono più in grado di fornire servizi ai cittadini e soprattutto che si tolgano dalla testa di centralizzare anche l’uso dei fondi europei.
– Nel 2014 si vota per le amministrative e già si discute di alleanze più o meno variabili. Lei è a capo di una coalizione organica di centrosinistra che comprende anche la sinistra radicale che non le ha dato, sembrerebbe, problemi per governare, caso Idv a parte. Mentre per il Comune di Ferrara la frattura tra Pd e resto del mondo (Prc, Pdci, Verdi) è nei fatti confermata e l’unico alleato politico di sinistra dei democratici sarà Sel. Senza più la Provincia che fa da collante il Pd non rischia di rimanere un po’ troppo solo?

 

In Provincia la coalizione è sempre stata più coesa perché si è riusciti sempre a ragionare sulle cose da fare e non sulle ideologie.
Abbiamo avuto solo un problema con l’Idv, ma mi sono assunta la responsabilità di risolverlo senza nascondere la testa sotto la sabbia. Credo che senza la Provincia più che il PD saranno molto più soli i comuni che faticheranno a rapportarsi direttamente con la Regione e lo Stato e dovranno fare sintesi tra i diversi interessi senza un ente super partes che abbia a cuore l’intero territorio.
Divisi nessuno potrà crescere.
– A proposito dobbiamo dare per scontato che non si voterà per la Provincia nel 2014?

 

Non va dato per scontato nulla vista l’approssimazione con la quale il tema Province è stato trattato fino ad ora.
Il governo Monti ha fatto un decreto di riordino poi giudicato illegittimo dalla Corte costituzionale, per quanto riguarda il governo Letta al momento non è dato sapere come intenda procedere sul tema rispettando la sentenza della Consulta.
L’unica cosa che dice il ministro Del Rio in ogni dichiarazione è che per le Province non si voterà più ma non sappiamo quando e come disciplineranno la materia. Forse con la legge di stabilità scopriremo qualcosa in più, al momento l’unica certezza è che mentre riflettono sul da farsi hanno deciso di toglierci tutte le risorse anche per le funzioni che svolgiamo ancora.
– Per lei è quasi tempo di bilanci. Cosa ha imparato da questa esperienza? Qual è la vicenda o il fatto che più l’hanno segnata? Cosa non è riuscita a fare?

 

Questi anni in Provincia sono stati per me molto importanti.
Mi hanno consentito di crescere come persona e come amministratore. Ho imparato ad amare questo territorio per le sue eccellenze e per i suoi problemi, mi sono resa conto che, nonostante i vincoli e i problemi finanziari, se ci sono idee e la determinazione per portarle avanti, la macchina pubblica può funzionare e si riescono anche a fare cose importanti. Mi hanno segnata l’incidente dei nostri tre dipendenti, il terremoto e la disperazione dei molti cittadini senza lavoro passati dal mio ufficio.
Il rammarico più grande è legato alla fase iniziata lo scorso anno con l’azione di demolizione politica e mediatica delle Province. Da quel momento abbiamo perso autorevolezza, risorse e non abbiamo più proiettato le nostre azioni nel futura. Governare pensando all’ordinaria amministrazione è veramente frustrante.

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Il consigliere provinciale Davide Verri scrive cose non vere.

Nella conferenza stampa del 17 maggio in Castello Estense è stato presentato il piano sicurezza stradale per il 2013, con un investimento complessivo di due milioni per nuovi asfalti, cui vanno sommati 170mila euro per nuovi guard rail e 70mila per l’abbattimento di alberature pericolanti e malate ai bordi delle strade. Il totale, come chiunque può constatare con una calcolatrice alla mano, fa 2.240.000 euro e non due milioni come scrive Verri.

Nell’incontro con i giornalisti, inoltre, non abbiamo detto che a questa somma andrebbero aggiunti ulteriori costi per interventi di più ordinaria manutenzione (buche e piccole frane) che sommati in un anno fanno 300mila euro.

Come si può vedere, è quasi la stessa somma incassata con le contravvenzioni, 2.640.000, contrariamente a ciò che afferma Verri.

Ma non è tutto.

L’ex sindaco di Bondeno dovrebbe poi sapere che i dispositivi di controllo della velocità, una volta in funzione, hanno dei costi di gestione e manutenzione. Solo fra spese di notifica, gestione e ammortamento, questi impianti ci costano all’anno circa 700mila euro, senza contare il costo del personale (otto persone), dedicato a garantire questo servizio.

Tutte spese che sono a carico del bilancio della Provincia.

Aggiungo, per un’informazione ancor più completa, che la legge nazionale prevede di destinare per la manutenzione della rete stradale il 50% degli incassi, mentre noi abbiamo deciso di spendere il 100%.

Purtroppo non è la prima volta che cerco di spiegare al consigliere Verri come stanno le cose, come ho fatto anche in Consiglio rispondendo a interrogazioni e quesiti. Vedo però che è inutile, specie quando di fronte c’è chi non vuole ascoltare.

Davide Nardini

Assessore ai Lavori pubblici

Provincia di Ferrara

 

Ferrara, 22 maggio 2013

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La Provincia ha riconosciuto col proprio patrocinio l’importanza e il valore di “Mafie e legalità”, “l’iniziativa che vede insieme – ha spiegato la presidente Marcella Zappaterrai Comuni di Migliarino, Migliaro, Massa Fiscaglia e Ostellato, in collaborazione con l’associazione Ibo Italia e con il coinvolgimento del mondo della scuola.“C’è un grande bisogno di legalità – ha continuato la presidente della Provincia durante la presentazione  – ed è preciso compito delle istituzioni aiutare a diffondere la cultura del rispetto delle regole, della legalità e del rifiuto delle mafie e della criminalità organizzata”.
L’iniziativa giunge quest’anno alla sua terza edizione e ha messo in calendario una serie di date fino all’estate, quando durante il mese di luglio un ciclo di proiezioni (tutte in piazza XXV aprile a Migliaro con inizio alle 21) consentirà al pubblico di vedere alcuni film italiani girati proprio sul tema della criminalità organizzata, come “Onda Libera” (6 luglio), “Placido Rizzotto” (13 luglio), “I Cento Passi” (20 luglio) e “Alla luce del sole” (27 luglio).
Il primo degli appuntamenti è invece in programma per il 24 marzo nella sala civica Falcone Borsellino, con un incontro dal titolo “Mafia e Stato: trattative passate, ambiguità attuali”, con la partecipazione, tra gli altri, del procuratore aggiunto del Tribunale di Palermo, Antonio Ingroia, e di Agnese Moro, figlia del presidente della Democrazia Cristiana assassinato nel 1978. Incontro che sarà replicato la mattina seguente al polo scolastico di Codigoro.
Allo stesso modo ripeterà il proprio intervento anche l’attore teatrale Giulio Cavalli, che proporrà lo spettacolo “A Cento Passi dal Duomo”, sul fenomeno delle mafie al Nord, il 14 aprile alle 21 al teatro Barattoni di Ostellato e la mattina seguente sempre al polo scolastico di Codigoro.
Il 7 maggio alle 21 al teatro Vittoria di Massa Fiscaglia il tema dell’infiltrazione mafiosa in Emilia-Romagna sarà affrontato dal presidente della Regione, Vasco Errani, dalla presidente della Provincia, Marcella Zappaterra, e dal presidente della Camera di Commercio, Carlo Alberto Roncarati e dallo studioso Enzo Ciconte.

Fonte: http://www.provincia.fe.it/?nav=92&news=8677676D51E061C6C12576EB0043204F

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Conferenza stampa martedi’ 16 marzo alle 12 a Bologna in viale Aldo Moro 62
Per la prima volta nasce il marchio di qualità ETG. L’ha ideato la Provincia di Ferrara e vuol dire: Emozioni Tipiche Garantite.  Il visitatore potrà provare lo Stupore tipico garantito, il Sorriso tipico, il Piacere tipico, la Serenità tipica o l’Entusiasmo, anche questo, naturalmente garantito. “Provincia di Ferrara: ETG – Emozioni Tipiche Garantite” sarà il filo conduttore della nuova campagna di comunicazione 2010.
La campagna pubblicitaria sarà lanciata  a livello nazionale  attraverso il web, la stampa e operazioni non convenzionali. Insieme al marchio è stata progettata una linea di packaging ad hoc. Il pubblico potrà così portarsi a casa sacchetti e box di sensazioni come “Sorriso tipico – ETG” o “Passione tipica – ETG”. Come sono fatti in dettaglio i contenitori sarà un’altra sorpresa.
Per scoprire questa nuova e innovativa campagna di comunicazione ti aspettiamo:

Martedì 16 marzo, alle 12 – Sala Convegni (2° piano) – Viale Aldo Moro, 62 – Bologna

Interverranno il Presidente  della Camera di Commercio di Ferrara Carlo Alberto Roncarati, l’Assessore al Turismo della Provincia di Ferrara Davide Bellotti e il Presidente di Apt Servizi Massimo Gottifredi.

Seguirà un buffet a base di prodotti tipici della Strada dei Vini e dei Sapori della Provincia di Ferrara.
Nella speranza di poterti incontrare in tale occasione ti invio i miei più cordiali saluti

Fabio Grassi
Capo Ufficio Stampa APT Servizi

Rimini, 11 marzo 2010

Per informazioni: Ufficio Stampa APT Servizi tel. 0541-430190 – http://www.aptservizi.com


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Da sinistra: il prefetto, Provvidenza Raimondo, il presidente Lions, Alberto Calabria, e il vicepresidente della Provincia, Massimiliano Fiorillo
Da sinistra: il prefetto, Provvidenza Raimondo, il presidente Lions, Alberto Calabria, e il vicepresidente della Provincia, Massimiliano Fiorillo

“Abbiamo voluto sostenere questa iniziativa perché si pone l’obiettivo di dare un aiuto concreto alle persone malate e in difficoltà che si trovano in contesti e paesi più poveri”.
Con queste parole il prefetto di Ferrara, Provvidenza Raimondo, e il vicepresidente della Provincia, Massimiliano Fiorillo, hanno sottolineato la propria adesione all’iniziativa promossa dal Lions Club Ferrara Estense intitolata: “Una cena per la vista”.
I contenuti della proposta all’insegna della solidarietà li ha spiegati il presidente del club lionistico ferrarese, Alberto Calabria.
L’appuntamento è per la serata (ore 20) di venerdì 19 marzo al ristorante hotel Villa Regina (via Comacchio, 402 a Ferrara), nel corso della quale i rappresentanti delle istituzioni ed enti che vi hanno già aderito daranno vita ad una singolare gara di cucina.
Lo scopo è raccogliere fondi per l’acquisto di strumentazioni mediche, particolarmente costose, per operare i pazienti affetti da cataratta nell’ospedale di Adwa in Etiopia, gestito da suor Girotto di Cento. Una struttura ospedaliera con la quale già collabora il Lions di Ferrara, in modo particolare con l’attività gratuita prestata dal dott. Sergio Tabacchi, socio Lions, che proprio in questi giorni è sul posto per prestare la propria opera specialistica e che sarà presente la serata del 19 marzo con un intervento illustrativo dell’attività di assistenza e cura in corso.
Fra le numerose adesioni all’iniziativa il presidente Lions, Alberto Calabria, ha segnalato quella del prefetto di Ferrara, Provvidenza Raimondo (che ha annunciato la preparazione di un piatto siciliano), del generale Leandro De Vincenti, Comandante del Cofa, dell’assessore del Comune di Ferrara, Deanna Marescotti, dell’Università, della Provincia, del Teatro comunale, dell’Ascom, della Camera di Commercio e dei media locali, Carlino, La Nuova e Telestense.
“Uniti si può e si deve fare molto”, ha spiegato il presidente Calabria ricordando che l’incontro è aperto alla cittadinanza ed è a offerta libera.
I piatti preparati dai particolari concorrenti saranno vagliati da una giuria rigorosamente non professionale e tutto, o quasi, è ormai pronto per un’iniziativa che si attende di accogliere fino a 100-120 persone.

Fonte: http://www.provincia.fe.it/?nav=92&news=FB70DF7D355EC787C12576E00047B297

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Numeri in aumento nei settori agricoltura e turismo

I settori di attività nei quali vi è una maggiore incidenza della stagionalità nella dinamica delle assunzioni possono essere in gran parte identificati nel settore agricolo e in quello turistico (attività legate ai servizi ricettivi e della ristorazione).

Fatta questa premessa, nei primi sei mesi del 2009 il numero di assunzioni relative ai rapporti di lavoro agricoli in Provincia di Ferrara è stato pari a 13.742 unità, con un aumento del 17% rispetto allo stesso periodo del 2008. La crescita ha contrassegnato maggiormente la componente maschile (+ 22,7%) rispetto a quella femminile (+ 13,2%), mentre rimane comunque il fatto che il 58% delle assunzioni, pari a circa 8.000 unità, sono attribuibili alle donne.

Le variazioni positive hanno interessato l’intero territorio provinciale, con punte nel Medio Ferrarese (Argentano e Copparese) e a Ferrara (rispettivamente, + 23,7% e + 15,3%).

Per quanto riguarda i lavoratori stranieri, la crescita delle assunzioni in termini percentuali è stata maggiore rispetto al dato complessivo (+ 24,9%, contro + 17%), grazie all’aumento nel numero di assunzioni che ha interessato la componente maschile (+ 30,6%).

L’incidenza degli avviamenti in agricoltura ascrivibili ai lavoratori stranieri sul totale è così aumentata nel corso del I semestre 2009 al 31,3% rispetto al 29,3% del corrispondente periodo del 2008.

Si registra, inoltre, sia un aumento nel numero di persone assunte in agricoltura, che sono passate dalle circa 8.800 del I semestre 2008 alle 9.900 del I semestre 2009 (+ 11,6% in termini percentuali), sia nel numero complessivo di giornate presunte anch’esso aumentato dell’8,7%.

Si potrebbe ipotizzare che almeno una parte del maggior numero di avviamenti/assunzioni registrati nel corso dei primi sei mesi del 2009 dipenda da un positivo fenomeno di emersione di quote di lavoro nero rispetto allo stesso periodo del 2008.

E’ opportuno aggiungere, tuttavia, che una disamina più compiuta di quanto sta accadendo nell’ambito delle assunzioni in agricoltura potrà essere svolta considerando l’intero anno, visto che i fabbisogni occupazionali dipendono anche dalle scelte relative alle differenti coltivazioni (più o meno labor intensive), dalle condizioni meteorologiche che possono determinare un anticipo/posticipo della raccolta, sia infine da una non effettuazione della stessa a causa dei danni dovuti alle avverse condizioni meteorologiche e/o da una valutazione di scarsa remunerazione del prodotto.

I dati relativi alle assunzioni registrate nel settore turistico nel corso del I semestre del 2009 sono positivi, evidenziando una crescita del 2%, pari a 69 unità, rispetto allo stesso periodo del 2008, contrassegnata, però, da una variazione positiva pari al 10% per la componente maschile (+ 123 unità) e da una diminuzione del 2,5% per quella femminile (- 54 unità). Le lavoratrici, tuttavia, rappresentano anche nel I semestre 2009 oltre il 60% degli avviamenti complessivi.

In merito ai lavoratori stranieri, nel corso dei primi sei mesi del 2009 si assiste ad una crescita nel numero di avviamenti (+ 7,7%, pari a 70 unità), rispetto allo stesso periodo del 2008, dovuta ad una notevole variazione positiva relativamente ai lavoratori stranieri di sesso maschile (+ 34,3%), che compensa interamente la variazione negativa imputabile alla componente femminile (- 3,2%). Il peso della manodopera straniera sul totale degli avviamenti del settore turistico, infine, cresce dal 20,5% al 21,7%.

NOTE:
[1] Gli Avviamenti sono intesi come il numero di comunicazioni di assunzione pervenute ai Centri per l’Impiego competenti relative ad un determinato arco temporale, che non coincide con il numero di persone assunte (lavoratori avviati) nel corso dello stesso periodo, in quanto per un individuo possono coesistere più rapporti di lavoro in essere.

[2] Le giornate presunte indicano il numero di giorni che secondo le aspettative del datore di lavoro una persona impiegata in agricoltura dovrebbe svolgere nel corso del periodo occupazionale.


Nota a cura dell’ufficio statistica del servizio Politiche del Lavoro e Formazione professionale della Provincia di Ferrara

ALLEGATI

Fonte: http://www.provincia.fe.it/?nav=92&news=37BE67A030EF2F2BC125761D004550CF

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Provincia, Inail, Comune, Medicina riabilitativa dell’Ospedale S. Giorgio e Istituto don Calabria di Ferrara, hanno firmato il protocollo d’intesa per la creazione di una rete di care in favore degli infortunati sul lavoro con grave disabilità e dei loro famigliari.
L’accordo sottoscritto, come ha spiegato la direttrice INAIL Angela Rindone, intende affrontare il problema degli infortuni sul lavoro, con le pesanti conseguenze in termini di gravi disabilità acquisite dai lavoratori e delle sofferenze che ricadono sulle famiglie.
La rete istituzionale che viene creata, consentirà di guidare il lavoratore e le famiglie verso nuovi percorsi riabilitativi e di reinserimento sociale ed occupazionale.
Sono circa 9.500 gli infortuni sul lavoro che si registrano annualmente in provincia di Ferrara, di cui una ventina sono i casi mortali e circa a un centinaio ammontano le rendite Inail che vengono attivate per i danni lavorativi che superano una certa percentuale di gravità, mentre in una decina di casi l’entità dei danni subiti dal lavoratore richiede l’intervento dell’assistenza sociale.
«Un accordo – ha ricordato l’assessore provinciale alle Politiche del Lavoro Caterina Ferri – che si pone nel solco di una collaborazione fra istituzioni ed enti che si è consolidata negli anni». Il riferimento è stato al protocollo già siglato nel 2007 tra Provincia e Inail per il reinserimento dei disabili e quello del 2008 per il monitoraggio della sicurezza sui cantieri.

L’assessore Ferri ha anche richiamato le specifiche competenze della Provincia nell’ambito dei lavoratori disabili, con la legge 68 del 1999, e ha confermato che la banca dati provinciale sui disabili sarà messa a disposizione per la nuova rete istituita con l’intesa:
«Il protocollo mette a sistema le reti di collaborazione già esistenti», ha ribadito l’assessore alla Sanità e Servizi alla persona del Comune di Ferrara Chiara Sapigni, mentre il prof. Nino Basaglia ha ricordato la parola chiave del protocollo: «care non significa solo cura – ha detto -, ma prendersi carico delle persone e delle famiglie e questo è anche il criterio guida della medicina riabilitativa che in questi anni orienta l’attività dell’Ospedale San Giorgio».
L’esperienza del San Giorgio in questo ambito conta già numerosi anni di attività, come ad esempio il progetto finanziato dalla Comunità Europea che risale al 1992, con la presa in carico dei primi 12 casi di giovani cranio encefalici in un’ottica di reinserimento lavorativo.
Oggi la percentuale di successo di reale reinserimento produttivo, e non solo di carattere assistenziale, nella struttura di medicina riabilitativa diretta da Nino Basaglia va oltre il 54%, contro medie nazionali che non arrivano al 35%.

Fonte: http://www.provincia.fe.it

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