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Archive for the ‘Provinciali-Locali’ Category

Ferrara (Ferrara)

Informazioni: URP Informacittà tel. 0532 419770
Servizio Infrastrutture e Mobilità – email: traffico@comune.fe.it
Vai al sito web del Comune


Limitazioni per i veicoli più inquinanti

Dal 6 ottobre 2014 al 31 marzo 2015, dal lunedì al venerdì dalle 8,30 alle 18,30, sarà in vigore il divieto di circolazione nelle vie e nelle piazze del centro città, per i veicoli a benzina non catalizzati (immatricolati fino al 31/12/1992) e per i veicoli diesel pre Euro, Euro 1 ed Euro 2, oltre che per i ciclomotori e i motocicli a due tempi non rispondenti alla direttiva Cee/Ce 97/24. L´area interdetta al transito è quella compresa all´interno del perimetro formato da: viale IV Novembre, via Darsena, viale Volano, via San Maurelio, viale Alfonso I d´Este, Rampari di San Rocco, corso Porta Mare (tratto compreso tra Rampari di San Rocco e piazzale San Giovanni), piazzale San Giovanni, via Gramicia, via Bacchelli, via Porta Catena, viale Po (tratto compreso tra via Porta Catena e viale IV Novembre).

Giovedì senz´auto
Nei periodi dal 9 ottobre al 30 novembre 2014 e dall´8 gennaio al 31 marzo 2015, ogni giovedì dalle 9 alle 12,30 e dalle 14,30 alle 18 sarà in vigore il divieto di circolazione all´interno del centro abitato di Ferrara (delimitato dalla specifica segnaletica), con l´esclusione delle ´strade corridoio´, per tutti i veicoli, esclusi, fra gli altri, quelli elettrici, a metano, gpl o ibridi, e quelli a benzina o diesel conformi alle direttive Euro 4 o Euro 5, nonché i diesel dotati di filtro antiparticolato (del quale risulti annotazione sulla carta di circolazione). Ulteriori deroghe riguardano le vetture con almeno tre persone a bordo se omologate per quattro o più posti e con almeno due persone se omologate per due posti, oltre ai veicoli condivisi (car sharing) e ai ciclomotori e motocicli omologati Euro 2 e Euro 3. I provvedimenti non si applicano inoltre agli autoveicoli per trasporti specifici e autoveicoli per uso speciale, così come definiti dall´art. 54 del Codice della Strada.

 

Ordinanza relativa alle limitazioni alla circolazione 2014/2015 per la tutela della qualità dell´aria

Mappa delle aree cittadine interessate dalle limitazioni alla viabilità 2014/2015

 

Stagione: 2014/2015

 

Provvedimenti

  • 03.10.2014 – Limitazioni del traffico a Ferrara

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contabilità

– CONTROLLO DELLA GESTIONE FINANZIARIA 2014.  RICOGNIZIONE SULLO STATO DI ATTUAZIONE DEI PROGRAMMI AI SENSI DELL’ART. 193 DEL D.LGS. 267/2000 E DELL’ART. 66 DEL REGOLAMENTO DI CONTABILITÀ: VERIFICA COERENZA DELLE PREVISIONI CON GLI OBIETTIVI DEL PATTO DI STABILITA’ INTERNO, TRIENNIO 2014/16 – RICONOSCIMENTO DEBITI FUORI BILANCIO.

Allegato 1 DELIBERAZIONE n. 53/2014 del 26/09/2014

 

– PARERE REVISORI DEI CONTI SULLA VERIFICA EQUILIBRI DI BILANCIO

Allegato 2 VERBALE del 23/09/2014

 

– RICOGNIZIONE SULLO STATO DI ATTUAZIONE DEI PROGRAMMI Anno 2014

Allegato A (Entrate e Spese)

Allegato B (Servizi e ambiti)

Allegato C (PROSPETTO DEGLI AGGREGATI RILEVANTI AI FINI DEL PATTO DI STABILITA’ ANNI 2014 2015 2016 VERIFICA COERENZA DELLE PREVISIONI CON GLI OBIETTIVI DI COMPETENZA MISTA)

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Sunto dei risultati ottenuti nell’ultimo periodo di programmazione Europeo 2007-2013 sul territorio della provincia di Ferrara, da un lato in termini di approccio Leader e di sviluppo rurale e dall’altro lato, in termini di sviluppo regionale, con i finanziamenti del FESR.

 

L’approccio del Leader, nato quasi in sordina, come una parte di attuazione degli assi del piano di sviluppo rurale, si è poi trasformato, soprattutto negli ultimi anni in un “caso pilota”, tanto che nella nuova programmazione 2014-2020 il “community-led local developement”, a Bruxelles, è stato preso come spunto per la costruzione di tutti i nuovi strumenti dei fondi strutturali, così come, a livello nazionale, l’ex ministro Barca, lo ha utilizzato per definire le cosiddette aree interne.

 

A livello territoriale, abbiamo lavorato con forza su alcuni elementi fondanti dell’approccio Leader:

  • il bottom-up approach, con processi decisionali realmente dal basso verso l’alto, dove l’attenzione verso le esigenze degli operatori è stata la base della strategia dell’azione volta allo sviluppo locale; “concertazione” e “programmazione negoziata” diventate l’abc del nostro agire;
  • il parternariato pubblico-privato sul piano locale;
  • l’integrazione tra progetti (le diverse linee di finanziamento non sono state intese “a compartimenti stagni” ma vi è stata un’attenta programmazione economica che ha consentito di rendere multisettoriale il sostegno agli operatori)

 

Tutto questo ha contribuito notevolmente al rafforzamento della governance e della capacità amministrativa. Sul primo versante, in primis faccio riferimento ai rapporti tra Provincia ed il suo GAL, e non solo per il supporto nelle fasi di istruttoria di ammissibilità dei progetti in ambito Leader. La Provincia ha lavorato con Delta 2000 anche nel campo dei finanziamenti europei per i progetti di Cooperazione Territoriale.

Sui temi dello slow tourism, dei percorsi turistici multimodali che avessero al centro il paesaggio rurale abbiamo costruito insieme proposte che rafforzassero l’identità del nostro territorio Unesco caratterizzato dal marchio Terra&Acqua.

I rapporti con la Regione, in sede di Comitato Tecnico Leader, hanno fatto sì che si siano contemperate varie esigenze sui tavoli del confronto della Regione: l’una più attenta alle esigenze degli operatori del territorio e alla divulgazione dei risultati e l’altra alla correttezza procedurale e all’efficace trasferimento di risorse comunitarie/pubbliche alle imprese agricole e agli enti pubblici. Un rapporto che, pur nella distinzione dei ruoli, credo abbia fatto crescere entrambe le istituzioni.

 

L’implementazione di approcci innovativi, la realizzazione di progetti di cooperazione, il collegamento in rete di più partenariati locali, sono gli altri aspetti che hanno comportato valore aggiunto per il nostro territorio.

 

Volendo tracciare un sintetico Bilancio sulla programmazione comunitaria 2007-2013, il Fondo Sociale Europeo ha contribuito con 46,5 mil. di euro alla formazione di oltre 25.000 persone e all’approvazione di 1.050 progetti formativi, il Piano di Sviluppo Rurale ha finanziato sui vari assi quasi 3.000 imprese con contributi pari a 75 milioni di Euro.

Il Fondo per lo Sviluppo Regionale ha finanziato:

– 150 imprese con quasi 8 milioni di euro di contributo (oltre a quelle che hanno beneficiato dei contributi post sisma:

– 178 imprese, 4 progetti pubblici in materia di valorizzazione dei beni culturali e turistici, il tecnopolo della città con i suoi 4 laboratori di ricerca e le Aree Produttive Ecologicamente Attrezzate, con i parchi fotovoltaici di 3 Comuni per oltre 40 milioni di euro.

– Il FESR ha inoltre finanziato 20 progetti di cooperazione territoriale che hanno portato ulteriori 3,5 milioni di euro di contributo.

 

Diversi gli scenari che si possono immaginare. Di qui a qualche mese speriamo che vi sia un quadro certo di quali siano i nuovi assetti istituzionali di Regione Emilia-Romagna (a seguito di elezioni) ed enti di area vasta (ex Province) in merito a funzioni e competenze.

Ora come ora, le Province, che in passato hanno operato quali organismi intermedi rispetto ai Programmi Operativi Regionali, non sono state “formalmente” individuate quali soggetti che in futuro supporteranno la Regione in questo tipo di attività.

Marcella Zappaterra

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DOMENICA 28 SETTEMBRE 2014
Primarie del centrosinistra per il candidato Presidente della Regione Emilia-Romagna
IL PRESIDENTE LO SCEGLI TU!

Come e dove si vota

Si vota dalle ore 8.00 alle ore 20.00 di domenica 28 settembre 2014 nei seggi che verranno allestiti in tutta la Regione.
Per votare occorre presentarsi al seggio con un documento d’identità, registrarsi nell’Albo degli elettori del centrosinistra e versare almeno 2 euro.
Ogni elettore riceve una scheda di voto con i nominativi dei candidati a Presidente della Regione Emilia-Romagna. Il voto si esprime apponendo un unico segno in uno dei riquadri che contiene il nome del candidato a Presidente.

Le candidature in campo sono due, quelle di Roberto Balzani e di Stefano Bonaccini.
Di seguito i link ai profili dei candidati e i rispettivi programmi:

http://www.robertobalzani.it/rer/

http://www.stefanobonaccini.it/

Chi vota

Il 28 settembre 2014 possono votare le cittadine e i cittadini italiani e stranieri residenti nel territorio regionale, e i ‘fuori sede’ che studiano o lavorano nel territorio regionale, che abbiano compiuto il 16mo anno di età.

Cittadini stranieri e ‘fuori sede’ per votare devono pre-registrarsi

Le cittadine e i cittadini dell’Unione Europea, le
cittadine e i cittadini di altri Paesi in possesso di permesso di soggiorno, i ‘fuori sede’ (studenti e lavoratori), per partecipare alle Primarie devono pre-registrarsi presso le sedi provinciali del Comitato organizzatore o nel sito www.ilpresidentelosceglitu.it entro il 25 settembre. I cittadini stranieri voteranno nel seggio corrispondente al luogo di residenza mentre per i ‘fuori sede’ verrà indicato il seggio dove presentarsi.

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Riapre la caffetteria del Castello Estense, dopo che dal 6 agosto il servizio era stato interrotto per trasloco di mobili e attrezzature.

Ora la nuova sede del punto ristoro si trova all’interno del cortile del Castello, nei locali fino a poco tempo fa occupati dall’ufficio informazioni turistiche (Iat).

La gestione del servizio continuerà ad essere affidata a Orsatti Group Congress srl di Ferrara.

Ufficio Stampa

Provincia di Ferrara

Ferrara, 20 agosto 2014

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Riporto, con soddisfazione,  la dichiarazione dell’assesore Gazzolo che ringrazio per l’impegno preso, impegno che si concretizzerà già con una riunione programmata per il 29 in Castello alla presenza di tutti gli enti che oltre alla Provincia sono stati interessati dai danni per stabilire le priorità sulle quali intervenire a seguito del sostegno regionale.

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Giunta Regionale – Agenzia di Informazione e Comunicazione
Prot. N. 549/2014 – Data 19/08/2014

Ferrara, come Ravenna, non sarà lasciata sola. La Regione, come ha sempre fatto, è disponibile ad approfondire le singole situazioni con le istituzioni e a concorrere, con risorse proprie, per sanare le emergenze“. E’ quanto dichiara l’assessore regionale alla Difesa del suolo e Protezione civile Paola Gazzolo.

Come Regione – spiega l’assessore – abbiamo raccolto tutte le segnalazioni provenienti dai territori dell’Emilia-Romagna in seguito ai danni causati dal maltempo e dalle piene dei corsi d’acqua da dicembre 2013 a marzo 2014, e chiesto al governo il riconoscimento dello stato di emergenza nazionale. Quindi per tutte e nove le province, incluse Ferrara e Ravenna“. Il Dipartimento nazionale, che ha svolto l’istruttoria ed effettuato con i tecnici verifiche e sopralluoghi, ha accolto la richiesta per sette province, escludendo Ferrara e Ravenna. “Voglio però assicurare – conclude l’assessore – che la nostra volontà come Regione è continuare, come è sempre avvenuto in situazioni analoghe, a intervenire finanziariamente per dare risposte tempestive laddove sia necessario e l’emergenza lo richieda“.

 

 

 

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In dipendenza della circolare Ministeriale sopra emarginata ad oggetto “Legge 7 aprile 2014,  n. 56, recante “Disposizioni sulle città metropolitane, sulle province, sulle unioni e fusioni di comuni”. Elezioni di secondo grado dei consigli metropolitani, dei presidenti delle province e dei consigli provinciali nelle regioni a statuto ordinario. Linee guida per lo svolgimento del procedimento elettorale”, con la presente sono sin d’ora a comunicare alle SS.LL., nelle more della formale indizione dei comizi elettorali per l’elezione del Presidente e dei Consiglieri Provinciali, che:

 

  • l’elezione del Presidente  e dei 12 Consiglieri Provinciali è indetta per lunedì 29 settembre 2014 dalle ore 8,00 alle ore 20,00;
  • la presentazione delle candidature a Presidente della Provincia e delle liste per i 12 Consiglieri Provinciali resta fissato dalle ore 8,00 alle ore 20,00 del giorno 8 settembre 2014 e dalle ore 8,00 alle ore 12,00 del giorno 9 settembre 2014.

 

Con esplicita riserva di adozione e pubblicazione di apposito decreto presidenziale di indizione dei comizi.

Ferrara, 9 luglio 2014

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In merito alla sentenza della sezione giurisdizionale della Corte dei Conti dell’Emilia Romagna, la Provincia rende noto che non ha nulla da nascondere e pertanto non chiamerà in causa chi ha pubblicato la notizia in difformità da quanto previsto dal dispositivo dei giudici: “ai sensi dell’art. 52 del d. lgs. 30 giugno 2003, n. 196 (legge sulla Privacy), in caso di diffusione, omettere le generalità e gli altri dati identificativi dei contenuti e, se esistenti, del dante causa e degli aventi causa”.

Da chiarire sono i fatti e cioè l’incarico conferito alla figura di capo gabinetto. Le oltre 70 pagine della sentenza pongono in evidenza che le tesi iniziali della Procura sono state respinte, a partire dall’aspetto riguardante il titolo di studio richiesto (la laurea), proseguendo su quello della figura dirigenziale e, soprattutto, è stata rigettata la tesi di nullità del contratto.

Rispetto al danno inizialmente indicato in sede di citazione di 226.070,90 euro, la sentenza ha totalmente stralciato l’imputazione sulla nullità del contratto a suo tempo stipulato e riconosciuto parte dell’emolumento ad personam, riducendo a 90mila euro la richiesta di restituzione.

In ogni caso, siccome la Provincia ritiene che la sentenza sia ingiusta anche per la parte residua, è già stata data disposizione ai legali di preparare il ricorso in appello.

Per concludere: se la legge dello Stato obbliga gli enti locali ad avere un segretario generale che vigila sulla legittimità degli atti, l’amministrazione del Castello Estense si chiede perché poi dovrebbero essere amministratori che non hanno alcuna competenza giuridica a pagare per un atto che, a parere della Procura della Corte dei Conti, contiene un vizio di legittimità. La questione, infatti, riguarda un’assunzione temporanea prevista dalla legge e attuata con i pareri positivi di tutti i tecnici.

Ufficio Stampa

Provincia di Ferrara

Ferrara, 28 maggio 2014

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“Siamo contrari a questa riorganizzazione del programma di screening voluta dalla Regione. Intendiamo tutelare le eccellenze del nostro territorio”

Il sindaco di Ferrara Tiziano Tagliani e la presidente della Provincia Marcella Zappaterra hanno incontrato i giornalisti questa mattina, lunedì 17 febbraio in residenza municipale per esprimere decisa contrarietà alla recente comunicazione della direzione generale della Sanità della Regione Emilia Romagna  relativamente alla riorganizzazione del programma screening regionale per la prevenzione dei tumori al collo dell’utero, che vedrebbe trasferire a Bologna il centro di analisi dei campioni prelevati.

“E’ una decisione che non condividiamo – ha affermato il sindaco Tiziano Tagliani – perchè la storia della ricerca e l’applicazione clinica del PAP test è stata introdotta per la prima volta a Ferrara già a partire dagli Anni ’60 grazie al lavoro di importanti ricercatori che hanno poi sviluppato significativamente questo settore portandolo ai vertici. E’ ingiusto, immotivato e scorretto non permettere alla città di portare avanti questa ricerca e le esperienze acquisite. Per questo chiediamo al direttore generale della Sanità della Regione Emilia Romagna Tiziano Carradori la motivazione tecnica e scientifica dell’allocazione del servizio presso l’area di Bologna e all’assessore alla Sanità Carlo Lusenti e al presidente Vasco Errani di agire per la revoca della decisione. Con questa azione intendiamo difendere in ogni modo le eccellenze del nostro territorio”

La presidente Marcella Zappaterra ha ribadito che “questa scelta è inaccettabile sia per le modalità con la quale viene proposta sia per il fatto che la riorganizzazione dei servizi sanitari regionali, nell’ottica dell’Area Vasta, ha un senso solo se vengono valorizzate le eccellenze di ciascuna realtà territoriale”.

 

Questo il documento integrale consegnato ai giornalisti nel corso della conferenza stampa 

“Con comunicazione 11.2.2014 il Direttore Generale della Sanità della Regione Emilia Romagna Tiziano Carradori ha comunicato che : “dopo le necessarie consultazioni con i servizi interessati regionali e le Aziende sanitarie della Regione a seguito della decisione di modificare l’intervento di screening per la diagnosi precoce e la prevenzione dei tumori del colle dell’utero con adozione di HPV-DNA test si è deciso di collocare il service per lo sviluppo dei test HPV-DNA presso i seguenti servizi

Area Vasta Nord: REGGIO EMILIA

Area Vasta Centro: Sant’ Orsola BOLOGNA

ASL ROMAGNA : PIEVESESTINA (FC)

IN PRIMO LUOGO, per tranquillizzare le cittadine di Ferrara, questo non significa che le stesse dovranno “emigrare” a Bologna per il test che da anni a Ferrara viene svolto in forma di screening, ma egualmente la decisione della Direzione Generale Sanitaria dell’Emilia Romagna ha un significato gravemente incidente sulla sanità ferrarese e soprattutto accredita un metodo inaccettabile che penalizza gli sforzi ed i risultati clinici e di ricerca acquisiti in decenni di attività riconosciuta a tutti i livelli anche sovra regionali, questo perchè tutti si aspettavano la Candidatura di Ferrara ad hub dell’HPV test nel programma di screening cervicovaginale dell’ AVEC

Cenni storici e tradizione

La provincia di Ferrara è stata la prima in Europa ad introdurre uno screening cervicale di massa con Pap-test (1962) grazie all ‘iniziativa del Prof. Mario Tortora, che ebbe il merito di introdurre in Italia il test di Papanicolau (PAP test).

L’opera del Prof. Tortora è stata portata avanti negli anni dal Centro di Citodiagnostica dell’
Azienda USL di Ferrara e successivamente dall’Istituto di Anatomia Patologica dell’ Azienda
Ospedaliero-Universitaria S.Anna di Ferrara, secondo il protocollo diagnostico-terapeutico dello
screening per la prevenzione dei tumori del collo dell ‘utero, introdotto successivamente nella
Regione Emilia-Romagna.

Competenze e preparazione scientifica

L’attività dello screening è sempre stata caratterizzata da una formazione e preparazione
capillare del personale a tempo indeterminato addetto a tutti i livelli, che ha sempre seguito, e spesso positivamente influenzato, l’evoluzione tecnico scientifica del programma nel corso dei decenni, anche attraverso numerose iniziative congressuali e di divulgazione scientifica (professori Univ. Ferrara Lanza e Bianchin)i. Dalla fine degli anni ’80 tutta l’attività di screening è monitorata dal Registro tumori di popolazione attraverso i necessari parametri di valutazione di impatto.

Nuove Tecnologie

Le Dirigenze aziendali susseguitesi negli anni sono sempre state sensibili all’introduzione di
nuove tecnologie. In conseguenza di ciò la U.O. di Anatomia Patologica è stata la prima in Regione ad introdurre le tecniche di citologia in strato sottile (2003), utilizzando sia la metodica ThinPrep che metodica SurePath. Dal 2004 la U. O. si avvale della lettura automatizzata dei P AP test con lettore automatico Focal Point OS. I numerosi vantaggi di tale metodica comprendono la possibilità di indagini successive sullo stesso campione (HPV test, citologia tradizionale, test ancillari) senza ulteriori richiami delle donne. I tempi di refertazione attuali del 99,71 % entro i 21 gg., rientrano ampiamente entro i requisiti richiesti dai programmi di screening (standard richiesto 2: 90%).

Nel periodo 2006-2013 la nostra U.O. di citodiagnostica ha eseguito circa 10.500 casi di
determinazione di HPV di alto rischio superando ampiamente gli standard minimi della regione
Emilia Romagna (secondo il documento ministeriale “Screening Oncologici” del 2006)

Lexpertise accumulato rende pertanto la struttura (in termini di know-how del personale e
risorse tecniche) perfettamente all’ altezza della gestione delle attività e complessità previste
dall’imminente “nuovo” modello regionale di screening cervico-vaginale per tutta l’Area Vasta
Emilia Centrale.

Idoneità degli ambienti e logistica

Il recente trasferimento presso il nuovo Polo Ospedaliero di Cona ha permesso alla U.O. di
citodiagnostica di disporre di spazi ampi dedicati alle singole metodiche e di ambienti moderni ed
attrezzati con tutte le caratteristiche di idoneità richieste da un laboratorio qualificato a sostenere
l’applicazione del test HPV come test primario nello screening per la prevenzione dei tumori del
collo dell’utero per tutta l’Area Vasta Emilia Centrale della Regione Emilia-Romagna.

>> Perché la scelta della Direzione Generale è sbagliata e penalizzante ?

Perché esistono due situazioni organizzative diverse, una ipotetica (Bologna) ed una
reale (Ferrara). Quella ipotetica (Bologna), che quindi allo stato non
è operativa, in termini di “Service per lo sviluppo del test HPV”, non corrisponderebbe comunque alle linee guida regionali per quanto riguarda la centralizzazione in un punto unico, e per quanto riguarda le metodiche indicate sarebbero necessari almeno due anni per andare a regime. Quella reale (Ferrara) è in linea con le raccomandazioni regionali sotto entrambi i punti di vista ed è già in essere. A settembre 2013 le attività di pap-test di Bologna sono state spostate dal S. Orsola al Maggiore perché i
tempi di refertazione non erano adeguati.

  1. Parte del lavoro a Bologna utilizza la presenza di personale a contratto,
    mentre Ferrara utilizza personale strutturato.

  2. In base al valore predittivo positivo del test, dati di Bologna comporterebbero, rispetto a quelli di Ferrara, una richiesta di colposcopie
    inappropriate superiore al 50%; se i dati di Bologna sono riferiti a donne già in
    trattamento diventa evidente che non dispongono di dati relativi allo
    screening.

  1. Il sistema Ferrara copre l’80% delle donne eleggibili, quello di Bologna, come
    affermato, il 50%.

  2. Il 3% delle donne servite da Bologna deve ripetere il PAP test perché
    inadeguato, a Ferrara pressoché nessuna.

  3. I tempi di refertazione dei PAP test entro i 21 giorni prescritti, a Bologna sono
    solo il 44 %, a Ferrara il 98%.

PERCHE ALLORA BOLOGNA ?

La motivazione non è scritta, ma sono note a tutti le pressioni sulla Regione da parte di ambienti Universitari Bolognesi in ossequio deviato rispetto a quel fondamentale principio secondo il quale gli amministratori, che pure ci mettono la faccia di fronte ai cittadini, DEVONO STARE FUORI DALLA SANITA’, appannaggio di manager e tecnici clinici, .

Ma questo principio, sacrosanto in pura teoria, per NOI VALE SOLO SE viene posto a difesa di valori CLINICI, SCIENTICI, ORGANIZZATIVI che puntano al meglio in assoluto, non se diventano mero arbitrio.

Il sindaco di Ferrara Tiziano Tagliani e La Presidente della conferenza socio sanitaria ferrarese Marcella Zappaterra, Presidente della Provincia

BOCCIANO

Senza appello il lavoro della AREA Vasta Emilia Centro che fino ad oggi non ha prodotto alcun risultato significativo

EVIDENZIANO

La piena collaborazione prestata dalle Istituzioni locali in un momento difficile di riqualificazione della rete sanitaria volta ad ottimizzare i servizi per produrre la massima efficacia alla spesa sanitaria.

La piena collaborazione prestata allorquando in Area Vasta : sia sulla centrale 118, sia sul Centro unico trasfusionale si sono fatte prevalere motivate esigenze organizzative su Bologna e si badi non sono in gioco disagi degli utenti in quanto in una direzione e nell’altra si muoverebbero solo campioni biologici e/ file

INVITANO

Il Direttore Generale della Sanità Regionale dr. Tiziano Carradori a motivare in forma scritta sul piano scientifico e clinico organizzativo la decisione sulla HPV DNA test così da rendere note alla comunità scientifica e sanitaria regionale le ragioni obiettive di tale scelta, che appaiono ai più assolutamente non convincenti.

CHIEDONO

All’assessore alla Sanità Carlo Lusenti e al Presidente Vasco Errani di affermare con chiarezza quali siano le linee di indirizzo per scelte di questa portata e conseguentemente affermare come opportuna la revoca della decisione assunta dalla Direzione Regionale Sanitaria perché NON IN LINEA con gli indirizzi della stessa forniti , immotivata, in contrasto con le evidenze cliniche, scientifiche ed organizzative già in atto .

– See more at: http://www.cronacacomune.it/notizie/23047/siamo-contrari-questa-riorganizzazione-del-programma-di-screening-voluta-dalla-Regione-intendiamo-tutelare-le-eccellenze-del-nostro-territorio.html#sthash.inDMMHlY.dpuf

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Rigettiamo le accuse della Corte e siamo assolutamente convinti di non aver causato alcun danno erariale  alla Provincia.

Le obiezioni che ci vengono rivolte sono sostanzialmente due:

la prima riguarda la mancanza da parte di Manuela Paltrinieri di un titolo di laurea, e quindi la relativa impossibilità a svolgere un ruolo da dirigente, e la seconda riguarda il compenso corrisposto.

 

La prima non trova alcun conforto nella disciplina legislativa e regolamentare di riferimento che non impone che la scelta del Capo di Gabinetto debba riguardare un soggetto in possesso di un titolo di laurea, essendo occorrente sicura capacità ed esperienza professionale consona alla natura e alla peculiarità dell’incarico. E la Paltrinieri queste caratteristiche le aveva.

Inoltre l’incarico dato non prevedeva che tra le competenze dell’incaricata ci fossero quelle proprie delle figure dirigenziali. Era chiaro il ruolo ausiliario di supporto della collaboratrice rispetto ad una figura di vertice dell’Ente, secondo quanto prescritto dalla vigente disciplina.

Infatti, nell’incarico dato si recita di sovrintendere, assistere, agevolare, svolgere attività di supporto ecc., e mai si fa riferimento a ruoli di gestione o direzione. Il fatto che non avesse alcun potere di firma ne è la dimostrazione lampante.

 

Circa la seconda obiezione, la normativa prevede deroghe a quella legislazione contrattuale di riferimento e la ratio di tale deroga è proprio riconducibile alla aticipicità e peculiarità della figura in questione, quale soggetto organicamente non inquadrato  ed a cui sono conferite mansioni che per la loro peculiarità richiedono una flessibilità e disponibilità anche in termini di impegno orario non riconducibile all’ordinario ed ad un compenso economico coerente.

 

Va detto chiaramente che queste figure di supporto agli organi di direzione politica, sono contemplate dall’ordinamento degli Enti Locali, il quale ordinamento ha previsto dei rapporti di lavoro costruiti su base fiduciaria che la Magistratura in più occasioni ha ritenuto assolutamente legittimi.

 

Infine ci preme segnalare che ogni atto assunto dalla sottoscritta e dalla Giunta è sempre stato supportato da pareri positivi sulla legittimità e le regolarità  espressi dai tecnici tenuti a renderli. Anche loro peraltro sono chiamati in causa, ma sono certa che sapranno far valere le loro ragioni.

 

Marcella Zappaterra

Caterina Ferri

Davide Bellotti

Giorgio Bellini

Davide Nardini

Ferrara, 28 gennaio 2014

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cmc_Ferrara

Sabato 7 Settembre ore 19,00 – Piazzetta San Nicolò – Ferrara

La ri-generazione comincia da qui

Apertura dibattito:

– Marcella Zappaterra (Presidente Provincia di Ferrara)

– Presentazione progetto FE2020 a cura di Ilaria Baraldi

– Presentazione cultura e creatività e serata: Mauro Vignolo

Partecipanti:

cittàCittà della Cultura/Cultura della Città,

 

 

 

ferraraoffFerrara Off

 

 

 

grisuSpazio Grisù,

 

 

 

 

 

 

consorzioConsorzio Wunderkammer,

 

 

 

 

bassoprofAPS Basso Profilo,

 

 

 

 

 

kuvaKuva Comunicazione,

Conclusioni a cura di Roberta Fusari (Assessore all’Urbanistica Comune di Ferrara)

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Con questo post cerco di fornire alcune brevi precisazioni per fugare i “dubbi” sollevati da un articolo di estense.com sulla Factory nella ex-caserma dei vigili del fuoco e cercherò di rispondere man mano alle ulteriori domande che vorrete farmi nei commenti di questa nota:

1) l’immobile è di proprietà della Provincia, ma in gestione all’associazione Grisù che seleziona le aziende e tiene con loro i contatti.

2) si sono però già tenute frequenti riunioni con tutti gli interessanti nelle quali è stato esplicitato che non solo la Provincia non intende più vendere e quindi toglierà l’immobile dal piano delle alienazioni, ma che è in fase di studio uno strumento giuridico che consenta di vincolare l’immobile a quella finalità a prescindere dalle persone (un altro presidente potrebbe rivedere la scelta) e dall’abolizione o meno dell’ente (se il comune entrasse in possesso dell’immobile in sostituzione della Provincia potrebbe disporne diversamente). In sostanza “blinderemo” l’immobile perché nessuno possa venderlo in futuro predisponendo ovviamente i necessari strumenti per il controllo sulla gestione dello stesso. Il dibattito che qui si sta svolgendo è ormai da tempo superato e quindi poco costruttivo, il contratto di comodato d’uso precario era lo strumento che consentiva di partire in fretta (senza aspettare i tempi burocratici di altri istituti) e di gestire la provvisorietà della fase di avvio.

3) come ente proprietario controlliamo però che tutti operino nel rispetto delle norme e delle procedure, dentro Grisù non c’è il Far West.

4) dai sopralluoghi effettuati fino ad ora non risulta che si siano effettuati lavori veri e propri con aumento di volumi, ma solo interventi che in gergo tecnico vengono definiti ad “edilizia libera” e pertanto non necessitano di Dia, Scia, permessi di agibilità e per i lavori che dovranno essere fatti prossimamente le aziende stesse certamente si attiveranno per fare le necessarie richieste nel rispetto delle normative come fanno tutte le aziende che operano fuori da quel contesto che non rappresenta affatto una zona franca rispetto alle leggi vigenti. Poi ricordo che tutti i giornalisti hanno il mio numero di cell e così come mi contattano per altre informazioni possono farlo anche per Grisù .

5) aggiungo poi per pura informazione che la ex-caserma dei Vigili del Fuoco è stata inserita nel programma speciale d’area del centro storico di Ferrara e la variante che ne è seguita ha tolto il vincolo di struttura annonaria, in sostanza sono consentiti molteplici usi che non siano solo servizi pubblici al punto che l’attuale uso sarebbe assolutamente compatibile con lo strumento urbanistico comunale vigente. Lo dico semplicemente perché ad un approccio superficiale è facile che venga il dubbio che in una ex caserma si possano svolgere quelle attività, ma è bene che tutti sappiano che sono attività perfettamente coerenti e compatibili con gli strumenti urbanistici comunali.

Marcella Zappaterra

Aggiornamento del 12 Agosto:

Edito questa nota per integrarvi le ulteriori risposte alla richieste di chiarimenti che mi sono pervenute dalla giornata di venerdì ad oggi:

6) La DIA per i lavori negli spazi comuni verrà richiesta dall’associazione Grisù in accordo con le aziende interessate, quando saranno in grado di partire con i lavori;

7) Per i lavori ad “edilizia libera” i cartelli di “lavori in corso” o similari non sono necessari e non essendo area per servizi pubblici entrare all’interno dello stabile è come entrare a casa da un privato, ogni atto o fatto conseguente all’accesso costituisce responsabilità personale (ribadisco che lo spazio Grisù è uno spazio PRIVATO non pubblico, NON si può entrare senza permesso così come in qualunque casa privata);

8) Relativamente all’inaugurazione e altre presentazioni se non c’è “pubblico spettacolo o intrattenimento” non servono permessi (il testo unico per il pubblico spettacolo RD 773/1931 Art. 68-69 differenzia chiaramente le due tipologie e nel caso specifico non si rende necessaria alcuna richiesta di licenza);

9) Per i concerti tutti i permessi sono stati richiesti e concessi regolarmente con la supervisione della commissione di vigilanza, così come le verifiche dei livelli di rumore, se sono stati sforati i decibel massimi consentiti l’organizzazione degli stessi deve essere sanzionata, ma non c’entra né l’organizzazione Grisù ne’ la Provincia;

10) L’associazione Grisù ha il compito e l’onere di vigilare e controllare, è sempre l’associazione che si occupa delle selezione delle Aziende;

11) Le aziende versano una quota all’associazione perche’ li sostenga nei percorsi che li porteranno all’insediamento, alcune di loro sono anche nel consiglio direttivo dell’associazione stessa, hanno quindi pieno potere a far in modo che l’associazione stessa faccia al meglio i loro interessi: L’associazione non è controparte delle aziende, ma le rappresenta, credo quindi che le aziende abbiano tutto l’interesse a lavorare con l’associazione giornalmente e verificare che tutto proceda nei tempi più adatti alle loro esigenze;

12) Relativamente all’ennesima “affermazione” sulla possibile vendita dello stabile, confermo come ho già detto all’inaugurazione di Grisù, ai media e più volte nei social network oltre che poco sopra che lo “la Provincia non intende più vendere e quindi toglierà l’immobile dal piano delle alienazioni, ma che è in fase di studio uno strumento giuridico che consenta di vincolare l’immobile a quella finalità a prescindere dalle persone (un altro presidente potrebbe rivedere la scelta) e dall’abolizione o meno dell’ente (se il comune entrasse in possesso dell’immobile in sostituzione della Provincia potrebbe disporne diversamente). In sostanza “blinderemo” l’immobile perché nessuno possa venderlo in futuro predisponendo ovviamente i necessari strumenti per il controllo sulla gestione dello stesso”

13) Relativamente al fatto di aver usato quel tipo di contratto come ho già precisato in precedenza senza quel tipo di contratto “provvisorio” i tempi amministrativi e burocratici di altri istituti sarebbero stati lunghissimi e probabilmente oggi non saremmo nemmeno partiti

14) L’immobile non è soggetto a vincoli del M.ro dei Beni Culturali se non per la pate esterna (che quindi rimarrà inalterata): chi pensa che dovrebbe/potrebbe esserlo può rivolgersi alla Soprintendenza chiedendo le motivazioni in base alle quali non è stato ritenuto tale.

15) Relativamente al vincolo di struttura annonaria si è fatto notare come il testo della delibera poneva a capo dell’associazione “l’eventuale cambio di destinazione urbanistica (art. 3)” il termine “eventuale” significa che l’associazione interviene direttamente in caso di necessità, necessità che proprio la variante del comune fa si che non ci sia;

16) L’immobile non è frazionato e non è richiesto nessun CPI essendo al di sotto dei 500 mq di terziario, al di sotto del numero di 300 addetti e con attività che a mio parere non rientrano nell “Elenco di Attività Soggette ai Controlli di Prevenzione Incendi” http://www.vigilfuoco.it/aspx/page.aspx?IdPage=5574 (sono comunque chiarimenti da richiedere direttamente all’associazione Grisu);

17) Rispetto ai tempi per la partenza dei primi uffici/aziende le scadenze e le tempistiche sono concordate tra le aziende e l’associazione, come Provincia non abbiamo alcuna voce in capitolo e non c’è alcun obbligo di comunicarcele.

Marcella Zappaterra

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Il Castello Estense apre le sale ai visitatori con suggestivi momenti di animazione teatrale e musicale: tante iniziative a sorpresa, per adulti e per bambini, visite guidate organizzate e aperitivi nel Giardino pensile degli Aranci o cene esclusive nei prestigiosi ambienti.

Dal 10 luglio al 21 agosto 2013, ogni mercoledì

Ferrara – Castello Estense

Il Castello Estense di Ferrara torna a vivere le magiche e suggestive atmosfere della sua grandiosa storia attraverso animazioni musicali e teatrali sorprendenti. Dal 10 luglio al 21 agosto, infatti, tutti i mercoledì sera, prenderanno il via le “Serate a Corte”, sette appuntamenti nei quali verrà prolungata l’apertura del monumento fino alle ore 23.00 (con ultimo ingresso alle ore 22.15).

A partire dalle 19.00, nella luce del tramonto, si potranno visitare le sale ed assistere a momenti di animazione teatrale e musicale a sorpresa all’interno degli ambienti del Castello che creeranno una suggestiva atmosfera, allietando i visitatori, adulti e bambini, con racconti, rappresentazioni, musica…e tante iniziative dedicate al Castello e alla sua storia secolare. Si potrà, inoltre, partecipare a visite guidate organizzate, a sfiziosi aperitivi nella frescura offerta dal Giardino pensile degli Aranci e a cene nelle prestigiose sale del Rivellino nord, da cui si gode una splendida vista su Corso Ercole I d’Este.

Il programma prevede l’ingresso, con o senza visita guidata, a partire dalle 19.00 con possibilità di prendere parte all’aperitivo oppure alla cena a buffet alle 20.00, su prenotazione.

Alle 21.30, inoltre, partirà un ultimo tour guidato per il quale non è necessaria la prenotazione.

L’iniziativa è organizzata da Provincia e Comune di Ferrara, in collaborazione con Itinerando e Orsatti Group, e vede la partecipazione dell’Ente Palio di Ferrara e di vari musicisti ed attori, insieme a compagnie ed associazioni teatrali e musicali di Ferrara, che si alterneranno nelle varie serate.

Programma

Mercoledì 10 luglio
-Stefano Muroni
Ariosto e l’amore per Ferrara (Satira settima)

-Piccola Compagnia dell’Airone
…ma che bel Castello!
Racconti nelle stanze che hanno visto aggirarsi duchi e principesse, astrologi e guerrieri, poeti ed imbroglioni.
-Ente Palio di Ferrara.
Dame e cavalieri: scene di vita nella residenza estense

Mercoledì 17 luglio

-Laboratorio Musicale Messiaen
Fabiano Merlante (liuto, chitarra barocca)
-Il Baule Volante
Storie di draghi, principesse e cavalieri coraggiosi
-Ente Palio di Ferrara.
Dame e cavalieri: scene di vita nella residenza estense

Mercoledì 24 luglio

-Armonie a corte
Stefano Squarzina (flauti dolci); Renzo Rossi  (clavicembalo)

-Piccola Compagnia dell’Airone

…ma che bel Castello!
Racconti nelle stanze che hanno visto aggirarsi duchi e principesse, astrologi e guerrieri, poeti ed imbroglioni.
-Ente Palio di Ferrara.
Dame e cavalieri: scene di vita nella residenza estense

Mercoledì 31 luglio

-Armonie a corte
Stefano Squarzina (flauti dolci); Renzo Rossi (clavicembalo)
-Elisa Piffanelli
Renata di Francia al castello estense.
Musica e burattini per la storia della duchessa venuta dalla Francia
-Ente Palio di Ferrara.
Dame e cavalieri: scene di vita nella residenza estense

Mercoledì 7 agosto

-Laboratorio Musicale Messiaen
Luciano d’Orazio (clavicembalo) da definire
-Elisa Piffanelli
Renata di Francia al castello di Ferrara.
Musica e burattini per la storia della duchessa venuta dalla Francia

-Ente Palio di Ferrara.
Dame e cavalieri: scene di vita nella residenza estense

Mercoledì 14 agosto
-Note d’Arpa
Irene De Bartolo (Arpa classica antica)
-Elisa Piffanelli
Renata di Francia al castello estense. Musica e burattini per la storia della duchessa venuta dalla Francia
-Ente Palio di Ferrara.
Dame e cavalieri: scene di vita nella residenza estense

Mercoledì 21 agosto

-Stefano Muroni
Il folle amore tra Ugo e Parisina (monologo)
-Il Baule Volante
Storie di draghi, principesse e cavalieri coraggiosi

-Ente Palio di Ferrara.
Dame e cavalieri: scene di vita nella residenza estense

Orari

Dalle 19.00 alle 23.00*

ore 19.00 Visita guidata (su prenotazione)
ore 20.00 Aperitivo oppure,in alternativa, cena a buffet (su prenotazione)
ore 21.30 Visita guidata (non è necessaria la prenotazione)

*ultimo ingresso ore 22.15

Tariffe

Euro 6.00 ingresso intero; euro 4.00 ingresso ridotto
euro 8.00 ingresso e visita guidata (alle ore 19,00 o alle 21,30)
euro 15.00 ingresso, visita guidata e aperitivo; euro 10.00 ridotto (10-16 anni)
euro 27.00 ingresso, visita guidata, cena a buffet; euro 18.00 ridotto (10-16 anni)

Contatti

Ferrara – Castello Estense – Largo Castello

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Ringrazio per la possibilità di portare un saluto che nelle condizioni in cui ci troviamo non può certo essere solo un saluto rituale, ma un contributo analitico e propositivo che spero serva da stimolo a tutti.

Ferrara sta attraversando un momento molto delicato, oltre alle devastazioni del terremoto, si sono aperte una serie di crisi che rischiano di produrre un effetto valanga che metterebbe  in ginocchio la nostra provincia e la nostra economia. I segnali che ci arrivano sono a dir poco preoccupanti, la Berco ne è l’emblema, ma a soffrire profondamente sono ormai tutti i settori , compreso quello creditizio coinvolto dalla crisi di Carife,  la banca del territorio, quella che avrebbe dovuto sostenere l’imprenditoria locale.

Non porto dati a conforto di questa analisi preoccupata della situazione, perchè la relazione che il presidente Fava  farà sarà certamente chiara sui numeri e credo  non si discosterà molto da quanto detto anche da altre organizzazioni d’impresa e dei lavoratori in queste settimane.
C’è da sperare che le misure del governo, posto che vengano attuate – cosa non scontata vista la precarietà politica nella quale navighiamo  – possano produrre qualche effetto positivo, ma l’impressione è che comunque si stia dando un’aspirina ad un malato che ha una grave polmonite.

Ci sono certamente proposte utili e necessarie, ma  servirebbe molto di più. Servirebbe un’Europa che fa la sua parte, che funga da traino e non da freno, ma non possiamo certamente dare la colpa alla Merkel se non riusciamo a fare le due cose che sono indispensabili per rimettere in circolo le risorse necessarie per  sostenere la crescita in Italia: ridurre la spesa pubblica e contrastare in modo molto più efficace l’evasione fiscale.

Queste dipendono da noi!!

L’alternativa, sono le tasse e di tasse ne abbiamo abbastanza.

Quindi è su queste due questioni  che un governo di coalizione, straordinario com’è il governo attuale,  deve avere la capacità di fare quello che le singole componenti non sono riuscite a fare quando è toccato loro. Ma mi pare, e spero di sbagliarmi,  ci sia ancora troppa timidezza. E se scendiamo di scala, la stessa cosa si potrebbe dire di Ferrara rispetto all’Italia.

Sinceramente sono preoccupata  per  l’aggravarsi dei problemi della nostra realtà provinciale. So bene  che la situazione che stiamo attraversando è strettamente legata alla crisi profonda che attraversa il Paese e, come so che in questi momenti chi è più debole e meno strutturato – come Ferrara – la sente di più.
Ma non credo che ci siano solo fattori esogeni da considerare nella nostra situazione.

Credo sia giunto il momento, per tutti, di fare un’analisi senza alibi e senza intenti assolutori (come invece qualcuno continua a fare), che ci aiuti a capire quali sono i problemi che dipendono da noi e quali sono le risposte che possiamo dare.

In tutta sincerità io un problema che ci riguarda, lo vedo. In questa provincia, tranne qualche eccezione, si respira una sorta di immobilità preoccupante. E questo, purtroppo, riguarda un po’ tutti.
Potrei anche dire che la Politica un certo rinnovamento lo ha fatto, le Istituzioni un po’ di risorse le hanno portate sul territorio (se consideriamo idrovia con i suoi  145 mln€, i fondi europei sulla pesca, il contratto di sviluppo sull’agroalimentare che sta partendo, …..), ma ho detto che non servono analisi assolutorie e quindi non ho difficoltà a dire che anche la politica e le istituzioni non hanno fatto abbastanza per far sì che questo territorio imparasse a fare sistema, a fare squadra, a costruire coesione e condivisione sulle cose da fare.

Ma questo problema non riguarda solo la politica, riguarda anche gli altri luoghi dove si concentrano poteri e responsabilità  e che rappresentano un pezzo di goverance importante di questa provincia.
Parlo di Enti, associazioni, banche, mondo della formazione, tutto quello che, insieme alle istituzioni, rappresenta la spina dorsale di ogni territorio. Quindi nessuno assolto e tutti responsabili della situazione nella quale ci troviamo.

Lo so che quando si tratta di criticare la politica, tutti si sentono in diritto di farlo senza troppi scrupoli, mentre quando si accenna una piccola critica ad una associazione o ad un Ente, si scatena l’insofferenza, si parla di ingerenza, lesione dell’autonomia ecc…. ma io penso che dobbiamo uscire da ogni forma di arroccamento e partecipare con umiltà alla ricerca dei problemi che dipendono da noi.
Dicevo che a Ferrara si respira una sorta di immobilità e non possiamo permetterci che questa si trasformi in chiusura. Come fa chi si chiude in casa quando fuori piove. Non vorrei, per esempio, che le discussioni in atto su Carife e la ferraresità, sulla CCIA e altro, portassero proprio a questo approdo, all’arroccamento.

Dobbiamo avere l’umiltà di capire quali sono i problemi, cosa non ha funzionato, e questo ognuno di noi lo dovrebbe fare anche in casa propria, per poi condividere queste riflessioni e soprattutto la volontà di fare fronte comune per reagire.

Allora io avanzo una prima riflessione che riguarda Ferrara, partendo proprio  dalla Carife.
Di fronte ad una crisi, che sia di una Cooperativa o di una Banca, di solito si cerca di capirne le ragioni e individuarne le responsabilità. Nel caso di Carife,  si è parlato molto di “ferraresità”, ci si è chiesti se la Banca d’Italia abbia fatto bene a procedere al commissariamento, si sono sollevate giuste preoccupazioni per i risparmiatori e per i dipendenti, ma la discussione su cosa sia successo e perché,  è rimasta sostanzialmente sottotraccia. Si trova qualche abbozzo d’analisi in questo o in quell’intervento, ma è sempre molto parziale e spesso dettato dall’intento di scaricare responsabilità su qualcun’altro.
Affermazioni del tipo “la banca non ce l’ha fatta per colpa della politica che non ha saputo governare questo territorio”, oppure “è stata la crisi della Costruttori a trascinare con sè tutto il resto compreso la Carife”, un fondo di verità possono anche averla, ma siamo ben lontani da un’analisi vera e senza  alibi su ciò che è accaduto e sta accadendo a Ferrara.
Io credo che bene o male tutti sappiano che:

1) Carife è stata Commissariata perché da un po’ di anni stava attraversando una crisi profonda, una crisi  che evidentemente non era in via di superamento, ma, anzi,  rischiava di aggravarsi;

2) questa crisi certamente è stata aggravata da elementi esogeni (la crisi complessiva che ha investito la finanza mondiale), ma nasce all’interno della banca, è figlia di scelte compiute in passato dal management e dalla governance nel suo insieme. Certe avventure imprenditoriali, il sostegno incomprensibile a certe imprese e imprenditori ferraresi, una gestione che ha garantito troppe sacche di privilegio, sono stati decisi a Ferrara e non altrove. Si attribuisce una parte di responsabilità alla crisi della Costruttori, ma chi ha deciso di finanziarla anche quando questo appariva irragionevole, insostenibile, fuori da ogni logica di buona gestione del risparmio dei cittadini? E poi perché parlare solamente della Costruttori, mi pare ci siano altri imprenditori importanti, almeno fino ad un certo momento, che sono stati sostenuti dalla banca in modo irragionevole e che hanno contribuito a creare il buco che poi è venuto alla luce. Queste scelte sono state fatte a Ferrara e, aggiungo, non sono state subite dalla banca. Credo si debba avere il coraggio di riconoscere che Carife non era solamente una banca del territorio che si limitava a svolgere le funzioni tipiche di chi amministra il denaro dei risparmiatori,  era un vero e proprio centro di potere che concorreva da protagonista  al governo di questa provincia.
Altro che vittima delle debolezze del sistema economico locale o delle pressioni della politica.
Carife, per anni, è stata nella stanza dei bottoni con chi decideva le sorti di Ferrara.
Carife è stata protagonista della fase nella quale a Ferrara si scelse la strada della chiusura, del protezionismo, dell’individuazione delle imprese di riferimento (come la Costruttori) che mediavano il rapporto col sistema imprenditoriale locale.
Una fase che ha anche portato risorse sul territorio e periodi di sviluppo, ma che ha drogato il sistema locale e frenato il necessario processo di riorganizzazione delle imprese che sarebbe stato indispensabile per renderle competitive sul mercato globale.
E quando le cose sono cambiate, le risorse si sono ridotte e le imprese hanno dovuto navigare in mare aperto, sono esplosi i problemi che sappiamo e la banca ne ha pagato le conseguenze.
Se  Carife avesse fatto la banca e basta, probabilmente oggi  avrebbe/avremmo molti meno problemi. E questa vicenda costringe tutti a porsi anche un altro interrogativo: mentre il mondo cambiava, la politica ferrarese si interrogava sulla necessità di correggere la rotta seguita negli anni 80/90, arrivando a decidere  anche un certo ricambio, non indolore, delle sue classi dirigenti….

Perché tutto il resto è rimasto sostanzialmente immobile??? Anche dopo la crisi del 2009, Carife ha cambiato 3 componenti del CDA su 11, cioè ha riconfermato di fatto la governance precedente. E quello che è avvenuto in Carife, bene o male è avvenuto anche negli altri centri di potere di questo territorio.
Più o meno ovunque si è innescato il meccanismo della rotazione, mai quello del ricambio. In questo caso la politica ha marciato più rapidamente del resto e non lo dico con trionfalismo o soddisfazione, lo dico perché penso che questo sia un problema.
Anzi, sia uno dei problemi da risolvere.

Siamo in una situazione estremamente delicata, chiudono imprese, aumenta la disoccupazione, le debolezze che abbiamo sempre avuto stanno esplodendo in modo eclatante e non può essere che la risposta sia che ognuno si chiude a protezione del proprio feudo, dei privilegi acquisiti, delle poltrone su cui è seduto da un tempo infinito.
Per  fare un altro esempio, prendiamo  la discussione che si è aperta sul rinnovo degli organi della Camera di Commercio.
Anche in questo caso, l’impressione è quella di un arroccamento, di un certo fastidio per il solo fatto che qualcuno ne voglia parlare. Ma come si fa a non parlare di un ente come la Camera di Commercio che ha e deve avere un ruolo importante nella definizione di politiche e progetti per rilanciare Ferrara?

Io credo che chi ha il potere di nominare gli organi, (potere che non deve essere in alcun modo messo in discussione, non vorrei che a qualcuno passasse per la testa che serve più politica nella CCIA…per carità!), abbia interesse ad un confronto che deve  riguardare le politiche da fare per affrontare questa fase straordinaria.

Io non ho nessuna intenzione di ragionare di candidature. Il punto è che deve essere un obiettivo di tutti una  Camera di Commercio intraprendente e dinamica (come fin qui è stata) che sa costruire relazioni con tutto il sistema locale e sa dimostrarsi aperta nella  ricerca di quelle competenze e professionalità, ovunque si trovino,  che possono aiutare Ferrara e il territorio ad affrontare questo momento.

Ferrara fu capitale del Rinascimento perché si aprì all’esterno, ospitando grandi personalità come l’Ariosto, il Tasso, Copernico, Boiardo, le comunità ebraiche, artisti, scienziati, letterati, che contribuirono ad affermare il ruolo centrale di questa Città.
Un po’ di quello spirito, servirebbe ancora.

Quindi  il problema di una classe dirigente rinnovata, non riguarda solo la politica.   E non si tratta di una questione generazionale, ma di visione: oggi serve saper  ragionare in termini di sistema, di rete; serve definire alcuni obiettivi strategici ed essere capaci di condividerli con gli altri; serve concentrare tutte le nostre forze e le nostre energia e non disperderle.

Questo è il momento nel quale si può mettere in conto di rinunciare anche ad un po’ di sovranità a fronte di un progetto condiviso, di azioni condivise, che ci consentano di utilizzare al meglio tutte le risorse in campo e quando dico tutte, non dico solamente le poche delle istituzioni, ma anche quelle che vengono gestite e movimentate in altre sedi.

Questa è la sfida che abbiamo e dipende da noi decidere se affrontarla condividendone obiettivi o strategie o se, invece, scegliamo l’ordine sparso a garanzia della salvaguardia delle prerogative di ciascuno. Dipende anche da un’associazione come Unindustria la vittoria di questa sfida e il futuro di questo territorio.

Marcella Zappaterra Presidente della Provincia di Ferrara

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