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Archive for the ‘Varie’ Category

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Riporto, con soddisfazione,  la dichiarazione dell’assesore Gazzolo che ringrazio per l’impegno preso, impegno che si concretizzerà già con una riunione programmata per il 29 in Castello alla presenza di tutti gli enti che oltre alla Provincia sono stati interessati dai danni per stabilire le priorità sulle quali intervenire a seguito del sostegno regionale.

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Giunta Regionale – Agenzia di Informazione e Comunicazione
Prot. N. 549/2014 – Data 19/08/2014

Ferrara, come Ravenna, non sarà lasciata sola. La Regione, come ha sempre fatto, è disponibile ad approfondire le singole situazioni con le istituzioni e a concorrere, con risorse proprie, per sanare le emergenze“. E’ quanto dichiara l’assessore regionale alla Difesa del suolo e Protezione civile Paola Gazzolo.

Come Regione – spiega l’assessore – abbiamo raccolto tutte le segnalazioni provenienti dai territori dell’Emilia-Romagna in seguito ai danni causati dal maltempo e dalle piene dei corsi d’acqua da dicembre 2013 a marzo 2014, e chiesto al governo il riconoscimento dello stato di emergenza nazionale. Quindi per tutte e nove le province, incluse Ferrara e Ravenna“. Il Dipartimento nazionale, che ha svolto l’istruttoria ed effettuato con i tecnici verifiche e sopralluoghi, ha accolto la richiesta per sette province, escludendo Ferrara e Ravenna. “Voglio però assicurare – conclude l’assessore – che la nostra volontà come Regione è continuare, come è sempre avvenuto in situazioni analoghe, a intervenire finanziariamente per dare risposte tempestive laddove sia necessario e l’emergenza lo richieda“.

 

 

 

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Rigettiamo le accuse della Corte e siamo assolutamente convinti di non aver causato alcun danno erariale  alla Provincia.

Le obiezioni che ci vengono rivolte sono sostanzialmente due:

la prima riguarda la mancanza da parte di Manuela Paltrinieri di un titolo di laurea, e quindi la relativa impossibilità a svolgere un ruolo da dirigente, e la seconda riguarda il compenso corrisposto.

 

La prima non trova alcun conforto nella disciplina legislativa e regolamentare di riferimento che non impone che la scelta del Capo di Gabinetto debba riguardare un soggetto in possesso di un titolo di laurea, essendo occorrente sicura capacità ed esperienza professionale consona alla natura e alla peculiarità dell’incarico. E la Paltrinieri queste caratteristiche le aveva.

Inoltre l’incarico dato non prevedeva che tra le competenze dell’incaricata ci fossero quelle proprie delle figure dirigenziali. Era chiaro il ruolo ausiliario di supporto della collaboratrice rispetto ad una figura di vertice dell’Ente, secondo quanto prescritto dalla vigente disciplina.

Infatti, nell’incarico dato si recita di sovrintendere, assistere, agevolare, svolgere attività di supporto ecc., e mai si fa riferimento a ruoli di gestione o direzione. Il fatto che non avesse alcun potere di firma ne è la dimostrazione lampante.

 

Circa la seconda obiezione, la normativa prevede deroghe a quella legislazione contrattuale di riferimento e la ratio di tale deroga è proprio riconducibile alla aticipicità e peculiarità della figura in questione, quale soggetto organicamente non inquadrato  ed a cui sono conferite mansioni che per la loro peculiarità richiedono una flessibilità e disponibilità anche in termini di impegno orario non riconducibile all’ordinario ed ad un compenso economico coerente.

 

Va detto chiaramente che queste figure di supporto agli organi di direzione politica, sono contemplate dall’ordinamento degli Enti Locali, il quale ordinamento ha previsto dei rapporti di lavoro costruiti su base fiduciaria che la Magistratura in più occasioni ha ritenuto assolutamente legittimi.

 

Infine ci preme segnalare che ogni atto assunto dalla sottoscritta e dalla Giunta è sempre stato supportato da pareri positivi sulla legittimità e le regolarità  espressi dai tecnici tenuti a renderli. Anche loro peraltro sono chiamati in causa, ma sono certa che sapranno far valere le loro ragioni.

 

Marcella Zappaterra

Caterina Ferri

Davide Bellotti

Giorgio Bellini

Davide Nardini

Ferrara, 28 gennaio 2014

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Con questo post cerco di fornire alcune brevi precisazioni per fugare i “dubbi” sollevati da un articolo di estense.com sulla Factory nella ex-caserma dei vigili del fuoco e cercherò di rispondere man mano alle ulteriori domande che vorrete farmi nei commenti di questa nota:

1) l’immobile è di proprietà della Provincia, ma in gestione all’associazione Grisù che seleziona le aziende e tiene con loro i contatti.

2) si sono però già tenute frequenti riunioni con tutti gli interessanti nelle quali è stato esplicitato che non solo la Provincia non intende più vendere e quindi toglierà l’immobile dal piano delle alienazioni, ma che è in fase di studio uno strumento giuridico che consenta di vincolare l’immobile a quella finalità a prescindere dalle persone (un altro presidente potrebbe rivedere la scelta) e dall’abolizione o meno dell’ente (se il comune entrasse in possesso dell’immobile in sostituzione della Provincia potrebbe disporne diversamente). In sostanza “blinderemo” l’immobile perché nessuno possa venderlo in futuro predisponendo ovviamente i necessari strumenti per il controllo sulla gestione dello stesso. Il dibattito che qui si sta svolgendo è ormai da tempo superato e quindi poco costruttivo, il contratto di comodato d’uso precario era lo strumento che consentiva di partire in fretta (senza aspettare i tempi burocratici di altri istituti) e di gestire la provvisorietà della fase di avvio.

3) come ente proprietario controlliamo però che tutti operino nel rispetto delle norme e delle procedure, dentro Grisù non c’è il Far West.

4) dai sopralluoghi effettuati fino ad ora non risulta che si siano effettuati lavori veri e propri con aumento di volumi, ma solo interventi che in gergo tecnico vengono definiti ad “edilizia libera” e pertanto non necessitano di Dia, Scia, permessi di agibilità e per i lavori che dovranno essere fatti prossimamente le aziende stesse certamente si attiveranno per fare le necessarie richieste nel rispetto delle normative come fanno tutte le aziende che operano fuori da quel contesto che non rappresenta affatto una zona franca rispetto alle leggi vigenti. Poi ricordo che tutti i giornalisti hanno il mio numero di cell e così come mi contattano per altre informazioni possono farlo anche per Grisù .

5) aggiungo poi per pura informazione che la ex-caserma dei Vigili del Fuoco è stata inserita nel programma speciale d’area del centro storico di Ferrara e la variante che ne è seguita ha tolto il vincolo di struttura annonaria, in sostanza sono consentiti molteplici usi che non siano solo servizi pubblici al punto che l’attuale uso sarebbe assolutamente compatibile con lo strumento urbanistico comunale vigente. Lo dico semplicemente perché ad un approccio superficiale è facile che venga il dubbio che in una ex caserma si possano svolgere quelle attività, ma è bene che tutti sappiano che sono attività perfettamente coerenti e compatibili con gli strumenti urbanistici comunali.

Marcella Zappaterra

Aggiornamento del 12 Agosto:

Edito questa nota per integrarvi le ulteriori risposte alla richieste di chiarimenti che mi sono pervenute dalla giornata di venerdì ad oggi:

6) La DIA per i lavori negli spazi comuni verrà richiesta dall’associazione Grisù in accordo con le aziende interessate, quando saranno in grado di partire con i lavori;

7) Per i lavori ad “edilizia libera” i cartelli di “lavori in corso” o similari non sono necessari e non essendo area per servizi pubblici entrare all’interno dello stabile è come entrare a casa da un privato, ogni atto o fatto conseguente all’accesso costituisce responsabilità personale (ribadisco che lo spazio Grisù è uno spazio PRIVATO non pubblico, NON si può entrare senza permesso così come in qualunque casa privata);

8) Relativamente all’inaugurazione e altre presentazioni se non c’è “pubblico spettacolo o intrattenimento” non servono permessi (il testo unico per il pubblico spettacolo RD 773/1931 Art. 68-69 differenzia chiaramente le due tipologie e nel caso specifico non si rende necessaria alcuna richiesta di licenza);

9) Per i concerti tutti i permessi sono stati richiesti e concessi regolarmente con la supervisione della commissione di vigilanza, così come le verifiche dei livelli di rumore, se sono stati sforati i decibel massimi consentiti l’organizzazione degli stessi deve essere sanzionata, ma non c’entra né l’organizzazione Grisù ne’ la Provincia;

10) L’associazione Grisù ha il compito e l’onere di vigilare e controllare, è sempre l’associazione che si occupa delle selezione delle Aziende;

11) Le aziende versano una quota all’associazione perche’ li sostenga nei percorsi che li porteranno all’insediamento, alcune di loro sono anche nel consiglio direttivo dell’associazione stessa, hanno quindi pieno potere a far in modo che l’associazione stessa faccia al meglio i loro interessi: L’associazione non è controparte delle aziende, ma le rappresenta, credo quindi che le aziende abbiano tutto l’interesse a lavorare con l’associazione giornalmente e verificare che tutto proceda nei tempi più adatti alle loro esigenze;

12) Relativamente all’ennesima “affermazione” sulla possibile vendita dello stabile, confermo come ho già detto all’inaugurazione di Grisù, ai media e più volte nei social network oltre che poco sopra che lo “la Provincia non intende più vendere e quindi toglierà l’immobile dal piano delle alienazioni, ma che è in fase di studio uno strumento giuridico che consenta di vincolare l’immobile a quella finalità a prescindere dalle persone (un altro presidente potrebbe rivedere la scelta) e dall’abolizione o meno dell’ente (se il comune entrasse in possesso dell’immobile in sostituzione della Provincia potrebbe disporne diversamente). In sostanza “blinderemo” l’immobile perché nessuno possa venderlo in futuro predisponendo ovviamente i necessari strumenti per il controllo sulla gestione dello stesso”

13) Relativamente al fatto di aver usato quel tipo di contratto come ho già precisato in precedenza senza quel tipo di contratto “provvisorio” i tempi amministrativi e burocratici di altri istituti sarebbero stati lunghissimi e probabilmente oggi non saremmo nemmeno partiti

14) L’immobile non è soggetto a vincoli del M.ro dei Beni Culturali se non per la pate esterna (che quindi rimarrà inalterata): chi pensa che dovrebbe/potrebbe esserlo può rivolgersi alla Soprintendenza chiedendo le motivazioni in base alle quali non è stato ritenuto tale.

15) Relativamente al vincolo di struttura annonaria si è fatto notare come il testo della delibera poneva a capo dell’associazione “l’eventuale cambio di destinazione urbanistica (art. 3)” il termine “eventuale” significa che l’associazione interviene direttamente in caso di necessità, necessità che proprio la variante del comune fa si che non ci sia;

16) L’immobile non è frazionato e non è richiesto nessun CPI essendo al di sotto dei 500 mq di terziario, al di sotto del numero di 300 addetti e con attività che a mio parere non rientrano nell “Elenco di Attività Soggette ai Controlli di Prevenzione Incendi” http://www.vigilfuoco.it/aspx/page.aspx?IdPage=5574 (sono comunque chiarimenti da richiedere direttamente all’associazione Grisu);

17) Rispetto ai tempi per la partenza dei primi uffici/aziende le scadenze e le tempistiche sono concordate tra le aziende e l’associazione, come Provincia non abbiamo alcuna voce in capitolo e non c’è alcun obbligo di comunicarcele.

Marcella Zappaterra

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ESTENSE.COM
Migliaro, Migliarino e Massa verso la fusione
Un referendum consuntivo per gli abitanti. Al nuovo ente incentivi regionali e sospensione del patto di stabilità

Un Comune unico entro la fine dell’anno
La Nuova Ferrara del 26/03/2013  ed. Nazionale  p. 21
I sindaci di Massa Fiscaglia, Migliaro e Migliarino: in ottobre il referendum con cui scegliere anche il nuovo nome

Addio campanile, dalla fusione la nuova identità
QN – Il Resto del Carlino del 26/03/2013  ed. Ferrara  p. 14
I sindaci di Migliaro, Migliarino e Massa, la Provincia e la Regione spiegano il progetto

Comuni: perché fondersi?
Telestense del 26/03/2013

Tre comuni verso la fusione
Telestense del 26/03/2013

Continua su http://www.provincia.fe.it/?nav=92&news=5DB302763F9E07E5C1257B3A00354AF4

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La Provincia di Ferrara in questi ultimi 3 anni ha ridotto la spesa di personale di 2 milioni di euro, i dipendenti di 30 unità ed i dirigenti di 5 unità snellendo la struttura organizzativa senza perderci in qualità professionali perché  le scelte  non sono state dettate dalla politica o fatte per pagare  debiti elettorali.

La spending review noi l’abbiamo praticata davvero e non perché costretti  da finanziarie feroci nei confronti delle Province, che pur ci sono state, ma perché convinti che l’efficienza consente di liberare risorse che possono essere destinate, come noi abbiamo fatto, a politiche di sviluppo del territorio.

Dispiace rilevare che la sig.ra Barbati dell’IDV non si sia accorta di questo lavoro e apra una polemica su un concorso che è già stato sospeso e non certo per il suo comunicato stampa  ma perché  siamo soliti rispettare le disposizioni normative.

Vorrei chiarire però alcuni  aspetti che potrebbero risultare interessanti a chi vuol guardare alla vicenda andando appena oltre il  populismo  col quale di questi tempi è facile raccogliere consensi.

Intanto vorrei segnalare  che il concorso per il caposettore dell’ufficio tecnico era inserito nella delibera di programmazione del personale  condivisa  anche dall’allora assessore dell’Idv.

Il Concorso, inoltre, non prevedeva l’assunzione di un dirigente in più,  ma la copertura di un posto a tempo indeterminato oggi coperto da un contratto a tempo determinato più oneroso.  Il livello di retribuzione previsto sarebbe comunque stato  di molto inferiore a quello dei dirigenti della Regione  che la sig.ra Barbati non contesta per il semplice motivo che in Regione l’IDV è parte della maggioranza mentre in Provincia a Ferrara è all’opposizione anche se così finisce per non essere molto credibile.

Il  settore lavori pubblici è probabilmente il  più importante della Provincia,  deve gestire 900 Km viabilità, un patrimonio immobiliare rilevante ed opere pubbliche in via di realizzazione per oltre 200 mln di € (vedi idrovia) che rappresentano l’unica speranza di sviluppo del territorio. La sig.ra Barbati si preoccupa del concorso mentre, se volesse fare seriamente gli interessi dei cittadini ferraresi (ma del resto lei non è ferrarese), si preoccuperebbe  di come  far andare avanti i lavori senza rischiare di perdere importanti finanziamenti.  Il lavoro di un ingegnere capo non può essere fatto da un geometra pur bravo, si rischia di perdere decine di milioni di euro per risparmiarne 90 mila. Ma la signora Barbati  sembra  interessata più a conquistarsi visibilità mediatica che ad affrontare  il tema dello sviluppo del territorio ferrarese.

Circa l’opportunità di assumere un dirigente mentre si discute l’abolizione delle Province, vorrei sottolineare che da tempo è noto che l’abolizione delle province è incostituzionale e quindi  non potrà essere attuata. Lo sa l’IDV (Di Pietro da magistrato avrà dato una letta veloce alla Costituzione) e lo sa il governo che non parla più di abolizione e soppressione, ma di accorpamenti  collegati alla definizione più precisa e puntuale dei compiti e delle funzioni.  Ciò che è altrettanto chiaro è che una delle funzioni principali che rimarranno in capo alle province “accorpate” sarà la viabilità e proprio per questo il territorio ferrarese avrebbe avuto tutto l’ interesse ad avere rappresentanti di grande capacità e professionalità nella gestione e direzione di questo settore anche nel futuro assetto dell’Ente.

Quello che non accetto è l’accostamento di questa vicenda a quelle di una casta che fa di tutto per garantirsi privilegi fino alla fine. In questo caso non si sarebbe fatto l’interesse di politici, correnti o lobby di qualche genere,  ma semplicemente quello del territorio.

Invito la Barbati, prima di fare critiche dettate solamente dal  rancore dovuto alla rottura dell’alleanza con l’Idv a Ferrara, a guardare in casa propria e a preoccuparsi di giustificare la sua sostanziosa indennità e i suoi privilegi di Consigliere Regionale, assolutamente sproporzionati rispetto alle responsabilità che ha, praticamente inesistenti rispetto a quelle di un ingegnere capo o di un qualunque sindaco.

Spero che Il Fatto Quotidiano, diversamente dal passato stavolta mi offra la possibilità di replicare. In ogni caso per fortuna i canali della rete sono molti e chi vorrà capire potrà comunque trovare queste informazioni anche su altri siti.

Marcella Zappaterra

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La campagna #salvaiciclisti continua, ed ha fatto grandi passi avanti.


Dal blog di amico in viaggio:

Si terrà oggi pomeriggio l’incontro tra una delegazione dei blogger che hanno dato il via alla campagna #salvaiciclisti ed il senatore Ferrante (PD), che giorni fa ha garantito di aver già stilato una prima bozza del disegno di legge da presentare la prossima settimana.

Così come è stata ottenuta l’attenzione dei media per dare risalto ad una “piaga” sociale che causa quasi un morto al giorno in Italia, la stessa attenzione sarà chiesta alla politica.

Vi invito a seguire gli aggiornamenti della vicenda sulla pagina ed il gruppo Facebook, quest’ultimo che ha superato ormai le 4 mila adesioni, e sul blogPiciclisti.

Di seguito un primo documento con data di oggi redatto dopo il pre-incontro di ieri dalla neo-coordinatrice romana Giselle Martino.

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