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Posts Tagged ‘Pesca’

Vi ringrazio per la lettera del 22 marzo in cui vengono espresse preoccupazioni in merito al futuro di alcune attività di pesca a strascico nelle vostre regioni”.

Chi scrive è la commissaria europea per la pesca, Maria Damanaki, rispondendo alle presidenti delle Province di Ferrara, Marcella Zappaterra, di Rovigo, Tiziana Virgili, e di Venezia, Francesca Zaccariotto, con riferimento alla dimensione minima delle maglie delle reti per la pesca a strascico, disciplinata dal regolamento per il Mediterraneo dell’Ue.

I termini di ogni possibile deroga alla dimensione minima delle maglie delle reti per la pesca a strascico – prosegue la commissaria europea – scadano il 31 maggio, ossia più di tre anni dall’entrata in vigore”.

Il problema che tuttora desta la preoccupazione dei pescatori, è che la nuova dimensione delle maglie delle reti è superiore a quella fin qui usata per la tecnica a strascico, col pericolo denunciato di un calo vistoso dell’attività e della redditività di un intero comparto importante per l’economia nazionale e delle stesse regioni di cui si sono fatte portavoce le tre amministratrici.

Per questo motivo le tre presidenti di Provincia replicano alla componente della Commissione europea: “Purtroppo, i nostri pescatori continuano le loro azioni di protesta per il divieto scaturito dalla mancata proroga e chiediamo la disponibilità ad incontrare le associazioni della pesca al fine di approfondire ed individuare eventuali soluzioni condivise”.

Una richiesta che nasce “dall’importanza fondamentale – concludono la loro lettera le presidenti delle tre Province – che il settore della pesca rappresenta per il nostro territorio, non soltanto per il settore primario, ma per l’intera attività economica dei territori da noi amministrati”.

Ufficio Stampa Provincia di Ferrara

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Bologna – Un piano di gestione locale unico per Regione Emilia-Romagna e Regione Veneto, che preveda quelle deroghe indispensabile per garantire, accanto alla piena sostenibilità ambientale, anche la sostenibilità economica della pesca nel mare Adriatico. E’ questa la proposta uscita l’1/6 a Bologna, al termine dell’incontro tra l’assessore emiliano-romagnolo all’agricoltura, attività ittiche e venatorie Tiberio Rabboni e le associazioni di pescatori Lega Pesca, Agc Pesca e Federcopesca, insieme alle Marinerie di Cesenatico, Porto Garibaldi e Goro. Al centro della riunione, le nuove misure per la pesca nel Mare Mediterraneo, introdotte dal regolamento comunitario che entra in vigore oggi e che penalizzeranno in particolare la piccola pesca a strascico che viene fatta, con caratteristiche sostanzialmente simili, in Emilia-Romagna e in Veneto. “Le nuove regole comunitarie sono troppo generiche, non tengono conto delle specificità della pesca che viene fatta lungo le nostre coste e rischiano di avere un impatto devastante su un tessuto imprenditoriale, fatto prevalentemente di piccole imbarcazioni di proprietà a conduzione famigliare.

Ferma restando la necessità di salvaguardare l’ecosistema marino e la sua capacità riproduttiva – ha detto Rabboni – credo che si possa e si debba agire per garantire anche la necessaria sostenibilità economica. Oggi stesso mi metterò in contatto con l’Assessore all’agricoltura della Regione Veneto per arrivare a proporre deroghe ragionate e selettive supportate da dati tecnici e scientifici.”

Il nuovo Piano di gestione concordato tra le Regioni Emilia-Romagna e Veneto dovrebbe in particolare prevedere la possibilità della pesca entro le tre miglia e con reti specifiche, di specie quali il latterino, i marsioni, i moscardini e l’aphia minuta. Si tratta di pesci tipici del Mare Adriatico, che mantengono dimensioni ridotte anche quando raggiungono l’età adulta.

Fonte: http://www.ermesagricoltura.it/Informazioni/Sala-Stampa/Pesca-Rabboni-un-Piano-di-gestione-comune-con-la-Regione-Veneto

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7 milioni di euro di investimento finanziati dai pescatori ed eseguiti dalla Provincia
L'incontro di presentazione dei progetti in Castello Estense
L’incontro di presentazione dei progetti in Castello Estense

Dopo due anni di lavoro si è concluso, il 19 dicembre scorso, l’intervento nella Sacca di Goro per consentire un migliore ricambio delle acque all’interno della laguna.
“La Sacca – ha detto Silvano Bencivelli, responsabile per le acque costiere e per l’economia ittica della Provincia – vive sull’interscambio delle acque col mare; un flusso vitale reso sempre più difficile dal sedimento delle sabbie costiere, che tende a chiudere la bocca di ingresso per il ricambio delle acque”.
Per questo si è reso necessario un intervento che è stato interamente finanziato dai pescatori di Goro, con un investimento di 7 milioni di euro. Sono state 24 le cooperative che hanno aderito al progetto, dopo gli incontri preliminari con la Provincia; praticamente il 90% degli operatori del settore.
Sono stati così spostati complessivamente 1.200.000 metri cubi di sabbia, trasportati dalla bocca di ingresso della Sacca sui fondali della realtà lagunare. Un’operazione che ha consentito un miglioramento della consistenza del fondo, con conseguenti vantaggi per le stesse produzioni dei molluschi, tornate ai livelli di maggiore resa.
“Un risultato positivo – ha proseguito Bencivelli – sotto l’aspetto idraulico, ambientale ed economico, con la riduzione dei tempi di produzione da 10 a circa 6 mesi”.
L’intervento ha anche previsto l’installazione di una rete di monitoraggio che permette in tempo reale di misurare il miglioramento della qualità delle acque.
La Provincia ha materialmente fatto i progetti, chiesto e ottenuto le autorizzazioni ed eseguito i lavori.
“Un esempio virtuoso – ha commentato soddisfatta la presidente della Provincia Marcella Zappaterra – di un lavoro di squadra tra pubblico e privato che, in tempi di crisi economica, ha permesso di salvaguardare quasi 1.300 posti di lavoro, oltre a raggiungere significativi risultati sul piano della difesa ambientale e della costa in particolare”.
Un punto su cui ha insistito anche il sindaco di Goro, Vincenzino Soncini, che ha voluto sottolinerare anche il cambiamento di mentalità dei pescatori nel sostenere interamente l’investimento economico, dimostrando così l’acquisizione di una cultura imprenditoriale.
“La Sacca di Goro è una fabbrica a cielo aperto – ha ribadito l’assessore provinciale Davide Nardini – e i pescatori hanno compreso che se la si vuole mantenere efficiente, occorre investire nella sua parte impiantistica che, nel caso specifico, corrisponde alla tutela ambientale e dei suoi delicati equilibri”.
Un investimento che occorrerà ripetere ancora nel futuro perché, è stato spiegato, il fenomeno del sedimento delle sabbie tenderà a ripetersi e non esiste un intervento risolutivo in via definitiva.
La conclusione dei lavori è stata l’occasione per presentare anche il progetto Aware che vede ancora coinvolta la realtà produttiva di Goro e gli operatori del settore pesca e proposto dalla Provincia.
Lo stesso Silvano Bencivelli ha presentato i contenuti e le finalità del progetto, finanziato con fondi comunitari e che vede coinvolti vari paesi dell’Unione Europea. “Obiettivo del progetto – ha spiegato – è far parlare tra loro direttamente i cittadini comunitari che hanno gli stessi problemi e che vivono realtà ambientali e lavorative simili”.
La Provincia ha inviato  agli interessati una newsletter con le informazioni necessarie sul progetto (informazioni che è possibile trarre anche dal sito www.aware-eu.net ). Dieci persone saranno scelte fra le adesioni e parteciperanno ad un incontro in programma a Parigi dal 24 al 27 aprile prossimi, per uno scambio di esperienze a livello internazionale sui temi comuni del rapporto lavoro – ambiente.
“Come Provincia – ha sottolineato l’assessore Nardini – siamo direttamente coinvolti nella voce Cooperazione internazionale a livello comunitario, partecipando a progetti finanziati su diversi settori: mobilità, cultura, ambiente. Proprio su quest’ultimo – ha proseguito – quello della Sacca di Goro, anche con l’esperienza da poco felicemente conclusa, costituisce un valido modello produttivo strettamente connesso alla salvaguardia ambientale”.
In sostanza, l’esperienza della Sacca di Goro si propone come un modello da raccontare e da esportare a livello internazionale e che merita l’attenzione comunitaria, particolarmente sensibile a promuovere esempi e realtà che raggiungono con successo risultati in termini di sviluppo economico nella salvaguardia degli equilibri ambientali e paesaggistici.
Risultati economici che, nel caso della Sacca di Goro, sono raggiunti proprio a partire dalla tutela dell’ambiente, inteso come impegno prioritario.

Fonte: http://www.provincia.fe.it/?nav=92&news=4EDA47459E0C77D3C12576C6005389FF

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La Provincia di Ferrara, servizio protezione flora e fauna, oasi e zone protette, informa la cittadinanza di avere  istituito il divieto temporaneo di pesca dal  1° ottobre 2009 al   31 gennaio 2010 – dalle ore 5,30 alle ore 13,00 – nelle giornate di lunedì, mercoledì, giovedì, sabato e domenica, con qualunque attrezzo, quantità e varietà di esche, su entrambe le sponde del Canale Circondariale Bando – Valle Lepri (Mezzano Nord/Ovest) – in Località San Giovanni di Ostellato,  nel tratto prospiciente i 13 apprestamenti di caccia.
Il provvedimento è stato adottato come misura precauzionale di sicurezza, tesa ad evitare di esporre i pescatori alla portata di tiro dei fucili.

Fonte: http://www.provincia.fe.it/?nav=92&news=435CC9BE2D6A6C88C1257638002FCD84

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La presidente della Provincia, Marcella Zappaterra, ha preso parte ad un incontro fra le Province di Ferrara, Rovigo e Venezia.
La riunione, che si è tenuta nella sede della Provincia di Rovigo, è stata convocata per affrontare i temi della pesca e, in particolare, gli aspetti legati alla molluschicoltura in rapporto con i delicati equilibri ambientali delle zone lagunari.
Temi – ha affermato Marcella Zappaterra – che riguardano da vicino la nostra realtà locale, con forti implicazioni di carattere economico ed ambientale, e che abbiamo voluto affrontare insieme per condividere strategie e soluzioni comuni in un contesto di area vasta fra le Province di Ferrara, Rovigo e Venezia”.

Fonte: http://www.provincia.fe.it/sito?nav=92&news=F4818272772F948BC12576240049930D

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Nella foto il Tavolo provinciale convocato dalla presidente Marcella Zappaterra Nella foto il Tavolo provinciale convocato dalla presidente Marcella Zappaterra

Si è riunito in Castello Estense la settimana scorsa il Tavolo provinciale per affrontare i problemi delle aree che nel comparto pesca sono dedicate alla coltura dei molluschi, convocato dalla presidente della Provincia, Marcella Zappaterra.
Oltre alla presidente Zappaterra erano presenti il sottosegretario alla Presidenza della Regione Emilia Romagna, Alfredo Bertelli, l’assessore provinciale Davide Nardini, i sindaci di Goro, Vincenzino Soncini, e di Comacchio, Cristina Cicognani.
Per quanto riguarda le realtà associative Rino Conventi ha rappresentato Unci Pesca, Giovanni Rizzo e Vincenzo Sette Confcooperative, Vadis Paesanti Federcopesca, Giovanni Fucci Lega Pesca, Mirco Dondi e Sergio Caselli Legacoop e Roberto Minguzzi DGCI e DGCI Pesca.

Unanime è stato il consenso espresso per la convocazione del Tavolo da parte della Provincia, per affrontare in modo unitario non solo gli attuali problemi, ma anche per individuare un percorso che possa approdare a soluzioni comuni e condivise.
Fra i temi affrontati nel corso della discussione, innanzitutto quello di un sistema ambientale sul quale gravita l’insieme di un’importante attività economica e che presenta problemi di fragilità e di una costante necessità di monitoraggio e di manutenzione.
È stato inoltre sottolineato che la coesione istituzionale espressa dal Tavolo provinciale, è la condizione fondamentale per il prosieguo di un confronto in grado di programmare azioni, interventi e strumenti utili al rilancio dell’intero comparto.
Il Tavolo si è aggiornato su un percorso di successivi incontri che avverranno dopo la pausa estiva, per la definizione di un piano di investimenti di risorse pubbliche da condividere.

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