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Archive for the ‘Internet&copyright’ Category

Una carta digitale aggiornata via Web per organizzare e diffondere i dati cartografici dei 26 Comuni della provincia di Ferrara e delle Aziende pubbliche convenzionate

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In conformità alla Delibera di Consiglio Regionale 28 maggio 2003, n. 484, la Provincia di Ferrara ha costituito l’Ufficio “Sistemi Informativi Geografici”,diretto dall’ing. Paola Rossi, con la funzione di Centro Servizi per i Comuni per la realizzazione del Progetto Regionale denominato “Carta Geografica Unica”.

Attraverso apposite convenzioni con i Comuni e le Aziende S.p.A., l’Ufficio svolge un’attività di coordinamento e realizzazione di progetti cartografici e si occupa di mantenere aggiornati, per conto dei 26 Comuni del territorio provinciale, gli strati cartografici di base che servono ad alimentare i SIT dei Comuni e delle Aziende S.p.A. stesse. Successivamente, l’Ufficio ha realizzato il “Portale Cartografico”, pubblicando via Web tutti i tematismi necessari per la gestione del territorio, utilizzando un’unica base cartografica (Carta Geografica Unica) in conformità all’obbligo a carico degli Enti firmatari di elaborare i propri tematismi secondo le Regole di Interscambio dati e di mantenerli aggiornati.

In tal modo, l’Ufficio raccoglie, standardizza e pubblica attraverso il Portale Cartografico – aggiornato con cadenza periodica (almeno quadrimestrale) – circa 130 strati vettoriali e 10 raster a beneficio dei Comuni, degli Enti e delle Aziende convenzionati. Realizzato attraverso la tecnologia del Web-GIS, tale servizio che consiste in un visore cartografico Web messo a disposizione dal Centro Servizi permette la condivisione dell’informazione geografica per i Comuni della provincia di Ferrara estendendola ai cittadini, ai professionisti e alle imprese (ad oggi 19 aziende ex municipalizzate).

Gli accessi alla cartografia sono regolati da username e password così da assegnare agli utenti privilegi differenziati: è possibile per chiunque registrarsi liberamente al portale ed accedere gratuitamente. Unico a livello regionale e nazionale per la copertura omogenea del dato a livello dell’intero territorio provinciale, il servizio è accessibile dal sito www.cgu-ferrara.it per la visione degli archivi. Sono disponibili le banca dati del Grafo stradale e numerazione civica, dei Fabbricati CTR vettoriali; delle Mappe catastali, delle Reti Gas, Acquedotto, Fognatura, delle Linee urbane – extraurbane e Taxibus, delle Linee ferroviarie, stazioni , passaggi a livello, ecc.

Nel 2012 si sono registrati 56084 accessi, con un trend in aumento si conta di arrivare a fine anno 2013 a 60 mila accessi annui. Per le Forze dell’Ordine e per i servizi di Pronto Soccorso sono stati creati profili d’accesso che permettono di consultare l’intera banca dati gratuitamente. L’Ufficio si occupa, in collaborazione con Anci Emilia Romagna, anche del coordinamento tecnico alla cabina di regia provinciale per il “decentramento delle funzioni catastali ai Comuni”. In collaborazione con i Comuni, dal 2012 è possibile pubblicare i PSC approvati e realizzati secondo le specifiche regionali.

Al momento è in corso la pubblicazione dei PSC dell’ Associazione dei Comuni dell’Alto ferrarese: Bondeno, Cento, Mirabello, Poggio Renatico, Sant’Agostino e Vigarano Mainarda. Dal 2012, inoltre, il Centro Servizi per i Comuni ha messo a disposizione on line la visualizzazione delle planimetrie catastali. Dal 2013 è possibile effettuare via Web la misurazione delle planimetrie: tutte le cartografie sono sovrapponibili, georeferenziate e complete di metadati. L’ufficio è proprietario della piattaforma hardware e software posizionata presso il data center della Regione Emilia Romagna che amministra autonomamente. L’intero portale cartografico è stato completamente reingegnerizzato tramite il software GeoVista. La nuova piattaforma permetterà di superare il tetto delle 3 pubblicazioni annue consentendo di gestire la procedura direttamente dall’ufficio SIG, senza ricorrere a fornitori esterni. Il servizio di aggiornamento della toponomastica per conto dei comuni da aprile 2011 è attuato utilizzando una procedura Web accessibile dal “Portale per i Comuni”, del quale l’Ufficio è aggiornatore per conto dei Comuni.

Per agevolare il lavoro dei tecnici dei Comuni, colpiti dal sisma il 20 e 29 maggio 2012, l’ufficio ha predisposto sul “Portale cartografico”uno specifico ed importante servizio di georeferenziazione delle schede AeDES. Nell’ambito delle convenzioni già sottoscritte con i Comuni, gli Enti e le Aziende Multiutility per il periodo 2012 – primo semestre 2014, il programma delle attività del Centro Servizi prevede dall’aggiornamento dei reticoli stradali comunali a quello dei dati catastali censuari e cartografici, dal servizio di visualizzazione delle planimetrie catastali alla fornitura dell’applicativo per la misurazione delle planimetrie.

I BENEFICI 

Utilizzando il Portale Cartografico, i comuni convenzionati hanno a disposizione una carta digitale aggiornata a cui associare le banche Dati per la gestione del territorio e della fiscalità locale ( anagrafe, tributi, etc…): in tal modo, ad esempio, è possibile il collegamento delle banche dati catastali con la cartografia aggiornata al fine di agevolare il recupero delle imposte comunali sugli immobili (ICI).

Ora ciascun ente è in grado di accedere via Web ad un’unica banca dati GIS del territorio ferrarese costantemente aggiornata. Ora sono disponibile on line le reti delle aziende (gas, acqua, fognatura etc..): propria la provincia di Ferrara è una delle poche province nella Regione Emilia Romagna ad avere stipulato una convenzione fra Enti pubblici e Aziende per la costruzione e l’aggiornamento della Carta Geografica Unica, favorendo una drastica riduzione dei tempi di risposta ai cittadini.

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Una nuova applicazione gratuita, realizzata dalla Regione Emilia-Romagna, fornisce informazioni e segnalazioni sugli eventi e gli spettacoli dal vivo in programma da Piacenza a Rimini

app Eventi E-RL’app Eventi E-R, disponibile per smartphone  tablet, è stata rilasciata al momento per i dispositivi Android. A breve è previsto il rilascio di una versione analoga per iPhone e iPad.

Scaricandola gratuitamente, gli utenti possono usarla per ottenere informazioni in tempo reale sugli spettacoli di danzateatro, i festival, le rassegne, i concerti, le mostre e gli altri eventi a carattere culturale organizzati nel territorio regionale.

Per ogni proposta si forniscono informazioni su date e oraricontatti utili e recapiti delle biglietterie, e indicazioni georeferenziate per raggiungere i luoghi di svolgimento degli eventi.
Questi ultimi possono essere ricercati sia per genere sia facendo riferimento ai territori provinciali, e gli utenti possono anche salvare i propri appuntamenti preferiti nelle proprie agende.

L’app, in versione beta, è il primo di una serie di strumenti informativi analoghi che l’ente sta per rilasciare. La Regione invita chiunque sia interessato a inviare segnalazioni, commenti e proposte per sue eventuali evoluzioni all’indirizzoer@regione.emilia-romagna.it.

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NO LEGGE BAVAGLIO ALLA RETE_2vers.jpg    L’idea è nata su twitter, parlando con Claudia Vago (@TIGELLA) e Salvatore Mammone (@MAMMONSS): invitare i blogger, chi frequenta e “abita” la rete a condividere, postare (anche su facebook e su twitter), diffondere lo stesso post come segnale di protesta contro il comma 29, cosiddetto ammazza-blog.

Il post che abbiamo scelto è di Bruno Saetta e spiega bene COSA NON VA IN QUESTA NORMAQUI raccogliamo tutte le adesioni, inserite l’url del vostro post.
Perché abbiamo scelto proprio questo post? Perché vogliamo sottolineare che la nostra non è ‘indignazione automatica’, come per esempio MASSIMO MANTELLINI ha sottolineato, ma una protesta informata. Sulla questione della scelta di definire quella norma ‘ammazzablog’ consigliamo la lettura di QUESTO ARTICOLO sempre di Bruno Saetta.
ECCO IL TESTO DA DIFFONDERE:

Cosa prevede il comma 29 del ddl di riforma delle intercettazioni, sinteticamente definito comma ammazzablog?

Il comma 29 estende l’istituto della rettifica, previsto dalla legge sulla stampa, a tutti i “siti informatici, ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica”, e quindi potenzialmente a tutta la rete, fermo restando la necessità di chiarire meglio cosa si deve intendere per “sito” in sede di attuazione.

Cosa è la rettifica? 
La rettifica è un istituto previsto per i giornali e le televisione, introdotto al fine di difendere i cittadini dallo strapotere di questi media e bilanciare le posizioni in gioco, in quanto nell’ipotesi di pubblicazione di immagini o di notizie in qualche modo ritenute dai cittadini lesive della loro dignità o contrarie a verità, questi potrebbero avere non poche difficoltà nell’ottenere la “correzione” di quelle notizie. La rettifica, quindi, obbliga i responsabili dei giornali a pubblicare gratuitamente le correzioni dei soggetti che si ritengono lesi.
Quali sono i termini per la pubblicazione della rettifica, e quali le conseguenze in caso di non pubblicazione? 
La norma prevede che la rettifica vada pubblicata entro due giorni dalla richiesta (non dalla ricezione), e la richiesta può essere inviata con qualsiasi mezzo, anche una semplice mail. La pubblicazione deve avvenire con “le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono”, ma ad essa non possono essere aggiunti commenti. Nel caso di mancata pubblicazione nei termini scatta una sanzione fino a 12.500 euro. Il gestore del sito non può giustificare la mancata pubblicazione sostenendo di essere stato in vacanza o lontano dal blog per più di due giorni, non sono infatti previste esimenti per la mancata pubblicazione, al massimo si potrà impugnare la multa dinanzi ad un giudice dovendo però dimostrare la sussistenza di una situazione sopravvenuta non imputabile al gestore del sito.
Se io scrivo sul mio blog “Tizio è un ladro”, sono soggetto a rettifica anche se ho documentato il fatto, ad esempio con una sentenza di condanna per furto? 
La rettifica prevista per i siti informatici è quella della legge sulla stampa, per la quale sono soggetti a rettifica tutte le informazioni, atti, pensieri ed affermazioni ritenute dai soggetti citati nella notizia “lesivi della loro dignità o contrari a verità”. Ciò vuol dire che il giudizio sulla assoggettabilità delle informazioni alla rettifica è esclusivamente demandato alla persona citata nella notizia, è quindi un criterio puramente soggettivo, ed è del tutto indifferente alla veridicità o meno della notizia pubblicata.

Posso chiedere la rettifica per notizie pubblicate da un sito che ritengo palesemente false? 
E’ possibile chiedere la rettifica solo per le notizie riguardanti la propria persona, non per fatti riguardanti altri.

Chi è il soggetto obbligato a pubblicare la rettifica?
La rettifica nasce in relazione alla stampa o ai telegiornali, per i quali esiste sempre un direttore responsabile. Per i siti informatici non esiste una figura canonizzata di responsabile, per cui allo stato non è dato sapere chi sarà il soggetto obbligato alla rettifica. Si può ipotizzare che l’obbligo sia a carico del gestore del blog, o più probabilmente che debba stabilirsi caso per caso.
Sono soggetti a rettifica anche i commenti?
Un commento non è tecnicamente un sito informatico, inoltre il commento è opera di un terzo rispetto all’estensore della notizia, per cui sorgerebbe anche il problema della possibilità di comunicare col commentatore. A meno di non voler assoggettare il gestore del sito ad una responsabilità oggettiva relativamente a scritti altrui, probabilmente il commento (e contenuti similari) non dovrebbe essere soggetto a rettifica.
QUI l’articolo completo
@valigia blu – riproduzione consigliata

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I politici usano la Rete per comunicare? La politica, intesa come gli eletti, capisce che le nuove generazioni si informano solo su Internet e non guardano più la televisione?
Forse alla nostra classe dirigente, o “classe idrovora” manca la percezione della realtà, forse non capiscono che tra qualche anno, quelli che oggi sono i ragazzini mocciosi che stanno in piazza a fare niente e a bere Burn, domani saranno elettori e che se questi mocciosi usano la Rete oggi, domani la useranno di più.
Ma chi ha il potere spesso si sente di poterlo detenere per sempre e quindi si lascia sfuggire le opportunità.
La presidente della provincia di FerraraMarcella Zappaterra, al tema della tecnologia è sensibile: fa un largo uso di social network, parla con le persone e comunica a 360 gradi esponendo se stessa nel dialogo e nel confronto. Trovo che questo lato sia importante, comunicare con le persone è la Politica con la P maiuscola, a prescindere da come la si pensi.
Bene, visto che proprio grazie alla tecnologia e a Twitter in particolare ci siamo conosciuti, questa sera ha invitato me ed il mio socio Riccardo “Skande” Scandellari a tenere un dibattito/confronto/dialogo su “politica e Rete” in quel di Pontelagoscuro, appunto a Ferrara.
Se siete da queste parti dalle 19.30 in poi è anche possibile che vi scappi di scroccare un aperitivo, visto che si sa, con uno spritz in pancia si pensa e si parla meglio ;)

Se siete interessati ecco il comunicato stampa ufficiale dell’evento.

Fonte: http://www.rudybandiera.com/pontelagoscuro-ferrara-0905.html

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Iniziative contro il divario digitale nella Provincia di Ferrara

http://www.provincia.fe.it

La firma della Convenzione per l’avvio della realizzazione della Rete Man (Metropolitan area network) di Ferrara con cui si provvederà al potenziamento dei collegamenti di Rete delle sedi della Pubblica Amministrazione della Regione della Provincia e dei Comuni di Ferrara (comprendendo anche le sedi di Prefettura, Questura, Carabinieri e Guardia di Finanza) è un motivo di grande soddisfazione per l’importanza che sempre più le infrastrutture telematiche assumo nel miglioramento delle qualità e puntualità dei pubblici servizi, per la condivisione delle informazioni e l’ ”avvicinamento” di enti ed individui.

L’argomento mi sta molto a cuore ecco perché ho seguito con interesse ed attenzione i commenti che i cittadini mi hanno inoltrato attraverso questo blog, la mia pagina di Facebook , l’account di Twitter e le “piazze virtuali” (giornali online, blog e forum locali) in cui si è parlato di questa notizia.

Immagine da http://trendsanalysis.wikispaces.com/

La maggioranza dei commenti ha messo in evidenza il tema del superamento del Digital Divide (il divario digitale inteso sia come mancanza/limitatezza di accesso e di fruizione alle nuove tecnologie di comunicazione e informatiche, che come divario culturale) un tema complesso ma molto importante per gli Enti locali Ferraresi.

Sul nostro territorio le politiche d’infrastrutturazione partite già nel 2004 hanno cercato di affrontare il problema affrontandolo da due punti di vista:

– I°  il processo di modernizzazione della P.A.

– II° la costruzione di infrastrutture in zone digital divise.

http://www.lepida.it

Gli interventi nelle due direzioni sono stati realizzati e costruiti in modo coerente e coordinato fin dal 2004. Già in quell’anno infatti è stato sottoscritto con la Regione Emilia-Romagna l’accordo di programma per la rete a banda larga Lepida tra le pubbliche amministrazioni, che ha consentito con un unico intervento di costruire due reti: la prima è Lepida (rete privata della pubblica amministrazione regionale), la seconda  è  un’infrastruttura commerciale fruibile da parte dei privati (cittadini e imprese), anche nelle zone non appetibili per i competitor del mercato delle telecomunicazioni.

Seguendo questa stessa impostazione, anche i successivi interventi di raffittimento della rete, con la costruzione delle MAN (reti cittadine) hanno portato ulteriore copertura in alcuni territori comunali – precipuamente in tecnologia wireless – ad uso anche dei privati cittadini interessati. Questi interventi sono stati realizzati da Deltaweb e hanno riguardato i Comuni obiettivo 2 (Codigoro, Comacchio, Copparo, Formignana, Lagosanto, Massafiscaglia, Migliarino, Migliaro, Ostellato, Portomaggiore, Tresigallo, Voghiera) e altri Comuni come Argenta, Vigarano, Mirabello, Poggio Renatico. I primi interventi sono stati cofinanziati con fondi europei, i secondi con risorse proprie dei Comuni.

http://ferrara.comune.fe.it/index.phtml?id=1492&from=1466

Anche il Comune di Ferrara ha realizzato  un’iniziativa di wifi denominata Wi-Fe attivando un  servizio wireless gratuito che però va detto,  è tipicamente “non domiciliare”.

Informazioni si possono trovare al link: http://ferrara.comune.fe.it/index.phtml?id=1492&from=1466

La Provincia ha continuato a sostenere progetti di infrastrutturazione del territorio di e-governement ed e-democracy con particolare attenzione ai territori svantaggiati tenendo conto delle segnalazioni raccolte, come quelli elencati a questa pagina http://www.provincia.fe.it/qualita_innovazione

Insieme a questi interventi di cablaggio del territorio, si è investito per rendere fruibili servizi attraverso la rete internet http://www.provincia.fe.it/servizi_online .

Immagine di jscreationzs

Sul tema del Digital Divide Culturale e sull’importanza della Rete Internet per la PA e per i cittaidni, già nel 2009 ho sottoscritto l’appello di Nicola Zingaretti (Presidente della Provincia di Roma) con il quale si chiedeva il riconoscimento dell’accesso a Internet, grazie alla banda larga, come servizio universale da parte dello Stato italiano, così come, sempre nel 2009, ho sottoscritto La Carta dei Cento per il Libero WIFI con cui si chiedeva di non prorogare l’efficacia delle disposizioni dell’articolo 7 del decreto Pisanu sul WiFI (il quale dal 2005 aveva messo fuori legge le reti wi-fi ad accesso anonimo) che costituiva un freno alla diffusione di Internet attraverso le tecnologie Wireless (finalmente non più prorogato dal 1° gennaio 2011, rendendo meno complessa la creazione di Reti wireless e dando un’importante segnale politico).

Tornando alla sitauzione Ferrarese, nonostante gli interventi politici e finanziari messi in campo in questi anni, sul fronte della rete fissa a banda larga il territorio soffre ancora di uno svantaggio competitivo rispetto alla media regionale:

secondo dati elaborati da Lepida spa infatti, la copertura per i cittadini è dell’83% contro una media regionale dell’87,8% (Fonte: Pubblicazione Juice 9 – gennaio 2011).

In particolare in Regione E.R., il digital divide ha la maggiore incidenza percentuale per i cittadini del territorio provinciale di Ferrara anche se in termini assoluti sono le province di Bologna, Modena e Parma quelle più svantaggiate.

Questi risultati però si invertono se si considerano anche i servizi su rete wireless.

Infatti, la presenza di operatori WISP in particolare a Ferrara ha modificato in modo significativo il livello di disponibilità di servizi a banda larga: mentre il territorio ferrarese ha il più alto tasso di digital divide su rete fissa, se si considerano anche le tecnologie wireless, la provincia di Ferrara diventa la più coperta da servizi a banda larga.

Solo la Provincia di Rimini eguaglia Ferrara con la percentuale del 96% di popolazione con accesso a banda larga mediante rete fissa e/o wireless contro una media regionale del 93%.. (Fonte: Pubblicazione Juice 9 – gennaio 2011).

Per coprire questo gap, le amministrazioni, Regionale e Provinciale, continuano a  muoversi a vari livelli, perché complesse sono le attività connesse all’attivazione o alla posa di reti, in particolare per il numero e la tipologia dei soggetti coinvolti:

–    interventi di potenziamento della rete di trasporto sino alle centrali di Telecom Italia ancora scoperte dal servizio ADSL, con finanziamenti del Governo e della Regione, attraverso

  • cessione di fibra ottica della rete Lepida esistente e non utilizzata per le PA
  • posa di nuova fibra ottica (progetto Infratel-Lepida SpA)

–    contestuale adeguamento tecnologico delle centrali a carico di Telecom, con risorse Telecom.

Maggiori approfondimenti si possono trovare qui http://www.lepida.it/chi/cittadini-aziende/digital-divide

La Provincia di Ferrara insieme alla società LepidaSpA ha inoltre istituito un servizio di segnalazione delle zone nel territorio dove cittadini e imprese non dispongono di servizi di accesso ad internet  a banda larga, compilando semplicemente questo form  http://www.lepida.it/documenti/non-hai-la-banda-larga-segnalaci-la-tua-situazione oppure inviando un email a digitaldivide@lepida.it

http://www.paneeinternet.it/

Approfitto di questo post per “pubblicizzare” la seconda edizione dell’iniziativa Pane e Internet con cui la Regione Emilia Romagna vuole contribuire alla riduzione del digital divide attraverso l’alfabetizzazione digitale.

Il progetto consiste in corsi gratuiti di alfabetizzazione digitale (che partiranno prima dell’estate) – della durata di 20 ore – che copriranno diversi contenuti: dall’uso delle semplici funzionalità del computer al saper cercare informazioni in internet, all’utilizzo della rete per usufruire dei servizi on line.

A beneficiare dei nuovi corsi 10.000 persone, appartenenti alle categorie più esposte a rischio di digital divide, ovvero: anziani, donne – perlopiù casalinghe, immigrati over 45, persone che per età, interessi, usi, abitudini, si ritrovano ad essere distanti dal computer e dall’universo di internet.

Il progetto prevede una serie di corsi di alfabetizzazione digitale, per un minimo di 630 edizioni spalmate nel triennio 2011-2013.

http://ferrara.linux.it/progetti-del-felug#tRicicloPC

Altro progetto interessante e degno di menzione è tRicicloPC con Linux http://ferrara.linux.it/progetti-del-felug#tRicicloPC progetto di recupero e ricondizionamento del materiale informatico promosso da Comune di Ferrara, con la collaborazione del FerraraLUG, Ingegneria Senza Frontiere (IFS-Fe), Associazione Informatici Professionisti (AIP), il Centro Servizi per il Volontariato (CSV-Fe), la Provincia di Ferrara, il Centro Studi di Documentazione Ambientale, l’Istituto ITI Copernico-Carpeggiani di Ferrara, attraverso il quale si dà nuova vita ad apparecchiature considerate “obsolete” per gli applicativi Windows ma in realtà funzionanti e potenzialmente utilissime ad associazioni, scuole, famiglie, per svolgere attività didattiche o di gestione (contabilità, archivi), navigazione in internet, piccole reti e altro ancora, utilizzando un sistema operativo Open Source e programmi di libera e gratuita distribuzione. Contestualmente alla consegna di queste macchine il protocollo di lavoro elaborato dagli ideatori e partner del progetto prevede un corso base di Linux affinché i destinatari (associazioni, scuole, altro) siano effettivamente in grado di utilizzarle.

PS:  Se siete a conoscenza di altre iniziative relative al superamento del Digital Divide nella Provincia di Ferrara vi invito a segnalarle nei commenti a questo post, cercherò di darne massima diffusione.

Marcella Zappaterra

Presidente della Provincia di Ferrara.

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Un articolo che condivido sulla puntata del 10/04 di Report sulla Rete

Milena, mia adorata

Gentile Signora Gabanelli,

per prima cose le devo dire che io la seguo e ammiro da quando, mille anni fa, vidi un servizio in onda su RAI3 che raccontava la vita di un barbone che si lavava a una fontanella. Era dentro a un piccolo programma, era fatto a mano, con le telecamerine, da giovani giornalisti indipendenti, ed era del tutto privo del peso, della collosità, dell’ampollosità ufficiale dei colleghi RAI. Era un programma fresco, agile, umile e tenace. Da allora, Report è cresciuto fino a diventare una istituzione. Io ho visto moltissime puntate, più o meno belle, ma il suo programma resta uno dei pochi per cui sono stato e sto a casa la sera della messa in onda. Ricordo ancora quando, mentre la Destra vi accusava di essere anticapitalisti e antiamericani, avete realizzato una serie intera di confronti tra i servizi pubblici italiani e statunitensi. Ma non stiamo qui a ricordare. Report funziona, e bene, da sempre. Lo sanno tutti.

Certo, Report, come tutte le cose del mondo reale, non è perfetto. Capita che certi servizi funzionino meno di altri, ci mancherebbe altro. Nessuno di noi è sempre allo stesso livello, e pochissimi raggiungeranno mai la qualità e la rilevanza del suo programma, men che meno passando per la coriacea difesa della propria identità sulla groppa di un mastodonte infingardo come la RAI.

In risposta a chi, come me, ha criticato la sua puntata di ieri, ieri mattina lei ha rilasciato un’intervista all’Unità in cui sostiene che il problema della rete e dei suoi utenti che hanno criticato il servizio Il prodotto sei tu di Stefania Rimini stia nella ristrettezza di vedute, nello sguardo ombelicale. «Mi guarda anche la signora Cesira», ha detto. E poi ha spiegato che Report ha dovuto rendere comprensibile a tutti, e quindi fornire di un taglio divulgativo, ciò che molti degli spettatori non frequentano e non conoscono per niente.

Io capisco tutto, Milena, davvero, e sono soprattutto d’accordo sul fatto che la puntata sia quella, sia venuta così, e amen. Perché anche «e amen» nella vita ogni tanto ci vuole. Assumersi le responsabilità e andare avanti è meglio che stare lì a menarla per secoli narcisisticamente. «Viver è melhor que soñar» cantava Elis Regina. E aveva ragione.

Ma per favore, Milena, non mi dica che quel servizio non ha un orientamento, perché non è vero. E non mi dica nemmeno che, a partire da una conoscenza approfondita dell’argomento, Stefania Rimini ha fatto un lavoro di semplificazione divulgativa, perché non è vero nemmeno quello.

Quello che comunica il servizio è soprattutto un senso di rischio, la necessità di cautelarsi dalle insidie più o meno nascoste della rete. Non solo, ma alcune delle spiegazioni sono farraginose e imprecise, non semplificate e comunicative. E il tono generico, a cominciare dal titolo Il prodotto sei tu, è quello di una esibizione del principio di precauzione spalmata su tutto e tutti, con un velo di anticapitalismo molto poco comprensibile per un programma così attento al mondo del lavoro. Una società che si occupa di servizi su internet, un posto con decine di dipendenti giovani e competenti, come ce ne sono a Milano, Roma, in mezza Italia, non s’è vista. Si vede uno che si paga l’affitto con l’hobby delle pubblicità, e soprattutto una che parla di marketing sui social network come fosse la pubblicità di una pubblicitaria anni Ottanta. E le assicuro che io un po’ di gente che lavora nella rete la conosco, e così macchietta della “Milano da bere” non ho mai visto nessuno.

Dopo l’utilizzo improprio di materiale pubblicato su Youtube da parte di Italia1, si sente la discolpa di Youtube, non quella di Mediaset. Uno che conosce e frequenta la rete, anche un diciottenne, capisce che lì c’è qualcosa che non va. Perché queste cose le sa. Ecco. Le sa, e spiega alla propria nonna Cesira (nel mio caso Cesira si chiama Giancarla, è mia madre, e a spiegare sono i miei nipoti diciottenni Valeria e Davide) a cosa stare attenta, e dove può sbizzarrirsi. E le assicuro che non le spiega così. E mia madre capisce. Almeno un po’.

Non è la fine del mondo, Milena. E ha ragione se le voci sdegnose di molti retaioli le sembrano identiche a quelle degli italoamericani che si lamentano per i film di mafia. Molti sono così: chiunque parli della rete è un cretino, non ne sa niente, è una vergogna. Capita in ogni ambito settoriale.

Ma la rete è un servizio, non uno spazio: è l’autostradale, non un grande canotto. E se la si conosce c’è un modo di raccontare le cose essenziali e vere per quello che sono, evitando di trasformare la «policy» in «polizia», e gli investitori in «capitalisti di ventura».

Mi sento di poter dire con grande laicismo, da appassionato spettatore del programma e frequentatore abbastanza assiduo della rete, che la puntata di ieri sera sia stata realizzata da persone che non hanno una autentica dimestichezza con la rete e i suoi servizi, sociali e non. Tutto quello che Stefania Rimini ha fatto è mettere genericamente in guardia il pubblico, cioè una cosa da conservatori pigri, non da Report. Il programma ha parlato senza la sicurezza, la chiarezza, la limpidezza dei giorni migliori, e ha infilato una serie di sciocchezze e banalità che non gli fanno onore.

Mi spiace — e mi spiace davvero, non come quando si dice «mi spiace» ma in realtà si gode — ma è così. Comunque è una puntata, non la fine del mondo.

La saluto.
Con parecchia stima
Matteo Bordone

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Nell’ambito del Programma di Sviluppo Rurale 2007-2013, la Regione Emilia-Romagna intende realizzare interventi pubblici volti all’abbattimento del divario digitale nelle aree rurali bianche C e D, in adempimento al regime d’aiuto n. 646/2009. Per questo motivo indice una consultazione pubblica per individuare le aree in cui realizzare gli interventi e acquisire il potenziale interesse degli operatori di telecomunicazioni a fornire, in quelle aree, il servizio a banda larga ai potenziali utenti finali. Il termine per rispondere è fissato al 20 marzo 2011

digital divideLa Regione Emilia-Romagna nell’ambito del Programma di Sviluppo Rurale 2007-2013 intende realizzare interventi pubblici volti all’abbattimento del divario digitale nelle aree rurali bianche C e D, in adempimento al regime d’aiuto n. 646/2009.

Indice, a tal fine, una consultazione pubblica (in coordinamento con quella nazionale bandita dalla società Infratel Italia S.p.A., per conto del Ministero dello Sviluppo Economico, sull’intero territorio nazionale) volta ad individuare le aree in cui realizzare gli interventi nella nostra Regione, attraverso una verifica/aggiornamento dell’elenco delle aree rurali bianche C e D candidate alla realizzazione degli interventi ( allegati A e A1 del presente avviso), nonché all’acquisizione del potenziale interesse degli operatori di telecomunicazioni a fornire, in quelle aree, il servizio a banda larga ai potenziali utenti finali.

La Regione Emilia-Romagna procederà all’elaborazione di un progetto d’intervento pubblico per la banda larga nelle aree rurali bianche C e D, in adempimento al regime d’aiuto n. 646/2009, che terrà conto sia dei risultati della consultazione, sia delle manifestazioni di interesse all’acquisizione di diritti d’uso di quota parte delle infrastrutture di telecomunicazioni pubbliche, espresse dagli operatori.

Il termine per rispondere è fissato per il 20/03/2011.

Per info: digitaldivide@lepida.it.

 

Si allegano i seguenti documenti correlati:

  • Avviso di consultazione pubblica della Regione Emilia-Romagna
  • Allegato A: lista delle aree dell’Emilia-Romagna notificate CE
  • Allegato A1: altre aree dell’Emilia-Romagna
  • Allegato B: PSR 2007-2013 Misura 321 – Azione 4

Documenti

Fonte: http://www.regionedigitale.net/dallemilia-romagna/notizie-2011/febbraio/avviso-di-consultazione-pubblica-banda-larga-nelle-aree-rurali

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