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Archive for the ‘Internet&copyright’ Category

Una carta digitale aggiornata via Web per organizzare e diffondere i dati cartografici dei 26 Comuni della provincia di Ferrara e delle Aziende pubbliche convenzionate

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In conformità alla Delibera di Consiglio Regionale 28 maggio 2003, n. 484, la Provincia di Ferrara ha costituito l’Ufficio “Sistemi Informativi Geografici”,diretto dall’ing. Paola Rossi, con la funzione di Centro Servizi per i Comuni per la realizzazione del Progetto Regionale denominato “Carta Geografica Unica”.

Attraverso apposite convenzioni con i Comuni e le Aziende S.p.A., l’Ufficio svolge un’attività di coordinamento e realizzazione di progetti cartografici e si occupa di mantenere aggiornati, per conto dei 26 Comuni del territorio provinciale, gli strati cartografici di base che servono ad alimentare i SIT dei Comuni e delle Aziende S.p.A. stesse. Successivamente, l’Ufficio ha realizzato il “Portale Cartografico”, pubblicando via Web tutti i tematismi necessari per la gestione del territorio, utilizzando un’unica base cartografica (Carta Geografica Unica) in conformità all’obbligo a carico degli Enti firmatari di elaborare i propri tematismi secondo le Regole di Interscambio dati e di mantenerli aggiornati.

In tal modo, l’Ufficio raccoglie, standardizza e pubblica attraverso il Portale Cartografico – aggiornato con cadenza periodica (almeno quadrimestrale) – circa 130 strati vettoriali e 10 raster a beneficio dei Comuni, degli Enti e delle Aziende convenzionati. Realizzato attraverso la tecnologia del Web-GIS, tale servizio che consiste in un visore cartografico Web messo a disposizione dal Centro Servizi permette la condivisione dell’informazione geografica per i Comuni della provincia di Ferrara estendendola ai cittadini, ai professionisti e alle imprese (ad oggi 19 aziende ex municipalizzate).

Gli accessi alla cartografia sono regolati da username e password così da assegnare agli utenti privilegi differenziati: è possibile per chiunque registrarsi liberamente al portale ed accedere gratuitamente. Unico a livello regionale e nazionale per la copertura omogenea del dato a livello dell’intero territorio provinciale, il servizio è accessibile dal sito www.cgu-ferrara.it per la visione degli archivi. Sono disponibili le banca dati del Grafo stradale e numerazione civica, dei Fabbricati CTR vettoriali; delle Mappe catastali, delle Reti Gas, Acquedotto, Fognatura, delle Linee urbane – extraurbane e Taxibus, delle Linee ferroviarie, stazioni , passaggi a livello, ecc.

Nel 2012 si sono registrati 56084 accessi, con un trend in aumento si conta di arrivare a fine anno 2013 a 60 mila accessi annui. Per le Forze dell’Ordine e per i servizi di Pronto Soccorso sono stati creati profili d’accesso che permettono di consultare l’intera banca dati gratuitamente. L’Ufficio si occupa, in collaborazione con Anci Emilia Romagna, anche del coordinamento tecnico alla cabina di regia provinciale per il “decentramento delle funzioni catastali ai Comuni”. In collaborazione con i Comuni, dal 2012 è possibile pubblicare i PSC approvati e realizzati secondo le specifiche regionali.

Al momento è in corso la pubblicazione dei PSC dell’ Associazione dei Comuni dell’Alto ferrarese: Bondeno, Cento, Mirabello, Poggio Renatico, Sant’Agostino e Vigarano Mainarda. Dal 2012, inoltre, il Centro Servizi per i Comuni ha messo a disposizione on line la visualizzazione delle planimetrie catastali. Dal 2013 è possibile effettuare via Web la misurazione delle planimetrie: tutte le cartografie sono sovrapponibili, georeferenziate e complete di metadati. L’ufficio è proprietario della piattaforma hardware e software posizionata presso il data center della Regione Emilia Romagna che amministra autonomamente. L’intero portale cartografico è stato completamente reingegnerizzato tramite il software GeoVista. La nuova piattaforma permetterà di superare il tetto delle 3 pubblicazioni annue consentendo di gestire la procedura direttamente dall’ufficio SIG, senza ricorrere a fornitori esterni. Il servizio di aggiornamento della toponomastica per conto dei comuni da aprile 2011 è attuato utilizzando una procedura Web accessibile dal “Portale per i Comuni”, del quale l’Ufficio è aggiornatore per conto dei Comuni.

Per agevolare il lavoro dei tecnici dei Comuni, colpiti dal sisma il 20 e 29 maggio 2012, l’ufficio ha predisposto sul “Portale cartografico”uno specifico ed importante servizio di georeferenziazione delle schede AeDES. Nell’ambito delle convenzioni già sottoscritte con i Comuni, gli Enti e le Aziende Multiutility per il periodo 2012 – primo semestre 2014, il programma delle attività del Centro Servizi prevede dall’aggiornamento dei reticoli stradali comunali a quello dei dati catastali censuari e cartografici, dal servizio di visualizzazione delle planimetrie catastali alla fornitura dell’applicativo per la misurazione delle planimetrie.

I BENEFICI 

Utilizzando il Portale Cartografico, i comuni convenzionati hanno a disposizione una carta digitale aggiornata a cui associare le banche Dati per la gestione del territorio e della fiscalità locale ( anagrafe, tributi, etc…): in tal modo, ad esempio, è possibile il collegamento delle banche dati catastali con la cartografia aggiornata al fine di agevolare il recupero delle imposte comunali sugli immobili (ICI).

Ora ciascun ente è in grado di accedere via Web ad un’unica banca dati GIS del territorio ferrarese costantemente aggiornata. Ora sono disponibile on line le reti delle aziende (gas, acqua, fognatura etc..): propria la provincia di Ferrara è una delle poche province nella Regione Emilia Romagna ad avere stipulato una convenzione fra Enti pubblici e Aziende per la costruzione e l’aggiornamento della Carta Geografica Unica, favorendo una drastica riduzione dei tempi di risposta ai cittadini.

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Una nuova applicazione gratuita, realizzata dalla Regione Emilia-Romagna, fornisce informazioni e segnalazioni sugli eventi e gli spettacoli dal vivo in programma da Piacenza a Rimini

app Eventi E-RL’app Eventi E-R, disponibile per smartphone  tablet, è stata rilasciata al momento per i dispositivi Android. A breve è previsto il rilascio di una versione analoga per iPhone e iPad.

Scaricandola gratuitamente, gli utenti possono usarla per ottenere informazioni in tempo reale sugli spettacoli di danzateatro, i festival, le rassegne, i concerti, le mostre e gli altri eventi a carattere culturale organizzati nel territorio regionale.

Per ogni proposta si forniscono informazioni su date e oraricontatti utili e recapiti delle biglietterie, e indicazioni georeferenziate per raggiungere i luoghi di svolgimento degli eventi.
Questi ultimi possono essere ricercati sia per genere sia facendo riferimento ai territori provinciali, e gli utenti possono anche salvare i propri appuntamenti preferiti nelle proprie agende.

L’app, in versione beta, è il primo di una serie di strumenti informativi analoghi che l’ente sta per rilasciare. La Regione invita chiunque sia interessato a inviare segnalazioni, commenti e proposte per sue eventuali evoluzioni all’indirizzoer@regione.emilia-romagna.it.

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NO LEGGE BAVAGLIO ALLA RETE_2vers.jpg    L’idea è nata su twitter, parlando con Claudia Vago (@TIGELLA) e Salvatore Mammone (@MAMMONSS): invitare i blogger, chi frequenta e “abita” la rete a condividere, postare (anche su facebook e su twitter), diffondere lo stesso post come segnale di protesta contro il comma 29, cosiddetto ammazza-blog.

Il post che abbiamo scelto è di Bruno Saetta e spiega bene COSA NON VA IN QUESTA NORMAQUI raccogliamo tutte le adesioni, inserite l’url del vostro post.
Perché abbiamo scelto proprio questo post? Perché vogliamo sottolineare che la nostra non è ‘indignazione automatica’, come per esempio MASSIMO MANTELLINI ha sottolineato, ma una protesta informata. Sulla questione della scelta di definire quella norma ‘ammazzablog’ consigliamo la lettura di QUESTO ARTICOLO sempre di Bruno Saetta.
ECCO IL TESTO DA DIFFONDERE:

Cosa prevede il comma 29 del ddl di riforma delle intercettazioni, sinteticamente definito comma ammazzablog?

Il comma 29 estende l’istituto della rettifica, previsto dalla legge sulla stampa, a tutti i “siti informatici, ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica”, e quindi potenzialmente a tutta la rete, fermo restando la necessità di chiarire meglio cosa si deve intendere per “sito” in sede di attuazione.

Cosa è la rettifica? 
La rettifica è un istituto previsto per i giornali e le televisione, introdotto al fine di difendere i cittadini dallo strapotere di questi media e bilanciare le posizioni in gioco, in quanto nell’ipotesi di pubblicazione di immagini o di notizie in qualche modo ritenute dai cittadini lesive della loro dignità o contrarie a verità, questi potrebbero avere non poche difficoltà nell’ottenere la “correzione” di quelle notizie. La rettifica, quindi, obbliga i responsabili dei giornali a pubblicare gratuitamente le correzioni dei soggetti che si ritengono lesi.
Quali sono i termini per la pubblicazione della rettifica, e quali le conseguenze in caso di non pubblicazione? 
La norma prevede che la rettifica vada pubblicata entro due giorni dalla richiesta (non dalla ricezione), e la richiesta può essere inviata con qualsiasi mezzo, anche una semplice mail. La pubblicazione deve avvenire con “le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono”, ma ad essa non possono essere aggiunti commenti. Nel caso di mancata pubblicazione nei termini scatta una sanzione fino a 12.500 euro. Il gestore del sito non può giustificare la mancata pubblicazione sostenendo di essere stato in vacanza o lontano dal blog per più di due giorni, non sono infatti previste esimenti per la mancata pubblicazione, al massimo si potrà impugnare la multa dinanzi ad un giudice dovendo però dimostrare la sussistenza di una situazione sopravvenuta non imputabile al gestore del sito.
Se io scrivo sul mio blog “Tizio è un ladro”, sono soggetto a rettifica anche se ho documentato il fatto, ad esempio con una sentenza di condanna per furto? 
La rettifica prevista per i siti informatici è quella della legge sulla stampa, per la quale sono soggetti a rettifica tutte le informazioni, atti, pensieri ed affermazioni ritenute dai soggetti citati nella notizia “lesivi della loro dignità o contrari a verità”. Ciò vuol dire che il giudizio sulla assoggettabilità delle informazioni alla rettifica è esclusivamente demandato alla persona citata nella notizia, è quindi un criterio puramente soggettivo, ed è del tutto indifferente alla veridicità o meno della notizia pubblicata.

Posso chiedere la rettifica per notizie pubblicate da un sito che ritengo palesemente false? 
E’ possibile chiedere la rettifica solo per le notizie riguardanti la propria persona, non per fatti riguardanti altri.

Chi è il soggetto obbligato a pubblicare la rettifica?
La rettifica nasce in relazione alla stampa o ai telegiornali, per i quali esiste sempre un direttore responsabile. Per i siti informatici non esiste una figura canonizzata di responsabile, per cui allo stato non è dato sapere chi sarà il soggetto obbligato alla rettifica. Si può ipotizzare che l’obbligo sia a carico del gestore del blog, o più probabilmente che debba stabilirsi caso per caso.
Sono soggetti a rettifica anche i commenti?
Un commento non è tecnicamente un sito informatico, inoltre il commento è opera di un terzo rispetto all’estensore della notizia, per cui sorgerebbe anche il problema della possibilità di comunicare col commentatore. A meno di non voler assoggettare il gestore del sito ad una responsabilità oggettiva relativamente a scritti altrui, probabilmente il commento (e contenuti similari) non dovrebbe essere soggetto a rettifica.
QUI l’articolo completo
@valigia blu – riproduzione consigliata

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I politici usano la Rete per comunicare? La politica, intesa come gli eletti, capisce che le nuove generazioni si informano solo su Internet e non guardano più la televisione?
Forse alla nostra classe dirigente, o “classe idrovora” manca la percezione della realtà, forse non capiscono che tra qualche anno, quelli che oggi sono i ragazzini mocciosi che stanno in piazza a fare niente e a bere Burn, domani saranno elettori e che se questi mocciosi usano la Rete oggi, domani la useranno di più.
Ma chi ha il potere spesso si sente di poterlo detenere per sempre e quindi si lascia sfuggire le opportunità.
La presidente della provincia di FerraraMarcella Zappaterra, al tema della tecnologia è sensibile: fa un largo uso di social network, parla con le persone e comunica a 360 gradi esponendo se stessa nel dialogo e nel confronto. Trovo che questo lato sia importante, comunicare con le persone è la Politica con la P maiuscola, a prescindere da come la si pensi.
Bene, visto che proprio grazie alla tecnologia e a Twitter in particolare ci siamo conosciuti, questa sera ha invitato me ed il mio socio Riccardo “Skande” Scandellari a tenere un dibattito/confronto/dialogo su “politica e Rete” in quel di Pontelagoscuro, appunto a Ferrara.
Se siete da queste parti dalle 19.30 in poi è anche possibile che vi scappi di scroccare un aperitivo, visto che si sa, con uno spritz in pancia si pensa e si parla meglio ;)

Se siete interessati ecco il comunicato stampa ufficiale dell’evento.

Fonte: http://www.rudybandiera.com/pontelagoscuro-ferrara-0905.html

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Iniziative contro il divario digitale nella Provincia di Ferrara

http://www.provincia.fe.it

La firma della Convenzione per l’avvio della realizzazione della Rete Man (Metropolitan area network) di Ferrara con cui si provvederà al potenziamento dei collegamenti di Rete delle sedi della Pubblica Amministrazione della Regione della Provincia e dei Comuni di Ferrara (comprendendo anche le sedi di Prefettura, Questura, Carabinieri e Guardia di Finanza) è un motivo di grande soddisfazione per l’importanza che sempre più le infrastrutture telematiche assumo nel miglioramento delle qualità e puntualità dei pubblici servizi, per la condivisione delle informazioni e l’ ”avvicinamento” di enti ed individui.

L’argomento mi sta molto a cuore ecco perché ho seguito con interesse ed attenzione i commenti che i cittadini mi hanno inoltrato attraverso questo blog, la mia pagina di Facebook , l’account di Twitter e le “piazze virtuali” (giornali online, blog e forum locali) in cui si è parlato di questa notizia.

Immagine da http://trendsanalysis.wikispaces.com/

La maggioranza dei commenti ha messo in evidenza il tema del superamento del Digital Divide (il divario digitale inteso sia come mancanza/limitatezza di accesso e di fruizione alle nuove tecnologie di comunicazione e informatiche, che come divario culturale) un tema complesso ma molto importante per gli Enti locali Ferraresi.

Sul nostro territorio le politiche d’infrastrutturazione partite già nel 2004 hanno cercato di affrontare il problema affrontandolo da due punti di vista:

– I°  il processo di modernizzazione della P.A.

– II° la costruzione di infrastrutture in zone digital divise.

http://www.lepida.it

Gli interventi nelle due direzioni sono stati realizzati e costruiti in modo coerente e coordinato fin dal 2004. Già in quell’anno infatti è stato sottoscritto con la Regione Emilia-Romagna l’accordo di programma per la rete a banda larga Lepida tra le pubbliche amministrazioni, che ha consentito con un unico intervento di costruire due reti: la prima è Lepida (rete privata della pubblica amministrazione regionale), la seconda  è  un’infrastruttura commerciale fruibile da parte dei privati (cittadini e imprese), anche nelle zone non appetibili per i competitor del mercato delle telecomunicazioni.

Seguendo questa stessa impostazione, anche i successivi interventi di raffittimento della rete, con la costruzione delle MAN (reti cittadine) hanno portato ulteriore copertura in alcuni territori comunali – precipuamente in tecnologia wireless – ad uso anche dei privati cittadini interessati. Questi interventi sono stati realizzati da Deltaweb e hanno riguardato i Comuni obiettivo 2 (Codigoro, Comacchio, Copparo, Formignana, Lagosanto, Massafiscaglia, Migliarino, Migliaro, Ostellato, Portomaggiore, Tresigallo, Voghiera) e altri Comuni come Argenta, Vigarano, Mirabello, Poggio Renatico. I primi interventi sono stati cofinanziati con fondi europei, i secondi con risorse proprie dei Comuni.

http://ferrara.comune.fe.it/index.phtml?id=1492&from=1466

Anche il Comune di Ferrara ha realizzato  un’iniziativa di wifi denominata Wi-Fe attivando un  servizio wireless gratuito che però va detto,  è tipicamente “non domiciliare”.

Informazioni si possono trovare al link: http://ferrara.comune.fe.it/index.phtml?id=1492&from=1466

La Provincia ha continuato a sostenere progetti di infrastrutturazione del territorio di e-governement ed e-democracy con particolare attenzione ai territori svantaggiati tenendo conto delle segnalazioni raccolte, come quelli elencati a questa pagina http://www.provincia.fe.it/qualita_innovazione

Insieme a questi interventi di cablaggio del territorio, si è investito per rendere fruibili servizi attraverso la rete internet http://www.provincia.fe.it/servizi_online .

Immagine di jscreationzs

Sul tema del Digital Divide Culturale e sull’importanza della Rete Internet per la PA e per i cittaidni, già nel 2009 ho sottoscritto l’appello di Nicola Zingaretti (Presidente della Provincia di Roma) con il quale si chiedeva il riconoscimento dell’accesso a Internet, grazie alla banda larga, come servizio universale da parte dello Stato italiano, così come, sempre nel 2009, ho sottoscritto La Carta dei Cento per il Libero WIFI con cui si chiedeva di non prorogare l’efficacia delle disposizioni dell’articolo 7 del decreto Pisanu sul WiFI (il quale dal 2005 aveva messo fuori legge le reti wi-fi ad accesso anonimo) che costituiva un freno alla diffusione di Internet attraverso le tecnologie Wireless (finalmente non più prorogato dal 1° gennaio 2011, rendendo meno complessa la creazione di Reti wireless e dando un’importante segnale politico).

Tornando alla sitauzione Ferrarese, nonostante gli interventi politici e finanziari messi in campo in questi anni, sul fronte della rete fissa a banda larga il territorio soffre ancora di uno svantaggio competitivo rispetto alla media regionale:

secondo dati elaborati da Lepida spa infatti, la copertura per i cittadini è dell’83% contro una media regionale dell’87,8% (Fonte: Pubblicazione Juice 9 – gennaio 2011).

In particolare in Regione E.R., il digital divide ha la maggiore incidenza percentuale per i cittadini del territorio provinciale di Ferrara anche se in termini assoluti sono le province di Bologna, Modena e Parma quelle più svantaggiate.

Questi risultati però si invertono se si considerano anche i servizi su rete wireless.

Infatti, la presenza di operatori WISP in particolare a Ferrara ha modificato in modo significativo il livello di disponibilità di servizi a banda larga: mentre il territorio ferrarese ha il più alto tasso di digital divide su rete fissa, se si considerano anche le tecnologie wireless, la provincia di Ferrara diventa la più coperta da servizi a banda larga.

Solo la Provincia di Rimini eguaglia Ferrara con la percentuale del 96% di popolazione con accesso a banda larga mediante rete fissa e/o wireless contro una media regionale del 93%.. (Fonte: Pubblicazione Juice 9 – gennaio 2011).

Per coprire questo gap, le amministrazioni, Regionale e Provinciale, continuano a  muoversi a vari livelli, perché complesse sono le attività connesse all’attivazione o alla posa di reti, in particolare per il numero e la tipologia dei soggetti coinvolti:

–    interventi di potenziamento della rete di trasporto sino alle centrali di Telecom Italia ancora scoperte dal servizio ADSL, con finanziamenti del Governo e della Regione, attraverso

  • cessione di fibra ottica della rete Lepida esistente e non utilizzata per le PA
  • posa di nuova fibra ottica (progetto Infratel-Lepida SpA)

–    contestuale adeguamento tecnologico delle centrali a carico di Telecom, con risorse Telecom.

Maggiori approfondimenti si possono trovare qui http://www.lepida.it/chi/cittadini-aziende/digital-divide

La Provincia di Ferrara insieme alla società LepidaSpA ha inoltre istituito un servizio di segnalazione delle zone nel territorio dove cittadini e imprese non dispongono di servizi di accesso ad internet  a banda larga, compilando semplicemente questo form  http://www.lepida.it/documenti/non-hai-la-banda-larga-segnalaci-la-tua-situazione oppure inviando un email a digitaldivide@lepida.it

http://www.paneeinternet.it/

Approfitto di questo post per “pubblicizzare” la seconda edizione dell’iniziativa Pane e Internet con cui la Regione Emilia Romagna vuole contribuire alla riduzione del digital divide attraverso l’alfabetizzazione digitale.

Il progetto consiste in corsi gratuiti di alfabetizzazione digitale (che partiranno prima dell’estate) – della durata di 20 ore – che copriranno diversi contenuti: dall’uso delle semplici funzionalità del computer al saper cercare informazioni in internet, all’utilizzo della rete per usufruire dei servizi on line.

A beneficiare dei nuovi corsi 10.000 persone, appartenenti alle categorie più esposte a rischio di digital divide, ovvero: anziani, donne – perlopiù casalinghe, immigrati over 45, persone che per età, interessi, usi, abitudini, si ritrovano ad essere distanti dal computer e dall’universo di internet.

Il progetto prevede una serie di corsi di alfabetizzazione digitale, per un minimo di 630 edizioni spalmate nel triennio 2011-2013.

http://ferrara.linux.it/progetti-del-felug#tRicicloPC

Altro progetto interessante e degno di menzione è tRicicloPC con Linux http://ferrara.linux.it/progetti-del-felug#tRicicloPC progetto di recupero e ricondizionamento del materiale informatico promosso da Comune di Ferrara, con la collaborazione del FerraraLUG, Ingegneria Senza Frontiere (IFS-Fe), Associazione Informatici Professionisti (AIP), il Centro Servizi per il Volontariato (CSV-Fe), la Provincia di Ferrara, il Centro Studi di Documentazione Ambientale, l’Istituto ITI Copernico-Carpeggiani di Ferrara, attraverso il quale si dà nuova vita ad apparecchiature considerate “obsolete” per gli applicativi Windows ma in realtà funzionanti e potenzialmente utilissime ad associazioni, scuole, famiglie, per svolgere attività didattiche o di gestione (contabilità, archivi), navigazione in internet, piccole reti e altro ancora, utilizzando un sistema operativo Open Source e programmi di libera e gratuita distribuzione. Contestualmente alla consegna di queste macchine il protocollo di lavoro elaborato dagli ideatori e partner del progetto prevede un corso base di Linux affinché i destinatari (associazioni, scuole, altro) siano effettivamente in grado di utilizzarle.

PS:  Se siete a conoscenza di altre iniziative relative al superamento del Digital Divide nella Provincia di Ferrara vi invito a segnalarle nei commenti a questo post, cercherò di darne massima diffusione.

Marcella Zappaterra

Presidente della Provincia di Ferrara.

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Un articolo che condivido sulla puntata del 10/04 di Report sulla Rete

Milena, mia adorata

Gentile Signora Gabanelli,

per prima cose le devo dire che io la seguo e ammiro da quando, mille anni fa, vidi un servizio in onda su RAI3 che raccontava la vita di un barbone che si lavava a una fontanella. Era dentro a un piccolo programma, era fatto a mano, con le telecamerine, da giovani giornalisti indipendenti, ed era del tutto privo del peso, della collosità, dell’ampollosità ufficiale dei colleghi RAI. Era un programma fresco, agile, umile e tenace. Da allora, Report è cresciuto fino a diventare una istituzione. Io ho visto moltissime puntate, più o meno belle, ma il suo programma resta uno dei pochi per cui sono stato e sto a casa la sera della messa in onda. Ricordo ancora quando, mentre la Destra vi accusava di essere anticapitalisti e antiamericani, avete realizzato una serie intera di confronti tra i servizi pubblici italiani e statunitensi. Ma non stiamo qui a ricordare. Report funziona, e bene, da sempre. Lo sanno tutti.

Certo, Report, come tutte le cose del mondo reale, non è perfetto. Capita che certi servizi funzionino meno di altri, ci mancherebbe altro. Nessuno di noi è sempre allo stesso livello, e pochissimi raggiungeranno mai la qualità e la rilevanza del suo programma, men che meno passando per la coriacea difesa della propria identità sulla groppa di un mastodonte infingardo come la RAI.

In risposta a chi, come me, ha criticato la sua puntata di ieri, ieri mattina lei ha rilasciato un’intervista all’Unità in cui sostiene che il problema della rete e dei suoi utenti che hanno criticato il servizio Il prodotto sei tu di Stefania Rimini stia nella ristrettezza di vedute, nello sguardo ombelicale. «Mi guarda anche la signora Cesira», ha detto. E poi ha spiegato che Report ha dovuto rendere comprensibile a tutti, e quindi fornire di un taglio divulgativo, ciò che molti degli spettatori non frequentano e non conoscono per niente.

Io capisco tutto, Milena, davvero, e sono soprattutto d’accordo sul fatto che la puntata sia quella, sia venuta così, e amen. Perché anche «e amen» nella vita ogni tanto ci vuole. Assumersi le responsabilità e andare avanti è meglio che stare lì a menarla per secoli narcisisticamente. «Viver è melhor que soñar» cantava Elis Regina. E aveva ragione.

Ma per favore, Milena, non mi dica che quel servizio non ha un orientamento, perché non è vero. E non mi dica nemmeno che, a partire da una conoscenza approfondita dell’argomento, Stefania Rimini ha fatto un lavoro di semplificazione divulgativa, perché non è vero nemmeno quello.

Quello che comunica il servizio è soprattutto un senso di rischio, la necessità di cautelarsi dalle insidie più o meno nascoste della rete. Non solo, ma alcune delle spiegazioni sono farraginose e imprecise, non semplificate e comunicative. E il tono generico, a cominciare dal titolo Il prodotto sei tu, è quello di una esibizione del principio di precauzione spalmata su tutto e tutti, con un velo di anticapitalismo molto poco comprensibile per un programma così attento al mondo del lavoro. Una società che si occupa di servizi su internet, un posto con decine di dipendenti giovani e competenti, come ce ne sono a Milano, Roma, in mezza Italia, non s’è vista. Si vede uno che si paga l’affitto con l’hobby delle pubblicità, e soprattutto una che parla di marketing sui social network come fosse la pubblicità di una pubblicitaria anni Ottanta. E le assicuro che io un po’ di gente che lavora nella rete la conosco, e così macchietta della “Milano da bere” non ho mai visto nessuno.

Dopo l’utilizzo improprio di materiale pubblicato su Youtube da parte di Italia1, si sente la discolpa di Youtube, non quella di Mediaset. Uno che conosce e frequenta la rete, anche un diciottenne, capisce che lì c’è qualcosa che non va. Perché queste cose le sa. Ecco. Le sa, e spiega alla propria nonna Cesira (nel mio caso Cesira si chiama Giancarla, è mia madre, e a spiegare sono i miei nipoti diciottenni Valeria e Davide) a cosa stare attenta, e dove può sbizzarrirsi. E le assicuro che non le spiega così. E mia madre capisce. Almeno un po’.

Non è la fine del mondo, Milena. E ha ragione se le voci sdegnose di molti retaioli le sembrano identiche a quelle degli italoamericani che si lamentano per i film di mafia. Molti sono così: chiunque parli della rete è un cretino, non ne sa niente, è una vergogna. Capita in ogni ambito settoriale.

Ma la rete è un servizio, non uno spazio: è l’autostradale, non un grande canotto. E se la si conosce c’è un modo di raccontare le cose essenziali e vere per quello che sono, evitando di trasformare la «policy» in «polizia», e gli investitori in «capitalisti di ventura».

Mi sento di poter dire con grande laicismo, da appassionato spettatore del programma e frequentatore abbastanza assiduo della rete, che la puntata di ieri sera sia stata realizzata da persone che non hanno una autentica dimestichezza con la rete e i suoi servizi, sociali e non. Tutto quello che Stefania Rimini ha fatto è mettere genericamente in guardia il pubblico, cioè una cosa da conservatori pigri, non da Report. Il programma ha parlato senza la sicurezza, la chiarezza, la limpidezza dei giorni migliori, e ha infilato una serie di sciocchezze e banalità che non gli fanno onore.

Mi spiace — e mi spiace davvero, non come quando si dice «mi spiace» ma in realtà si gode — ma è così. Comunque è una puntata, non la fine del mondo.

La saluto.
Con parecchia stima
Matteo Bordone

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Nell’ambito del Programma di Sviluppo Rurale 2007-2013, la Regione Emilia-Romagna intende realizzare interventi pubblici volti all’abbattimento del divario digitale nelle aree rurali bianche C e D, in adempimento al regime d’aiuto n. 646/2009. Per questo motivo indice una consultazione pubblica per individuare le aree in cui realizzare gli interventi e acquisire il potenziale interesse degli operatori di telecomunicazioni a fornire, in quelle aree, il servizio a banda larga ai potenziali utenti finali. Il termine per rispondere è fissato al 20 marzo 2011

digital divideLa Regione Emilia-Romagna nell’ambito del Programma di Sviluppo Rurale 2007-2013 intende realizzare interventi pubblici volti all’abbattimento del divario digitale nelle aree rurali bianche C e D, in adempimento al regime d’aiuto n. 646/2009.

Indice, a tal fine, una consultazione pubblica (in coordinamento con quella nazionale bandita dalla società Infratel Italia S.p.A., per conto del Ministero dello Sviluppo Economico, sull’intero territorio nazionale) volta ad individuare le aree in cui realizzare gli interventi nella nostra Regione, attraverso una verifica/aggiornamento dell’elenco delle aree rurali bianche C e D candidate alla realizzazione degli interventi ( allegati A e A1 del presente avviso), nonché all’acquisizione del potenziale interesse degli operatori di telecomunicazioni a fornire, in quelle aree, il servizio a banda larga ai potenziali utenti finali.

La Regione Emilia-Romagna procederà all’elaborazione di un progetto d’intervento pubblico per la banda larga nelle aree rurali bianche C e D, in adempimento al regime d’aiuto n. 646/2009, che terrà conto sia dei risultati della consultazione, sia delle manifestazioni di interesse all’acquisizione di diritti d’uso di quota parte delle infrastrutture di telecomunicazioni pubbliche, espresse dagli operatori.

Il termine per rispondere è fissato per il 20/03/2011.

Per info: digitaldivide@lepida.it.

 

Si allegano i seguenti documenti correlati:

  • Avviso di consultazione pubblica della Regione Emilia-Romagna
  • Allegato A: lista delle aree dell’Emilia-Romagna notificate CE
  • Allegato A1: altre aree dell’Emilia-Romagna
  • Allegato B: PSR 2007-2013 Misura 321 – Azione 4

Documenti

Fonte: http://www.regionedigitale.net/dallemilia-romagna/notizie-2011/febbraio/avviso-di-consultazione-pubblica-banda-larga-nelle-aree-rurali

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di M. Mantellini – La Rete come presidio della libertà di espressione e di informazione. Ma altrove, non in Italia: dove i numeri indicano un disinteresse crescente verso la pluralità e la qualità dei contenuti

Roma – Già i numeri presentati dall’Istituto Nazionale di Statistica qualche tempo fa mi avevano un po’ preoccupato. Non tanto per i dati (modesti) sulla penetrazione di Internet in Italia, o per quelli sul numero di computer presenti ormai in discreta quantità nelle case degli italiani. In mezzo a quei numeri di continua crescita ce n’era uno molto significativo che avevo volutamente allontanato come si fa con le incombenze sgradite. Mi riferisco al numero di italiani che usa la rete Internet per informarsi che, per la prima volta dopo molto tempo, mostrava un segno negativo passando dal 46,7 al 44 per cento.

Si tratta di una piccola tendenza molto preoccupate, che lo è ancora di più se si considera il livello medio della informazione in questo paese. La grande contrapposizione ideologica che riguarda i maggiori quotidiani e i telegiornali del Paese dovrebbe di per se stessa consigliare i cittadini verso percorsi differenti e maggiormente personali di costruzione della propria agenda informativa. Eppure così sembrerebbe non essere.

Purtroppo la settimana scorsa questa sorta di piccola “cupio dissolvi” informativa è stata in qualche misura confermata da una ricerca presentata dal LaRiCa dell’Università di Urbino, uno studio nel quale possiamo trovare un numero molto ampio di indicazioni sui rapporti fra i cittadini, la Rete e le news. Si tratta di un lavoro effettuato intervistando oltre 1.000 italiani nel corso del mese di dicembre del 2010 e racconta molte cose interessanti. La prima, che tutti sappiamo bene, è che in Italia continua ad esistere una supremazia informativa legata alla televisione, utilizzata da oltre il 90 per cento delle persone; la seconda che Internet è percentualmente l’ultimo dei grandi mezzi di comunicazione utilizzato dai cittadini per raggiungere le notizie.Molti ulteriori dati attenuano la brutalità di una simile classifica, per esempio il fatto che in questi anni si è ampliato il numero di canali informativi utilizzati ed oggi quasi la metà del campione dichiara di informarsi utilizzando 5 o più mezzi differenti. Dicono insomma al LaRiCa che gli strumenti si sommano e non si sostituiscono e anche questa paradossalmente, dato il livello medio imperante, non è una notizia completamente positiva.

Tuttavia dallo studio appare evidente anche che gli adulti siano più interessati alle informazioni rispetto i più giovani, e soprattutto che la scelta informativa è molto spesso generalista e discretamente superficiale. All’Università di Urbino sono gentili e condiscendenti e definiscono questo fenomeno come una tendenza informativa “meno sistematica e più opportunistica: a puzzle”: a me sembra semplicemente che la scelta di utilizzare i portali Internet (Libero, Google News, MSN network) come primo presidio informativo in Rete (questo avviene nel 60 per cento dei casi con una percentuale che sale oltre il 90 nei giovani fra i 18 e i 29 anni) sia una scelta qualitativamente modesta che mal si accorda con una idea di accesso alle notizie in Rete come presidio contro la cattiva informazione imperante altrove. A ruota vengono i siti web editoriali come Repubblica.it e Corriere.it, consultati dal 50 per cento degli intervistati, i siti specialistici (37 per cento), Facebook (23 per cento), i blog personali (18 per cento), Twitter (7 per cento).

Mentre negli USA Internet ha recentemente superato carta stampa e radio nella classifica dei canali informativi utilizzati, da noi non solo la Rete resta al palo ma la tendenza complessiva alla spinta informativa degli italiani sembra più debole che altrove.

Internet è il luogo delle parole: mi viene in mente al proposito una piccola frase dell’editore Mauri che ho letto ieri nel blog di Paola Bonomo e che non riguarda le news ma i libri: “da quando è esplosa internet, nonostante i contenuti gratuiti disponibili, si sono venduti sempre più libri”.

Eppure le parole sono di molti spessori differenti, e se la Rete aiuta a vendere i libri sembra avere effetti di amplificazione minori da altre parti: per esempio in questo paese ci sono circa 18 milioni di profili Facebook, una buona percentuale di questi utenti (circa 12 milioni) accedono alla piattaforma ogni giorno. È piuttosto evidente che, almeno per ora, le tracce di un eventuale effetto di trascinamento della socialità di Rete verso l’informazione in Rete tardino a manifestarsi.

È come se in questo Paese esistessero parole affascinanti ed altre meno. Ed è un peccato, specie se consideriamo che le seconde sono certamente oggi più importanti delle prime.

Massimo Mantellini
Manteblog

Tutti gli editoriali di M.M. sono disponibili a questo indirizzo

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Visto il successo ottenuto dalla prima edizione, torna anche nel 2011 il Premio “Innovascuola”, iniziativa che vuole promuovere e valorizzare la didattica digitale nelle scuole italiane incentivando la produzione di materiali multimediali realizzati da studenti e docenti distribuiti con licenza Creative Commons. Possono partecipare all’iniziativa le scuole primarie e le scuole secondarie di I e II grado, singolarmente o in rete tra loro, e per quest’anno, anche se fuori concorso, possono partecipare anche le scuole dell’infanzia. Le iscrizioni sono aperte dal 2 febbraio al 25 marzo prossimo.
Il Premio “Innovascuola” è promosso dal Ministero per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione e dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, in collaborazione con FORUM PA.

La prima edizione ha riscosso un successo superiore alle aspettative: hanno partecipato 282 scuole primarie, 267 scuole secondarie di I grado e 274 di II grado, per un totale di ben 823 progetti in concorso. Alla premiazione, che si è svolta all’interno di FORUM PA 2010, hanno partecipato 700 tra studenti ed insegnanti: 15 le scuole premiate come “eccellenti”, 6 gli istituti scolastici che hanno ricevuto una menzione speciale e 14 le scuole alle quali è stata assegnata la Medaglia del Presidente della Repubblica Italiana.

Una risposta tanto positiva ha messo in luce come la scuola sia un mondo che, contro diversi luoghi comuni, ha voglia di innovare e sperimentare idee nuove.

Come partecipare alla seconda edizione del Premio? Ogni scuola o rete di scuole può partecipare con un solo prodotto in una delle seguente categorie: giochi educativi; lezioni ed esercizi multimediali su specifiche discipline o ambiti disciplinari; simulazioni ed esperimenti; oggetti a sostegno della didattica per i diversamente abili; oggetti per la sensibilizzazione su tematiche sociali, interculturali, ambientali, pari opportunità e di attualità.
Una commissione di esperti sceglierà un vincitore per ogni ordine scolastico e per ogni categoria e agli istituti scolastici vincitori saranno consegnati i premi offerti dagli sponsor.

Lo spirito di condivisione è alla base del Premio, quindi i migliori contenuti digitali verranno messi a disposizione di tutte le scuole tramite il portale InnovaScuola (www.innovascuola.gov.it) e distribuiti secondo le licenze Creative Commons, che permettono agli autori di mantenere la paternità dei prodotti consentendone al tempo stesso il libero uso e la rielaborazione.

La premiazione avverrà in occasione di FORUM PA 2011, quest’anno in calendario dal 9 al 12 maggio alla Nuova Fiera di Roma.

La candidature possono essere presentate esclusivamente on line, utilizzando la scheda disponibile sul sito www.premioinnovascuola.it e raggiungibile anche dai link sui siti www.innovascuola.gov.it, www.pubblica.istruzione.it e www.forumpa.it.

Approfondimenti: Leggi l’articolo sulla premiazione dell’edizione 2010, con l’elenco dei premiati

Fonte: http://saperi.forumpa.it/story/51290/innovascuola-al-la-seconda-edizione-del-premio-la-didattica-digitale

Licenza CC: http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/2.5/it/

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Siglato il protocollo d’intesa tra Regione, Anci, Upi, Lega autonomie locali, Uncem, Forum terzo settore e sindacati dei pensionati per contrastare il fenomeno del “knowledge divide”

Tastiera Pc(25 gennaio 2011) “Non so niente di internet, non so bene come funziona un computer”. “Se non c’è mia figlia non riesco a consultare gli orari dell’ambulatorio medico”. “Vorrei comprare da casa il biglietto del treno”. “Mi piacerebbe un sacco trovare le ricette su internet…” Frasi “tipo”, pronunciate da anziani, donne – perlopiù casalinghe – , immigrati over 45. Persone che sono distanti (per età, interessi, usi, abitudini) dal computer e dall’universo di internet. E che spesso di non immaginano neppure di poter accedere ai servizi on-line della pubblica amministrazione.

In Emilia-Romagna, 10mila di loro verranno coinvolti nei prossimi mesi in veri e propri corsi di alfabetizzazione digitale, per un minimo di 630 edizioni spalmate nel triennio 2011-2013: è quanto prevede la seconda edizione di “Pane e internet”, che replica il progetto regionale 2009-2010 su tutto il territorio adattando il modello organizzativo alle esigenze emerse nel corso della sperimentazione.

“Abbiamo già superato da tempo la fase in cui l’uso del computer e di internet era considerato un lusso, o un’attività per il tempo libero. Grazie anche agli investimenti fatti dalla Regione nel settore – ha sottolineato oggi l’assessore alle Reti di infrastrutture materiali e immateriali Alfredo Peri in occasione della firma del protocollo “Pane e internet” – , l’accesso alla rete e il suo utilizzo sono sempre più diffusi nella vita quotidiana di cittadini, famiglie e imprese. E’ fondamentale quindi fornire le competenze digitali di base a quelle fasce che, per i motivi più diversi, risultano ancora tagliate fuori. ‘Pane e internet’ dunque – ha concluso l’assessore – è un progetto che serve a ridurre le distanze: territoriali, generazionali, sociali, oltre che informatiche e tecnologiche. E’ un progetto, quindi, che risponde prima di tutto a un diritto dei cittadini, e che favorisce la coesione sociale della comunità”.

Lo strumento individuato da “Pane e internet” (www.paneeinternet.it) è il corso di alfabetizzazione digitale (della durata di 20 ore), che copre diversi contenuti: dall’uso delle semplici funzionalità del computer al saper cercare informazioni in internet, all’utilizzo della rete per usufruire dei servizi on line. Per rafforzare l’azione di “Pane e internet” è strategico operare in un’ottica di allargamento e rafforzamento delle forme di collaborazione e integrazione fra i soggetti istituzionali e non, presenti sul territorio, al di là delle singole competenze di settore: con quest’obiettivo Anci, Upi, Lega autonomie locali, Uncem, Forum terzo settore e sindacati dei pensionati vengono coinvolti con un apposito protocollo, firmato con la Regione.
L’edizione 2011-2013: obiettivi e risorsePersona di colore al computer, immigrazione
La proposta di una seconda edizione del progetto “Pane e internet” per il 2011-2013 si basa sulla possibilità effettiva di “riutilizzare” un set di strumenti e di conoscenze sviluppati nel corso della sperimentazione a vantaggio degli enti che vorranno avviare il progetto sul loro territorio.

E’ possibile riutilizzare tutte le risorse didattiche, promozionali e organizzative già testate a livello regionale e realizzare delle economie di scala sia rispetto ai costi organizzativi e gestionali del progetto.

Il budget di progetto – 1 milione e 660mila euro – rientra nelle risorse di bilancio per Piter (Piano telematico regionale). Potranno inoltre essere attivate sponsorizzazioni o forme di collaborazione con soggetti privati sul territorio finalizzate sempre e solo alla diminuzione del divario digitale in termini di conoscenza, servizi e strumenti.

I corsi di “Pane e internet” 2011-2013 partiranno prima dell’estate e saranno preceduti dalla campagna di comunicazione/informazione che consentirà alle persone interessate di venire a conoscenza dell’iniziativa e iscriversi.

Link

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Voluto dalla Provincia per l’accreditamento dei Suap in simultanea per via telematica
 Da destra: il sindaco di Tresigallo Maurizio Barbirati, l'assessore provinciale Carlotta Gaiani e l'assessore comunale di Ferrara Deanna Marescotti

Da destra: il sindaco di Tresigallo Maurizio Barbirati, l’assessore provinciale Carlotta Gaiani e l’assessore comunale di Ferrara Deanna Marescotti
Mercoledì 26 gennaio: Click Day. La Provincia lo ha istituito per accreditare in simultanea  tutti gli Sportelli unici per le attività produttive (Suap) per via telematica.
Tutto parte con il coordinamento provinciale dei Suap, istituito nel 2004 per individuare un linguaggio comune tra le amministrazioni degli enti locali, per scambiare esperienze, aumentare le conoscenze, semplificare le procedure, uniformare moduli e informatizzare i procedimenti e le comunicazioni tra Suap e tra questi ultimi e le imprese.
Un percorso condiviso, che ha prodotto anche interventi sui sistemi informatici degli enti e attività formative per il personale coinvolto, pubblico e privato.
In particolare, sono stati analizzati i procedimenti amministrativi uno ad uno, successivamente semplificati ed uniformati portando così le amministrazioni a parlare un linguaggio comune sull’intero territorio provinciale.
Un lavoro che si è tradotto per le imprese in risparmi di tempo ed economici.“E’ grazie a questa forte rete interistituzionale – commenta l’assessore provinciale alle Attività produttive Carlotta Gaiani –  che si sono ottenuti in questi anni risultati di avanguardia che hanno fatto di Ferrara uno dei territori pilota a livello regionale e nazionale, alla cui esperienza anche altri territori guardano. Primo fra tutti – prosegue l’assessore – l’intervento che la Provincia di Ferrara ha realizzato in collaborazione con i Comuni del territorio, e grazie al cofinanziamento della Regione Emilia-Romagna e del Cnipa, avviando già dal 2008 un progetto pilota a livello regionale per la gestione delle pratiche di Sportello unico delle attività produttive in modalità digitale ed un articolato processo di semplificazione amministrativa e informatizzazione delle modulistiche a livello dei 26 Suap comunali”.
Per gestire il progetto, la Provincia e i Comuni hanno appositamente costituito un gruppo di lavoro denominato Coor.S.A. (Coordinamento per la Semplificazione Amministrativa) che riunisce personale amministrativo e tecnico-informatico dei diversi enti, partendo dai Comuni pilota di Ferrara, Argenta, Cento, Bondeno, Codigoro e  Copparo, per estenderlo poi agli altri 20 Comuni del territorio.
Un’esperienza che, a sua volta,  si inserisce in un più ampio e articolato progetto regionale denominato: “Progetto di sistema a rete”.“Ferrara ha così scelto – sono ancora le parole dell’assessore Gaiani – di dedicare risorse ed energie al mondo delle imprese e delle loro rappresentanze, confermando ed incrementando il suo impegno su scala provinciale per la semplificazione delle procedure, l’uniformità della modulistica, la digitalizzazione dei sistemi di invio e gestione delle pratiche e la costruzione di una rete di accordi e collaborazioni con gli altri enti e soggetti coinvolti”.
Con questo ulteriore passo la Provincia è nel pieno rispetto dei tempi stabiliti nella  recente riforma normativa avviata nel settore con l’art. 38 della legge 133 del 2008 e poi con i successivi decreti attuativi 159 e 160 del 2010.
Vanno poi aggiunti una stretta collaborazione con la Camera di Commercio e l’avanzato livello raggiunto dalla sperimentazione informatica: tutti elementi che fanno ritenere che gli obiettivi di “Impresa in un giorno” saranno centrati sull’intero territorio provinciale. Obiettivi fissati dallo stesso Ministero per il 28 gennaio, mentre per il 26 marzo scatterà l’obbligatorietà dell’invio delle pratiche on line per le imprese.
“Impresa in un giorno” è, infatti, il titolo che a livello ministeriale è stato scelto per sintetizzare le indicazioni normative introdotte con l’articolo 38, prevedendo esplicitamente la possibilità per le imprese, o le loro organizzazioni, di inviare istanze e comunicazioni agli Sportelli Unici per via telematica. Un invito, dunque, ad usare in modo diffuso, anche tramite la collaborazione delle associazioni di categoria, la posta elettronica certificata (Pec).
Nel frattempo la Provincia ha messo a disposizione il lavoro fatto e tutti i procedimenti lavorati agli operatori interessati sul sito internet: http://people.provincia.fe.it, seguendo il percorso: “procedimento unico”.
“Il processo che prevede la semplificazione per le amministrazioni pubbliche – conclude Carlotta Gaiani – fu introdotto nel nostro ordinamento giuridico a partire dal 1997 con la legge 59. In questi anni la Provincia ha lavorato costantemente per creare nuovi e più efficienti servizi alle imprese e per questo sono nati i Suap, costituendo a livello regionale, e non solo, un punto di riferimento. Ora – conclude l’assessore – forti di una rete consolidata nel tempo e fatta di collaborazioni tra enti e col mondo delle imprese, siamo pronti a fare questo ulteriore salto di qualità, sul terreno dell’ulteriore semplificazione e del servizio reso al tessuto economico del territorio”.
Un passo avanti in termini di aiuto alle imprese, specialmente in un momento nel quale i Comuni faticano a far quadrare i bilanci e a trovare risorse a sostegno dell’economia – hanno commentato gli amministratori presenti dei sei Comuni pilota – e un’opportunità concreta di servizi offerti alle imprese.
Al termine della presentazione la procedura di accreditamento sul sito ministeriale “Impresa in un giorno” è stata praticamente conclusa con pieno successo, dopo l’inserimento di tutti i 26 Comuni della provincia di Ferrara.

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Sul Internet è attivo il nuovo servizio interattivo “Cartografia dei suoli della regione Emilia-Romagna”. Lo strumento web-gis permette di consultare la carta dei suoli in scala 1:50.000 e alcune cartografie collegate

Carta dei suoli dell'Emilia-RomagnaLa carta dei suoli copre attualmente l’intera area di pianura e del margine appenninico. Sono in corso rilevamenti per estenderne la copertura alle aree collinari del territorio regionale.

Lo strumento offre informazioni e dettagli sui diversi tipi di suoli, la loro strutturazione, la loro origine e ancora il loro modo di interazione con altri aspetti quali il clima, la vegetazione, il substrato roccioso, la dinamica geomorfologica e gli interventi umani.

La consultazione on line dello strumento permette anche di ottenere informazioni e approfondimenti su alcuni tematismi collegati ai suoli. Tra questi l’inventario dei dati ambientali, consistente in una serie di campionamenti relativi al contenuto di materiali pesanti nei terreni superficiali; i campioni analisi terreni, consistenti in analisi fisico-chimiche sugli orizzonti superficiali dei terreni; le carte pedo-geochimiche, limitate per ora ai soli territori di pianura, e in grado di indicare le quantità di 5 metalli potenzialmente tossici (cromo, nichel, zinco, rame e piombo) presenti negli strati sottosuperficiale dei terreni utilizzati per scopi agricoli; e la carta di capacità d’uso, che offre una valutazione della capacità di produzione dei suoli per fini agricoli e forestali sul lungo periodo.

L’accesso alla cartografia dei suoli permette ancora di consultare le carte dell’uso del suolo, raffiguranti lo stato di utilizzo dei territori suddividendoli tra aree edificate, coltivate, boscate, a prato, ricoperte da acque, ecc., i risultati delle prove geognostiche, con le quali si analizzano le caratteristiche fisiche e meccaniche dei terreni e delle rocce, e diverse carte geologiche riferite ai territori di pianura, collina e montagna della regione.

Siti correlati

i dettagli sul portale Ermes AmbienteFonte: http://www.regionedigitale.net/dallemilia-romagna/notizie-2011/gennaio/emilia-romagna-i-suoli-sono-on-line

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Progetto WAVEIl progetto Women Aloud Videoblogging for Empowerment [en, come gli altri link eccetto ove diversamente segnalato] (WAVE) è un sito-piattaforma creato per consentire a donne di zone poco urbanizzate dell’India di esprimersi su temi che le riguardano grazie ai video online.

Lo slogan di WAVE dice: “30 donne, 30 regioni, video-blog ogni giorno”. Infatti il sito offre diversi video che coprono un vasto spettro di tematiche da ogni regione dell’India. Le partecipanti vengono scelte da università e Ong per seguire  un programma di tutoring della durata di nove mesi in cui, in cambio dei propri video, riceveranno formazione, strumentazioni e borse di studio.

La filosofia di WAVE è basata sulla convinzione che le giovani donne vadano ascoltate e incoraggiate ad analizzare i problemi delle proprie comunità, in modo da sviluppare le doti di leadership necessarie a fornire soluzioni efficaci che rafforzino il livello socioeconomico delle società in cui vivono.

Chinju Prakash, ventiquattro anni, proviene da Trivandrum, nello Stato di Kerala, e lavora per SPACE, Ong che sviluppa e fornisce programmi per Information Technology [it] e new media [it]. In uno dei suoi video Chinju presenta la Kalavara, una mensa gestita esclusivamente da donne che ora riescono ad auto-sostentersi, raccontando in dettaglio la loro  esperienza.

Preeti Jain è una ventisettenne proveniente da  Bilaspur, nello Stato di Chattisgarh. Attraverso i suoi video, Preeti focalizza l’attenzione su una comunità indigena di Chattisgarh per accrescerne la consapevolezza su tematiche che la riguardano. Nel video successivo, la video-blogger si concentra sulle particolari tradizioni della comunità nel combinare i matrimoni: diversamente da come succede nel resto del Paese, i giovani della tribù Biga incontrano e scelgono le mogli nel corso di eventi pubblici, come ad esempio feste da ballo, per poi comunicarlo ai genitori.

Salam Babina Devi proviene da Imphal (Stato di Manipur), ed è una volontaria che lavora a tempo pieno in un’organizzazione di base che si occupa del miglioramento delle condizioni di vita di donne e bambini. I suoi video si incentrano sugli aspetti culturali del Manipur. Nel video che segue si parla di una danza tipica:

A Manipur ogni evento sociale e religioso significativo è celebrato con una forma personalizzata di danza. Qui possiamo riconoscere un miscuglio di balli tribali, stili folk e altre danze tradizionali tipiche delle colline e delle vallate di questa terra antica.

Il sito di WAVE presenta molte altre storie e video di donne provenienti da diverse zone del Paese.

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traduzione 11 gennaio 2011 · articolo originale [es]

scritto da Cati Restrepo – tradotto da Giulia Jannelli

Il “Twitterathon” è un’iniziativa organizzata grazie alla volontà di vari utenti colombiani di Twitter per far fronte alle drammatiche conseguenze delle piogge torrenziali che hanno colpito il nord della Colombia [it], disastro che nel sito web della Presidenza della Repubblica [es come gli altri link eccetto ove diversamente indicato] viene descritto così:

Las fuertes lluvias e inundaciones, que desde el segundo semestre de 2010 han afectado a más de un millón doscientas mil personas, han dejado a cientos de miles de familias con cuantiosas pérdidas de sus bienes, hogares, cosechas y demás medios de vida, y han afectado severamente múltiples bienes civiles, tales como escuelas, hospitales y vías de comunicación.

Le forti pioggie e le inondazioni, che dalla seconda metà del 2010 hanno colpito più di un milione e duecentomila persone, hanno provocato per centinaia di migliaia di famiglie la perdita delle proprie cose, delle case, dei raccolti e di altri beni, e hanno danneggiato gravemente strutture pubbliche tra cui scuole, ospedali e strade.

Allo scopo di soccorrere i colombiani alluvionati, l’8 di dicembre numerosi utenti di Twitter della città di Medellin [it] si sono riuniti per raccogliere le donazioni loro destinate, e a questo scopo sono rimasti per ben 7 ore nel Parque de los Pies descalzos (Parco dei piedi scalzi), uno degli spazi verdi più emblematici della città. L’origine del progetto viene descritta nel Tumblr del Twitterathon di Medellin:

Esta tarde de 5 de diciembre de 2010 a Sarita Palacio, vía Twitter [@Saritapalacio] se le ocurrió promover la iniciativa de la #Twitteraton, la invitación fue humana y sencilla:

«Mucho dolor con la situación en Bello. Es hora de una manifestación twittera, una twiterton … No les parece?»

Pasados algunos minutos las respuestas a través de la misma red social no se hicieron esperar. Twitteros desde Medellín y otros lugares de Colombia se sumaron con sus ideas, apoyo y preguntas. Rápidamente se organizó una reunión en la Casa Museo Otraparte en Envigado.

Il pomeriggio del 5 dicembre 2010, Sarita Palacio, via Twitter [@Saritapalacio] ha proposto di dare il via a un’iniziativa chiamata Twitterathon; il suo messaggio era semplice ma toccante:

La situazione in cui versa Bello è straziante. E’ il momento di organizzare una raccolta fondi via twitter, un “twitterathon”… non siete d’accordo?

Pochi minuti dopo, sempre via twitter, sono arrivate le prime risposte. Gli utenti Twitter di Medellin e di altre città della Colombia si sono uniti al progetto elargendo contributi, semplice sostegno, e ponendo domande in proposito: in men che non si dica, è stata organizzata una riunione nella Casa Museo Otraparte, a Envigado.

Gruppo Twitterathon – Medellín foto di Julián Gutiérrez (@JulianGutierrezG). Per gentile concessione dell’autore.

Sempre sul sito di Twitterathon vengono presentate le linee-guida per le donazioni, raccolte in un manuale che è stato fatto circolare a livello nazionale grazie alla Croce Rossa, dove vengono elencati i prodotti di cui c’è più bisogno a seconda del giorno di raccolta:

En este enlace encontramos una guía que aclara cómo podemos ayudar a personas daminificadas en situaciones asociadas al invierno en Colombia. Nosotros hacemos énfasis para este miércoles en la urgencia de elementos de:

– Paquetes de aseo familiar
– Paquetes de cocina
– Paquetes de vajilla
– Colchonetas
– Sábanas
– Cobijias
– Alimentos no perecederos

Attraverso questo link si può accedere a una guida che illustra come aiutare le popolazioni alluvionate. Per questo mercoledì, abbiamo bisogno soprattutto di questi prodotti:

– Pacchi formato famiglia per l’igiene
– Pacchi di prodotti commestibili
– Servizi di piatti
– Materassi
– Lenzuola
– Asciugamani
– Cibi a lunga scadenza

Al Twitterathon si sono rapidamente aggregati gli utenti di Twitter di Bogotá [it] che hanno organizzato la medesima iniziativa per sabato 11 di dicembre 2010, presso il TEATRO R101 della capitale colombiana. In quell’occasione non si raccoglievano solamente gli aiuti per le popolazioni colpite dalla stagione delle piogge, ma anche vestiti da donare alla Fondazione Hogares Claret:

Aparte de este conteo de unidades donadas por la red twittera bogotana, la Twitteraton recolectó una gran cantidad de ropa, suficiente para llenar un furgón, la cual fue almacenada en la Casa Scout bogotana y será destinada esta semana a la Fundación Hogares Claret, que trabaja en pro de la población vulnerable y en rehabilitación de habitantes de la calle.

Oltre ai beni donati dalla rete di twitter di Bogotà, il Twitterathon ha raccolto una gran quantità di vestiti, sufficenti a riempire un camion, che sono stati stoccati nel magazzino della Casa Scout di Bogotà. Questa settimana verrano fatti pervenire alla Fondazione Hogares, che lavora per le persone più deboli e la riabilitazione dei senzatetto.

Le città di Cali (@twiteratoncali) e Barranquilla (@twiteratonqilla) hanno unito le loro forze, organizzando eventi simili rispettivamente per il 18 e il 19 di dicembre. Sempre il 18, nella città di Medellín se è tenuta una seconda edizione dell’evento, pubblicizzato attraverso un video su Youtube. Il 22 e il 23 di dicembre è stato organizzato un Twitterathon anche nella città di Sincelejo.

I risultati:

– Il Twitterathon di Medellín ha permesso la raccolta di 4800 prodotti (qui l’elenco pubblico dei prodotti raccolti).
– Il Twitterathon di Bogotà ha riportato sulla sua pagina Facebook di aver ricevuto, durante l’intera giornata dell’evento, ben 10.525 beni di aiuto umanitario.
– Il Twitterathon di Cali ha dichiarato di aver raccolto 14 tonnellate di aiuti.

Il gruppo di Cali ha creato un sito web dedicato all’iniziativa, chiamato Twitterathon Cali, dove gli organizzatori hanno manifestato la propria gratitudine verso coloro che hanno partecipato e collaborato, pubblicando le foto dell’evento. Della raccolta di aiuti si è occupato anche il quotidiano di Cali, El Pais. L’utente twitter Incognito (@lncognito) ha scritto:

Todavia no puedo creerlo… Casi 14 toneladas de ayuda recibidas este dia en la #TwitteratonCali

Non ci posso ancora credere…Quasi 14 tonnellate di aiuti ricevuti oggi durante il #TwitteratonCali

Quello che segue è un video pubblicato da Julian Mauricio (@profetaloco) sul Cali Twitterathon:

Va sottolineato che durante le giornate per aiutare gli alluvionati colombiani, l’organizzazione ufficiale del Telethon – che per il 2010 ha tenuto la sua edizione colombiana il 18 e 19 di dicembre – ha deciso di collaborare invitando i colombiani a donare non solo in aiuto alle persone diversamente abili (obiettivo principale della giornata), ma anche per l’iniziativa umanitaria allestita dal Governo come intervento straordinario per lenire i danni arrecati dalle alluvioni.

Fonte: http://it.globalvoicesonline.org/2011/01/colombia-gli-utenti-twitter-si-organizzano-per-aiutare-le-popolazioni-alluvionate/

Licenza CC: http://creativecommons.org/licenses/by/3.0/

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Realizzata da Provincia e Camera di Commercio

Particolare della copertina della guida Particolare della copertina della guida

 

Ferrara e il cinema, una storia lunga un secolo. Cento anni in cui alcuni tra i più grandi registi ed attori del panorama italiano hanno potuto calcare le strade del territorio estense, interpretando le emozioni tipiche di queste terre e rendendole immortali sulle loro pellicole.
Nasce così Provincia di Ferrara: terra e cinema, la nuova guida al cineturismo del territorio ferrarese che offre l’occasione di un viaggio nella storia del grande cinema del territorio estense.
La presentazione ufficiale della guida è avvenuta in Castello Estense da parte dell’assessore al Turismo della Provincia di Ferrara, Davide Bellotti, del presidente della Camera di Commercio di Ferrara, Carlo Alberto Roncarati, e dello studioso di cinema, nonché curatore dei testi della guida, Paolo Micalizzi.
‘Ideata e realizzata da Provincia e Camera di Commercio – ha ricordato l’assessore provinciale al Turismo Bellotti – e stampata in italiano e inglese in 10mila copie, la guida è rivolta a tutti gli appassionati di cinema che potranno, così, ripercorrere idealmente i luoghi del territorio ferrarese che hanno ospitato nel corso dei decenni film e fiction: dai muti di carattere storico che risalgono agli albori della cinematografia (come Torquato Tasso e Parisina), a quelli ambientati nel difficile periodo del dopoguerra; dalle pellicole che riportano alla mente i romanzi di Giorgio Bassani, ai più recenti Ravanello Pallido e Nebbie e Delitti’.
Luchino Visconti, Florestano Vancini, Michelangelo Antonioni, Giuliano Montaldo, Pupi Avati, sono solo alcuni dei grandi registi che hanno trovato nella città di Ferrara e nella sua provincia uno splendido contesto per i propri set cinematografici.
Ottanta i film passati in rassegna, a ciascuno dei quali è dedicata una scheda contenente trama, luoghi di ambientazione, informazioni tecniche e suggestive foto, alcune delle quali scattate direttamente sui set. Il tutto, poi, corredato da dettagliate mappe (una sulla città di Ferrara ed una sul territorio provinciale) ed approfondimenti sui protagonisti ferraresi dello schermo e sugli itinerari attraverso i quali poter scoprire location e scene di ambientazione dei film stessi; uno strumento pratico e maneggevole, quindi, che darà al lettore la possibilità di ritrovarsi idealmente all’interno dei set cinematografici.
‘L’idea è nata da una mia proposta – spiega l’autore Paolo Micalizzi – di costruire una guida di Ferrara attraverso il cinema, come ce ne sono altre sulla bicicletta o di altro tipo ed ha trovato subito l’entusiasmo dell’Assessorato al Turismo della Provincia’.
‘Nostro obiettivo – ha continuato il presidente della Camera di Commercio Roncarati – è di puntare su una serie di iniziative per spingere i turisti a trovare sempre un buon motivo per venire a Ferrara. Questa guida è un esempio di questo impegno”.
Nel dicembre dello scorso anno la Provincia di Ferrara, sempre in collaborazione con la Camera di Commercio, aveva diffuso il filmato: Alla scoperta del grande cinema nella Provincia di Ferrara, un breve documentario sul cinema ferrarese capace di accostare in maniera efficace e dinamica le sequenze dei film ai reali luoghi di ambientazione. Il filmato, visualizzabile all’indirizzo www.ferraraterraeacqua.it/html/lezioniterritorio_video.htm , rientra all’interno di un progetto più ampio che i due Enti stanno conducendo sulla cinematografia ferrarese, che si arricchisce, dunque, di questa nuova guida e che, tra qualche mese, potrà contare anche di un livello di Realtà Aumentata dedicato al cinema.
La guida Provincia di Ferrara: terra e cinema è a disposizione chiunque ed è scaricabile (in formato PDF) dal sito: www.ferrarainfo.com ed è richiedibile gratuitamente inviando una mail all’indirizzo: cinetur@provincia.fe.it.

Fonte: http://www.provincia.fe.it/?nav=92&news=F3F2063A1A13B1ECC12577FB0041AD20

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