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In Emilia-Romagna sono circa 22.000 le persone affette. Le linee guida della Regione per l’organizzazione dell’assistenza

Foto di Marco Caselli Nirmal, archivio Agenzia informazione e ufficio stampa Giunta Regione Emilia-Romagna(11 febbraio 2011) La prevenzione, il percorso diagnostico-terapeutico, la continuità dell’assistenza socio-sanitaria, la promozione della salute. La Regione Emilia-Romagna ha recentemente approvato le linee guida rivolte alle Aziende sanitarie per l’organizzazione dell’assistenza alle persone con epilessia (circa 22.000 in Emilia-Romagna). Il provvedimento costituisce un’ulteriore tappa nello sviluppo dell’assistenza integrata in Emilia-Romagna e, più in generale, del sostegno alla piena cittadinanza della persona con epilessia.

Il 14 febbraio è la prima Giornata europea dell’epilessia, che ricorre nel momento di uno storico traguardo: il riconoscimento di casi di guarigione da questa patologia (Decreto ministeriale del 30 novembre 2010, che recepisce una direttiva comunitaria). La Giornata è l’occasione per parlare di una patologia che colpisce adulti e bambini e necessita di una presa in carico globale della persona, e per fare i conti con pregiudizi culturali, tuttora diffusi. Il 14 febbraio offre dunque l’opportunità per sensibilizzare i cittadini sulla patologia e per comunicare a chi ne è affetto che non è solo.

 

Le linee guida regionali Foto di Marco Caselli Nirmal, archivio Agenzia informazione e ufficio stampa Giunta Regione Emilia-Romagna
Le linee guida (delibera di giunta 2073/2010) impegnano le Aziende sanitarie a sviluppare, in modo omogeneo su tutto il territorio regionale, una rete integrata dei servizi per l’assistenza. A partire dagli interventi di prevenzione: per ridurre l’incidenza della patologia e per ridurne la prevalenza sulla base dell’appropriatezza e della precocità della presa in carico della persona. Tale impegno di prevenzione è rivolto inoltre a combattere le conseguenze della patologia e l’emarginazione sociale: si basa sui principi della “qualità della vita” e costituisce tuttora uno degli aspetti più trascurati nella gestione della persona con epilessia.

Per quanto riguarda l’aspetto diagnostico-terapeutico, il documento definisce il percorso che le Aziende sanitarie devono individuare per la gestione nell’emergenza delle crisi epilettiche (a partire dai Pronto soccorso) e i requisiti delle strutture per l’assistenza ordinaria. Il Centro di riferimento regionale per la gestione della terapia chirurgica è individuato nel Polo delle scienze neurologiche dell’Ospedale Bellaria di Bologna (recentemente riconosciuto come  Irccs – Istituto per le scienze neurologiche di Bologna).

Nel documento sono inoltre definiti i percorsi per la continuità dell’assistenza socio-sanitaria, sia tra le strutture del territorio e gli ospedali, sia nell’elaborazione del programma individuale di presa in carico della persona, in particolare, rispetto all’inserimento a scuola o nel mondo del lavoro e per le attività di riabilitazione.

Le linee guida sottolineano la necessità da parte delle Aziende sanitarie di sviluppare iniziative/interventi (a partire dalla formazione degli operatori) per supportare la vita individuale della persona con epilessia e la sua famiglia, sia dal punto di vista emotivo-relazionale, sia per una migliore conoscenza e gestione quotidiana della patologia e dei percorsi amministrativi (per esempio, riconoscimento della disabilità, esenzione ticket, patente automobilistica). La rete dei servizi sanitari e socio-sanitari può contare sulla collaborazione costante dell’Associazione italiana contro l’epilessia (Aice), che riunisce le persone malate e i loro famigliari, e della società scientifica Lega italiana contro l’epilessia (Lice), che riunisce a livello nazionale i medici esperti in questo campo.

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Al via la XVII edizione della Campagna Nazionale Nastro Rosa per la prevenzione del tumore al seno.
In tutto il mondo occidentale, infatti, il cancro alla mammella è il primo tumore femminile per numero di casi e la sua incidenza è in costante aumento. In Italia si calcola che nel 2010 i nuovi casi di tumore alla mammella saliranno a circa 42mila. Sconfiggere la malattia è possibile nella stragrande maggioranza dei casi, grazie soprattutto alla prevenzione e all’anticipazione diagnostica.

Nel mese di Ottobre è partita la campagna “Nastro Rosa” organizzata dalla Lilt (Ente Pubblico su base associativa che opera sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, sotto la vigilanza del Ministero della Sanità) che prevede visite specialistiche ed esami strumentali senologici in ben 390 ambulatori sparsi su tutto il territorio nazionale.

La diagnosi precoce è attualmente lo strumento più prezioso per contrastare il cancro alla mammella grazie soprattutto all’ecografia e alla mammografia – afferma il prof. Francesco Schittulli, senologo – chirurgo oncologo e presidente nazionale della LILT –  Oggi infatti la prevenzione e gli strumenti di diagnosi precoce a disposizione, sempre più precisi, ci danno la concreta possibilità di affrontare il cancro e vincerlo. Perché tanto più il tumore è piccolo tanto maggiore è la probabilità di batterlo. Non dobbiamo mai dimenticare che, con un’adeguata ed opportuna anticipazione diagnostica, la possibilità di guarire registra percentuali superiori al 90% – 95%”.“Ma l’adesione delle donne alla prevenzione registra purtroppo ancora molte assenze: il tasso nazionale di screening per la popolazione femminile è infatti del 56,6%. E il dato è più allarmante nelle aree meridionali”.

[…] Voglio rivolgere un appello ad ogni donna affinché la diagnosi precoce diventi un fattore culturale, un impegno operativo, un gesto abituale, perché solo se praticata con regolarità risulterà efficace. Un modo questo per essere artefici del proprio benessere, diventare sempre più protagoniste della tutela della propria salute.”

Sul sito della LILT sono indicate le sezioni Provinciali divise per Regione http://www.legatumori.it/sezioni/sezioni.php in cui è possibile trovare indirizzi e contatti delle varie sedi.

Via:  http://www.legatumori.it/

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di Leonardo Rosa

Domani al Sant’Anna amministratori e medici illustrano risultati ed evoluzione degli screening

La prevenzione in senso generale e più in particolare gli screening oggi aiutano enormemente a fronteggiare determinati tipi di tumore. Importantissimo quindi che i cittadini interessati seguano i consigli degli esperti e si sottopongano ai relativi test sanitari.

Per capire meglio questi delicati aspetti, molto spesso fondamentali per salvare vite umane, Provincia, Comune, Azienda Ospedaliera e Usl di Ferrara hanno organizzato un convegno aperto non solamente ai medici, ma a tutta la cittadinanza, per diffondere nel dettaglio queste informazioni…

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IN SINTESI:

E´ stata attivata l´estensione del programma di screening gratuito per la diagnosi precoce dei tumori della mammella. Il programma prevede il coinvolgimento delle donne nelle fasce di età dai 45 ai 49 e di quelle dai 70 ai 74 anni.
La Regione Emilia-Romagna è l´unica ad avere previsto questa estensione in modo da offrire una nuova opportunità di prevenzione. Complessivamente le interessate dallo screening sono circa 840mila con un investimento di circa 14 milioni di euro all’anno.

A sostegno dell´iniziativa è prevista la campagna informativa che ha come slogan “Lunga vita alle signore”. Tra gli strumenti di informazione opuscoli, radio e video comunicati, locandine. Per informazioni si può contattare il numero verde gratuito 800033033 del Servizio sanitario regionale (giorni feriali dalle 8,30 alle 17,30 e il sabato dalle 8,30 alle 13,30) oltre al sito all’indirizzo www.saluter.it/screening_femminili.
Nella notizia si trovano i dati relativi ai risultati ottenuti  e l´impegno della Regione per la prevenzione. Tra gli approfondimenti si trova una scheda riassuntiva dei tre programmi di screening attivi sul territorio, mentre nei contenuti speciali si può vedere l´intervista all´assessore regionale Giovanni Bissoni.

Sono già partiti i primi inviti, con lettera dell’Azienda Usl a domicilio, alle donne dai 45 ai 49 anni e dai 70 ai 74 anni ad effettuare la mammografia di screening. Così come previsto dalla Giunta regionale nel luglio scorso, da gennaio è partita infatti l’estensione del programma di screening gratuito per la diagnosi precoce dei tumori della mammella,  che fino al 31 dicembre 2009 era rivolto – secondo le indicazioni nazionali – alle donne dai 50 ai 69 anni.

L’Emilia-Romagna è l’unica Regione, al momento, ad aver deciso questa estensione che comporterà un aumento della spesa dagli attuali 8 a circa 14 milioni di euro all’anno. In questo modo si offrirà  alle donne dai 45 ai 49 (163.354 in totale)  una nuova opportunità di prevenzione con l’invito ad effettuare la mammografia ogni anno e alle donne dai 70 ai 74 anni (126.311 in totale) di poter proseguire i controlli mammografici biennali. Le interessate dallo screening diventano quindi complessivamente 838.520  (oltre 840mila considerando anche le domiciliate e non solo le residenti) pari al  37,6% della popolazione femminile dell’Emilia-Romagna.

A sostegno di questa iniziativa è stata predisposta una campagna informativa per far conoscere programma e nuove opportunità offerte. “Lunga vita alle signore” è lo slogan della campagna che prevede la distribuzione di opuscoli informativi, l’affissione di manifesti e locandine, la messa in onda sulle principali emittenti della regione di radio e video comunicati, la pubblicazione di inserzioni sulla stampa quotidiana.
In tutti i casi si ricorda che per informazioni e approfondimenti ci si può rivolgere al numero verde unico del Servizio sanitario regionale 800 033 033 (giorni feriali dalle 8,30 alle 17,30 e il sabato dalle 8,30 alle 13,30) o consultare il sito all’indirizzo www.saluter.it/screening_femminili.

radiologaL’adesione alla campagna di screening e i percorsi di accesso
La scelta della Giunta regionale di ampliare l’offerta dello screening alle donne in fascia di età 45-49 e 70-74 è stata presa sulla base delle evidenze di efficacia (cioè la verificata possibilità di ridurre la mortalità per tumore della mammella anche per queste età, attraverso la diagnosi precoce) documentate dalla letteratura scientifica nazionale ed internazionale, e sulla base dei buoni risultati ottenuti in oltre 10 anni di attività dello screening mammografico, avviato in Emilia-Romagna dal 1996.  L’adesione all’invito delle donne dai 50 ai 69 anni si è mantenuta elevata registrando, nel 2008, un 72,4% di aderenti contro il 59,9% registrato a livello nazionale.

A tutto il 2008 sono stati 8.300 i tumori diagnosticati in fase precoce (su un totale di 11.500 identificati) che hanno dunque permesso di intervenire tempestivamente con le cure necessarie. Per le donne che hanno eseguito la mammografia all’interno del programma di screening, vista l’alta qualità dei percorsi garantita, la mortalità per questo tipo di tumore si è ridotta del 56% (in Italia il 50%).

Per la diagnosi dei tumori del seno e per l’appropriata prescrizione ed erogazione della mammografia, la Giunta regionale, nel luglio scorso, ha definito inoltre priorità e percorsi di accesso alla mammografia, al di fuori del programma di screening in modo da assicurare l’esame a tutte le donne per le quali lo stesso esame è necessario secondo le evidenze scientifiche.  Le mammografie urgenti o urgenti differibili devono essere erogate nei tempi previsti (entro 72 ore per le urgenti ed entro 7 giorni per urgenti differibili) nei Centri senologici pubblici.

Sono poi in corso di definizione protocolli e percorsi diagnostici individuali per le donne che presentano un fattore di rischio legato a ereditarietà/familiarità. Oltre a questo, anche alle donne dai 40 ai 44 anni, al di fuori dell’urgenza e delle condizioni di rischio ereditario/familiare, la mammografia sarà garantita ma entro 90 giorni e non nei tempi di attesa previsti dalla norma (60 giorni).
In sintesi, al di fuori dello screening, dell’urgenza, di condizioni di rischio per familiarità/ereditarietà e per la mammografia richiesta per la prima volta dai 40 ai 44 anni, l’esame mammografico è reputato inappropriato e pertanto può avere lunghi tempi di attesa.
Sotto i 40 anni di età, la mammografia non è indicata e pertanto la presa in carico avviene con la visita clinica del senologo ed eventuali accertamenti successivi.

Fonte: http://www.regione.emilia-romagna.it/wcm/ERMES/notizie/news/2010/gen/screening_mammografia.htm

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401px-Red_Ribbon.svg Il 1° dicembre 2009 è la Giornata Mondiale Contro l’AIDS, e, per l’occasione, il Ser.T di Ferrara (servizio pubblico per la prevenzione cura, riabilitazione delle dipendenze patologiche) e la Commissione inter-aziendale Azienda USL e Azienda Ospedaliero-Universitaria di Ferrara, che coordina le azioni contro la diffusione dell’HIV, hanno in programma l’organizzazione di un articolato evento culturale, di informazione, comunicazione sociale e scientifica alla Sala Estense di Ferrara.

Regione Emilia Romagna, Comune e Provincia di Ferrara hanno assicurato patrocinio e collaborazione, mentre aderiscono al progetto CSV-Centro Servizio Volontariato, AVIS, Ufficio Scolastico Provinciale, Università degli Studi di Ferrara, Promeco.
Tra i punti qualificanti della manifestazione c’è il Premio Giornalistico «WRITE-AIDS», un concorso artistico, creativo e culturale -aperto ai cittadini d’ogni età che mette in palio complessivamente 2.000 €uro ed ha come suo primo obiettivo quello contrastare il fenomeno dell’indifferenza informativa sul tema AIDS.

Il bando è disponibile sui siti dell’Azienda Usl di Ferrara (www.ausl.fe.it), del Comune (www.cronacacomune.it) e presso i partner coinvolti.

Per scaricare il bando >> bando_premio_giornalistico_aids_hiv_2009.pdf <<

Da alcuni anni, infatti, gli addetti ai lavori hanno la sensazione che sia calato un sinistro silenzio sul problema. L’attenzione dei media e della società civile si abbassa, nonostante il virus HIV sia in continua crescita e, in Italia, l’Istituto Superiore di Sanità stima 140.000 sieropositivi e 3-4.000 le nuove infezioni in un anno.
Siamo di fronte ad uno strano fenomeno, per cui i più giovani non sanno di cosa si tratta e le generazioni più vecchie pensano che il virus HIV sia scomparso o guaribile: niente di più sbagliato.
La realtà è molto diversa perché non esiste ancora un vaccino sicuro contro l’AIDS, nonostante la ricerca proceda con intense sperimentazioni e le terapie prolunghino la vita dei soggetti sieropositivi che, in ogni caso, non guariscono e sta di fatto che il potenziale di diffusione aumenta per questo immotivato “cessato allarme”.
Il 1° Dicembre dalle 10.30 alle 23, alla Sala Estense, si svolgerà un intenso programma di iniziative aperte a tutti con l’unico obiettivo di accendere l’attenzione dei cittadini sulla questione HIV/AIDS.
Comporranno la giornata tre diversi eventi interpretati con parole, musica, visione di documentari, dibattiti pubblici, animazione e approfondimento in gruppi di lavoro.

La mattina del 1° Dicembre, una conferenza con la stampa aperta al pubblico, stimolerà la riflessione e lo scambio d’informazioni, con esperti che a vario titolo sono coinvolti sul tema HIV/AIDS, presentando dati, le ultime novità in campo medico e scientifico, il punto sulla ricerca, le terapie, i comportamenti corretti. Al termine, la giuria del premio presenterà le sue riflessioni sul concorso giornalistico “WRITE-AIDS”.
Interverranno: Florio Ghinelli direttore del Reparto di Malattie Infettive dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Ferrara, Laura Sighinolfi infettivologa, Riccardo Gavioli ricercatore, Luisa Garofani direttore Ser.T AUSL Ferrara e altri ospiti.
Nel pomeriggio alle 15 del 1 Dicembre sarà dato ampio spazio al problema HIV/AIDS in Africa;

alle 21, la chiusura della giornata con uno spettacolo di musica, danza, recitazione ispirato al tema e alle sue implicazioni antropologiche, di cultura e di costume, con, in finale, la premiazione dei tre vincitori di «WRITE-AIDS», da parte delle autorità cittadine.

Fonte: http://www.ausl.fe.it/home-page/news/parte-il-premio-giornalistico-abwrite-aidsbb-1

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