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Il consigliere provinciale Davide Verri scrive cose non vere.

Nella conferenza stampa del 17 maggio in Castello Estense è stato presentato il piano sicurezza stradale per il 2013, con un investimento complessivo di due milioni per nuovi asfalti, cui vanno sommati 170mila euro per nuovi guard rail e 70mila per l’abbattimento di alberature pericolanti e malate ai bordi delle strade. Il totale, come chiunque può constatare con una calcolatrice alla mano, fa 2.240.000 euro e non due milioni come scrive Verri.

Nell’incontro con i giornalisti, inoltre, non abbiamo detto che a questa somma andrebbero aggiunti ulteriori costi per interventi di più ordinaria manutenzione (buche e piccole frane) che sommati in un anno fanno 300mila euro.

Come si può vedere, è quasi la stessa somma incassata con le contravvenzioni, 2.640.000, contrariamente a ciò che afferma Verri.

Ma non è tutto.

L’ex sindaco di Bondeno dovrebbe poi sapere che i dispositivi di controllo della velocità, una volta in funzione, hanno dei costi di gestione e manutenzione. Solo fra spese di notifica, gestione e ammortamento, questi impianti ci costano all’anno circa 700mila euro, senza contare il costo del personale (otto persone), dedicato a garantire questo servizio.

Tutte spese che sono a carico del bilancio della Provincia.

Aggiungo, per un’informazione ancor più completa, che la legge nazionale prevede di destinare per la manutenzione della rete stradale il 50% degli incassi, mentre noi abbiamo deciso di spendere il 100%.

Purtroppo non è la prima volta che cerco di spiegare al consigliere Verri come stanno le cose, come ho fatto anche in Consiglio rispondendo a interrogazioni e quesiti. Vedo però che è inutile, specie quando di fronte c’è chi non vuole ascoltare.

Davide Nardini

Assessore ai Lavori pubblici

Provincia di Ferrara

 

Ferrara, 22 maggio 2013

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La Presidente della Provincia di Ferrara e i sotto indicati Sindaci richiamano l’attenzione di ANAS in merito alle pietose condizioni in cui versa, in modo particolare stante situazioni di pioggia, la superstrada Ferrara-Mare.

La percorribilità è altamente pregiudicata con soglie minime di sicurezza ben oltrepassate; buche che creano ristagni di acqua imponenti, corridoi di acqua che “intrappolano” i veicoli rendendo assai difficile la conduzione degli stessi, cascate d’acqua che si riversano sui parabrezza delle vetture che affrontano seppur con cautela la corsia di sorpasso.

Quelli sopra descritti sono solo alcuni degli effetti e delle situazioni che si possono provare con la percorrenza della Superstrada; siamo perfettamente consapevoli della limitatezza di risorse e di contingenza economica assolutamente negativa ma allo stato delle cose non possiamo sottacere una situazione che si trascina da anni ed alla quale si è posto mano sempre e solo con interventi sporadici e dietro pesanti sollecitazioni degli stessi amministratori locali.

Ci chiediamo allora quale sia la strategia relativamente alla superstrada: attendere forse la trasformazione della stessa in autostrada con conseguente manutenzione e rifacimento dei manti?

Nel frattempo, considerati tempi e modalità cosa fare?

La situazione della Superstrada oggi è tale che richiede ora ed immediatamente interventi che consentano una viabilità in sicurezza, specie, ripetiamo e sottolineiamo, in costanza di avverse condizioni meteorologiche; non è ammissibile, da parte nostra, non denunciare una situazione grave e non chiedere conto di quali siano le intenzioni dell’Ente gestore in ordine ad interventi tempestivi per garantire sicurezza e viabilità.

Marcella Zappaterra Presidente della Provincia

Tiziano Tagliani Sindaco di Ferrara

Andrea Marchi Sindaco di Ostellato

Marco Fabbri Sindaco di Comacchio

Sabina Mucchi Sindaco di Migliarino

Maria Cecilia Rescazzi Sindaco di Masi Torello

Claudio Fioresi Sindaco di Voghiera

Paola Ricci Sindaco di Lagosanto

Rita Cinti Luciani Sindaco di Codigoro

Marco Roverati Sindaco di Migliaro

Giancarlo Malacarne Sindaco di Massa Fiscaglia

Ferrara, 5 aprile 2013

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Associazionismo
Finanziamenti per l’integrazione, la lotta all’emarginazione e alla violenza sulle donne. L’assessore regionale alle Politiche della sicurezza Simonetta Saliera: “Proseguiamo il nostro lavoro con le associazioni per difendere chi è più fragile e contribuire a una società più sicura” 21/01/2011
Bologna

 

Skatepark per l'integrazione - associazione Xenia Lotta contro la violenza sulle donne, inserimento degli stranieri, contrasto al razzismo, diffusione di una cultura della convivenza e della democrazia, prevenzione delle truffe a giovani e anziani. Sono gli obiettivi dei sedici progetti per la sicurezza promossi dalle associazioni di volontariato dell’Emilia-Romagna (tra cui Arci, Federconsumatori e Uisp) che la Regione finanzia con oltre 90mila euro.

Trentamila euro vanno in provincia di Bologna: cinque i progetti tra cui uno skate-park con cui l’associazione Xenia vuole favorire l’integrazione dei giovani della Bolognina, l’attività dell’associazione Borgomondo per riqualificare il Parco dei Pini sul lungo Reno e i percorsi di inserimento per contrastare l’emarginazione promossi dal Comitato piazza Verdi. Due, invece, i progetti a Ravenna, per un totale di 12.500 euro: sono campagne di sensibilizzazione rivolte in particolare ai giovani, una contro la violenza sulle donne, l’altra sulla criminalità organizzata.

A Modena dalla Regione arrivano 30.800 euro per cinque progetti sulla legalità e l’educazione. È di 6.252 euro, invece, il finanziamento per il progetto contro il razzismo del comitato provinciale Uisp di Piacenza. Stesso importo per il percorso a sostegno delle donne in difficoltà dell’associazione Viale K di Ferrara, per i laboratori del Centro d’ascolto e di prima accoglienza Buon Pastore di Forlì-Cesena e per il progetto “Parma sicura: differenza di genere e politiche di sicurezza” del Centro antiviolenza.

Filo conduttore di tutte le iniziative, l’impegno a rafforzare i legami sociali e la solidarietà soprattutto nelle parti più deboli o marginali della società. “Proseguiamo il nostro lavoro per difendere chi è più fragile nella nostra comunità e contribuire a una società più sicura in cui nessuno si senta abbandonato”, spiega Simonetta Saliera, vicepresidente e assessore alle Politiche della sicurezza della Regione Emilia-Romagna. “In questo – aggiunge – la collaborazione con il mondo del volontariato è fondamentale e preziosa”.

Documenti da scaricare:

Fonte: http://www.emiliaromagnasociale.it/wcm/emiliaromagnasociale/news/2011/gennaio/21_finanz.htm

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Finanziati 63 progetti di Comuni, Province e associazioni di volontariato. Gli interventi per provincia

Foto di Liviana Banzi, archivio Agenzia informazione e ufficio stampa Giunta Regione Emilia-Romagna(29 dicembre 2010) Nuove sedi, attrezzature e più servizi di Polizia municipale; promozione della cultura della legalità con incontri con i giovani, sostegno agli imprenditori e agli anziani; azioni di contrasto all’infiltrazione della criminalità organizzata.

La Regione Emilia-Romagna investe quasi 3 milioni di euro per la prevenzione e la sicurezza dei cittadini sostenendo 47 progetti locali presentati da Comuni e Province. Finanziati, inoltre, altri 16 progetti di associazioni di volontariato, per un totale di 63 iniziative in tutto il territorio regionale.

L’obiettivo degli interventi è aumentare il senso di sicurezza dei cittadini, potenziare i servizi e qualificare la Polizia locale e contrastare l’infiltrazione della criminalità organizzata nella società emiliano-romagnola.

Nello specifico 9 progetti riguardano la ristrutturazione delle sedi della Polizia locale, mentre altri 15 sono rivolti alla maggiore professionalizzazione degli agenti negli interventi di prevenzione dei fenomeni di microcriminalità, con particolare attenzione ai giovani e agli anziani e attraverso il controllo appiedato del territorio.

Venticinque i progetti di Comuni e Province che riguardano, invece, direttamente il tema della sicurezza urbana che viene affrontato, in base ai principi della legge regionale in materia, con una serie di strumenti di prevenzione integrata che vanno dal recupero urbano alla prevenzione sociale e di comunità e al controllo con videocamere. Tra questi ultimi, la Regione ha riconosciuto una speciale priorità a iniziative delle amministrazioni locali volte a prevenire l’infiltrazione della criminalità organizzata e a diffondere la cultura della legalità con il coinvolgimento degli enti locali, delle forze sociali, della scuola, dell’associazionismo e del volontariato.

Foto di Tamburini Alan, archivio Agenzia informazione e ufficio stampa Giunta Regione Emilia-RomagnaIl commento dell’assessore alle Politiche per la sicurezza
“Lavoriamo per aumentare il senso di sicurezza dei cittadini, in primo luogo contrastando la solitudine e la disgregazione sociale che sempre più caratterizza la nostra società specie nella sua parte più fragile”, spiega Simonetta Saliera, vicepresidente e assessore alle Politiche per la sicurezza della Regione. “Nonostante le difficoltà economiche del momento e i tagli del governo lascino la Polizia di Stato spesso senza nemmeno la benzina per le auto, la Regione è in grado di dotare gli agenti della Polizia locale di mezzi e strumenti sempre più moderni”.

Nella scelta dei progetti di Polizia locale da sostenere, spiega la vicepresidente, “sono stati premiati quelli che maggiormente puntano a creare collaborazione tra la Polizia locale e la cittadinanza: troppo spesso gli agenti sono visti solo come coloro che fanno le multe invece iniziative come queste dimostrano che il loro impegno per la comunità è vario e diffuso e conferma la vicinanza ai bisogni dei cittadini”.

Per quanto riguarda, infine, i progetti di contrasto all’infiltrazione della criminalità organizzata, conclude Saliera: “l’Emilia-Romagna è terra nemica alla criminalità organizzata soprattutto per l’attività delle istituzioni e dei corpi sociali, ma dobbiamo mantenere vivi i nostri anticorpi e rafforzare la corazza”.

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La Nuova Ferrara del 19/08/2010 , articolo di ANDREA TEBALDI ed. Nazionale  p. 12

Lavori per adeguare gli edifici. Occhio all’antisismica e al fotovoltaico – L’assessore Nardini: i fondi si sono ridotti Costruire ex novo non è più possibile

Oltre un milione e ottocento mila euro. Ammonta a questa cifra l’impegno della Provincia di Ferrara che ha avviato una serie di interventi di manutenzione e messa in sicurezza degli edifici scolastici. La stragrande maggioranza degli interventi che hanno interessato numerosi plessi saranno conclusi entro l’inizio dell’anno scolastico a metà settembre. Abbiamo fatto il punto di tutti gli interventi con l’assessore provinciale con delega all’Edilizia Scolastica Davide Nardini (nella foto). Tra le priorità indicate per il futuro anche l’investimento in un’ottica di adeguamento sismico degli edifici e per gli impianti fotovoltaici sui tetti.
«L’impegno della Provincia per gli edifici scolastici è rilevante – ha spiegato Nardini -. Si è realizzata la manutenzione di infissi, soffitti, controsoffitti, pavimentazione, manutenzioni murarie, si è lavorato su illuminazione, porte, caldaie e servizi igienici». «La legge 23/1996 – ha proseguito Nardini – stanziò nei primi anni importanti cifre per il settore anche attorno ai 14-15 miliardi all’anno di lire con cui si fecero anche scuole. Ora quel contributo è molto più magro ed è ammontato per il 2010 a soli 200.000 euro, cifra che non consente purtroppo più quel genere di azioni». Ecco l’elenco di tutti gli interventi realizzati (tra parentesi l’importo): liceo classico Ariosto, infissi, controsoffitti, controsoffitti palestra (163.000); Itc Monti, servizi igienici, impianto interfono, centrale termica (109.000); liceo scientifico Roiti, servizi igienici, infissi, impianto interfono (8.000); Iti Copernico-Carpeggiani, pavimentazione, manutenzione muraria, parapetti (114.000); liceo sociale Carducci, servizi igienici, pavimentazione (108.000); Einaudi, archivio (28.000); Ipsia, linea di emergenza, impianto parafulmine (28.000); istituto Vergani, impianti, illuminazione, tinteggiatura (54.000); Isit Bassi-Burgatti Cento, copertura, illuminazione palestra, antincendio (77.000); Centro Scolastico Codigoro, impianto illuminazione, impianti, impianti calore (38.000); Polo scolastico Remo Brindisi Lido Estensi, rifacimento impianto idrico, laboratorio, computer (77.000); istituto Falcone Borsellino Portomaggiore, porte ingresso (35.000); F. Navarra Malborghetto, caldaia, (33.000); polo scolastico Argenta, scarichi (18.000); Polo scolastico Roversella, antincendio (17.000); istituto Varano, prevenzione incendi (64.000); ristrutturazione Polo Scolastico Lido Estensi (450.000).
«A questi interventi – prosegue Nardini – vanno aggiunti altri 400.000 euro che sono stati messi a disposizione e impiegati per il pronto intervento. Ora, anche con l’Asl, stiamo ragionando al fine di studiare possibili interventi per una maggiore sicurezza». Altro tema basilare è l’antisismica: «Anche dal governo – ha proseguito Nardini – ora arriva un input importante che prevede finanziamenti al fine di avviare un programma straordinario. Dallo Stato arriveranno alla Provincia risorse per 1.040.000». Gli interventi di riduzione del rischio sismico riguarderanno principalmente i seguenti edifici: Iti Copernico-Carpeggiani; Itc V. Monti; liceo Scientifico Roiti; Itas F.lli Navarra e liceo Sociale Carducci.
L’ultimo capitolo ma non per ordine di importanza Nardini lo dedica ai progetti fotovoltaici: «È nostra intenzione – ha concluso l’assessore – puntare molto sul settore, è attivo un bando per l’installazione di impianti sui tetti degli edifici ragionando anche in un’ottica di risparmio energetico».

Un altro aspetto è quello legato all’aumento del numero di studenti previsto per i prossimi anni. «Nel 2011 – afferma l’assessore Davide Nardini – supereremo quota quindicimila studenti e abbiamo già delle proiezioni per i prossimi anni su valori che si attesteranno sui 16.500/17.000. E’ chiaro che questo aumento comporta la necessità di una programmazione anticipata delle aule». Ferrara poi si connota anche per la presenza di un cospicuo numero di studenti che frequentano le lezioni nella nostra città ma non sono residenti nel territorio.
«Sono oltre 3.500 gli studenti – prosegue Nardini – che vengono a Ferrara da fuori con una concentrazione molto alta su Cento, proveniente dalla provincia di Bologna; mentre Ferrara si caratterizza per la presenza di molti studenti dell’area di Rovigo. Naturalmente questa mobilità verso Ferrara per noi ha un costo rilevante e quindi in sede regionale e all’interno dell’Upi proseguono i discorsi volti a ottenere un riequilibrio di risorse verso la nostra provincia. Serve che ci sia un riconoscimento anche in un’ottica di politica generale di edilizia scolastica e manutenzione che tenga conto anche dello sforzo economico che come ente si compie». (a.t.)

Per gentile concessione de La Nuova Ferrara

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Al via la campagna nazionale per difendere gli utenti deboli della strada promossa dall’Osservatorio per l’educazione stradale e la sicurezza della Regione Emilia-Romagna insieme ad associazioni, istituzioni, scuole e sindacati dei pensionati. Tra i protagonisti Diabolik e Piero Angela. La campagna proseguirà fino al 31 maggio 2010

Ogni anno sulle strade italiane vengono uccisi 600 pedoni di cui il 30% perde la vita mentre attraversa la strada sulle strisce. Più di 20.000 vengono feriti. Oltre il 50% delle vittime ha più di 65 anni. Ecco in pochi numeri delineata una tragedia che si trascina dietro una montagna di dolore. Un dolore reso ancora più acuto dalla consapevolezza che molte tragedie sarebbero evitabili con il semplice rispetto delle regole da parte di chi guida.

Per richiamare l’attenzione sui diritti violati dei cosiddetti utenti deboli della strada è stata organizzata la campagna nazionale Siamo tutti pedoni che, avvalendosi dell’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, proseguirà fino al prossimo 31 maggio. Le azioni di sensibilizzazione si svolgeranno non casualmente a ridosso delle strisce pedonali dove agli automobilisti in attesa del verde verrà consegnato un libretto con vignette e messaggi di personaggi che inviteranno a guidare mettendo al primo posto la sicurezza, dei pedoni in primo luogo, ma non solo.

Nel libretto si sorride amaro con le vignette di Giannelli, Vauro, Giuliano, Staino, Pillinini, Rebori, Maramotti, Minoggio, Gomboli e Zaniboni. E così, tra l’immagine di Dante che attraversa l’inferno di una via trafficata e Cappuccetto Rosso che viene esortata a passare attraverso il bosco e non per la strada perché al massimo incontra il lupo, si riflette sulle difficoltà di chi per muoversi utilizza il più antico mezzo di trasporto: i piedi.

Tra gli altri personaggi coinvolti anche lo scrittore Carlo Lucarelli, il comico Vito, l’inviata di Striscia la notizia Cristina Gabetti e tanti altri, insieme per elogiare l’arte del camminare, un’abitudine che fa bene alla salute delle persone e della Terra perché, tra l’altro, il pedone non inquina e non spreca energia.

Siamo tutti pedoni è anche una mostra che si compone di 40 pannelli in forex formato 30×40 cm che possono essere facilmente allestiti nelle scuole, nelle vetrine dei negozi e in molti altri luoghi pubblici.

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Firmato nei giorni scorsi un protocollo d’intesa tra la Regione Emilia-Romagna e Hera per garantire livelli sempre più alti di affidabilità e sicurezza su reti e impianti che ogni giorno oltre 3 milioni di persone. Al centro degli sforzi congiunti, un attento monitoraggio del terreno, soprattutto nelle aree esposte a rischio sismico o soggette a dissesto idrogeologico.

Bologna, 2 aprile 2010 – Firmato a Forlì il 30 marzo 2010 un protocollo d’intesa che formalizza la collaborazione tra Hera e la Regione Emilia-Romagna. Il responsabile del Servizio Geologico Sismico e dei Suoli della Regione, Raffaele Pignone, e Franco Sami, direttore del Settore ciclo idrico e distribuzione gas del Gruppo Hera, hanno siglato un accordo per lo scambio di dati territoriali e tematici di comune interesse.
Sicurezza e affidabilità sono due priorità del Gruppo Hera che gestisce la sua rete attraverso la sala di telecontrollo di Forlì. Si tratta di uno dei più grandi centri europei con 100mila punti telecontrollati su oltre 60mila chilometri di reti acqua, gas e teleriscaldamento nelle sei province servite dal Gruppo.
L’obiettivo dell’accordo è quello di aumentare ulteriormente la sicurezza e l’affidabilità dei servizi gestiti da Hera, mettendo in comune l’uso di banche dati e di tecnologie all’avanguardia, strumenti indispensabili sia nell’ambito del telecontrollo delle reti sia per l’analisi delle aree esposte a rischio sismico o idrogeologico.
L’intesa prevede la costante condivisione di informazioni relative al funzionamento delle infrastrutture e lo stato dei terreni che le ospitano, per individuare le situazioni di potenziale rischio.

In particolare, Hera e la Regione si impegnano ad aggiornarsi reciprocamente sull’esito degli studi e dei progetti relativi a temi di comune interesse quali:
-valutazione di pericolosità del territorio da frana e subsidenza;
-ottimizzazione della gestione e della tutela delle captazioni di acque sotterranee e sorgenti;
-caratterizzazione idrogeologica del sottuolo.
“Osservati speciali” saranno i versanti appenninici, monitorati attraverso tecnologie satellitari che permettono di misurare le deformazioni della superficie terrestre.

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E’ il dato sui reati denunciati alle forze dell’ordine registrato dal Rapporto 2009 su criminalità e percezione di insicurezza

IN SINTESI:

In Emilia-Romagna sono calati del 10,3% i reati denunciati alle forze dell’ordine tra il 2007 e il 2008. E’ quanto emerge, in sintesi, dal 13esimo Rapporto annuale 2009 sull’andamento della criminalità e della percezione di insicurezza realizzato dalla Regione con elaborazioni su dati Istat, del ministero dell’Interno, di Eurostat.
Il Rapporto registra una diminuzione complessiva generale che riguarda diverse tipologie di reati soprattutto furti e  rapine,  mentre sono in aumento gli omicidi. Nella notizia si presentano anche i dati sulla percezione di insicurezza dei cittadini dell´Emilia-Romagna e si trova il commentio del sottosegretario Alfredo Bertelli. Tra gli approfondimenti si trovano schede di dettaglio sui reati in calo o stabili e quelli in aumento.
(10 dicembre 2009)Meno 10,3%: è la variazione, in termini percentuali, dei reati denunciati alle forze dell’ordine tra il 2007 e il 2008 in Emilia-Romagna.
Diminuiti i furti (-17,9%) e le rapine (-7,1%) e in leggero calo anche le lesioni dolose (-1,9%). In aumento invece gli omicidi (tentati e consumati): + 19,4% (v. schede di approfondimento).

C’è dunque una diminuzione complessiva generale (a livello nazionale è del -7,6%), che riguarda diverse tipologie di reati. Un segnale di cambiamento, se si considerano gli ultimi quarant’anni, in cui la criminalità in senso lato ha conosciuto un incremento notevole, in Emilia-Romagna come nel resto d’Italia.

Dopo una lunga fase “espansiva”, quindi – coincisa con numerosi cambiamenti sociali – i tassi di criminalità stanno diminuendo in maniera costante da oltre dieci anni: una tendenza inaugurata prima negli Stati Uniti e che, all’incirca dal 2000, riguarda anche molti Paesi europei.

E’ quanto emerge, in sintesi, dal 13esimo Rapporto annuale 2009 sull’andamento della criminalità e della percezione di insicurezza in Emilia-Romagna, realizzato dalla Regione con elaborazioni su dati Istat, del ministero dell’Interno, di Eurostat.”Non sappiamo se questa diminuzione continuerà. E’ un segnale positivo che stiamo studiando – sottolinea Alfredo Bertelli, sottosegretario alla presidenza della Giunta regionale.
Questa diminuzione, se confermata, significherà che l’Italia (e il rapporto lo dimostra) si sta allineando ad altri contesti europei, con qualche anno di ritardo, come sempre avviene per il sud dell’Europa, e che quindi la criminalità è davvero il prodotto di fattori internazionali, combinati a peculiarità locali, che dobbiamo conoscere e controllare meglio.

Bisogna però essere chiari: questo calo repentino degli ultimi due anni non può essere – continua Bertelli – il prodotto di politiche recenti, degli ultimi mesi. Non è il prodotto dei Patti per sicurezza, inaugurati dal ministro Amato nel precedente governo, perché quei patti hanno riguardato 18 città metropolitane, mentre questo calo è oggi generalizzato.

Non è il prodotto delle ordinanze dei sindaci, che riguardano il disordine urbano e non i furti in appartamento o le rapine o gli omicidi. Non è il prodotto di alcune disposizioni recenti del ministro Maroni, quali per esempio le famose ´ronde´ di cui tanto si è parlato, perché tutte queste disposizioni normative risalgono al 2009 e la criminalità, ci dicono gli esperti, comincia a diminuire in Italia già dal secondo semestre del 2007, e il calo si manifesta appieno nel 2008. In ogni caso i nostri tassi di criminalità sono ancora alti, e l’opinione dei cittadini allarmata. C’è – conclude Bertelli – ancora molto lavoro da fare”.

L’indagine della Regione sulla percezione di insicurezza
E’ dal 1995 che la Regione conduce un’indagine dedicata specificamente alla percezione di insicurezza dei cittadini, interpellando ogni anno 1200 residenti maggiorenni. Il campione del 2009 ha un’età media di 50 anni ed è composto per il 52% da donne. Circa un terzo è stato intervistato nei comuni capoluoghi.
La microcriminalità rimane una delle preoccupazioni principali degli emiliano-romagnoli (lo è per il 30,2% degli intervistati). Tuttavia, anche i temi economici hanno conosciuto una crescita notevole: difatti, nel rapporto 2009, il problema più sentito (per il 39,8% degli intervistati) è la disoccupazione, seguito dalla microcriminalità, dalla crisi economica (23%) e dall’immigrazione (15,5%).

Se si analizzano però i singoli problemi nella loro “evoluzione” durante gli ultimi 15 anni, e in particolare la paura per la microcriminalità, emerge come questa abbia attraversato almeno due fasi: una in crescita, mentre l’altra si direbbe stabile. La prima fase, iniziata nel ’97, è culminata con un picco nel 2001, quando più di 4 persone su 10 la citarono come un problema “serio” dei nostri giorni. La seconda fase invece ha caratterizzato gli anni successivi: la percentuale, pur con qualche oscillazione, si è attestata attorno a una media del 30%.

Una preoccupazione fortemente in calo è quella per la droga e le dipendenze: fino alla fine degli anni Novanta una quota significativa di cittadini (intorno al 20%) lo riteneva un problema considerevole. A partire dal 2000, la preoccupazione si è attenuata riducendosi a percentuali molto basse negli ultimi anni (circa 5%).
Per quanto riguarda ancora microcriminalità e immigrazione emerge come la preoccupazione cresca con il livello di urbanizzazione e sia più alta nelle classi di età molto giovani, per decrescere invece con l’avanzare dell’età. Il 35,1% delle persone che considerano la microcriminalità un problema si collocano infatti nella fascia d’età 18-24 (il 22,3% degli intervistati nella stessa fascia d’età lo pensa per l’immigrazione); invece gli over 65 emiliano-romagnoli che ritengono la microcriminalità un problema sono il 21,1% (il 10% lo pensa a proposito degli immigrati).

Tutto ciò per quanto riguarda la paura come “preoccupazione astratta” dei cittadini; per quanto riguarda invece la paura più concreta – come essere vittime di reati nella zona in cui si vive – nell’indagine emergono opinioni molto meno allarmate (tendenza, peraltro, costante da un decennio): per esempio, il 70% degli intervistati si ritiene sicuro a camminare da solo nel proprio quartiere la sera, anche al buio. Inoltre, mentre tra il ’95 e il 2000 quasi l’80% degli intervistati riteneva che la criminalità in Italia fosse in aumento, dal 2000 si diffondono percezioni più realistiche: la percentuale oscilla oggi tra il 50 e il 60%.

APPROFONDIMENTI

DOCUMENTI

Fonte: http://www.regione.emilia-romagna.it/wcm/ERMES/notizie/news/2009/dic/rapporto_sicurezza.htm

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