“Dopo l’incontro di ieri a Roma tra Governo e Regioni e quello di stamani in Regione Emilia-Romagna con le Province, i Comuni sopra i 50mila abitanti, più Anci, Upi e Uncem, a differenza dell’ipotesi del campo di Poggio Renatico ora possiamo dire che esiste un piano concertato e condiviso e che ha tutte le caratteristiche di un’azione umanitaria, senza traumi e problemi di ordine pubblico”,
Sono le parole usate dalla presidente della Provincia di Ferrara, Marcella Zappaterra, durante l’incontro con la stampa convocato di ritorno da viale Aldo Moro a Bologna, al termine della cabina di regia regionale.
Innanzitutto le cifre della situazione.
Circa 50mila profughi sono attesi a livello nazionale e 3.700 in Emilia-Romagna. Un primo flusso parla a livello regionale di 1.500, di cui 60-65 destinati all’intero territorio provinciale.
Un piano distinto in quattro fasi, al termine del quale è stimato l’arrivo nel Ferrarese di 300 persone in tutto . Siccome nulla per ora si sa più in dettaglio delle fasi due e tre, a maggior ragione si parla per ora solo di stime.
Di certo si sa che questa sessantina di persone arriverà in nave la prossima settimana, si è detto a partire da martedì, nel porto di Ravenna. A questo punto dovrebbe entrare in azione la rete di accoglienza sotto la diretta regia della Protezione civile, che in questi giorni ha il compito di vagliare ogni sito ritenuto idoneo all’ospitalità.
“Prima saranno ospitati in un unico luogo – ha precisato l’assessore del Comune di Ferrara, Chiara Sapigni – per far fronte velocemente alle esigenze più immediate, per poi essere suddivisi in altri luoghi di più piccola dimensione per rispondere alle esigenze più specifiche: adulti, donne con bambini, donne sole e bambini senza accompagnamento”.
Il centro proprietà della Protezione civile in località Casaglia è per il momento già un’ipotesi, ma ulteriori punti di ospitalità in altri comuni della provincia sono al vaglio con il coinvolgimento delle associazioni e strutture religiose, private e del volontariato.
“Nessuno sarà lasciato fuori – ha sottolineato la presidente Zappaterra – da questa rete condivisa e partecipata di accoglienza umanitaria, affinché il fenomeno sia gestito nelle dimensioni e nelle modalità migliori possibile”.
A questo proposito è già in calendario un incontro che si terrà lunedì 11 aprile alle 16 in Castello Estense, alla presenza dei 26 sindaci della provincia, della Prefettura e, appunto, delle associazioni. Gli esiti dell’incontro saranno poi presentati il giorno dopo, martedì, in una nuova cabina di regia regionale.
Con la decisione del Governo di dar via all’articolo 20 del testo unico sull’Immigrazione, e cioè lo strumento del permesso temporaneo di sei mesi, si darà la possibilità alle persone ospitate di decidere liberamente se vorranno rimanere o spostarsi altrove, anche se le prime indicazioni parlano di un orientamento prevalente verso destinazioni in altri paesi.
Ultimo aspetto trattato è stato quello degli oneri dell’operazione, che saranno interamente sostenuti dal Governo e nulla graverà – è stato detto – sui bilanci degli enti locali.
All’incontro ha preso parte anche il viceprefetto di Ferrara, Massimo Marchesiello.
Ufficio Stampa
Provincia di Ferrara
Ferrara, 7 aprile 2011





