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Il pieno riconoscimento di pari condizioni e diritti a donne e uomini è il tema del concorso indetto dall’Assessorato Pari Opportunità della Regione Emilia-Romagna, in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Regionale. Per gli studenti del terzo e quarto anno degli Istituti Tecnici regionali. Prorogato al 10 novembre 2010 il termine per l’iscrizione

La lotta agli stereotipi di genere può essere intesa come l’azione di contrasto verso ogni forma di pregiudizio presente nella società, che induca il non riconoscimento di pari condizione e diritti a donne e uomini. Per concorrere al perseguimento di questo obiettivo è indispensabile promuovere una riflessione diffusa nelle Istituzioni scolastiche sul tema del pieno riconoscimento della parità tra donne e uomini nella vita sociale, economica e politica.

Il progetto regionale sperimentale su queste problematiche ha individuato gli studenti del 3° e 4° anno degli Istituti Tecnici dell’Emilia-Romagna quali primi soggetti da coinvolgere con interventi mirati di formazione e informazione quali il concorso Pari opportunità e contrasto agli stereotipi di genere, indetto dall’Assessorato Sviluppo delle Risorse Umane e Organizzazione, Cooperazione allo Sviluppo, Progetto Giovani e Pari Opportunità della Regione Emilia-Romagna, d’intesa con l’Ufficio Scolastico Regionale.

Le scuole partecipanti al concorso dovranno presentare domanda di partecipazione entro il 10 novembre 2010, progettando attività che rientrino nel Piano dell’offerta formativa dell’anno scolastico 2010-2011 e concludendole entro il 10 aprile 2011.

Tra le scuole partecipanti saranno scelti quindici progetti formativi realizzati, ognuno  dei quali sarà premiato con  4.000 euro.

I progetti formativi, si legge nel bando, dovranno:

  • concernere i temi del pieno riconoscimento delle pari opportunità di donne e uomini nella vita sociale, culturale, economica e politica, con particolare riferimento agli stereotipi legati al genere ed
    ai ruoli e di come questi transitano nelle relazioni sociali e professionali;
  • essere realizzati dalle scuole partecipanti nel corso dell’anno scolastico 2010/2011 e pertanto fare parte del Piano dell’Offerta Formativa ed essere avviati nel 2010;
  • essere rivolti agli studenti delle scuole partecipanti ed ai docenti delle medesime che le svilupperanno nell’ambito del proprio percorso disciplinare;
  • essere realizzati con modalità, forme espressive, mezzi e strumenti liberamente scelti dalle scuole partecipanti;
  • essere documentati preferibilmente su supporto informatico (CD o DVD);
  • essere accompagnati da sintetica relazione descrittiva contenente fra l’altro finalità, modalità di svolgimento dei percorso formativo (con specifico sviluppo degli elementi di cui all’articolo 4
    seguente) e da ogni altro elemento descrittivo ritenuto utile.

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IN SINTESI:

E´ on line www.informagiovanionline.it, il nuovo sistema informativo giovanile dell´Emilia-Romagna. Il portale si rivolge prevalentemente ai giovani emiliano-romagnoli tra i 12-35 anni, ma in  generale anche a quelli residenti in altre regioni o di altre nazionalità.
Il portale, nato dalla collaborazione tra l’Assessorato alla cultura e progetto giovani e il Comune di Modena, si propone di garantire pari opportunità di accesso alle informazioni negli ambiti di maggiore interesse per i giovani come studio e formazione, lavoro, diritti, mobilità e molto altro. Il progetto è inserito nell’Accordo triennale di programma quadro Geco (Giovani evoluti e consapevoli).
Nella notizia si spiega più in dettaglio come è stato realizzato il sistema informativo il suo funzionamento. Tra gli approfondimenti si trova una scheda sul progetto Geco, mentre tra i contenuti speciali si può vedere l´´intervista all´assessore regionale Alberto Ronchi.

Si chiama www.informagiovanionline.it, ed è il nuovo sistema informativo giovanile dell´Emilia-Romagna. Consente di trovare e condividere informazioni in rete, agevola la comunicazione tra giovani ed enti pubblici, dà stessa voce e stesse risorse informative a tutti i Comuni, InformaGiovani, Centri di aggregazione giovanile della regione, crea un sistema pubblico in grado di offrire un´informazione ufficiale e garantita, quindi affidabile, ed è economicamente sostenibile nel tempo.
Destinatari, giovani emiliano-romagnoli di fascia prevalente di età 12-35 anni, ma anche giovani di altre regioni o nazionalità che intendano relazionarsi con residenti o servizi della regione o che desiderino trasferirsi o trascorrervi un periodo.
Il portale, nato dalla collaborazione tra l’Assessorato alla cultura e progetto giovani e il Comune di Modena, è stato creato per dare risposte ai giovani in tutti gli ambiti di loro interesse e per garantire pari opportunità di accesso alle informazioni ad ogni utente, anche laddove non esista un punto informativo InformaGiovani in cui recarsi fisicamente.
Sul sito informazioni e servizi su studio e formazione, lavoro e imprenditoria, salute e diritti, mobilità internazionale ed Europa, volontariato e partecipazione, casa e famiglia.

Il progetto, presentato agli operatori del settore, rappresentanti degli Enti Locali, del privato sociale e operatori dei Servizi InformaGiovani, è inserito nell’Accordo triennale di programma quadro Geco (Giovani evoluti e consapevoli), firmato dalla Regione Emilia-Romagna, dal Ministero dello sviluppo economico e dal Ministero della gioventù nel 2007.

Il progetto ha sistematizzato diversi siti informativi per i giovani e ne ha sviluppato uno, con sistemi open source, in grado di fare navigare l’utente a diversi livelli, dal regionale al locale e viceversa, sempre nello stesso ambiente ed in maniera semplice e chiara.

dettaglio della grafica del sitoGli InformaGiovani e i Punti locali decentrati
I servizi InformaGiovani in Emilia-Romagna sono circa cento e servono annualmente oltre un milione di giovani utenti. Sono distribuiti in modo sufficientemente omogeneo su tutto il territorio regionale. Soprattutto per alcuni ambiti informativi quali la formazione, il lavoro, la mobilità, gli InformaGiovani garantiscono opportunità di informazioni a carattere nazionale e internazionale.
I Punti locali decentrati (Pld) della rete Eurodesk in Emilia-Romagna sono 9 e servono annualmente circa 10.000 utenti; alcuni Pld (Rimini/Riccione, Pianoro) gestiscono “antenne”, presenti in scuole, centri di aggregazione ecc., che garantiscono una presenza ancora maggiore sul territorio. La missione di Eurodesk è quella di fornire ai giovani le informazioni su tutti i programmi che l’Unione europea e il Consiglio d’Europa promuovono in loro favore, nei settori dell’educazione, della formazione, della mobilità, della cultura e dell’occupazione.

Da oggi, tutti questi terminali informativi trovano spazio su www.informagiovanionline.it, che rende disponibile sulla rete l’accesso gratuito alle banche dati prodotte e utilizzate dagli InformaGiovani e dagli Eurodesk, garantisce l´accessibilità in tutti i luoghi e i servizi del territorio regionale che operano a contatto con i giovani (centri aggregazione, scuole, biblioteche ecc..).

Il Sistema informativo giovanile regionale è garantito dal contributo di tre livelli redazionali: una redazione regionale, una per ciascuna provincia e una redazione per ogni comune dell´Emilia-Romagna
E´ cura della redazione regionale l´aggiornamento delle informazioni di carattere generale, dei contenuti della home page e dello sviluppo generale del sistema.
E´ competenza della redazione provinciale l´inserimento e l´aggiornamento di tutte le informazioni del territorio di riferimento. Ciascuna redazione provinciale si avvale del contributo di redazioni comunali, che potranno a loro volta garantire il trattamento delle informazioni relative al proprio territorio.

Approfondimenti:

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http://www.partitodemocratico.it/dettaglio/67061/Donne_in_pensione_pi%C3%B9_tardi?_Allora_investiamo_sul_lavoro

Vittoria Franco scrive a Brunetta

immagine documento “Le lancio una proposta di alleanza o, se vuole, una sfida, tutta politica, tutta a favore delle donne: noi del PD sosteniamo le sue proposte sulla equiparazione dell’età pensionabile e Lei sostiene il nostro progetto che prevede misure per promuovere l’occupazione femminile e favorire la conciliazione fra lavoro, maternità e carriera. Perché è proprio qui il problema, nella maternità che è ancora un ostacolo all’accesso al mercato del lavoro, alla carriera e alla realizzazione delle donne in un lavoro gratificante”. Vittoria Franco, ministro ombra delle Pari Opportunità del Pd risponde così in una lettera aperta al ministro della Pa e dell’Innovazione Renato Brunetta che, nella giornata conclusiva della terza edizione del Forum ”Terza Economia – Sempre più valore dalla Terza Età” svoltosi a Stresa sul Lago Maggiore, aveva proposto di portare a 65 anni l’età pensionabile delle donne.

“Caro Ministro Brunetta – scrive il ministro ombra – sono d’accordo con lei quando dice che molti vogliono le donne ‘angeli del focolare’, tutte cura e famiglia. Per la verità, è soprattutto la destra che storicamente fa di un welfare centrato sulla famiglia e sulla donna il suo punto identitario. Le lancio una sfida a favore delle donne: noi del PD sosteniamo le sue proposte sulla equiparazione dell’età pensionabile e Lei sostiene il nostro progetto (il disegno di legge depositato al Senato col numero 784) che prevede misure per promuovere l’occupazione femminile e favorire la conciliazione fra lavoro, maternità e carriera. Perché è proprio qui il problema, nella maternità che è ancora un ostacolo all’accesso al mercato del lavoro, alla carriera e alla realizzazione delle donne in un lavoro gratificante. Le donne oggi sono più istruite, ma più povere e più precarie degli uomini. Per le donne laureate il differenziale salariale può arrivare anche al 25 per cento in meno. Il livello di occupazione femminile al Sud è intorno al 31 per cento. Ma quelle stesse donne inattive rinunciano anche a fare figli perché il futuro della coppia e della famiglia è più incerto”.

“Vogliamo partire da questi dati ministro Brunetta? – incalza Vittoria Franco – Vogliamo partire dai servizi educativi e alla persona? Lei sa bene che gli asili nido coprono poco più del 10 per cento della popolazione infantile e che al Sud non arrivano al 2 per cento. Tremonti finora non ha previsto un euro né per promuovere politiche attive del lavoro femminile né per proseguire nel piano per gli asili nido avviato da Prodi. E non possono bastare gli spiccioli realizzati con l’equiparazione dell’età pensionabile. Ci dia qualche segnale che ci consenta di avere fiducia e per non pensare che questo Governo voglia di nuovo intrappolare le donne in un’ulteriore discriminazione: più povere, più oberate di cura e pure in pensione più tardi degli uomini”.

Insomma il PD si aspetta una risposta seria ad un problema serio. Non uno spot, e nemmeno uno slogan. Ma soluzioni vere e concrete. Altrimenti, come fa notare Cesare Damiano, viceministro ombra del Lavoro, la proposta di Brunetta rimane “inaccettabile” perché affronta solo un lato del problema: quello del risparmio dei costi pensionistici. “Invece, – spiega ancora l’esponente del governo ombra – quando si parla di lavoro femminile non si può non affrontare, contemporaneamente, il tema della conciliazione tra tempo di vita e tempo di lavoro e quello della revisione del modello organizzativo dell’impresa, che consenta la fruizione di congedi o di periodi sabbatici per cura e crescita, ad esempio, dei figli nei primi anni di vita, riconoscendo anche questi periodi ai fini pensionistici”.

Bisogna fare di più, dunque. Specialmente per quanto riguarda il welfare italiano, troppo poco attento alle difficoltà che la situazione femminile è costretta ancora ad affrontare. “Fino a quando lo stato del welfare italiano sarà tale da costringere le donne a fare almeno due lavori di cui uno non pagato e non riconosciuto – sottolinea Anna Finocchiaro, presidente del PD al Senato – sarò contraria all’innalzamento dell’età pensionabile per le donne. Anch’io certo sono favorevole alla parità ma per arrivare a quel risultato serve uno stato sociale (asili, assistenza, congedi parentali, ecc…) che garantisca le donne”.

A ricordare la necessità di uno Stato sociale più forte per le donne è anche il vicepresidente del Senato, Emma Bonino: “In Italia la situazione dell’accesso delle donne al mercato del lavoro è penosa, come avevamo scritto nella nota aggiuntiva al programma di Lisbona durante il governo Prodi, con la collaborazione di tutti i ministri Pollastrini, Damiano, Bindi. Abbiamo un accesso femminile al mercato del lavoro del 46% rispetto alla media europea che è del 60%. Questo perché mancano tutti i servizi di cura e gli asili, perché le donne in Italia si fanno carico di tutti i servizi di cura per bambini, anziani, malati che non esistono nel nostro Paese”.

G.R.

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