Colpo d’acceleratore di Bruxelles sulla banda larga. “Se facciamo sul serio, per il 2013 realizzeremo la copertura al 100% sul fronte della banda larga in Europa”: è la promessa della commissaria Ue designata alle Tlc, l’olandese Neelie Kroes, per la quale, però “resta molto da fare e l’obiettivo può essere raggiunto solo se ci rimboccheremo le maniche”.
“La copertura al 100% è fondamentale per la crescita e lo sviluppo economico – ha detto Kroes davanti al Parlamento europeo – e per favorire soprattutto le aree più svantaggiate”. “Non ci sarà nemmeno un attimo per riposare”, ha quindi sottolineato la commissaria Ue alla concorrenza uscente, sottolineando come la sua missione è quella di favorire attraverso l’agenda digitale la crescita dell’economia e dell’occupazione.
Kroes poi vigilerà attentamente sul rispetto della normativa europea sul roaming varata dalla commissaria che l’ha preceduta, la lussemburghese Viviane Reding: “Confido nelle parti e non credo serva una nuova regolamentazione. Ma sia chiaro che se qualcuno non farà quanto stipulato – ammonisce Kroes – imponendo ai cittadini tariffe inaccettabili, agirò immediatamente”.
L’Italia è avvisata. I fondi per la banda larga, congelati nel 2009, ora dovranno risaltare fuori, altrimenti corriamo il rischio di farci scavalcare dall’Amazzonia dove Ericsson e Vivo, il maggiore operatore brasiliano di telefonia mobile, hanno avviato un progetto che porterà connettività a banda larga mobile nello stato del Pará, situato nel nord del Brasile, per promuovere nuove opportunità di sviluppo socio-economico e migliorare la vita delle popolazioni locali.
Da noi, invece, l’apartheid digitale riguarda 12 italiani su 100, pari a circa 7 milioni di cittadini. AgCom, Confindustria, sindacati, Iab Italia, Fimi, mondo hi-tech, e singole personalità politiche hanno tuonato contro l’improvviso congelamento degli 800 milioni di euro (parte del piano Romani da 1,47 miliardi di euro) per colmare il divario digitale in Italia e portare la banda larga a tutti i cittadini, in vista di E-gov 2012.
Anche Eurostat di recente ha bocciato la banda larga all’italiana, indietro rispetto al resto della Ue. In Europa in media il 59% delle famiglie possiede un collegamento Internet a banda larga, un livello molto alto, in forte crescita rispetto agli anni passati, mentre in Italia solo il 39% delle famiglie possiede una connessione veloce in casa. Un dislivello davvero notevole, anzi preoccupante soprattutto se pensiamo che la Svezia, Paese “guida” ha una penetrazione dell’80%.
Negli Usa Federal Communications Commission (Fcc) ha spiegato la correlazione fra Pil e banda larga: una crescita del 10% della disponibilità della banda larga significa un rialzo del Pil da 1.2 a 1.5 punti.
Ogni euro investito in progetti di banda larga, genera 4 euro di Pil (fonte: Ocse). Il Piano Romani porterebbe lavoro a 4 mila ingegneri, 11 mila tecnici, 13 mila operai specializzati, 15 mila operai comuni e 6mila impiegati.
Fonte: http://www.conquistedellavoro.it/cdl/it/archivio_notizie/2010/gennaio/info-711269080.htm





