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M’illumino di Meno, la celebre campagna radiofonica sul Risparmio Energetico, lanciata da Caterpillar, Radio2, dopo aver spento simbolicamente mezza Europa e acceso tricolori puliti in tutta Italia, è giunta alla sua ottava edizione e quest’anno raddoppia: il racconto delle buone pratiche di consumo sostenibile potrà infatti contare, oltre alla tradizionale fascia tra le 18 e le 19.30, anche sul nuovo spazio alle 6 del mattino, presidiato da CaterpillarAM.

Il risparmio energetico dalla mattina alla sera. Protagonisti più che mai di quest’edizione saranno i racconti della vita quotidiana di ciascuno: Caterpillar e CaterpillarAM invitano tutti a concentrare in un’intera giornata tutte le azioni virtuose di razionalizzazione dei consumi, sperimentando in prima persona le buone pratiche di:

- riduzione degli sprechi;
– produzione di energia pulita;
– mobilità sostenibile (bici, car sharing, mezzi pubblici, andare a piedi)
– riduzione dei rifiuti (raccolta differenziata, riciclo e riuso, attenzione allo spreco di cibo).

Testimonial speciali di questa giornata all’insegna del risparmio energetico saranno i sindaci di tutta Italia, che sperimenteranno sulla propria pelle che cosa significa fare “economia sostenibile” mettendo in atto il maggior numero possibile di comportamenti virtuosi. A questo scopo, gli ascoltatori sono invitati a diventare “ambasciatori del risparmio energetico” presso i propri amministratori, mettendosi per un giorno alle loro calcagna, documentando i loro sforzi con foto e video, in veste di “badanti dell’impatto ambientale”.

Ulteriore novità di quest’anno è il grande successo del contest M’Illum-Inno, alla ricerca dell’inno ufficiale 2012: sono pervenuti in poche settimane da tutto il Paese oltre 100 componimenti originali di ogni genere musicale e ispirati al decalogo energetico. Hanno partecipato sia professionisti che musicisti amatoriali: band, cori scolastici e performer improvvisati con un entusiasmo sorprendente. Il vincitore è risultato quello della cantautrice Naif. Tutti gli inni restano ascoltabili sul sito di Caterpillar e alcuni di questi saranno eseguiti dal vivo nel corso della grande festa del risparmio energetico il 17 febbraio.

Per l’adesione 2.0 all’iniziativa si può postare su FB la propria modalità di partecipazione e personalizzare l’immagine del proprio profilo con l’apposito logo di M’illumino di meno, o scrivere a milluminodimeno@rai.it

IL DECALOGO DI M’ILLUMINO DI MENO
Buone abitudini per la giornata di M’illumino di Meno (e anche dopo!)

1. spegnere le luci quando non servono

2. spegnere e non lasciare in stand by gli apparecchi elettronici

3. sbrinare frequentemente il frigorifero; tenere la serpentina pulita e distanziata dal muro in modo che possa circolare l’aria

4. mettere il coperchio sulle pentole quando si bolle l’acqua ed evitare sempre che la fiamma sia più ampia del fondo della pentola

5. se si ha troppo caldo abbassare i termosifoni invece di aprire le finestre

6. ridurre gli spifferi degli infissi riempiendoli di materiale che non lascia passare aria

7. utilizzare le tende per creare intercapedini davanti ai vetri, gli infissi, le porte esterne

8. non lasciare tende chiuse davanti ai termosifoni

9. inserire apposite pellicole isolanti e riflettenti tra i muri esterni e i termosifoni

10. utilizzare l’automobile il meno possibile e se necessario condividerla con chi fa lo stesso tragitto.

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di M. Mantellini – La Rete come presidio della libertà di espressione e di informazione. Ma altrove, non in Italia: dove i numeri indicano un disinteresse crescente verso la pluralità e la qualità dei contenuti

Roma – Già i numeri presentati dall’Istituto Nazionale di Statistica qualche tempo fa mi avevano un po’ preoccupato. Non tanto per i dati (modesti) sulla penetrazione di Internet in Italia, o per quelli sul numero di computer presenti ormai in discreta quantità nelle case degli italiani. In mezzo a quei numeri di continua crescita ce n’era uno molto significativo che avevo volutamente allontanato come si fa con le incombenze sgradite. Mi riferisco al numero di italiani che usa la rete Internet per informarsi che, per la prima volta dopo molto tempo, mostrava un segno negativo passando dal 46,7 al 44 per cento.

Si tratta di una piccola tendenza molto preoccupate, che lo è ancora di più se si considera il livello medio della informazione in questo paese. La grande contrapposizione ideologica che riguarda i maggiori quotidiani e i telegiornali del Paese dovrebbe di per se stessa consigliare i cittadini verso percorsi differenti e maggiormente personali di costruzione della propria agenda informativa. Eppure così sembrerebbe non essere.

Purtroppo la settimana scorsa questa sorta di piccola “cupio dissolvi” informativa è stata in qualche misura confermata da una ricerca presentata dal LaRiCa dell’Università di Urbino, uno studio nel quale possiamo trovare un numero molto ampio di indicazioni sui rapporti fra i cittadini, la Rete e le news. Si tratta di un lavoro effettuato intervistando oltre 1.000 italiani nel corso del mese di dicembre del 2010 e racconta molte cose interessanti. La prima, che tutti sappiamo bene, è che in Italia continua ad esistere una supremazia informativa legata alla televisione, utilizzata da oltre il 90 per cento delle persone; la seconda che Internet è percentualmente l’ultimo dei grandi mezzi di comunicazione utilizzato dai cittadini per raggiungere le notizie.Molti ulteriori dati attenuano la brutalità di una simile classifica, per esempio il fatto che in questi anni si è ampliato il numero di canali informativi utilizzati ed oggi quasi la metà del campione dichiara di informarsi utilizzando 5 o più mezzi differenti. Dicono insomma al LaRiCa che gli strumenti si sommano e non si sostituiscono e anche questa paradossalmente, dato il livello medio imperante, non è una notizia completamente positiva.

Tuttavia dallo studio appare evidente anche che gli adulti siano più interessati alle informazioni rispetto i più giovani, e soprattutto che la scelta informativa è molto spesso generalista e discretamente superficiale. All’Università di Urbino sono gentili e condiscendenti e definiscono questo fenomeno come una tendenza informativa “meno sistematica e più opportunistica: a puzzle”: a me sembra semplicemente che la scelta di utilizzare i portali Internet (Libero, Google News, MSN network) come primo presidio informativo in Rete (questo avviene nel 60 per cento dei casi con una percentuale che sale oltre il 90 nei giovani fra i 18 e i 29 anni) sia una scelta qualitativamente modesta che mal si accorda con una idea di accesso alle notizie in Rete come presidio contro la cattiva informazione imperante altrove. A ruota vengono i siti web editoriali come Repubblica.it e Corriere.it, consultati dal 50 per cento degli intervistati, i siti specialistici (37 per cento), Facebook (23 per cento), i blog personali (18 per cento), Twitter (7 per cento).

Mentre negli USA Internet ha recentemente superato carta stampa e radio nella classifica dei canali informativi utilizzati, da noi non solo la Rete resta al palo ma la tendenza complessiva alla spinta informativa degli italiani sembra più debole che altrove.

Internet è il luogo delle parole: mi viene in mente al proposito una piccola frase dell’editore Mauri che ho letto ieri nel blog di Paola Bonomo e che non riguarda le news ma i libri: “da quando è esplosa internet, nonostante i contenuti gratuiti disponibili, si sono venduti sempre più libri”.

Eppure le parole sono di molti spessori differenti, e se la Rete aiuta a vendere i libri sembra avere effetti di amplificazione minori da altre parti: per esempio in questo paese ci sono circa 18 milioni di profili Facebook, una buona percentuale di questi utenti (circa 12 milioni) accedono alla piattaforma ogni giorno. È piuttosto evidente che, almeno per ora, le tracce di un eventuale effetto di trascinamento della socialità di Rete verso l’informazione in Rete tardino a manifestarsi.

È come se in questo Paese esistessero parole affascinanti ed altre meno. Ed è un peccato, specie se consideriamo che le seconde sono certamente oggi più importanti delle prime.

Massimo Mantellini
Manteblog

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Pubblicato l’ultimo rapporto relativo a febbraio 2010. Gli utenti unici del Belpaese sono quasi 23 milioni, il 13 per cento in più rispetto al 2009. Quasi la metà è concentrata al Nord

Roma – Quasi 23 milioni di utenti attivi nel mese di febbraio 2010. Da questo dato ha preso avvio l’ultimo rapporto di Audiweb, organizzazione che realizza e distribuisce nel Belpaese i dati sulla audience online. 22,9 milioni di utenti attivi, rilevati tra un campione di individui di età compresa tra i 2 e i 74 anni.

11,8 milioni sono gli utenti che navigano nel giorno medio, per un tempo medio di 1 ora e 41 minuti e con 182 pagine visitate a persona. Nel dettaglio, si tratta di un sensibile aumento degli utenti (quasi il 17 per cento in più rispetto al febbraio 2009). Crescita osservata anche nell’intera platea degli italiani online, precisamente del 13 per cento rispetto allo stesso periodo nello scorso anno.

Quello che sembra invece decrescere è il tempo medio passato dagli italiani a navigare: -7,1 per cento di pagine visitate a persona e -6,7 per cento del tempo mediamente speso tra i vari siti. Geograficamente parlando, il Nord dell’Italia può contare su una fetta di popolazione online pari al 47 per cento tra zone ad ovest e zone ad est.

2,2 i milioni di utenti per il Centro della penisola, mentre le zone del Sud e delle Isole hanno realizzato un totale del 18 per cento della popolazione. Nel complesso, gli uomini online nel giorno medio si sono assestati sui 6,7 milioni, mentre alle donne è spettata una fetta pari a 5,1.

Infine, i dati di Audiweb hanno illustrato la situazione generale del Belpaese per quanto riguarda la distribuzione dell’utilizzo del mezzo, che presenta una maggiore concentrazione nei giorni lavorativi con 12,4 milioni di utenti attivi. Numero che scende quando si arriva al fine settimana, per un totale di 10,3 milioni e 175 pagine visitate a persona.

Mauro Vecchio

Fonte: http://punto-informatico.it/2849405/PI/News/audiweb-conta-degli-italiani-online.aspx

Licenza CC: http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/2.5/it/

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