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Il Forum Terzo Settore Emilia Romagna concorda con il Forum Nazionale nell’esprimere grave preoccupazione per i contenuti della manovra finanziaria correttiva presentata dal Governo, che rischia di avere conseguenze gravissime soprattutto per i soggetti più deboli.

Pur condividendo la necessità di rimettere in ordine i conti pubblici, coerentemente con le iniziative degli altri governi europei, il Forum Regionale sottolinea l’esigenza di rispondere in maniera chiara ed evidente ad un provvedimento fortemente iniquo, che porterà ad un aggravamento della situazione sociale del nostro paese e a un grave isolamento delle persone in condizione di povertà.  “La crisi c’è e occorre affrontarla, ma non possono essere le persone più deboli a pagarne le maggiori conseguenze.”– ha sottolineato il Portavoce Giovanni Melli.

L’allarme riguarda in particolare il taglio di oltre 10 miliardi a Regioni ed Enti Locali, che produrrà con ogni probabilità una ulteriore riduzione della spesa sociale nei territori, con una conseguente chiusura di molti  servizi ed un peggioramento delle condizioni di vita soprattutto dei soggetti più deboli e  più minacciati dalla crisi.
“A fronte di questa grave situazione si corre il forte rischio che il terzo settore, e il volontariato in particolare, vengano chiamati a ‘sopperire’ alle Istituzioni per coprire i vuoti lasciati dai tagli e dalla chiusura dei servizi – ha affermato ancora Giovanni Melli – E’ invece necessario operare in un’ottica di sussidiarietà, mettendo in rete le risorse, condividendo e valorizzando le competenze e le potenzialità dei diversi soggetti. E’ fondamentale cercare di dare risposte che tornino a mettere al centro le persone e diritti dei più deboli.”

Il Forum Regionale si unisce quindi all’appello lanciato dal Forum Nazionale e da moltissime organizzazioni del terzo settore di tutto il paese nel chiedere al Parlamento di rendere più equo un provvedimento che rischia di aumentare le disuguaglianze e di escludere completamente dal sistema produttivo tanti cittadini in condizione di emarginazione e difficoltà.

Per informazioni
info@terzosettoreemiliaromagna.it

Fonte: http://www.bandieragialla.it/node/10697

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Il contributo una tantum è destinato ai collaboratori a progetto senza contratto da almeno due mesi

Un’indennità pari al 30% del reddito percepito lo scorso anno. È la misura di sostegno prevista dalla Finanziaria 2010 per i collaboratori a progetto che hanno perso il lavoro, introdotta in via sperimentale per il biennio 2010-2011 come forma di tutela del reddito anche dei lavoratori atipici. Ammontano a 200 milioni di euro le risorse messe a disposizione per la misura per ciascuno dei due anni.

L’Inps, attraverso la circolare n°36 del 9/03/2010,  rende noti i requisiti necessari per aver diritto all’indennità, che comunque non può superare l’importo massimo di 4mila euro. In riferimento all’anno 2010, a beneficiarne possono essere i collaboratori coordinati e continuativi cioè i collaboratori a progetto iscritti in via esclusiva alla gestione separata dell’Inps (con aliquota al 25,72% nel 2009 e al 29,72% al 2010).

Per avere diritto all’indennità l’interessato deve risultare senza contratto di lavoro da almeno due mesi. Per quanto riguarda l’ultimo rapporto di lavoro (ovvero quello che è stato interrotto) l’attività deve essere stata svolta per un unico committente.

Tra i requisiti vanno considerate anche le mensilità di accredito contributivo nella gestione separata: è necessario aver versato almeno una mensilità per quanto riguarda l’anno di riferimento e almeno tre mensilità per quanto riguarda l’anno precedente.

Il reddito a cui si fa riferimento per il calcolo dell’indennità è quello dell’anno precedente (per il 2010 si prende in considerazione il reddito lordo del 2009), che deve essere compreso tra i 5mila e i 20 mila euro.

Coloro che rispondono a tutti questi requisiti, entro 30 giorni dalla data in cui si sono verificati possono effettuare la richiesta di indennità alla sede Inps competente sul territorio previa dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro o ad un percorso di qualificazione professionale.

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