Una nota sulla tromba d’aria che ha colpito la provincia
La seduta si è aperta con un paio di question time. Il primo, presentato dal capogruppo Lega Nord, Fabio Bergamini, e dal consigliere PdL, Cristiano De Martino, sulla figura del difensore civico territoriale.
Alla luce della legge 42 del 2010 (che converte il decreto legge 2 dello stesso anno) che prevede la figura del difensore civico territoriale, i richiedenti chiedono di sapere se saranno soppressi i difensori civici comunali, quando entrerà in vigore la nuova figura e quali saranno i criteri in base ai quali sarà effettuata la scelta.Ha risposto al quesito la presidente della Provincia, Marcella Zappaterra.
“Prima di entrare nel merito del question time – ha premesso – è necessario precisare che la legge prevede espressamente la soppressione della figura del difensore civico comunale e la concreta soppressione – ha continuato – avverrà in concomitanza con la relativa scadenza degli incarichi attualmente n essere”.
La situazione a livello provinciale è varia, come è stato ricostruito dalla presidente Zappaterra. Argenta e Portomaggiore, infatti, hanno un difensore civico in convenzione e in scadenza a giugno 2011. I Comuni Berra, Copparo, Formignana, Jolanda, Ro e Tresigallo, si avvalgono di analoga figura con scadenza 31 dicembre 2011. I sei Comuni dell’associazione Alto Ferrarese (Bondeno, Mirabello, Cento, Poggio Renatico, Sant’Agostino e Vigarano) non hanno difensore civico e sono gli unici ad avere chiesto alla Provincia di convenzionarsi, mentre Codigoro, Comacchio e Mesola se ne sono avvalsi ma l’incarico è già giunto a cadenza.
Il difensore civico del Comune di Ferrara opera anche per la Provincia e per i Comuni di Masi Torello e Voghiera ed è scaduto ad agosto 2009.
Lagosanto, Goro, Massafiscaglia, Migliarino, Migliaro e Ostellato – infine – non hanno mai avuto difensore civico.
Secondo una ricognizione numerica, poi, dei casi esaminati dal difensore civico convenzionato tra Comune e Provincia dal 2005 al 2009, risulta che otto cittadini vi hanno ricorso per questioni di natura provinciale nel 2005 (120 per il Comune), 23 nel 2006 (134 a livello comunale), 21 nel 2007 (123 per il Comune di Ferrara), 22 l’anno seguente (130 per il Comune) e fino all’agosto 2009 2 sono stati i casi provinciali e 130 quelli comunali.
Dati che evidenziano un sottoutilizzo dei cittadini di questa figura per questioni di natura provinciale ed un’attività mediamente più rilevante per questioni di ordine comunale.
La disamina della presidente si è estesa anche alle altre Province dell’Emilia Romagna. Bologna non ha difensore civico e ha l’intenzione di rinnovare la convenzione con la Regione. Modena ha il difensore civico, l’ex prefetto di Ferrara Ferorelli, riconfermato per ulteriori tre anni.
Reggio Emilia, Parma e Piacenza non hanno mai avuto tale figura, mentre Rimini ne è attualmente sprovvista pur essendosi avvalsa del difensore del Comune capoluogo.
Anche Forlì-Cesena, infine, non ha mai avuto la necessità di istituire tale ufficio.
“Dagli elementi raccolti – ha concluso Marcella Zappaterra – la Provincia di Ferrara non avrebbe alcuna ragione per decidere l’istituzione solo per sé del difensore civico e di sopportarne i relativi oneri”.L’iter di valutazione e di verifica da parte della Provincia comunque proseguirà fino alla scadenza delle rimanenti convenzioni e qualora si manifestassero ulteriori esigenze di convenzione, la questione dei costi dovrà interessare solo in misura estremamente limitata l’amministrazione che ha sede in Castello Estense.Per quanto riguarda l’ultimo quesito, la presidente ha ribadito quanto stabilito dallo statuto dell’ente (articolo 65), laddove si afferma che il difensore civico è eletto dal Consiglio provinciale con maggioranza qualificata (tre quarti dei componenti) e scelto tra cittadini di comprovata esperienza professionale in campo giuridico e amministrativo e che diano garanzia di imparzialità e indipendenza di giudizio.
A nome dei due richiedenti, il consigliere Bergamini si è dichiarato pienamente soddisfatto della risposta.
Il capogruppo di Per Noi, Davide Verri, ha poi chiesto di conoscere lo stato dell’arte del progetto tunnel sulla Romea al posto dell’attuale ponte sul portocanale di Porto Garibaldi e quali misure sono in programma dall’Anas sempre sulla SS 309 per la sicurezza dell’arteria specie per scongiurare code durante la stagione estiva.
Ha risposto l’assessore ai Lavori pubblici Davide Nardini che ha ripercorso le tappe fondamentali del progetto sottopasso. Nel 2001 la Provincia affidò a professionisti esterni il compito di redigere un progetto preliminare da presentarsi nelle sedi regionali e nazionali per l’ottenimento dei finanziamenti necessari. Il progetto preliminare risultò di particolare interesse per l’Anas per la soluzione del nodo viario in quel tratto della Romea. Nel 2002 fu stipulata una convenzione tra Anas a Provincia per la redazione dei progetti definitivo ed esecutivo con relativa suddivisione al 50% dei costi. Nel 2004 la Provincia trasmise all’ufficio Progettazione dell’azienda nazionale per le strade il progetto preliminare del tunnel e nello stesso anno il tema di progettisti consegna alla Provincia quello definitivo, stante che la sua trasmissione ad Anas è subordinata all’approvazione della stessa di quello preliminare. “Approvazione tuttora non pervenuta da Anas – commenta Nardini – e l’intera opera non risulta essere finanziata”.
Per quanto riguarda gli altri interventi di messa in sicurezza della SS 309 Nardini ha ripercorso i lavori che interessano in particolare alcune intersezioni pericolose, cioè le rotatorie di via dei Tigli, via dei Continenti, via delle Galassie, incrocio con la strada comunale Valli Basse e quello con la SP74 Belbosco.
I progetti hanno ricevuto il parere favorevole della Provincia, del Comune di Comacchio e dell’Ente Parco e attualmente l’Anas, insieme con la Provincia, sta predisponendo gli accordi bonari per la cessione delle aree su cui si realizzeranno le rotatorie.
“Si tratta di un investimento complessivo di oltre 3,6 milioni di euro – ha precisato Nardini – per il quale, però, attualmente non c’è copertura finanziaria”.
Interventi cui dovranno fare seguito due successivi stralci per il 2013 (3,5 milioni) e il 2015 (altri 3,6 milioni). Sempre sul fronte sicurezza Nardini ha richiamato anche i lavori già conclusi, o in fase di esecuzione, sulla Romea, come il rifacimento della sovrastruttura stradale nei tratti compresi fra i km 37,2 e 55,7 (ultimati nel maggio 2010 con un costo di 3,250 milioni), oltre al nuovo manto d’usura fra il km zero e 55 con relativa segnaletica orizzontale la cui posa sarà conclusa a settembre 2010 con un costo di 5,7 milioni.
A questo devono aggiungersi i lavori di integrazione e rafforzamento della segnaletica verticale lungo l’intera tratta Ferrara – Ravenna (l’approvazione del progetto è in programma entro luglio 2010 con un costo di 4,3 milioni) e per nuovi guard rail in tratti saltuari (lavori conclusi nel gennaio di quest’anno con un costo di 2 milioni di euro).
TROMBA D’ARIA
Durante la seduta l’assessore ai Lavori pubblici, Davide Nardini, ha diramato una nota sulla tromba d’aria che ha colpito il territorio provinciale.“In data 6 luglio verso le 18,30 – 19 nella zona di Ostellato, Rovereto, Dogato, Maiero, Portomaggiore, Ripapersico, Gambulaga, Runco e in altre località limitrofe, si è abbattuta una tromba d’aria con raffiche violentissime di vento e pioggia che ha provocato i seguenti danni: SP 68 di Codigoro abbattuti 20 platani distribuiti tra Maiero, Portomaggiore e Ripapersico; SP 1 via Comacchio abbattuti due platani nella zona di Rovereto; SP 29 Cona Portomaggiore abbattuti tre platani da Gambulaga verso Portomaggiore.
Su tutte le strade alberate ci sono diversi rami staccati che penzolano sulle piante, che devono essere rimossi con piattaforma mobile. Molti altri rami sono finiti a terra – sulle banchine, scarpate e fossi – che saranno al più presto ugualmente rimossi.
I danni causati insistono sulle proprietà private – scoperchiamento dei tetti, recinzioni, divelte e rami caduti – sia su quelle pubbliche – guard rail danneggiati, apertura di fenditure sulla sede stradale dove ci sono le radici degli alberi che interessano sia la strada che le banchine o i fossi, con conseguente necessità del loro ripristino.
Per affrontare tutto questo da ieri sera (ndr martedì 6 luglio) verso le 22 fino alle 5 di questa mattina (ndr mercoledì 7 luglio) sono intervenuti: il personale del servizio Viabilità della Provincia, ditte contattate dalla stessa con mezzi meccanici per rimuovere rami e tronchi, Vigili del Fuoco e Carabinieri. Dalla mattina di mercoledì 7 luglio e per i giorni seguenti le operazioni continueranno con tutto il personale disponibile del servizio Viabilità e delle ditte private (con camion, escavatori e piattaforme), per riportare il prima possibile la situazione alla normalità e nelle condizioni di sicurezza i tratti stradali interessati. La quantificazione dei costi sarà effettuata nei prossimi giorni”.
Con 20 voti a favore e 4 astensioni è stato approvato un odg presentato dal consigliere Lega Nord Fabio Bergamini sulla scuola secondaria di primo grado Bonatti di Bondeno. Un documento che lamenta in sostanza la volontà del Provveditorato di ridurre a quattro le classi terze assegnate alla scuola matildea per l’anno scolastico 2010 – 2011. Una situazione giudicata non congrua anche per l’alto numero di disabilità gravi e di alunni stranieri in situazione di forte disagio.
Durante il dibattito la consigliera Anna Quarzi (Pd), in qualità di presidente della commissione Scuola, ha assunto l’impegno di dedicare una sessione speciale della commissione ai temi scolastici legati al territorio.
Il capogruppo Pd Sergio Guglielmini, poi, ha dichiarato il proprio appoggio all’odg “Perché la politica – ha detto – su questi temi deve essere coerente e responsabile”.
Un altro odg ha tenuto banco ed è stato presentato dal consigliere Davide Verri (Per Noi).
Il tema è stato quello del governo della sanità ferrarese con un miglio utilizzo delle risorse e in prospettiva della riorganizzazione dei servizi, con accenno esplicito al 118, recente tema al centro anche della Conferenza sociosanitaria territoriale.
Ugo Taddeo (PdL): il pronto soccorso al S. Anna è una bestemmia scientifica
Luigi Corvini (PdL): mi faccio portavoce del territorio centese in riferimento alla riduzione ad un’ambulanza convenzionata.
Sul tema è intervenuta Marcella Zappaterra anche in veste di presidente della Conferenza sociosanitaria territoriale, per “portare il problema – ha specificato – nella sua sostanza tecnica”.
Sulla riorganizzazione del 118, infatti, è stato presentato un progetto per motivi che in realtà nulla hanno a che vedere con l’attuale livello qualitativo garantito. Il problema è quello di reperire personale medico con questa professionalità specifica. “È un anno che i bandi in uscita per l’assunzione di medici per il 118 vanno deserti”, ha ricordato la presidente.
“Perciò, insieme con tutti i Comuni, e non solo con quelli interessati, abbiamo deciso – ha proseguito Marcella Zappaterra – di rinviare il progetto, anche perché non sappiamo cosa deciderà la manovra finanziaria del governo, attualmente in Parlamento, per la sorte dei precari e perché dobbiamo capire anche gli effetti dei nuovi indirizzi regionali in merito alla gestione dei servizi su area vasta, oltre gli stessi confini provinciali, se si fa l’ipotesi dell’area Ferrara – Imola – Bologna”.
Infine, sulla proposta di costituire un Osservatorio sulla qualità ed efficienza dell’offerta sanitaria, la presidente, lontana da preconcetti, ha invitato a non fare doppioni con la Conferenza socio sanitaria e si è resa disponibile, in quanto presidente dell’organismo, ad allargare la partecipazione anche ai soggetti interessati in apposite sessioni – un paio all’anno – dedicate alla discussione di questi temi.
Al fine di condividere il testo fra maggioranza e minoranza il capogruppo Guglielmini ha proposto una sospensione della seduta per introdurre al testo alcuni emendamenti.
Il documento è stato approvato all’unanimità con 23 voti a favore.
Un ultimo odg portava la firma della Giunta provinciale ed è stato teso a proporre all’assemblea il testo elaborato dall’Upi nazionale sulla manovra finanziaria del governo.
Il documento è stato presentato dall’assessore al Bilancio, Davide Nardini, il quale ha parlato di “svolta epocale” per gli enti locali nel senso che se passa l’attuale manovra del governo “i prossimi bilanci – ha detto – saranno davvero duri da far quadrare e rispetto ai quali non si sarà più in grado di esercitare deleghe e funzioni, come del resto già minacciato dalle Regioni”.
Dei 24 miliardi di cui si compone questa manovra, ben 15 sono a carico di Regioni, Province e Comuni – ha proseguito Nardini – e questo non è un modo equilibrato di ripartire oneri e pesi sull’intero sistema della pubblica amministrazione, quando quella centrale è colpita solo per l’1,2%.
Il documento chiede, in sostanza, una riduzione del carico rivolto agli enti locali tenendo presente le situazioni virtuose, la garanzia dei livelli di finanziamento anche in sede di attuazione del federalismo fiscale e la tutela dell’autonomia finanziaria ed organizzativa.
Per Davide Verri (Per Noi) non va bene comprimere l’autonomia impositiva degli enti locali (con evidente riferimento alla vicenda dell’Ici). Si parla tanto di federalismo fiscale e ci si contraddice con queste misure.
Paolo Calvano (Pd): se il patto di stabilità fosse stato diverso e se il federalismo fosse stato attuato la discussione sugli enti locali sarebbe stata diversa. Ora la mano è pesante perché queste due cose non sono state fatte. Mentre noi discutiamo qui a Ferrara, a Roma hanno già deciso di mettere la fiducia: Roma padrona più che ladrona.
Luciano Tancini (PdL): è un grido di disperazione, dice facendo eco all’intervento di Mario Castelluzzo (Pd) che aveva parlato in un precedente intervento di grido di dolore degli enti locali. Anche se ha ricordato che negli enti locali non c’è ancora sufficiente controllo della spesa pubblica.
Sergio Guglielmini (Pd): una manovra basata per il 70% su tagli lineari, perciò senza vera equità, né federalismo fiscale. Per Stefano Calderoni (Prc) gli enti locali subiscono i maggiori tagli con conseguenze pesanti sui servizi ai cittadini, mentre Ugo Taddeo (PdL) ha ricordato che l’Ue appoggia la politica economica italiana e gli ultimi dati economici danno l’Italia addirittura in posizione trainante in Europa. Chiede che nel documento si dica che l’aumento del debito pubblico è aumentato per responsabilità di tutti i governi succedutisi negli anni ’80.
Fabio Bergamini (Lega Nord): non stiamo zitti anche di fronte ad un’iniziativa di un governo nostro amico.
All’emendamento Taddeo l’assessore Nardini ha dato due possibilità di soluzione: “tutti i governi ad eccezione di quello Prodi”, oppure “il debito pubblico è stato creato dal governo a guida socialista del 1983”.
“Meno spesa pubblica è giusto dirlo – ha concluso Nardini la propria replica – ma i tagli devono essere equi e non pesare in questa maniera sugli enti locali”.
Dopo le dichiarazioni di voto, durante le quali il capogruppo PdL (Taddeo) ha annunciato il proprio voto contrario, il documento è stato approvato con 13 sì e 7 no.
Fonte: http://www.provincia.fe.it/?nav=92&news=B5F0F62FFCAE649BC12577590051C794
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