Redazione de la Nuova Ferrara
Direttore,
dopo il suo editoriale odierno e lungi da noi, da me, di assumere la difesa d’ufficio della Provincia e dei Comuni per i velox e tutor installati sulle nostre strade, le chiedo, cortesemente, di voler far pervenire al Sig. Diego Marani, che spazia su “la Nuova” coi suoi commenti e di recente anche con uno molto simpatico ed ironico appunto sulla installazione dei tutor, per farsi latore in Europa, dove credo lui professionalmente operi (e dove tutti i parlamentari europei italiani, di TUTTI gli schieramenti, hanno fatto orecchie da mercanti sull’argomento), delle situazioni sotto esposte. Non dimenticando, possibilmente, che le strade che lo stesso Marani percorre per raggiungere, penso, l’aeroporto di Bologna per andare a Bruxelles, esclusa l’autostrada A13, sono esattamente le stesse, a distanza di 90 anni, che fece realizzare il suo concittadino Rossoni. Quando, a Bologna e a Roma, ci andava in …balilla o col calesse.
8,00 morti per ogni 100mila abitanti in Emilia Romagna (ed abbiamo addirittura toccato il top di 20,4 morti ogni 100mila abitanti, nel …2002, 9 anni fa, non 900 anni fa), contro i 4,00 dell’Inghilterra nel 2010!!!
Peccato, però, che mai si registrino ribellioni - pacifiche – di popolo, per quest’ultima ragione, come avviene quando, invece, si tocca il portafoglio. E riteniamo che in molti, tuttora, ignorino che la Provincia di Ferrara si è impegnata a riversare sulla sicurezza stradale il 50% degli introiti dai ‘tutor’. Che oggi, contrariamente a quanto anche lei ribadisce nel suo editoriale – e anche questo sconosciuto ai più – non è sui giovani che occorrerebbe investire di più (il lavoro fatto nelle scuole ha dato e sta dando ottimi risultati, guardare le statistiche allegate per crederci) ma sulle fasce “mature” della popolazione e, soprattutto, sui costruttori e gestori delle strade. Per le quali si dà per scontato che tutti leggano due o tre giornali al giorno e si imbottiscano di Tg oppure che, essendo dei tecnici, siano infallibili.
Grazie dell’attenzione e sempre disponibili a riaffrontare l’argomento, non a spot, ma ripercorrendo quanto, a costo di durissimi sacrifici, è stato fatto in questi trascorsi 10 anni, cordialmente la saluto.
Luigi A. Ciannilli
COMITATO PER LA SICUREZZA STRADALE – asso_sic_stradale@tiscali.it
tel. 333-4153784
“Fernando Paglierini”
COPPARO (fe)
firmatario della Carta Europea per la Sicurezza Stradale

Confronto Statistiche provinciali FERRARA dal 2004 al 2010
DECEDUTI per INCIDENTI STRADALI
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Sono un bastonato dal tutor, e ne sono contento. Poco, troppo poco evidentemente, se continuo a correre è giusto che mi venga ricordato a suon di cedolini, affinchè la saggezza mi venga imposta. Grazie, e continuate così.
Sono quel qualcuno cui la mia (perché l’ho votata) Presidentessa si rivolge nel comunicato stampa di ieri sui tutor. Quello che non sembra che si riesca a trasmettere (io nel mio piccolo e Marani nel suo) é che non si discute dell’utilità di tutor o velox, per carità! E’ la collocazione che sembra fatta apposta per tartassare gli automobilisti senza alcun (secondo me) vantaggio per gli utenti, ma solo per la Provincia.
Li ho gurdati bene i dati che gentilmente la mia Presidentessa mi ha suggerito di verificare. Mancano secondo me di un dato fondamentale per chi conosce un pò di statistica (ho fatto due esami di statistica tanti anni fa ad Economia con il leggendario Professor De Simone a Bologna ed un pochino ne mastico): il numero di veicoli in transito sulle strade provinciali per unità di tempo, che servirebbe (statistica) a dare un valore corretto (sempre secondo me) ai dati pubblicati. Ma ovviamente questo dato non ci potrà mai essere perché manca la “struttura” sulle strade per farlo. Per come la vedo io, ed i dati pubblicati lo dimostrano, l’eventuale tutor andava installato molto prima, perche é prima che si verifica la più alta incidentabilità, oppure si doveva installare un velox fisso (da ambo i lati) all’incrocio ad esempio con Villanova oppure (visto che é una moda non solo di Ferrara) si faceva una bella “rotatoriona”. In ogni caso, a mio parere, era nel tratto molto prima che si doveva incidere.
Per concludere, anch’io come il Marani, non ho mai preso una multa per velox di qualsiasi tipo in cinquantanni di vita e trentadue di patente, e di multe più in generale ne ho prese (che ricordi) al massimo cinque. La mia lettera voleva solo essere un auto-regalo per “i miei primi cinquantanni” (infatti va vista con quella pubblicata, per un disguido con il direttore, due giorni prima) ed un appunto alla risposta della mia Presidentessa al Marani che così “bucolicamente” (vedi lepri che sorpassono le auto sulla provinciale) aveva disquisito di tutor et similia. La Sua risposta (la seconda) mi é sembrata un pò troppo arrogante e spocchiosa se me lo consente (intercalare che non mi piace perché di berlusconiana memoria).
La ringrazio comunque per l’attenzione. Qui si chiude la mia attività di scrittore pro giornali e simili, riprenderà eventualmente fra altri cinquantanni: se ci sarò (ma dubito)!
Daniele Gavagna
P.S. Cara presidentessa mi piacerebbe prendere un caffé insieme a Lei e fare due chiacchere insieme per conoscerLa, del resto sono un Suo elettore!
[...] Tutor e velox – dannati al volante – Lettera inviata dal Comitato per la sicurezza stra… Redazione de la Nuova Ferrara Direttore, dopo il suo editoriale odierno e lungi da noi, da me, di assumere la difesa d'ufficio della Provincia e dei Comuni per i velox e tutor installati sulle no… Source: marcellazappaterra.wordpress.com [...]
Ciao a tutti, Salve Presidente Zappaterra,ho avuto una piccola discussione con lei riguardo un mio consiglio poco apprezzato su FB. So perfettamente che la situazione non era la piu’ consona (appello di solidarieta’) per un commento di quel genere ad infatti ora sono qui per commentare in modo costruttivo e fornire una mia opinione a circa 3 mesi dall’attivazione dei Tutor. Per mia fortuna percorro il tratto abbastanza saltuariamente quindi il pericolo di essere multato e’ un po’ piu’ basso rispetto a chi percorre il tratto abitualmente, ma so che non ne saro’ esente prima o poi. Per mia personale opinione in quei tratti che erano comunque pericolosi per le altissime velocita’ medie che si raggiungevano, anche se con ottima visibilita’ (non parlo dei limiti, parlo della realta’), un po’ di controllo ci voleva e per quello non sono dispiaciuto anche se ne avrei fatto volentieri a meno. Il fatto e’ che ora gli automobilisti affrontano il tratto un po’ come una punizione, una penalita’ da scontare nel viaggio verso ferrara, e vi assicuro che i potenziali provocatori di incidenti sono stati i primi ad adeguarsi e molto probabilmente non sono ancora stati multati. E’ vero invece, che sono state mandate contravvenzioni a gente che ha percorso il tratto ad una velocita’ di 80/90 km/h, gente correttissima, magari anche un po’ lenta nelle operazioni di guida, quindi sicuramente non il genere di automobilista che puo’ provocare incidenti mortali. Ho lavorato per Poste Italiane nel periodo tra fine luglio e fine settembre in zona Copparo/Tresigallo, Jolanda, quindi sono stato uno dei primi a conoscere l’esito del primo mese di funzionamento dei tutor ed ho potuto provare sulla mia pelle quello che significa portare 2, 3, 4 o piu’ contravvenzioni ad una sola persona, solitamente gente normalissima, che probabilmente non e’ stata quasi mai multata o percorre quella strada abitualmente ed ha commesso l’errore o negligenza di guidare prudentemente ma di poco sopra al limite, per lo piu’ in un tratto dove e’ molto semplice con le auto dei giorni nostri non accorgersi di superare un determinato limite, se questo e’ cosi’ basso da dare problemi di piccoli strappi e scuotimenti dovuti ai bassi giri del motore in 5a o 6a marcia, siamo sempre su una strada extraurbana a normale percorrenza. Da questo lato basterebbe alzare il limite a 90 km/h e molte lamentele se ne andrebbero esattamente da dove sono partite perche’ non avrebbero piu’ senso. Altrimenti provate a chiedere a gente che passa la maggior parte del tempo in strada se i 70 km/h, un limite che hanno camion ed autobus, e’ veramente un limite di sicurezza o un’intralcio vero e proprio alla circolazione, perche’ poi la maggior parte degli automobilisti affrontano i tratti a 65, 60 o 55 kmh per “non rischiare”, e quindi ci si ritrova a sorpassarli, dentro lo stesso tratto ma dando un occhio al tachimetro per non superare il limite, creando potenziali situazioni di pericolo, anche se a velocita’ molto piu’ basse. Ho letto il link sullo studio dell’incidentalita’ dei punti scelti e le motivazioni che vi hanno spinto a decidere per quei punti, ma ho pure letto una nota che toglieva nella maggior parte dei casi la responsabilita’ alle infrastrutture ad al loro stato, dando la maggior parte delle responsabilita’ all’errore umano. E’ qui che mi chiedo se il problema principale sia la velocita’ o il fatto che la velocita’ e le manovre svolte da molti automobilisti non siano sotto il loro controllo o entro il loro raggio di valutazione dei rischi. Qui le chiedo di investire i fondi che arriveranno dalle contravvenzioni soprattutto sulla gente, sugli automobilisti e incentivare la loro presenza a corsi di Guida Sicura per migliorare il loro controllo di guida ed abituarli a gestire situazioni d’emergenza in modo migliore. Se il problema sono gli automobilisti incapaci non bisogna penalizzare anche quelli capaci ed in grado di gestire la guida del proprio veicolo in maniera sicura anche a velocita’ piu’ alte di quelle imposte attualmente nei tratti monitorati di tutor.
Cordialmente
Gianella Nicola