I tagli previsti in Castello salgono da 3 a 4,5 milioni di euro. Nessuna fusione di enti locali in regione
“Con questa manovra il federalismo è morto”. A sostenerlo è la Presidente della Provincia Marcella Zappaterra, nel corso di un’intervista telefonica rilasciata a Estense.com, relativa alle recenti modifiche alla manovra finanziaria annunciate venerdì dal Consiglio dei Ministri.Ciò che emerge dalle parole del vertice istituzionale è tuttora una forte incertezza sulla direzione dei tagli: “Stiamo facendo i conti e pare che il taglio da 3 milioni di euro precedentemente prospettato dalla scorsa versione della manovra, raggiungerà invece, probabilmente, i 4,5 milioni di euro”. Numeri tuttora non definitivi, ma che danno un quadro abbastanza chiaro delle scelte governative. “La nuova versione – fa sapere la presidente della Provincia – è disastrosa al di là degli aspetti fiscali. I tagli previsti andranno a colpire fortemente gli enti locali, incidendo su tutto il sistema dei servizi che inevitabilmente gravita attorno alle fasce più deboli. Non si è ancora capito, però – puntualizza Zappaterra -, se sarà anche ridotto il numero dei parlamentari e l’ammontare delle indennità dei rappresentanti europei”. Questi alcuni degli interventi che immaginava il vertice provinciale, che, tuttavia, tira un sospiro di sollievo: “In base agli standard imposti, la nostra Provincia non sarà abolita e sull’intero territorio regionale non ci saranno accorpamenti di Comuni”. Una notizia, questa, positiva, secondo Zappaterra: “Le risorse che si possono ricavare da fusioni di Comuni e Province – commenta il numero uno dell’istituzione che ha sede in Castello -, servono a fare titoli sui giornali, non ad incidere concretamente sui problemi: nel nostro territorio, già da tempo, si sono innescate positive associazioni virtuose tra enti locali. Una riforma fatta fino in fondo – considera Zappaterra -, avrebbe dovuto spartire in maniera razionale le funzioni tra Comuni, Province e Regioni, codificando chiaramente i rapporti tra Comuni e Regioni in assenza dell’istituzione provinciale. Con questa manovra – commenta il vertice del Castello – il federalismo è morto. Si tagliano le risorse agli enti locali e si introduce l’Imposta Municipale ai Comuni e la tassa di soggiorno: in questo modo si sposta la facoltà di tassare a qualcun altro e il federalismo resterà soltanto appena sulla carta”.
Secondo il vertice dell’amministrazione provinciale, “emblematica” è anche la scelta dell’accorpamento delle feste laiche sulle domeniche: “Non credo che comporti un risparmio importante – commenta Zappaterra -: l’idea di celebrare il 25 aprile quando lo decide Tremonti fa capire che si è persa la testa”.
La ricetta di Zappaterra è rimodulare il livello dei tagli: “Occorrerebbe più equità, una riforma ampia, tagliando più sui ministeri e sugli uffici territoriali del governo e meno sugli enti locali: i tagli lineari non sono utili per risolvere i problemi”. E la Presidente non dimentica, tra gli interventi necessari, il tema dell’evasione fiscale: “Sono stati previste – critica Zappaterra – solamente azioni sui redditi dichiarati: ma la vera questione italiana, sappiamo bene, è l’evasione”.
La discussione in Parlamento è tuttora aperta. Ma non si dice ottimista, Zappaterra: “Il Pd ha fatto proposte alternative serie a questa manovra assolutamente depressiva per le stesse fasce deboli. Si sarebbe dovuto lavorare in questi anni, senza lo slogan del Pdl di non alzare le tasse che ci ha condotto ora ad alzarle vertiginosamente. Ci troviamo dunque in una fase difficile, in cui – commenta la presidente – occorre avere il coraggio di fare una riforma vera, una vera e propria rivoluzione: tagliare sugli enti locali e tassare le stesse fasce deboli non è molto innovativo”.





